>Pensando al mio piccolo contributo per pagina 13 accendo il pc ad un ora troppo tarda della notte da permettere un’efficiente coordinamento pensiero-impulso-stimolo nervoso-mano-tastiera. Così erroneamente digito nobilitazione e non mobilitazione. Il mio dito si dirige verso canc ma poi mi fermo e guardo meglio la parola, si scompone, comunica e acquista significato. Da assoluta profana della lingua italiana mi permetto di giocare con le parole e creare collegamenti alquanto labili. Nobilitazione diventa così la sintesi perfetta del lavoro che stiamo svolgendo; una nobile azione nella misura in cui “il lavoro nobilita l’uomo”. Il lavoro come impegno e impiego del pensiero; come azione di informazione per raggiungere una maggiore consapevolezza. Pensare rende liberi. Poi guardo la quotidianità e concordo più con la versione riadattata “il lavoro debilita l’uomo” (M.K.) nell’ottica in cui il lavoro è mera produzione, catena forte che permette di allontanarsi (ma non troppo) dal paletto. Una zavorra che ci ricorda sempre quale mansione svolgiamo e troppo spesso ci fa dimenticare quale mente pensante siamo.
Elide
Lo scacciapensieri
Pagina/13 di oggi vuole richiamare l’attenzione su di una serie di costruzioni sociali che ogni giorno sfilano di fronte ad una catarratta d’età tutt’altro che senile. La riflessione è partita da Job&orienta, “la più completa e accreditata rassegna nazionale di servizi, percorsi e progetti relativi all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro” – così viene presentata sul portale di Verona Fiere -, che oggi avrebbe dovuto ospitare il Ministro dell’Istruzione. Studentesse e studenti hanno colto l’occasione per discutere su concetti come Lavoro,
Istruzione e Cultura.
Il risultato sintetico del dibattito è stato stilato su un documento che qui pubblichiamo in toto per primo; una riflessione sul “capitale umano”, espressione presente su di un manifesto del Job&orienta, segna la seconda facciata di questo foglio.
Uno degli aspetti di una “Repubblica democratica” che ritiene di fondarsi sul lavoro.
Ma cosa si significava la parola “lavoro” in quel famoso Art.1 del 1947?
Ale,6
>Lo scacciapensieri
>Pagina/13 di oggi vuole richiamare l’attenzione su di una serie di costruzioni sociali che ogni giorno sfilano di fronte ad una catarratta d’età tutt’altro che senile. La riflessione è partita da Job&orienta, “la più completa e accreditata rassegna nazionale di servizi, percorsi e progetti relativi all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro” – così viene presentata sul portale di Verona Fiere -, che oggi avrebbe dovuto ospitare il Ministro dell’Istruzione. Studentesse e studenti hanno colto l’occasione per discutere su concetti come Lavoro,
Istruzione e Cultura.
Il risultato sintetico del dibattito è stato stilato su un documento che qui pubblichiamo in toto per primo; una riflessione sul “capitale umano”, espressione presente su di un manifesto del Job&orienta, segna la seconda facciata di questo foglio.
Uno degli aspetti di una “Repubblica democratica” che ritiene di fondarsi sul lavoro.
Ma cosa si significava la parola “lavoro” in quel famoso Art.1 del 1947?
Ale,6
Documento del 19 Novembre 2008
“La cultura è sabbia nei vostri ingranaggi”
Il Job&Orienta si presenta come una rassegna che si accredita, con arroganza, di essere la più importante e la più capace nel dare soluzioni per la vita verso scuola, ricerca e lavoro.
iunto alla diciottesima edizione riesce a presentarsi come un sistema di ingranaggi ben oliato in sintonia con i tempi.
’alleanza strategica e mafiosa tra istituzioni ed enti pubblici (Università, Regione Veneto, Comune di Verona, Ministero dell’istruzione) e aziende private, cooperative sociali (Verona81, Cercate e altre) e agenzie interinali (Adecco, Man power, Umana, e-work e altre) permette la realizzazione di questa fiera dell’inganno. Il primo ingranaggio è un’ istruzione pubblica/privata – dalla scuola primaria all’università – venduta come prodotto da supermercato. Senza denominazione di origine controllata, data di scadenza e valori nutrizionali. NON SIAMO OGM!
