Se lo spazio si svuota

Per questa settimana l’aula 1.6 è aperta agli studenti. Tuttavia c’è un problema centrale: gli studenti rischiano di non avere più uno spazio. La decisione dal rettorato è infatti quella di restituire alla consueta programmazione protocollare l’aula 1.6. Didattica e non più autoformazione.
Accade un movimento interessante che coinvolge la rappresentanza. Alle rimostranze dello studente è infatti sovrapposta (dall’alto) la delegittimazione della rappresentanza.
Sono i rappresentanti a poter parlare; sono loro il canale per la costruzione propria di qualcosa nell’Ateneo. Lo studente diviene dunque prima muto, e poi numero, quantità che sostiene la rappresentanza.
Dopo il codice della matricola è calcato sulla pelle anche il numero statistico di contributo all’elezione.
E’ in questo modo che si prova a capovolgere il meccanismo che allontana – differenziato – lo studente dallo studente. Ulteriore lontananza che criticizza il dialogo.
Se la rappresentanza non si svuota con il dialogo che la costruisce, lo studente ha ancora identità propria nella partecipazione. Se lo spazio per gli studenti non si svuota con il dialogo che la costruisce, lo studente ha ancora una identità propria nella partecipazione.
Si tratta di un invito.
Rughe

>Se lo spazio si svuota

>

Per questa settimana l’aula 1.6 è aperta agli studenti. Tuttavia c’è un problema centrale: gli studenti rischiano di non avere più uno spazio. La decisione dal rettorato è infatti quella di restituire alla consueta programmazione protocollare l’aula 1.6. Didattica e non più autoformazione.
Accade un movimento interessante che coinvolge la rappresentanza. Alle rimostranze dello studente è infatti sovrapposta (dall’alto) la delegittimazione della rappresentanza.
Sono i rappresentanti a poter parlare; sono loro il canale per la costruzione propria di qualcosa nell’Ateneo. Lo studente diviene dunque prima muto, e poi numero, quantità che sostiene la rappresentanza.
Dopo il codice della matricola è calcato sulla pelle anche il numero statistico di contributo all’elezione.
E’ in questo modo che si prova a capovolgere il meccanismo che allontana – differenziato – lo studente dallo studente. Ulteriore lontananza che criticizza il dialogo.
Se la rappresentanza non si svuota con il dialogo che la costruisce, lo studente ha ancora identità propria nella partecipazione. Se lo spazio per gli studenti non si svuota con il dialogo che la costruisce, lo studente ha ancora una identità propria nella partecipazione.
Si tratta di un invito.
Rughe

Gelmini e Brunetta: una storia con i fiocchi

Maria Stella Gelmini e il collega Brunetta sono stati visti da alcuni testimoni in atteggiamenti lascivi sulla Smart di lui. Dopo una serata passata a mangiare pesce e pane azzimo, i due, hanno deciso di concludere la serata appartandosi nel posto macchina di Bossi a Palazzo Madama. Nonostante la statura del ministro per la Pub(bl)ica amministrazione, le mani sapevano dove e come muoversi. Sono stati momenti di grande passione e intimità per i 2 ministri che hanno deciso di sfogare lo stress attraverso la copula. Questa storia d’amore, che fra non molto infiammerà le conversazioni del consiglio dei ministri, si presume sia nata da un’attrazione inconscia della signora Gelmini verso le piccole cose della vita. Dopo gli ormai noti tagli ai fondi la Gelmini ha deciso di seguire l’istinto e continuare ad inseguire la filosofia che nella botte piccola c’è il vino buono. Il ministro Brunetta essendo lui divino cuoco e altrettanto eccellente amatore, secondo la legge della L, non ha potuto resistere al fascino occhialuto e disinibito di Maria Stella e in questa bellissima sera inv(f)ernale si sono dichiarati amore reciproco. Dopo la storia con il ministro Tremonti tragicamente finita da un taglio netto di lei, la Gelmini ha deciso di fare qualcosa per i meno abbienti, di centimetri in questo caso, facendo partecipe l’amato delle sue inclinazioni politiche. I commenti degli altri personaggi politici sono stati positivi, Berlusconi: ‘Brunetta è un grande uomo, di alta statura morale anche se non ancora abbronzato come piace a me. Però io sono più alto, W l’Italia!; Calderoli un pò scettico: ‘Maria Stella c’ha visto bene, se lo incontrassi io di notte lo scambierei per un pigmeo!’; Bossi invece era un pò alterato: ‘Eeeeeeh oooooh il mio macchina postooooohhhh uuuuuh!’

