>Lo scacciapensieri

>Dopo i fatti che sono avvenuti nei giorni scorsi in Gracia, uno studente ucciso accidentalmente da un poliziotto, i successivi disordini e il regolare svolgimento della partita di Champions League tra Panathinaikos e Anorthosis Famagosta, viene da chiedersi se siano più importanti delle vite umane o gli interesi economici che mandano avanti la macchina del calcio.
Vista la decisione dell’Ueafa, una volta ricevute garanzie da parte della polizia greca, di far disputare la partita nonostante i disordini, sembrerebbe proprio che gli interessi economici siano più importante di tutto.
Non è la prima volta che accade qualcosa di grave e il mondo dello sport, anziché fermarsi a riflettere e dare un messaggio importante continua avanti per la sua strada, come se fosse un sistema autonomo che non viene influenzato da fonti esterne..
La cosa a mia parere è grave. Vista la grande risonanza mediatica di cui gode lo sport sarebbe bello se per una volta si lasciassero perdere i tornaconti economici e lo sport si fermasse per dare un forte segnale di disapprovazione.
Come cantavano i Queen “The show must go on!” e questa è l’ennesima prova, purtroppo.

Matte

>Circa:
Pagina/13 non vuole essere che un inciampo nella silenziosa indifferenza e disinformazione che accompagna la vita universitaria di gran parte degli studenti veronesi.
Per Pagina/13 l’idea di aspirazione è, più che vivo desiderio di raggiungere un obiettivo, mera immissione di aria nei polmoni, condizione per poter cominciare a parlare.
Con Pagina/13 non si persegue nessun obiettivo, né si vuole dimostrare alcunché; solo il gesto di una presenza, di uno spazio e di un tempo per condividere ciò che in realtà già da sempre si condivide.
(Si tratta del contributo presentativo di Ale,6 al blog Pgina/13. In quanto contributo si nutre di altri contributi.)

GRECIA. Quinto giorno: lo sciopero

“I violenti che puntano solo alla distruzione sono stati isolati”

Atene. Quella di ieri è stata la giornata dello sciopero. Si è trattato di un blocco dei trasporti marittimi, urbani ed aerei. Nelle strade della capitale greca, la gente.
L’annuncio di questa giornata di fermo-mobilitazione è stato dato prima di sabato 6 dicembre. I fatti delle recenti giornate greche tuttavia, hanno caricato l’accadimento di ieri di un peso ulteriore.
Sabato 6. Una trentina di studenti manifestano nelle vie di Exarchia (quartiere più popoloso di Atene). Si tratta di una protesta indirizzata alla riforma universitaria in atto. Al transito di una pattuglia della polizia la situazione si criticizza. Mentre la polizia sostiene di essere stata attaccata da un lancio di pietre, alcuni testimoni affermano che l’attacco dei manifestanti è stato verbale. Andreas Grigoropoulos muore.
Domenica 7. Salonicco. Un migliaio di persone attaccano con petardi la polizia (“Killer in uniforme”).
Atene. “Due negozi … sono stati completamente bruciati. Un supermercato è in fiamme e sembra che ci siano almeno quattro persone in trappola al terzo piano, sopra”.
Lunedì 8. A Salonicco scontri tra forze dell’ordine in anti-sommossa e centinaia di studenti. Viene attaccato il commissariato, alcuni negozi ed incendiate macchine. Tre poliziotti sono feriti a Tikala. Il premier Karamanlis, «Tolleranza zero verso gli arbitrii della polizia greca e verso ”elementi estremisti” che approfittano per seminare devastazione». Università occupate ad Atene.
Martedì 9. Atene, quartiere Paleo Faliro, ore 15, funerale di Grigoropoulos.
Ieri. Costas Karamanlis non riesce a sfuggire allo sciopero, oggi sarà a Bruxelles. Dopo il rifiuto posto alle dimissioni del ministro dell’Interno Prokopis Pavloupoulos (domenica) afferma che «i violenti sono stati isolati. La situazione sta tornando alla normalità».
Mentre le fonti ufficiali attendono ad esprimersi sulla morte di Grigoropoulos, l’analisi balistica (agita dalla difesa dell’agente accusato) sembra aprire alcune possibilità di accidentalità. Il colpo, se confermato, avrebbe subito una traiettoria dall’alto al basso, come di rimbalzo su un palo o una casa.
Pasok (leader socialista) fa retromarcia sulle elezioni immediate, aspettando che la situazione indebolisca ancora Karamanlis. Come giocare logiche elettorali sulla morte.

