>ERRATA CORRIGE

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Nell’articolo scritto una settimana fa su pagina/13 c’è una leggera imprecisione all’inizio quando si dice :

“(… )quegli insegnamenti che, al termine degli studi, mancano per l’abilitazione all’insegnamento”.

L’abilitazione all’insegnamento non si ottiene semplicemente includendo degli esami nel piano di studi, si ottiene o per concorso ordinario/ riservato o tramite abilitazione siss, soss 400 e soss 800. O almeno fino all’anno scorso era così. ora tutto questo è sospeso. c’è da dire anche che l’ultimo concorso a cattedre con funzione anche abilitante risale a dieci anni fa.
Nel frattempo è consigliabile, a chi vuole intraprendere una durissima e per niente ben retribuita professione, di inserire nel proprio piano di studi quegli insegnamenti che sono inclusi nelle tabelle del ministero della pubblica istruzione dove sono indicate le graduatorie corrispondenti alle varie discipline e gli esami obbligatori ad essi collegati.
C’è da dire che non si sa se queste tabelle resteranno così come sono ora oppure no. con la riforma di maristella le scuole superiori hanno subito una drastica diminuzione degli indirizzi e non è detto che all’impoverimento dell’offerta formativa non corrisponda anche ad una modifica delle competenze richieste ai futuri docenti.

iaia

How resistant is “July 9th”



shooresh1917.blogspot.com

Sono arrivati tutti. Giovani, vecchi ed adulti. Non solo in una strada ma questa volta, imparando dalle scorse tre settimane, hanno condotto una protesta di massa in 7-8 aree differenti. Non c’è silenzio. Ognuno grida. Alcune persone cantando “Dio è grande” che presto diventa “Morte al dittatore” e “Governo illegittimo, dimissioni dimissioni”. Il conflitto principale ha avuto luogo in Valisier-Enqelab – Daneshju (Student) Park.
La folla è concentrata e ha luogo l’attacco intensivo di lacrimogeni e bastoni da parte delle guardie anti-rivolta. facce insanguinate. La gente fugge per le strade per poi ritornare indietro attraverso le vie pedonali. Le automobili suonano come due settimane fa. Suoni di clacson continui. Ancora una volta pugni e segni di “V” vittoria si vedono puntati verso il cielo. Gruppi di persone si spostano dalle vie principali attraverso Enqelab Squeare e Tehran University. Questa volta cantano uno slogan lungo, come nella rivoluzione del ’79. Le parole:
“Traditore Mahmoud [Ahmadinejad] vorrei tu fossi un mendicante/tu hai mandato in rovina la nostra madrepatria/tu hai ucciso i nostri giovani…/Morte a te!/Morte a te!…Morte a te!”