Elio

>Gelmini e Brunetta: una storia con i fiocchi

>Maria Stella Gelmini e il collega Brunetta sono stati visti da alcuni testimoni in atteggiamenti lascivi sulla Smart di lui. Dopo una serata passata a mangiare pesce e pane azzimo, i due, hanno deciso di concludere la serata appartandosi nel posto macchina di Bossi a Palazzo Madama. Nonostante la statura del ministro per la Pub(bl)ica amministrazione, le mani sapevano dove e come muoversi. Sono stati momenti di grande passione e intimità per i 2 ministri che hanno deciso di sfogare lo stress attraverso la copula. Questa storia d’amore, che fra non molto infiammerà le conversazioni del consiglio dei ministri, si presume sia nata da un’attrazione inconscia della signora Gelmini verso le piccole cose della vita. Dopo gli ormai noti tagli ai fondi la Gelmini ha deciso di seguire l’istinto e continuare ad inseguire la filosofia che nella botte piccola c’è il vino buono. Il ministro Brunetta essendo lui divino cuoco e altrettanto eccellente amatore, secondo la legge della L, non ha potuto resistere al fascino occhialuto e disinibito di Maria Stella e in questa bellissima sera inv(f)ernale si sono dichiarati amore reciproco. Dopo la storia con il ministro Tremonti tragicamente finita da un taglio netto di lei, la Gelmini ha deciso di fare qualcosa per i meno abbienti, di centimetri in questo caso, facendo partecipe l’amato delle sue inclinazioni politiche. I commenti degli altri personaggi politici sono stati positivi, Berlusconi: ‘Brunetta è un grande uomo, di alta statura morale anche se non ancora abbronzato come piace a me. Però io sono più alto, W l’Italia!; Calderoli un pò scettico: ‘Maria Stella c’ha visto bene, se lo incontrassi io di notte lo scambierei per un pigmeo!’; Bossi invece era un pò alterato: ‘Eeeeeeh oooooh il mio macchina postooooohhhh uuuuuh!’

Elio

Non venitemi a parlare di Non-Sense

“Andiamo!”, disse lo specchio, “Cercherò di essere più chiaro possibile ma tu continua a fissarti.” e guardò fisso il generale.

Il generale si fissò e disse rimanendo immobile: “Cos’è? Cos’è il nonsense? Io non lo capisco.”, lo specchio prima riflesse e poi rispose indicando sé stesso.

Il generale rimase basito dalla risposta e cercò di riflettere a sua volta sulla situazione, indicandosi. “La destra è la sinistra, il centro è l’unica cosa che rimane ma è confuso, vedi io chiudo l’occhio destro che invece è il sinistro, continua a fissarti”.

Io generale in capo delle forze armate chiedo lo sgombero dei territori occupati e chiedo anche che tutto il contingente torni nel nostro suolo questa guerra non ha avuto alcun risultato se non quello di decimare la nostra forza e diminuire la nostra posizione di fronte agli altri paesi sovrani.

Signor generale lei è un incosciente lasciare il paese occupato mostrerebbe ancor di più la nostra debolezza e poi non vorrà lasciare i cittadini in balia degli altri eserciti quelli sì che sono degli incompetenti la sua condotta sta perdendo ogni logica prima dice di abbandonare i territori occupati poi ribadisce che è incosciente cedere l’iniziativa a qualcun altro si decida.Cosa dovrei fare ciò che mi spinge a prendere questo tipo di decisione è la stessa cosa che obbliga voi a prendere le vostre.

Ma non dica scemenze e rifletta ecco continui a riflettere vede ciò che porta la riflessione è chiaro.

No non è chiaro per niente.

Allora si schiarisca le idee cos’ha senso per lei?