Rughe

>GRECIA. Quinto giorno: lo sciopero

>“I violenti che puntano solo alla distruzione sono stati isolati”

Atene. Quella di ieri è stata la giornata dello sciopero. Si è trattato di un blocco dei trasporti marittimi, urbani ed aerei. Nelle strade della capitale greca, la gente.
L’annuncio di questa giornata di fermo-mobilitazione è stato dato prima di sabato 6 dicembre. I fatti delle recenti giornate greche tuttavia, hanno caricato l’accadimento di ieri di un peso ulteriore.
Sabato 6. Una trentina di studenti manifestano nelle vie di Exarchia (quartiere più popoloso di Atene). Si tratta di una protesta indirizzata alla riforma universitaria in atto. Al transito di una pattuglia della polizia la situazione si criticizza. Mentre la polizia sostiene di essere stata attaccata da un lancio di pietre, alcuni testimoni affermano che l’attacco dei manifestanti è stato verbale. Andreas Grigoropoulos muore.
Domenica 7. Salonicco. Un migliaio di persone attaccano con petardi la polizia (“Killer in uniforme”).
Atene. “Due negozi … sono stati completamente bruciati. Un supermercato è in fiamme e sembra che ci siano almeno quattro persone in trappola al terzo piano, sopra”.
Lunedì 8. A Salonicco scontri tra forze dell’ordine in anti-sommossa e centinaia di studenti. Viene attaccato il commissariato, alcuni negozi ed incendiate macchine. Tre poliziotti sono feriti a Tikala. Il premier Karamanlis, «Tolleranza zero verso gli arbitrii della polizia greca e verso ”elementi estremisti” che approfittano per seminare devastazione». Università occupate ad Atene.
Martedì 9. Atene, quartiere Paleo Faliro, ore 15, funerale di Grigoropoulos.
Ieri. Costas Karamanlis non riesce a sfuggire allo sciopero, oggi sarà a Bruxelles. Dopo il rifiuto posto alle dimissioni del ministro dell’Interno Prokopis Pavloupoulos (domenica) afferma che «i violenti sono stati isolati. La situazione sta tornando alla normalità».
Mentre le fonti ufficiali attendono ad esprimersi sulla morte di Grigoropoulos, l’analisi balistica (agita dalla difesa dell’agente accusato) sembra aprire alcune possibilità di accidentalità. Il colpo, se confermato, avrebbe subito una traiettoria dall’alto al basso, come di rimbalzo su un palo o una casa.
Pasok (leader socialista) fa retromarcia sulle elezioni immediate, aspettando che la situazione indebolisca ancora Karamanlis. Come giocare logiche elettorali sulla morte.

Rughe

CINEFORUM. I film in aula 1.6

Si chiama Derive e Derivati il CineForum che ha avuto inizio ieri pomeriggio in Aula 1.6. Due sono ancora gli incontri didattici prima della chiusura invernale dell’Università. Essere e avere di Nicholas Philibert (lunedì 15) e La scuola di Daniele Lucchetti. Le proiezioni sono alle 15:40.
Questo CineForum si caratterizza nell’idea di un Ciclo Scuola mirato alla discussione di questioni legate alla situazione nazionale attuale. Si tratta di spunti importanti per un confronto tra idee diverse di isrtuzione e possibilità.
L’iniziativa inoltre è inserita in un piano più ampio. L’altissima possibilità (tale da divenire certezza) che l’Aula 1.6 venga sottratta agi studenti a partire da gennaio è questione di alta importanza.
Nel momento in cui questo spazio di formazione-errore-conoscenza-dialogo viene azzerato dall’Amministrazione Università, la perdita degli studenti si compie nel loro asfissiamento in quanto creativi.

