>L’Italia sta diventando sempre più un paese multietnico e così allora il Governo si è invento le “classi ponte”. Che cosa sono? In breve, prima dell’inizio dell’anno scolastico gli studenti stranieri vengono sottoposti ad un test per verificare il livello della lingua italiana. Se lo studente ha una minima infarinatura della nostra lingua e quindi è in grado di seguire le lezioni nessun problema, verrà inserito nelle classi come un qualsiasi altro suo coetaneo italiano. Nel caso contrario invece sarà inserito in una classe ponte, una aula di soli studenti stranieri create apposta per far apprendere loro meglio l’italiano. Ora l’idea di verificare il livello di italiano degli studenti stranieri è una buona cosa ma, quello di creare delle classi di soli stranieri direi proprio di no. Gli studi di linguistica hanno dimostrato che noi, in quanto appartenenti alla specie umana, possiamo apprendere in linea di principio qualsiasi lingua fino a 6 anni circa (età in cui si “chiude” l’organo della facoltà del linguaggio) posto che ci arrivino gli input, cioè essere immersi nella lingua parlata. Ciò significa che i bambini apprendono la lingua in tenera età parlando con i propri coetanei. Sarebbe più logico piuttosto inserire gli studenti stranieri nelle classi “normali” dove la lingua predominante sia l’italiano, non essendo sufficiente la sola insegnante, e fornire loro dei corsi extra scolastici di italiano.
Matte&Gina
The Economist: riforma contro il baronato
Legambiente: il 24% degli edifici studenteschi privi di manutenzione
Mentre Legambiente scrive un rapporto sullo stato (precario) degli edifici scolastici italiani, il The Economist sposta il problema dell’Istruzione dai tagli ai baroni.
E’ datato 13 novembre l’articolo del settimanale londinese interessato alla questione studentesca in Italia. In esso si analizza la necessità di una riforma del
sistema universitario, “settore tra i peggio
amministrati, meno redditizi e corrotti”. A questo si aggiunge un’ulteriore critica alla mediocrità dell’Università (non ci sono atenei italiani nella graduatoria dei 100 migliori della Times Higher Education) ed alle lauree triennali, considerate non sufficienti per la formazione al lavoro.
I dati relativi ai finanziamenti statali, alla precarietà finanziaria di alcuni atenei italiani ed alla vasta problematica del nepotismo nell’assegnazione di posti (salari) traggono origine da accadimenti reali. The Economist riporta fatti. Da una prospettiva ulteriore (rapporto ‘Ecosistema scuola 2008’ di Legambiente) si
mettono tuttavia in luce anche altre urgenze. Sono circa 10 mila gli edifici scolastici italiani (24% del totale) a necessitare interventi di manutenzione. Nove milioni sono invece i cittadini che nelle strutture scolastiche operano.
A fronte dell’accostamento di queste due particolari problematiche si nota come sia forte il rischio di cadere in riduzioni nell’analisi panorama dell’Istruzione
italiana.
La mafiosità di talune procedure d’assunzione è un problema fondamentale del nostro paese. Tuttavia è anche fondamentale che gli edifici in cui si vuole condurre questa lotta alla mafia nell’Istruzione non cedano.
Continuando a parlare di riforma.
Rughe
>The Economist: riforma contro il baronato
>Legambiente: il 24% degli edifici studenteschi privi di manutenzione
Mentre Legambiente scrive un rapporto sullo stato (precario) degli edifici scolastici italiani, il The Economist sposta il problema dell’Istruzione dai tagli ai baroni.
E’ datato 13 novembre l’articolo del settimanale londinese interessato alla questione studentesca in Italia. In esso si analizza la necessità di una riforma del
sistema universitario, “settore tra i peggio
amministrati, meno redditizi e corrotti”. A questo si aggiunge un’ulteriore critica alla mediocrità dell’Università (non ci sono atenei italiani nella graduatoria dei 100 migliori della Times Higher Education) ed alle lauree triennali, considerate non sufficienti per la formazione al lavoro.
I dati relativi ai finanziamenti statali, alla precarietà finanziaria di alcuni atenei italiani ed alla vasta problematica del nepotismo nell’assegnazione di posti (salari) traggono origine da accadimenti reali. The Economist riporta fatti. Da una prospettiva ulteriore (rapporto ‘Ecosistema scuola 2008’ di Legambiente) si
mettono tuttavia in luce anche altre urgenze. Sono circa 10 mila gli edifici scolastici italiani (24% del totale) a necessitare interventi di manutenzione. Nove milioni sono invece i cittadini che nelle strutture scolastiche operano.
A fronte dell’accostamento di queste due particolari problematiche si nota come sia forte il rischio di cadere in riduzioni nell’analisi panorama dell’Istruzione
italiana.