Il secondo ingranaggio è il collegamento scuola-lavoro.
Job&Orienta vende l’illusione di trovare reddito e dignità ma in realtà offre come unica soluzione un lavoro incatenato al regime del precariato. Il risultato è sfruttamento e insicurezza. Più lavoro meno soldi.
Lubrificano questi ingranaggi la presenza di alcuni sindacati complici della precarizzazione della vita e dell’esercito che fa credere che andare in guerra o per le strade delle nostre città sia utile e bello. Non è così! Proviamo oggi a scardinare questi ingranaggi con una chiave inglese fatta di cultura libera e che non potrà mai finire tra gli scaffali di un supermercato.
bbiamo conoscenze che nascono dal quotidiano e pratiche autentiche: autogestioni, autoriforme, autoculture e autorganizzazione irrappresentabili.
Siamo student* che, con maestre, genitori, ricercatrici e precari, vivono davvero l’istruzione, la ricerca e il lavoro. Le cose non stanno come le presenta il Job&Orienta, la realtà vive nell’onda che lo travolge oggi!
Non pagheremo noi la vostra crisi!
Collettivi studenteschi e universitari veronesi
>Documento del 19 Novembre 2008
>“La cultura è sabbia nei vostri ingranaggi”
Il Job&Orienta si presenta come una rassegna che si accredita, con arroganza, di essere la più importante e la più capace nel dare soluzioni per la vita verso scuola, ricerca e lavoro.
iunto alla diciottesima edizione riesce a presentarsi come un sistema di ingranaggi ben oliato in sintonia con i tempi.
’alleanza strategica e mafiosa tra istituzioni ed enti pubblici (Università, Regione Veneto, Comune di Verona, Ministero dell’istruzione) e aziende private, cooperative sociali (Verona81, Cercate e altre) e agenzie interinali (Adecco, Man power, Umana, e-work e altre) permette la realizzazione di questa fiera dell’inganno. Il primo ingranaggio è un’ istruzione pubblica/privata – dalla scuola primaria all’università – venduta come prodotto da supermercato. Senza denominazione di origine controllata, data di scadenza e valori nutrizionali. NON SIAMO OGM!
Il secondo ingranaggio è il collegamento scuola-lavoro.
Job&Orienta vende l’illusione di trovare reddito e dignità ma in realtà offre come unica soluzione un lavoro incatenato al regime del precariato. Il risultato è sfruttamento e insicurezza. Più lavoro meno soldi.
Lubrificano questi ingranaggi la presenza di alcuni sindacati complici della precarizzazione della vita e dell’esercito che fa credere che andare in guerra o per le strade delle nostre città sia utile e bello. Non è così! Proviamo oggi a scardinare questi ingranaggi con una chiave inglese fatta di cultura libera e che non potrà mai finire tra gli scaffali di un supermercato.
bbiamo conoscenze che nascono dal quotidiano e pratiche autentiche: autogestioni, autoriforme, autoculture e autorganizzazione irrappresentabili.
Siamo student* che, con maestre, genitori, ricercatrici e precari, vivono davvero l’istruzione, la ricerca e il lavoro. Le cose non stanno come le presenta il Job&Orienta, la realtà vive nell’onda che lo travolge oggi!
Non pagheremo noi la vostra crisi!
Collettivi studenteschi e universitari veronesi
Job&Orienta: Gelmini assente già da ieri
Per un convegno istituzionale senza “Istituzione”
Oggi avrà inizio alle 9 di mattina la XVIII edizione di Job&Orienta (rassegna di servizi e progetti per la formazione ed il lavoro). Previsto dalle 10 alle 12 (Auditorium Verdi), il convegno „Istruzione: la riforma continua“ a cura del ministero dell’Istruzione. Nel salotto istituzionale di Verona Fiere sarà il giornalista del Sole34ore, Giovanni Santambrogio, a coordinare gli iterventi di Gianfelice Rocca (Confindustria), Francesco Scrima (CISL) ed Elena Donazzan (assessore regionale all’Istruzione). Il curatore sarà invece asente. Il ministro Gelmini infatti non parteciperà al convegno di oggi. La comunicazione dell’assenza
della Gelmini non è stata tuttavia diffusa.
