>Torino. Assemblee e Mobilitazione

>Lo spostamento dal Politecnico a Palazzo Nuovo

Inaugurazione dell’anno accademico interrotta al Politecnico. Nel corso della mattina di ieri, studenti e precari sono intervenuti alla dimostrazione didattica del marchio universitario (accompagnato dalla presenza della Fiat). Davanti al dispiegamento di forze d’ordine pubblico, “Niente da festeggiare, niente da inaugurare“, le parole-contro della mobilitazione. Quando si conclude l’ospitalità ai vertici dell’azienda italica di automobili, dissolve anche il presidio poliziesco di difesa. In questo modo, nel flusso tra gli abiti-digos, la protesta raggiunge l’aula magna, teatro dell’inaugurazione.
“In alcune lezioni già gli studenti seguono un video”, si ricorda nell’assemblea dell’atrio di Palazzo Nuovo (martedì pomeriggio), Politecnico, università virtuosa.
Pronto Palazzo Nuovo. Si muovono collettivi ed autonomi nell’università, preparando la giornata di martedì prossimo, lo Sciopero della Cultura. Nello sfondo della diffusione delle idee del DDL Gelmini e le riflessioni sulle criticità del programma di riforma (eufemismo) gli studenti continuano ad incontrare lavoratori, ed incontrare loro stessi.

Rughe

>MIUR: 65.000 euro la condanna alle spese

>Altri 7.000 docenti precari dovranno essere iscritti a pettine nelle graduatorie provinciali. TAR Lazio commissaria nuovamente il ministro Gelmini su richiesta dell’ANIEF.

Ad un mese dal primo commissariamento, mentre il Decreto Legge 134/09 sui precari è ancora in discussione al Senato con le modifiche volute dal Ministro Gelmini per sfuggire alle pronunce della magistratura, dopo che i giudici del Consiglio di Stato hanno respinto altri due appelli del MIUR (nn. 5338-5339 del 27.10), i giudici del Tar Lazio accolgono le nuove richieste di ottemperanza delle ordinanze positive ottenute dai legali dell’ANIEF (avv. Ganci, Miceli e Tarsia), avviano altre 13 procedure di commissariamento del MIUR (nn. 5140-5150/09, 5177-5178 del 6.11) per inserire a pettine nelle graduatorie gli oltre 7.000 docenti patrocinati dall’ANIEF, ovvero in base al loro punteggio maturato senza alcuna riserva, e condannano al pagamento delle spese di lite, pari a 65.000 euro, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Dopo il commissariamento del 9 ottobre (n. 4581/09), il Ministro per correre ai ripari aveva proposto di modificare il Decreto legge sulla continuità didattica, in corso di esame in un ramo del Parlamento. La Camera dei Deputati ha così approvato un emendamento (comma 4bis dell’articolo 1) che, però, nel collocare in coda i docenti inseriti in altre province per il biennio 2009-2011, ha disposto esattamente l’opposto per l’avvenire, fornendo un’interpretazione autentica in tema di trasferimenti nelle graduatorie ad esaurimento, che autorizza lo spostamento a pettine in altra provincia nel 2011-2013, così come avvenuto nel 2007-2009, e così come la giurisprudenza ha avuto modo di interpretare correttamente. E’ chiaro, dunque, – dichiara il presidente Marcello Pacifico -, che, nonostante la trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento, il legislatore continua ad autorizzare il trasferimento all’atto dell’aggiornamento delle graduatorie e a pettine come la legge 143/2004 impone. Allora perché nel 2009, il ministro ha impedito il trasferimento? E’ evidente che una norma, apparentemente incoerente, tesa a soltanto a bloccare le corrette decisioni dei giudici riguardanti le vigenti graduatorie sarebbe non conforme ai più elementari principi costituzionali (art. 1, 51, 97), porrebbe un conflitto tra poteri dello Stato e creerebbe un ulteriore contenzioso destinato soltanto a pesare sulle tasche dei contribuenti, proprio mentre si tagliano le cattedre per risparmiare gli sprechi.
Nel frattempo, dal 9 novembre i primi 300 ricorrenti saranno inseriti a pettine dal commissario ad acta nelle graduatorie di tutte le province italiane. Speriamo che quest’ennesima pronuncia della giustizia amministrativa sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie ad esaurimento, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della nostra legislazione e della nostra Costituzione.
Bisogna stabilizzare tutti i precari per assicurare la continuità didattica. E’ necessario garantire al personale precario gli stessi diritti del personale di ruolo come una direttiva del 1999 dell’Europa ci impone.
E’ doveroso assegnare un contratto a tempo indeterminato, nel rispetto della legge, per quei 67.000 docenti inserite nelle graduatorie viste le 100.000 cattedre date in supplenza ogni anno.
E’ opportuno sbloccare i 4.000 concorsi per ricercatore a tempo indeterminato promessi, senza precarizzarne la figura con l’istituzione dei contratti a tempo determinato.
E’ giusto favorire la mobilità di tutti i docenti come stabilito dai contratti collettivi vigenti. Soltanto così si possono dare le prime risposte all’enorme precariato che gravita intorno alla conoscenza e che dovrebbe costituire una risorsa e non un peso per il nostro Paese. Per tutte queste ragioni abbiamo proclamato uno sciopero del personale docente delle scuole per l’intera giornata del 9 novembre 2009.

