>al cielo che si aggruma ciglio con ciglio macellano halalmente il pomeriggio le insegne di un locale vuoto nell’intermittente imbarazzo di un addio in ritardo in difetto fuori tempo massimo sempre dilaniate le muse su manifesti stracciati gli intonaci senza più unghie - perché era un addio, lo sappiamo entrambi – impiccati ad un telefono che è la misura del nostro essere precari perché chi ora lavora crepa uguale
Niccolò