Rughe

>CINEFORUM. I film in aula 1.6

>Si chiama Derive e Derivati il CineForum che ha avuto inizio ieri pomeriggio in Aula 1.6. Due sono ancora gli incontri didattici prima della chiusura invernale dell’Università. Essere e avere di Nicholas Philibert (lunedì 15) e La scuola di Daniele Lucchetti. Le proiezioni sono alle 15:40.
Questo CineForum si caratterizza nell’idea di un Ciclo Scuola mirato alla discussione di questioni legate alla situazione nazionale attuale. Si tratta di spunti importanti per un confronto tra idee diverse di isrtuzione e possibilità.
L’iniziativa inoltre è inserita in un piano più ampio. L’altissima possibilità (tale da divenire certezza) che l’Aula 1.6 venga sottratta agi studenti a partire da gennaio è questione di alta importanza.
Nel momento in cui questo spazio di formazione-errore-conoscenza-dialogo viene azzerato dall’Amministrazione Università, la perdita degli studenti si compie nel loro asfissiamento in quanto creativi.

Rughe

Lo scacciapensieri

Ieri si è ritornato a parlare prepotentemente di federalismo grazie alle dichiarazioni del segretario della Lega Umberto Bossi.
Lasciamo stare la frase di dubbio gusto di Bossi che sosteneva che se il Premier Berlusconi non manterrà le promesse sul federalismo gli sparerà che, anche se fatta nella massima serenità tra le parti, sono dichiarazioni che un politico, almeno in pubblico potrebbe evitare.
Focalizziamoci sul problema del federalismo. Certo, se fatto in maniera accorta e tenendo conto delle varie situazioni regionali potrebbe portare numerosi vantaggi. Infatti se uno va a vedere la situazione delle cinque regioni a statuto autonomo, alle quali il federalismo si dovrebbe ispirare, scoprirà che queste isole felici sono notevolmente avvantaggiate rispetto alle altre e non solo per quanto riguarda il lato economico anche se potrebbe benissimo bastare solo questo punto.
Il problema è che le cinque regioni speciali non sono del tutto d’accordo sul federalismo, anzi, in quanto andrebbero a perdere tutti quei privilegi di cui godono, privilegi che non hanno poi tutta questa ragione d’esistere e quindi diventerebbero pari alle altre, se non addirittura più povere.
Il federalismo se fatto nella maniera giusta, oltre ad eliminare le regioni a statuto autonomo, tanto odiate dalle altre realtà italiane, potrebbe portare dei miglioramenti andando a cancellare quella disparità tra nord e sud.
Sapendo però da chi è proposta questa riforma, i quali hanno sempre professato la superiorità del nord sul sud, ho dei seri dubbi però che questa riforma venga fatta per questi motivi.

Matte

>Lo scacciapensieri

>

Ieri si è ritornato a parlare prepotentemente di federalismo grazie alle dichiarazioni del segretario della Lega Umberto Bossi.
Lasciamo stare la frase di dubbio gusto di Bossi che sosteneva che se il Premier Berlusconi non manterrà le promesse sul federalismo gli sparerà che, anche se fatta nella massima serenità tra le parti, sono dichiarazioni che un politico, almeno in pubblico potrebbe evitare.
Focalizziamoci sul problema del federalismo. Certo, se fatto in maniera accorta e tenendo conto delle varie situazioni regionali potrebbe portare numerosi vantaggi. Infatti se uno va a vedere la situazione delle cinque regioni a statuto autonomo, alle quali il federalismo si dovrebbe ispirare, scoprirà che queste isole felici sono notevolmente avvantaggiate rispetto alle altre e non solo per quanto riguarda il lato economico anche se potrebbe benissimo bastare solo questo punto.
Il problema è che le cinque regioni speciali non sono del tutto d’accordo sul federalismo, anzi, in quanto andrebbero a perdere tutti quei privilegi di cui godono, privilegi che non hanno poi tutta questa ragione d’esistere e quindi diventerebbero pari alle altre, se non addirittura più povere.
Il federalismo se fatto nella maniera giusta, oltre ad eliminare le regioni a statuto autonomo, tanto odiate dalle altre realtà italiane, potrebbe portare dei miglioramenti andando a cancellare quella disparità tra nord e sud.
Sapendo però da chi è proposta questa riforma, i quali hanno sempre professato la superiorità del nord sul sud, ho dei seri dubbi però che questa riforma venga fatta per questi motivi.

Matte