(anief)

MIUR: 65.000 euro la condanna alle spese

Altri 7.000 docenti precari dovranno essere iscritti a pettine nelle graduatorie provinciali. TAR Lazio commissaria nuovamente il ministro Gelmini su richiesta dell’ANIEF.

Ad un mese dal primo commissariamento, mentre il Decreto Legge 134/09 sui precari è ancora in discussione al Senato con le modifiche volute dal Ministro Gelmini per sfuggire alle pronunce della magistratura, dopo che i giudici del Consiglio di Stato hanno respinto altri due appelli del MIUR (nn. 5338-5339 del 27.10), i giudici del Tar Lazio accolgono le nuove richieste di ottemperanza delle ordinanze positive ottenute dai legali dell’ANIEF (avv. Ganci, Miceli e Tarsia), avviano altre 13 procedure di commissariamento del MIUR (nn. 5140-5150/09, 5177-5178 del 6.11) per inserire a pettine nelle graduatorie gli oltre 7.000 docenti patrocinati dall’ANIEF, ovvero in base al loro punteggio maturato senza alcuna riserva, e condannano al pagamento delle spese di lite, pari a 65.000 euro, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Dopo il commissariamento del 9 ottobre (n. 4581/09), il Ministro per correre ai ripari aveva proposto di modificare il Decreto legge sulla continuità didattica, in corso di esame in un ramo del Parlamento. La Camera dei Deputati ha così approvato un emendamento (comma 4bis dell’articolo 1) che, però, nel collocare in coda i docenti inseriti in altre province per il biennio 2009-2011, ha disposto esattamente l’opposto per l’avvenire, fornendo un’interpretazione autentica in tema di trasferimenti nelle graduatorie ad esaurimento, che autorizza lo spostamento a pettine in altra provincia nel 2011-2013, così come avvenuto nel 2007-2009, e così come la giurisprudenza ha avuto modo di interpretare correttamente. E’ chiaro, dunque, – dichiara il presidente Marcello Pacifico -, che, nonostante la trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento, il legislatore continua ad autorizzare il trasferimento all’atto dell’aggiornamento delle graduatorie e a pettine come la legge 143/2004 impone. Allora perché nel 2009, il ministro ha impedito il trasferimento? E’ evidente che una norma, apparentemente incoerente, tesa a soltanto a bloccare le corrette decisioni dei giudici riguardanti le vigenti graduatorie sarebbe non conforme ai più elementari principi costituzionali (art. 1, 51, 97), porrebbe un conflitto tra poteri dello Stato e creerebbe un ulteriore contenzioso destinato soltanto a pesare sulle tasche dei contribuenti, proprio mentre si tagliano le cattedre per risparmiare gli sprechi.
Nel frattempo, dal 9 novembre i primi 300 ricorrenti saranno inseriti a pettine dal commissario ad acta nelle graduatorie di tutte le province italiane. Speriamo che quest’ennesima pronuncia della giustizia amministrativa sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie ad esaurimento, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della nostra legislazione e della nostra Costituzione.
Bisogna stabilizzare tutti i precari per assicurare la continuità didattica. E’ necessario garantire al personale precario gli stessi diritti del personale di ruolo come una direttiva del 1999 dell’Europa ci impone.
E’ doveroso assegnare un contratto a tempo indeterminato, nel rispetto della legge, per quei 67.000 docenti inserite nelle graduatorie viste le 100.000 cattedre date in supplenza ogni anno.
E’ opportuno sbloccare i 4.000 concorsi per ricercatore a tempo indeterminato promessi, senza precarizzarne la figura con l’istituzione dei contratti a tempo determinato.
E’ giusto favorire la mobilità di tutti i docenti come stabilito dai contratti collettivi vigenti. Soltanto così si possono dare le prime risposte all’enorme precariato che gravita intorno alla conoscenza e che dovrebbe costituire una risorsa e non un peso per il nostro Paese. Per tutte queste ragioni abbiamo proclamato uno sciopero del personale docente delle scuole per l’intera giornata del 9 novembre 2009.