Questo fatto priva l’incontro dell’interlocutore che avrebbe dovuto trattarlo con maggior spazio (proprio in quanto curatore).
Questa assenza prolunga una discreta serie di mancati momenti di informazione, necessari per la comprensione del progetto finanziario Università.
Dall’allontanamento dei giornalisti a Sanremo all’assenza di oggi a Job&Orienta è proprio la spiegazione a venire meno.
Tuttavia, nel momento in cui questa spiegazione non è così richiesta, questi comportamenti si legittimano nel disinteresse.
Rughe
>Job&Orienta: Gelmini assente già da ieri
>Per un convegno istituzionale senza “Istituzione”
Oggi avrà inizio alle 9 di mattina la XVIII edizione di Job&Orienta (rassegna di servizi e progetti per la formazione ed il lavoro). Previsto dalle 10 alle 12 (Auditorium Verdi), il convegno „Istruzione: la riforma continua“ a cura del ministero dell’Istruzione. Nel salotto istituzionale di Verona Fiere sarà il giornalista del Sole34ore, Giovanni Santambrogio, a coordinare gli iterventi di Gianfelice Rocca (Confindustria), Francesco Scrima (CISL) ed Elena Donazzan (assessore regionale all’Istruzione). Il curatore sarà invece asente. Il ministro Gelmini infatti non parteciperà al convegno di oggi. La comunicazione dell’assenza
della Gelmini non è stata tuttavia diffusa.
Questo fatto priva l’incontro dell’interlocutore che avrebbe dovuto trattarlo con maggior spazio (proprio in quanto curatore).
Questa assenza prolunga una discreta serie di mancati momenti di informazione, necessari per la comprensione del progetto finanziario Università.
Dall’allontanamento dei giornalisti a Sanremo all’assenza di oggi a Job&Orienta è proprio la spiegazione a venire meno.
Tuttavia, nel momento in cui questa spiegazione non è così richiesta, questi comportamenti si legittimano nel disinteresse.
Rughe
Capitale Umano
Centrale è il tema del capitale umano per “investire nella formazione delle risorse umane anche (corsivo mio) per ridare spinta allo sviluppo economico”.
Io mi chiamo Marco ma forse superato il battesimo del nome potrò anche io fieramente fare parte delle risorse umane funzionali – anche alla spinta economica.
Se non lo sarò – saremo – l’alternativa (affermata anche a Job&Orienta) è quella della disoccupazione. Tradotto: immondizia inutile. Un resto, uno scarto per lo sviluppo.
C’è un doppio spostamento dell’umano.
1) L’uomo che diviene risorsa, è un frammento del capitale (e quindi non è più nulla di dignitoso al di fuori del capitale stesso).
2) Questo dover essere economico dell’uomo (dover essere appunto capitale) è descritto da una narrazione che lo irride. “Investire nella formazione delle risorse umane anche per ridare spinta alla sviluppo economico”. L’uomo diviene economico; viene formato per divenire economicamente “virtuoso” (più conoscenze); non rimane nulla di umano al di fuori dell’economia; non rimane nulla di umano. A questo punto l’irrisione: questa de-umanizzazione dell’uomo serve anche per ridare spinta allo sviluppo economico. Anche? E ciò che con questo anche è sottinteso come presente altrove? Musica di funerale.
3) Oppure – possibilità sempre aperta: l’uomo è tale in quanto inserito nel circolo economico, moneta spendibile e scambiabile, materia grezza da trattare e lavorare, se vuole mantenersi, appunto uomo. Tutto ciò che non è economico, tutto ciò che è inutile, non sarà umano. Escluso da ogni dignità, povero di plusvalore, resta immondo.
Rughe molteplice