Io credo che ha senso ciò a cui diamo un senso ciò che ha un doppio senso porta a incidenti frontali ciò che non ha senso porta alla riflessione io rifletto su quello che ho dietro almeno quanto lei riflette su ciò che ha davanti. Ciò che apparentemente non ha senso porta alla riflessione lei rifletta sulla mancanza di senso e si troverà in un traffico indicibile macchine a destra camion a sinistra un’ambulanza dietro il cielo azzurro sopra rifletta bene.

Io posso riflettere sulle macchine a destra sui camion a sinistra e sull’ambulanza davanti ma non concepisco come riflettere sul cielo lui sta sopra tutto.

Bene a quanto pare lei non comprende la questione a fondo facciamo una prova vede la pistola nella fondina a sinistra

Vorrebbe dire a destra

Non mi interrompa prenda la pistola a sinistra e con la mano sinistra si spari un colpo alla tempia se davvero questo non ha senso per lei non dovrebbe succedere niente e allora avrà ragione lei ma se in realtà questo ha un senso allora

π

>Non venitemi a parlare di Non-Sense

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“Andiamo!”, disse lo specchio, “Cercherò di essere più chiaro possibile ma tu continua a fissarti.” e guardò fisso il generale.

Il generale si fissò e disse rimanendo immobile: “Cos’è? Cos’è il nonsense? Io non lo capisco.”, lo specchio prima riflesse e poi rispose indicando sé stesso.

Il generale rimase basito dalla risposta e cercò di riflettere a sua volta sulla situazione, indicandosi. “La destra è la sinistra, il centro è l’unica cosa che rimane ma è confuso, vedi io chiudo l’occhio destro che invece è il sinistro, continua a fissarti”.

Io generale in capo delle forze armate chiedo lo sgombero dei territori occupati e chiedo anche che tutto il contingente torni nel nostro suolo questa guerra non ha avuto alcun risultato se non quello di decimare la nostra forza e diminuire la nostra posizione di fronte agli altri paesi sovrani.

Signor generale lei è un incosciente lasciare il paese occupato mostrerebbe ancor di più la nostra debolezza e poi non vorrà lasciare i cittadini in balia degli altri eserciti quelli sì che sono degli incompetenti la sua condotta sta perdendo ogni logica prima dice di abbandonare i territori occupati poi ribadisce che è incosciente cedere l’iniziativa a qualcun altro si decida.Cosa dovrei fare ciò che mi spinge a prendere questo tipo di decisione è la stessa cosa che obbliga voi a prendere le vostre.

Ma non dica scemenze e rifletta ecco continui a riflettere vede ciò che porta la riflessione è chiaro.

No non è chiaro per niente.

Allora si schiarisca le idee cos’ha senso per lei?

Io credo che ha senso ciò a cui diamo un senso ciò che ha un doppio senso porta a incidenti frontali ciò che non ha senso porta alla riflessione io rifletto su quello che ho dietro almeno quanto lei riflette su ciò che ha davanti. Ciò che apparentemente non ha senso porta alla riflessione lei rifletta sulla mancanza di senso e si troverà in un traffico indicibile macchine a destra camion a sinistra un’ambulanza dietro il cielo azzurro sopra rifletta bene.

Io posso riflettere sulle macchine a destra sui camion a sinistra e sull’ambulanza davanti ma non concepisco come riflettere sul cielo lui sta sopra tutto.

Bene a quanto pare lei non comprende la questione a fondo facciamo una prova vede la pistola nella fondina a sinistra

Vorrebbe dire a destra

Non mi interrompa prenda la pistola a sinistra e con la mano sinistra si spari un colpo alla tempia se davvero questo non ha senso per lei non dovrebbe succedere niente e allora avrà ragione lei ma se in realtà questo ha un senso allora

π

di Rashid Khalidi

Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.
Il popolo di Gaza. La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.L’occupazione. Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005.
Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).Il blocco. Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso
e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).
Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.
Il cessate-il-fuoco. Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.
Crimini di guerra. Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”

>di Rashid Khalidi

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Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.
Il popolo di Gaza. La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.L’occupazione. Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005.
Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).Il blocco. Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso
e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).
Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.
Il cessate-il-fuoco. Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.
Crimini di guerra. Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”