(anief)

>
All alone, or in twos
The ones who really love you
Walk up and down outside the wall
Some hand in hand
Some gathering together in bands
The bleeding hearts and the artists
Make their stand
And when they’ve given you their all Some stagger and fall after all it’s not easy banging your heart against some mad buggers
Wall

>Ladri di tempo, ladri di pazienza

>

Quest’estate qualcuno ha sottratto gli assegni per il rimborso tasse ai borsisti veronesi. Gli assegni fortunatamente non sono stati incassati, a quanto pare, poiché son nominativi e non trasferibili, quindi i soldi ci sono ancora. Il problema è che nessuno sa come fare ad ottenere nuovamente l’assegno per poter incassare il rimborso. A complicare ulteriormente le cose ci si è messo anche l’ateneo veronese che quest’estate ha cambiato banca di riferimento, questo, oltre ad allungare i tempi burocratici ha fatto si che non si sappia da chi andare a chiedere l’assegno. In segreteria studenti sono a conoscenza del problema ma, non sanno dove indirizzarti e si limitano a dirti di scrivere al Rettore e all’Unicredit e di avere pazienza e sperare e che prima o poi i soldi arriveranno. Peccato che la speranza e la pazienza non siano moneta di scambio. Speranza e pazienza che tra l’altro stanno scemando pian piano visto che non sapendo dove andare si continua a girare inutilmente per uffici alla ricerca di qualcuno che sappia rispondere alla fatidica domanda: come faccio ad avere i miei soldi?

Matte

Ladri di tempo, ladri di pazienza

Quest’estate qualcuno ha sottratto gli assegni per il rimborso tasse ai borsisti veronesi. Gli assegni fortunatamente non sono stati incassati, a quanto pare, poiché son nominativi e non trasferibili, quindi i soldi ci sono ancora. Il problema è che nessuno sa come fare ad ottenere nuovamente l’assegno per poter incassare il rimborso. A complicare ulteriormente le cose ci si è messo anche l’ateneo veronese che quest’estate ha cambiato banca di riferimento, questo, oltre ad allungare i tempi burocratici ha fatto si che non si sappia da chi andare a chiedere l’assegno. In segreteria studenti sono a conoscenza del problema ma, non sanno dove indirizzarti e si limitano a dirti di scrivere al Rettore e all’Unicredit e di avere pazienza e sperare e che prima o poi i soldi arriveranno. Peccato che la speranza e la pazienza non siano moneta di scambio. Speranza e pazienza che tra l’altro stanno scemando pian piano visto che non sapendo dove andare si continua a girare inutilmente per uffici alla ricerca di qualcuno che sappia rispondere alla fatidica domanda: come faccio ad avere i miei soldi?

Matte

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«Cucchi era in carcere perchè era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perchè pesava 42 chili». «la droga ha devastato la sua vita, era anoressico e tossicodipendente». «sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così». Queste sono alcune parole del sottosegretario Giovanardi, l’uomo che hanno ritrovato questa notte disteso su un sacco blu. Aveva la pelle attillata alle ossa, con ecchimosi ovunque, il volto gonfio, la mandibola fratturata e l’occhio sinistro distrutto. Riportava lesioni sulla regione palpebrale, su quella sacrale e sugli arti inferiori.
ale

Torino. Verso il 17 novembre

Palazzo Nuovo. Nell’atrio, oggi pomeriggio (martedì), si è accesa una assemblea contro il DDL Gelmini (tracciato all’ombra e nel profondo del solco scavato un anno fa dalla legge – tagli – 133). Nel rapido divenire buio dell’università, si interviene al microfono nei punti critici del disegno di legge: 1) governance, 2) meritocrazia, 3) virtuosità. Proprio qui la criticità del movimento di legislazione (nella fase attuale di proposta) mette in mostra il collage economico-culturale che si sovrappone alla distinzione dei termini di ragionamento. Ciò che accade è, in altre parole, la capacità gelminiana di parlare insieme di meritocrazia e virtuosità riferendo al miscuglio di sapere e bilancio che perversamente si crea.
Tentativo 17 Novembre. studenti-lavoratori di università e scuole cammineranno per le strade delle città. A Torino si partirà da piazza Albarello, ore 9. Oggi, a Palazzo Nuovo, si è allargata in assemblea la rete di movimentazione.

>Torino. Verso il 17 novembre

>Palazzo Nuovo. Nell’atrio, oggi pomeriggio (martedì), si è accesa una assemblea contro il DDL Gelmini (tracciato all’ombra e nel profondo del solco scavato un anno fa dalla legge – tagli – 133). Nel rapido divenire buio dell’università, si interviene al microfono nei punti critici del disegno di legge: 1) governance, 2) meritocrazia, 3) virtuosità. Proprio qui la criticità del movimento di legislazione (nella fase attuale di proposta) mette in mostra il collage economico-culturale che si sovrappone alla distinzione dei termini di ragionamento. Ciò che accade è, in altre parole, la capacità gelminiana di parlare insieme di meritocrazia e virtuosità riferendo al miscuglio di sapere e bilancio che perversamente si crea.
Tentativo 17 Novembre. studenti-lavoratori di università e scuole cammineranno per le strade delle città. A Torino si partirà da piazza Albarello, ore 9. Oggi, a Palazzo Nuovo, si è allargata in assemblea la rete di movimentazione.