Lacrimogeni piovono da ovunque, ma la gente è ormai abituata a ciò. Nessuno sente di dovere vomitare, loro solamente accendono un fuoco immediatamente. Qualcuno soffia negli occhi dei vicini il fumo delle sigarette. Noi siamo a Keshavar Boulevard – Kargar Street. Forze speciali ci attaccano dal fondo della strada e noi corriamo cantando nell’altra direzione. Alcune persone si uniscono a noi da Fatemi Street e, insieme, ridiscendiamo la strada cantando “Non avere paura! Non avere paura! Noi siamo insieme!”
Non ci sono spari in quest’area e non abbiamo sentito nulla che potesse assomigliarvisi. In prima fila affollano bambine e madri. Arrabbiate, fresche, inspirate! Forze dell’ordine in borghese ci raggiungono ed attaccano ma sono meno numerosi che negli ultimi giorni e sicuramente ciò è dovuto al vociferare dei crimini da loro commessi nelle passate settimane. Sono spesso stati sostituiti da guardie rivoluzionarie in uniforme, per apparire più disciplinati.
Ora stanno attaccando la gente dalle motociclette, e sono cresciuti di numero. Centinaia di persone entrano nei mini-bazaar nei pressi di Laleh park e non c’è modo di uscirne. Tuttavia noi saltiamo al di sopra delle recinzioni e sfuggiamo all’interno del parco, la nostra destinazione è Amirabad Street.
Amirabad è affollata. All’angolo della strada dove Neda è stata assassinata la gente canta “Morte al Dittatore”. Un uomo anziano, che dice si essere ottantenne, felicemente continua “nessuno ha più paura. Tutti sono venuti. loro [il regime] devono andarsene. guarda, è così affollato ma qui non c’è nemmeno un mullah! La gente fa loro pagare per il sangue di Neda.” Ha ragione.
La gente ha capito la situazione molto bene. Loro sanno della debolezza del regime. Nessuno ha più paura. Giovani e vecchi cantano più forte di tre settimane fa. C’è un auto che strombetta con una famiglia all’interno, nell’avanzare lento verso Amirabad. Il figlio urla: “Vorrete lottare pacificamente dopo tutto? Non riuscite a vederli armati!” La sorella lo accompagna all’urlo: “Morte al dittatore!” La mia sola reazione è alzare il pugno e ripetere lo slogan insieme a loro.
Sono arrivato ed ho trovato un posto per scrivere questo report e postarlo on-line. Stanotte sarà una notte di fuoco. Gli slogan nei tetti saranno più forti che mai. ci sono troppe persone ferite ed arrestate ancora. Non è scuro abbastanza, blocchi stradali e militari in borghese sono ad ogni angolo. Loro credono di poter terrorizzare la gente. Quanto stupidi possono essere??!? Queste sono centinaia di persone che con la loro forte presenza dicono al regime “il tuo tempo è finito!” Non ci sono notizie da altre città ancora ma non c’è dubbio che questo 9 luglio avrà grossa influenza nei cambiamenti futuri. Senza dubbio!!