La mafiosità di talune procedure d’assunzione è un problema fondamentale del nostro paese. Tuttavia è anche fondamentale che gli edifici in cui si vuole condurre questa lotta alla mafia nell’Istruzione non cedano.
Continuando a parlare di riforma.
Rughe
Job&orienta: cercasi contenuti
E’ stato un linguaggio teatrale quello che, la mattina di Giovedì 20 Novembre, hanno voluto utilizzare alcuni studenti veronesi di fronte al centro fiere. Tra cartelli e striscioni di particolare carattere parodistico, s’è capito che di assente al Job&orienta non c’era solo il Ministro dell’Istruzione, bensì una rete di contenuti che puntualmente mancano ad ogni celebrazione di questo evento. Per info clicca qui.
Ale,6
>Job&orienta: cercasi contenuti
E’ stato un linguaggio teatrale quello che, la mattina di Giovedì 20 Novembre, hanno voluto utilizzare alcuni studenti veronesi di fronte al centro fiere. Tra cartelli e striscioni di particolare carattere parodistico, s’è capito che di assente al Job&orienta non c’era solo il Ministro dell’Istruzione, bensì una rete di contenuti che puntualmente mancano ad ogni celebrazione di questo evento. Per info clicca qui.
Ale,6
Alla faccia nostra
Il 17 e il 18 Novembre 2008 si sono tenute le elezioni delle rappresentanze studentesche. L’affluenza alle urne è stata dell’11% circa degli aventi diritto – che teneri! – e i risultati si possono vedere sul portale dell’università, cliccando sul link “Elezioni di Ateneo”, in prima pagina. In generale, per quanto riguarda i Consigli di Facoltà, Dialogo e partecipazione ha avuto largo consenso, perdendo il carattere di maggioranza solo ad Economia, Giurisprudenza e Medicina – parità di rappresentanza in quest’ultimo caso. Scappini Maria (Student Office) e Benini Federico (Dialogo e Partecipazione) faranno parte del Consiglio di Amministrazione ESUARDSU, mentre il CDA sarà composto da quattro rappresentanti: Cena Carlotta (Student Office), Ziglio Andrea e Bertelli Enrico (Dialogo e partecipazione), Zendrini Alessandro (Nuovo Ateneo). Speriamo di trovare ancora le fette di torta gratis-da-non-credere nei chiostri! D’altra parte la fame si estingue solo con la costanza.
Ale,6
>Alla faccia nostra
>Il 17 e il 18 Novembre 2008 si sono tenute le elezioni delle rappresentanze studentesche. L’affluenza alle urne è stata dell’11% circa degli aventi diritto – che teneri! – e i risultati si possono vedere sul portale dell’università, cliccando sul link “Elezioni di Ateneo”, in prima pagina. In generale, per quanto riguarda i Consigli di Facoltà, Dialogo e partecipazione ha avuto largo consenso, perdendo il carattere di maggioranza solo ad Economia, Giurisprudenza e Medicina – parità di rappresentanza in quest’ultimo caso. Scappini Maria (Student Office) e Benini Federico (Dialogo e Partecipazione) faranno parte del Consiglio di Amministrazione ESUARDSU, mentre il CDA sarà composto da quattro rappresentanti: Cena Carlotta (Student Office), Ziglio Andrea e Bertelli Enrico (Dialogo e partecipazione), Zendrini Alessandro (Nuovo Ateneo). Speriamo di trovare ancora le fette di torta gratis-da-non-credere nei chiostri! D’altra parte la fame si estingue solo con la costanza.
Ale,6
VANEgiàMENTI
Pensando al mio piccolo contributo per pagina 13 accendo il pc ad un ora troppo tarda della notte da permettere un’efficiente coordinamento pensiero-impulso-stimolo nervoso-mano-tastiera. Così erroneamente digito nobilitazione e non mobilitazione. Il mio dito si dirige verso canc ma poi mi fermo e guardo meglio la parola, si scompone, comunica e acquista significato. Da assoluta profana della lingua italiana mi permetto di giocare con le parole e creare collegamenti alquanto labili. Nobilitazione diventa così la sintesi perfetta del lavoro che stiamo svolgendo; una nobile azione nella misura in cui “il lavoro nobilita l’uomo”. Il lavoro come impegno e impiego del pensiero; come azione di informazione per raggiungere una maggiore consapevolezza. Pensare rende liberi. Poi guardo la quotidianità e concordo più con la versione riadattata “il lavoro debilita l’uomo” (M.K.) nell’ottica in cui il lavoro è mera produzione, catena forte che permette di allontanarsi (ma non troppo) dal paletto. Una zavorra che ci ricorda sempre quale mansione svolgiamo e troppo spesso ci fa dimenticare quale mente pensante siamo.
Elide