Traduzione Pagina/13

>How resistant is “July 9th”

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shooresh1917.blogspot.com

Sono arrivati tutti. Giovani, vecchi ed adulti. Non solo in una strada ma questa volta, imparando dalle scorse tre settimane, hanno condotto una protesta di massa in 7-8 aree differenti. Non c’è silenzio. Ognuno grida. Alcune persone cantando “Dio è grande” che presto diventa “Morte al dittatore” e “Governo illegittimo, dimissioni dimissioni”. Il conflitto principale ha avuto luogo in Valisier-Enqelab – Daneshju (Student) Park.
La folla è concentrata e ha luogo l’attacco intensivo di lacrimogeni e bastoni da parte delle guardie anti-rivolta. facce insanguinate. La gente fugge per le strade per poi ritornare indietro attraverso le vie pedonali. Le automobili suonano come due settimane fa. Suoni di clacson continui. Ancora una volta pugni e segni di “V” vittoria si vedono puntati verso il cielo. Gruppi di persone si spostano dalle vie principali attraverso Enqelab Squeare e Tehran University. Questa volta cantano uno slogan lungo, come nella rivoluzione del ’79. Le parole:
“Traditore Mahmoud [Ahmadinejad] vorrei tu fossi un mendicante/tu hai mandato in rovina la nostra madrepatria/tu hai ucciso i nostri giovani…/Morte a te!/Morte a te!…Morte a te!”
Lacrimogeni piovono da ovunque, ma la gente è ormai abituata a ciò. Nessuno sente di dovere vomitare, loro solamente accendono un fuoco immediatamente. Qualcuno soffia negli occhi dei vicini il fumo delle sigarette. Noi siamo a Keshavar Boulevard – Kargar Street. Forze speciali ci attaccano dal fondo della strada e noi corriamo cantando nell’altra direzione. Alcune persone si uniscono a noi da Fatemi Street e, insieme, ridiscendiamo la strada cantando “Non avere paura! Non avere paura! Noi siamo insieme!”
Non ci sono spari in quest’area e non abbiamo sentito nulla che potesse assomigliarvisi. In prima fila affollano bambine e madri. Arrabbiate, fresche, inspirate! Forze dell’ordine in borghese ci raggiungono ed attaccano ma sono meno numerosi che negli ultimi giorni e sicuramente ciò è dovuto al vociferare dei crimini da loro commessi nelle passate settimane. Sono spesso stati sostituiti da guardie rivoluzionarie in uniforme, per apparire più disciplinati.
Ora stanno attaccando la gente dalle motociclette, e sono cresciuti di numero. Centinaia di persone entrano nei mini-bazaar nei pressi di Laleh park e non c’è modo di uscirne. Tuttavia noi saltiamo al di sopra delle recinzioni e sfuggiamo all’interno del parco, la nostra destinazione è Amirabad Street.
Amirabad è affollata. All’angolo della strada dove Neda è stata assassinata la gente canta “Morte al Dittatore”. Un uomo anziano, che dice si essere ottantenne, felicemente continua “nessuno ha più paura. Tutti sono venuti. loro [il regime] devono andarsene. guarda, è così affollato ma qui non c’è nemmeno un mullah! La gente fa loro pagare per il sangue di Neda.” Ha ragione.
La gente ha capito la situazione molto bene. Loro sanno della debolezza del regime. Nessuno ha più paura. Giovani e vecchi cantano più forte di tre settimane fa. C’è un auto che strombetta con una famiglia all’interno, nell’avanzare lento verso Amirabad. Il figlio urla: “Vorrete lottare pacificamente dopo tutto? Non riuscite a vederli armati!” La sorella lo accompagna all’urlo: “Morte al dittatore!” La mia sola reazione è alzare il pugno e ripetere lo slogan insieme a loro.
Sono arrivato ed ho trovato un posto per scrivere questo report e postarlo on-line. Stanotte sarà una notte di fuoco. Gli slogan nei tetti saranno più forti che mai. ci sono troppe persone ferite ed arrestate ancora. Non è scuro abbastanza, blocchi stradali e militari in borghese sono ad ogni angolo. Loro credono di poter terrorizzare la gente. Quanto stupidi possono essere??!? Queste sono centinaia di persone che con la loro forte presenza dicono al regime “il tuo tempo è finito!” Non ci sono notizie da altre città ancora ma non c’è dubbio che questo 9 luglio avrà grossa influenza nei cambiamenti futuri. Senza dubbio!!

Traduzione Pagina/13

I SANTI

L’Italia è un paese le cui radici sono cristiane, dato non indubitabile, più di quell’altro fatto chiamato laicità, a vedere quanto i politici si siano impegnati in difesa del primo e a sentire il silenzio che hanno gettato sul secondo. E così noi, per una volta, in ossequio all’autorità di chi ci governa, ci affidiamo al loro esempio e per iniziare citiamo la Bibbia. O meglio, parliamo di Paolo, che tra i santi della Bibbia è di certo tra i più importanti. Proprio Paolo, in una delle sue tredici lettere che troviamo nel Nuovo Testamento, disse che era diventato uomo di ogni sorta per predicare la buona novella a persone di ogni sorta. Questa metamorfosi, hanno commentato alcuni, era una faccenda di esempio, perchè per convertire era necessario che i pagani vedessero nei cristiani un esempio da seguire, ma perchè l’esempio venga seguito sempre nei cristiani dovevano trovare un qualcosa in comune. Per questo Paolo travestiva la sua fede, non per opportunismo, ma per una sorta di teologia della partecipazione altrui. Certo, l’esempio è una strada a due corsie, e a senso opposto. Infatti quando noi diciamo che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, intendiamo proprio che stando con chi fa il male è più facile finire con l’agire nella stessa maniera. Per questo, sempre nella Bibbia, si dice ai genitori di essere un buon modello per i figli, quasi ci fosse una sorta di simmetria tra ciò che vediamo fare e quello che facciamo.
Ora, sempre in ossequio alle nostre radici cristiane, parliamo di Roma, che a detta del ministro Carfagna prima di essere la capitale italiana è la capitale della cristianità. A Roma, qualche mese fa, era il 29 ottobre, e c’era una manifestazione dell’Onda, e in Piazza Navona arrivò un camioncino pieno di ragazzi armati che, col tacito lasciapassare della polizia, si divertì a malmenare chi armato non era. Qualcuno notò pure che a Roma, lì, proprio a Piazza Navona, la presenza di un camioncino è plausibile quanto quella di un’astronave aliena perchè in quel luogo, zona pedonale da decenni, è assolutamente impossibile entrare con qualsivoglia veicolo nei giorni normali: occorrono permessi, tanti euro per i permessi, ore di fila in uffci e pregare in ginocchio per ottenere un permessino di 3 minuti al carico-scarico. Considerato questo e il fatto che il tratto, per la manifestazione, era completamente blindato, la faccenda del camioncino aveva qualcosa di non identificato, di alieno. O forse, se era alieno alla logica del traffico, non lo era in quella di un governo che già aveva minacciato l’intervento della polizia in università di fronte alle prime occupazioni. E così, infatti, tra alienazioni logiche e contraddizioni politiche, né a chi picchiò né a chi lasciò picchiare – le forze dell’ordine – nulla fu fatto.
A distanza di qualche mese, il 6 luglio 2009, ventun ragazzi del movimento studentesco vengono arrestati. Motivazione? Secondo la Procura, sono loro che durante il g8 universitario di Torino dello scorso 19 maggio hanno rovesciato cassonetti; tirato uova e lacrimogeni contro gli agenti; bloccato il traffico; ferito 24 agenti e danneggiato i negozi. “Hanno usato una violenta paramilitare premeditata”, ha detto Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino. “Hanno usato mazze e picozze. Ci sono prove video e fotografiche inconfutabili”.
Ammesso anche che tutto questo sia vero, e davvero così documentato, vien da pensare che il problema sia che non avessero un camioncino e che non si sian messi a picchiare chi armato non era. Perchè per il resto, cristianamente parlando, non stavan facendo altro che seguire il buon esempio che qualcun altro già aveva dato. Ma il nostro Stato, come il buon Dio, prima detta i comandamenti e poi si elegge il popolo eletto, e così non è scandalo se il settimo dice di non ammazzare e se poi il Signore degli eserciti comanda a Israele di andare e conquistare sette nazioni che devono essere “votate alla distruzione” (a chi fosse curioso leggersi Deutoronomio). Accade quando la giustificazione del credo è fondata sulle assurdità, per il resto è soltanto contesto. Per questo, cristianamente parlando, dico che questi ventun ragazzi sono stati giustamente arrestati, perchè hanno seguito l’esempio del dio giusto ma hanno agito in nome di dei pagani, e poi avevano i capelli troppo lunghi. Li avessero avuti rasati, fossero stati a Roma e con le mazze colorate a tricolore avessero picchettato le teste dei blasfemi – perchè le onde, si sa, non sono mai state ortodosse – tutto si sarebbe risolto con un assoluzione. E magari dio li avrebbe pure benedetti. Sia sempre lodato. O come dicono oggi, “per fortuna che c’è”…

Paolino

>I SANTI

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L’Italia è un paese le cui radici sono cristiane, dato non indubitabile, più di quell’altro fatto chiamato laicità, a vedere quanto i politici si siano impegnati in difesa del primo e a sentire il silenzio che hanno gettato sul secondo. E così noi, per una volta, in ossequio all’autorità di chi ci governa, ci affidiamo al loro esempio e per iniziare citiamo la Bibbia. O meglio, parliamo di Paolo, che tra i santi della Bibbia è di certo tra i più importanti. Proprio Paolo, in una delle sue tredici lettere che troviamo nel Nuovo Testamento, disse che era diventato uomo di ogni sorta per predicare la buona novella a persone di ogni sorta. Questa metamorfosi, hanno commentato alcuni, era una faccenda di esempio, perchè per convertire era necessario che i pagani vedessero nei cristiani un esempio da seguire, ma perchè l’esempio venga seguito sempre nei cristiani dovevano trovare un qualcosa in comune. Per questo Paolo travestiva la sua fede, non per opportunismo, ma per una sorta di teologia della partecipazione altrui. Certo, l’esempio è una strada a due corsie, e a senso opposto. Infatti quando noi diciamo che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, intendiamo proprio che stando con chi fa il male è più facile finire con l’agire nella stessa maniera. Per questo, sempre nella Bibbia, si dice ai genitori di essere un buon modello per i figli, quasi ci fosse una sorta di simmetria tra ciò che vediamo fare e quello che facciamo.
Ora, sempre in ossequio alle nostre radici cristiane, parliamo di Roma, che a detta del ministro Carfagna prima di essere la capitale italiana è la capitale della cristianità. A Roma, qualche mese fa, era il 29 ottobre, e c’era una manifestazione dell’Onda, e in Piazza Navona arrivò un camioncino pieno di ragazzi armati che, col tacito lasciapassare della polizia, si divertì a malmenare chi armato non era. Qualcuno notò pure che a Roma, lì, proprio a Piazza Navona, la presenza di un camioncino è plausibile quanto quella di un’astronave aliena perchè in quel luogo, zona pedonale da decenni, è assolutamente impossibile entrare con qualsivoglia veicolo nei giorni normali: occorrono permessi, tanti euro per i permessi, ore di fila in uffci e pregare in ginocchio per ottenere un permessino di 3 minuti al carico-scarico. Considerato questo e il fatto che il tratto, per la manifestazione, era completamente blindato, la faccenda del camioncino aveva qualcosa di non identificato, di alieno. O forse, se era alieno alla logica del traffico, non lo era in quella di un governo che già aveva minacciato l’intervento della polizia in università di fronte alle prime occupazioni. E così, infatti, tra alienazioni logiche e contraddizioni politiche, né a chi picchiò né a chi lasciò picchiare – le forze dell’ordine – nulla fu fatto.
A distanza di qualche mese, il 6 luglio 2009, ventun ragazzi del movimento studentesco vengono arrestati. Motivazione? Secondo la Procura, sono loro che durante il g8 universitario di Torino dello scorso 19 maggio hanno rovesciato cassonetti; tirato uova e lacrimogeni contro gli agenti; bloccato il traffico; ferito 24 agenti e danneggiato i negozi. “Hanno usato una violenta paramilitare premeditata”, ha detto Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino. “Hanno usato mazze e picozze. Ci sono prove video e fotografiche inconfutabili”.
Ammesso anche che tutto questo sia vero, e davvero così documentato, vien da pensare che il problema sia che non avessero un camioncino e che non si sian messi a picchiare chi armato non era. Perchè per il resto, cristianamente parlando, non stavan facendo altro che seguire il buon esempio che qualcun altro già aveva dato. Ma il nostro Stato, come il buon Dio, prima detta i comandamenti e poi si elegge il popolo eletto, e così non è scandalo se il settimo dice di non ammazzare e se poi il Signore degli eserciti comanda a Israele di andare e conquistare sette nazioni che devono essere “votate alla distruzione” (a chi fosse curioso leggersi Deutoronomio). Accade quando la giustificazione del credo è fondata sulle assurdità, per il resto è soltanto contesto. Per questo, cristianamente parlando, dico che questi ventun ragazzi sono stati giustamente arrestati, perchè hanno seguito l’esempio del dio giusto ma hanno agito in nome di dei pagani, e poi avevano i capelli troppo lunghi. Li avessero avuti rasati, fossero stati a Roma e con le mazze colorate a tricolore avessero picchettato le teste dei blasfemi – perchè le onde, si sa, non sono mai state ortodosse – tutto si sarebbe risolto con un assoluzione. E magari dio li avrebbe pure benedetti. Sia sempre lodato. O come dicono oggi, “per fortuna che c’è”…

Paolino

Heil Hitler

E’ davvero un mondo folle quello in cui viviamo, un mondo fatto anche di paradossi. Paradosso come quello che un ebreo sia capace di inneggiare all’operato di Adolf Hitler! In un mondo del genere allora, è possibile che un afro americano approvi il ku klux klan o che un monaco tibetano combatta contro ciò che rappresenta perchè crede che sia giusto l’operato dei cinesi.
Caro vecchio Bernie Ecclestone, questa volta l’hai fatta grossa. E’ la prima volta che prendo una notizia proveniente dal mondo sportivo ma, un fatto così grave non poteva passare inosservato.
Il giocattolo F1 in questo periodo non se la passa bene e, proprio quando sembrava che la tempesta, scatenata tra i team e Max Mosley, fosse passata ecco un nuovo fulmine che fa temere che il mondo fatto di lustrini e paillettes non abbia ancora toccato il fondo.
La dichiarazione di Ecclestone: “Hitler si che sapeva fare le cose” ha attirato l’attenzione anche al Congresso Ebraico Mondiale che ha chiesto immediatamente le dimissioni del vecchio Bernie. Magari sarà la senilità che sta facendo il suo corso e che fa si che non riesca ad esprimersi in maniera corretta visto che Ecclestone ha dichiarato di essere stato frainteso oppure, il fatto di poter dire tutto ciò che vuole grazie alla vagonata di soldi che possiede, rimane il fatto che la frase è stata detta e che, come sempre succede a questi personaggi, a parte il d’anno d’immagine che prima o poi verrà dimenticato, Bernie rimarrà saldo al suo posto e continuerà a giocare con il suo giocattolino.
E’ la storia che insegna che agli uomini di potere non accade mai nulla. Non più tardi di due anni fa era saltato fuori un video del presidente della FIA Max Mosley mentre era tutto preso in un orgia nazista. Nel video Mosley era frustato e umiliato da ragazze vestite con le divise delle SS. A parte il polverone iniziale non è successo nulla, tant’è che il presidente della FIA è sempre lo stesso nonostante anche in questo caso siano arrivate numerose le richieste di dimissioni. Dopo un fatto del genere, per quanto meno grave delle dichiarazioni di Ecclestone, e per quanto le fantasie sessuali siano personali, rimane pur sempre la bruttussima figura fatta. Visto il ruolo di rappresentanza che ricopre Mosley, sarebbe stato meglio cambiare il presidente della FIA, ma come sappiamo e già detto ciò non è accaduto.
La vecchiaia è la sola malattia della quale non ci si può illudere di trovare una cura, anche la stupidità però gode di questa proprietà, ma tranquillo vecchio Bernie non aver paura di perdere il posto, anche percè tanto sei tu il padre-padrone della F1, ma se tu te ne andassi, come faremmo senza di te, infatti non vediamo l’ora della tua prossima uscita.
E’ davvero un mondo folle quello in cui viviamo.
Matte

>Heil Hitler

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E’ davvero un mondo folle quello in cui viviamo, un mondo fatto anche di paradossi. Paradosso come quello che un ebreo sia capace di inneggiare all’operato di Adolf Hitler! In un mondo del genere allora, è possibile che un afro americano approvi il ku klux klan o che un monaco tibetano combatta contro ciò che rappresenta perchè crede che sia giusto l’operato dei cinesi.
Caro vecchio Bernie Ecclestone, questa volta l’hai fatta grossa. E’ la prima volta che prendo una notizia proveniente dal mondo sportivo ma, un fatto così grave non poteva passare inosservato.
Il giocattolo F1 in questo periodo non se la passa bene e, proprio quando sembrava che la tempesta, scatenata tra i team e Max Mosley, fosse passata ecco un nuovo fulmine che fa temere che il mondo fatto di lustrini e paillettes non abbia ancora toccato il fondo.
La dichiarazione di Ecclestone: “Hitler si che sapeva fare le cose” ha attirato l’attenzione anche al Congresso Ebraico Mondiale che ha chiesto immediatamente le dimissioni del vecchio Bernie. Magari sarà la senilità che sta facendo il suo corso e che fa si che non riesca ad esprimersi in maniera corretta visto che Ecclestone ha dichiarato di essere stato frainteso oppure, il fatto di poter dire tutto ciò che vuole grazie alla vagonata di soldi che possiede, rimane il fatto che la frase è stata detta e che, come sempre succede a questi personaggi, a parte il d’anno d’immagine che prima o poi verrà dimenticato, Bernie rimarrà saldo al suo posto e continuerà a giocare con il suo giocattolino.
E’ la storia che insegna che agli uomini di potere non accade mai nulla. Non più tardi di due anni fa era saltato fuori un video del presidente della FIA Max Mosley mentre era tutto preso in un orgia nazista. Nel video Mosley era frustato e umiliato da ragazze vestite con le divise delle SS. A parte il polverone iniziale non è successo nulla, tant’è che il presidente della FIA è sempre lo stesso nonostante anche in questo caso siano arrivate numerose le richieste di dimissioni. Dopo un fatto del genere, per quanto meno grave delle dichiarazioni di Ecclestone, e per quanto le fantasie sessuali siano personali, rimane pur sempre la bruttussima figura fatta. Visto il ruolo di rappresentanza che ricopre Mosley, sarebbe stato meglio cambiare il presidente della FIA, ma come sappiamo e già detto ciò non è accaduto.
La vecchiaia è la sola malattia della quale non ci si può illudere di trovare una cura, anche la stupidità però gode di questa proprietà, ma tranquillo vecchio Bernie non aver paura di perdere il posto, anche percè tanto sei tu il padre-padrone della F1, ma se tu te ne andassi, come faremmo senza di te, infatti non vediamo l’ora della tua prossima uscita.
E’ davvero un mondo folle quello in cui viviamo.
Matte

Il marchio Cina

Il presidente cinese Hu Jintao è stato ieri a Roma. Quirinale e Palazzo Madama.
Nella regione dello Xinjang, a Urumqui, muoiono persone negli scontri con la polizia. Gli Uighuri che popolano il territorio protestavano per due cittadini uccisi lo scorso 26 giugno.
Napolitano: “Abbiamo concordato che lo stesso sviluppo e il progresso economico e sociale che si stanno realizzando in Cina pongono nuove esigenze in materia di diritti umani, una questione che l’Italia ha sempre affrontato e intende affrontare nel massimo rispetto delle ragioni cinesi, e dell’integrità e autonomia di decisione della Cina e delle sue istituzioni rappresentative.”
Nell’affanno dei 300 imprenditori in salita verso Palazzo Madama, arriva l’incontro tra Hu Jintao e Berlusconi. Di ciò che accade in Cina non si parla. E’ già stato fatto al Quirinale (‘vedi’ sopra).
Il marchio cinese (che corrispone all’accordo automobilistico per le vendite Fiat in Cina) rimane pulito. Pulizia di prodotto e di marketing. Due miliardi il valore dell’incontro di ieri.
L’invito: il presidente Napolitano in visita alla Cina il prossimo anno. Scambio.

Rughe

>Il marchio Cina

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Il presidente cinese Hu Jintao è stato ieri a Roma. Quirinale e Palazzo Madama.
Nella regione dello Xinjang, a Urumqui, muoiono persone negli scontri con la polizia. Gli Uighuri che popolano il territorio protestavano per due cittadini uccisi lo scorso 26 giugno.
Napolitano: “Abbiamo concordato che lo stesso sviluppo e il progresso economico e sociale che si stanno realizzando in Cina pongono nuove esigenze in materia di diritti umani, una questione che l’Italia ha sempre affrontato e intende affrontare nel massimo rispetto delle ragioni cinesi, e dell’integrità e autonomia di decisione della Cina e delle sue istituzioni rappresentative.”
Nell’affanno dei 300 imprenditori in salita verso Palazzo Madama, arriva l’incontro tra Hu Jintao e Berlusconi. Di ciò che accade in Cina non si parla. E’ già stato fatto al Quirinale (‘vedi’ sopra).
Il marchio cinese (che corrispone all’accordo automobilistico per le vendite Fiat in Cina) rimane pulito. Pulizia di prodotto e di marketing. Due miliardi il valore dell’incontro di ieri.
L’invito: il presidente Napolitano in visita alla Cina il prossimo anno. Scambio.

Rughe