Capitale Umano

Centrale è il tema del capitale umano per “investire nella formazione delle risorse umane anche (corsivo mio) per ridare spinta allo sviluppo economico”.
Io mi chiamo Marco ma forse superato il battesimo del nome potrò anche io fieramente fare parte delle risorse umane funzionali – anche alla spinta economica.
Se non lo sarò – saremo – l’alternativa (affermata anche a Job&Orienta) è quella della disoccupazione. Tradotto: immondizia inutile. Un resto, uno scarto per lo sviluppo.
C’è un doppio spostamento dell’umano.
1) L’uomo che diviene risorsa, è un frammento del capitale (e quindi non è più nulla di dignitoso al di fuori del capitale stesso).
2) Questo dover essere economico dell’uomo (dover essere appunto capitale) è descritto da una narrazione che lo irride. “Investire nella formazione delle risorse umane anche per ridare spinta alla sviluppo economico”. L’uomo diviene economico; viene formato per divenire economicamente “virtuoso” (più conoscenze); non rimane nulla di umano al di fuori dell’economia; non rimane nulla di umano. A questo punto l’irrisione: questa de-umanizzazione dell’uomo serve anche per ridare spinta allo sviluppo economico. Anche? E ciò che con questo anche è sottinteso come presente altrove? Musica di funerale.
3) Oppure – possibilità sempre aperta: l’uomo è tale in quanto inserito nel circolo economico, moneta spendibile e scambiabile, materia grezza da trattare e lavorare, se vuole mantenersi, appunto uomo. Tutto ciò che non è economico, tutto ciò che è inutile, non sarà umano. Escluso da ogni dignità, povero di plusvalore, resta immondo.

Rughe molteplice

Lo scacciapensieri

Non c’è limite al peggio…una volta pensavo fosse solo un modo di dire. Il 14 novembre si è chiuso il processo per i fatti del G8 di Genova dopo un’attesa durata 7 anni. Ed è finita male.
Lo stesso giorno della manifestazione nazionale per il no alla legge 133.
Legge creata dallo stesso governo di allora, nel 2001.
Lo stesso che aveva creato quel clima da guerriglia urbana mentre si attendeva a Genova l’arrivo dei no global. Lo stesso, ma comunque per tre volte al potere.
Tra le grida “vergogna!” nell’aula di tribunale dopo la lettura della sentenza, un ragazzo inglese (credo si tratti di Gwyn Readger, venuto da Londra per supportare Mark, anche lui picchiato alla Diaz) dichiara ai microfoni dei giornalisti che gli dispiace per noi Italiani perchè “Non c’è giustizia qui”.
Assolti tutti i vertici di allora, che nel frattempo hanno fatto carriera, perchè “il fatto non sussiste”.
Gli assolti sono Francesco Grattieri, capo dell’anti-terrorismo, Giovanni Luperi, capo dell’Aise (ex Sisde), Gilberto Caldarozzi, capo dello Sco (servizio centrale operativo), Spartaco Mortola, dalla Digos di Genova ai tempi e ora vicequestore di Torino. Condannati solo gli esecutori materiali dei pestaggi.
Per la polizia significa uscirne pulita, per tutti gli altri significa lasciarla impunita.
Ste

>Lo scacciapensieri

>Non c’è limite al peggio…una volta pensavo fosse solo un modo di dire. Il 14 novembre si è chiuso il processo per i fatti del G8 di Genova dopo un’attesa durata 7 anni. Ed è finita male.
Lo stesso giorno della manifestazione nazionale per il no alla legge 133.
Legge creata dallo stesso governo di allora, nel 2001.
Lo stesso che aveva creato quel clima da guerriglia urbana mentre si attendeva a Genova l’arrivo dei no global. Lo stesso, ma comunque per tre volte al potere.
Tra le grida “vergogna!” nell’aula di tribunale dopo la lettura della sentenza, un ragazzo inglese (credo si tratti di Gwyn Readger, venuto da Londra per supportare Mark, anche lui picchiato alla Diaz) dichiara ai microfoni dei giornalisti che gli dispiace per noi Italiani perchè “Non c’è giustizia qui”.
Assolti tutti i vertici di allora, che nel frattempo hanno fatto carriera, perchè “il fatto non sussiste”.
Gli assolti sono Francesco Grattieri, capo dell’anti-terrorismo, Giovanni Luperi, capo dell’Aise (ex Sisde), Gilberto Caldarozzi, capo dello Sco (servizio centrale operativo), Spartaco Mortola, dalla Digos di Genova ai tempi e ora vicequestore di Torino. Condannati solo gli esecutori materiali dei pestaggi.
Per la polizia significa uscirne pulita, per tutti gli altri significa lasciarla impunita.
Ste

1.6 : Ieri le prime rielaborazioni del week-end

Dopo il fine settimana di Roma, i primi obiettivi che si pone Verona

Già ieri si sono accennati i punti salienti del percorso creativo tenutosi a Roma lo scorso fine settimana, a seguito dello sciopero del 14 Novembre.
Dall’ultima plenaria tenutasi Domenica 16, l’assemblea, con la partecipazione di differenti realtà – tra cui anche il movimento contro la privatizzazione dell’acqua -, ha stilato due documenti, dai quali si è preso spunto per scrivere obiettivi e modalità di continuazione del movimento veronese.
I principali punti sui quali si vorrà insistere sono l’abolizione del numero chiuso; aumento delle agevolazioni circa i trasporti e la mensa; richiesta di maggiori luoghi di incontro e di socialità; istituzione di un reddito di formazione agevolato che si rapporti seriamente all’inflazione; abolizione degli stages; taglio dei fondi statali ad università e scuole private; valutazione della ricerca su basi che non siano il mero lucro; autonomia e autogestione della ricerca rispetto al mercato; ribaltamento del concetto di meritocrazia.
Per quanto queste possano essere sole parole, le realtà coinvolte stanno dimostrando un assiduo lavoro di costruzione i quali risultati stanno andando ben oltre un elenco di obiettivi. In tutta Italia, se da una parte si insiste sull’informazione e su un lavoro di reazione alle scelte del Governo, dall’altra – che poi è la stessa – si sta creando una proposta concreta di autoriforma.
Ale,6

>1.6 : Ieri le prime rielaborazioni del week-end

>Dopo il fine settimana di Roma, i primi obiettivi che si pone Verona

Già ieri si sono accennati i punti salienti del percorso creativo tenutosi a Roma lo scorso fine settimana, a seguito dello sciopero del 14 Novembre.
Dall’ultima plenaria tenutasi Domenica 16, l’assemblea, con la partecipazione di differenti realtà – tra cui anche il movimento contro la privatizzazione dell’acqua -, ha stilato due documenti, dai quali si è preso spunto per scrivere obiettivi e modalità di continuazione del movimento veronese.
I principali punti sui quali si vorrà insistere sono l’abolizione del numero chiuso; aumento delle agevolazioni circa i trasporti e la mensa; richiesta di maggiori luoghi di incontro e di socialità; istituzione di un reddito di formazione agevolato che si rapporti seriamente all’inflazione; abolizione degli stages; taglio dei fondi statali ad università e scuole private; valutazione della ricerca su basi che non siano il mero lucro; autonomia e autogestione della ricerca rispetto al mercato; ribaltamento del concetto di meritocrazia.
Per quanto queste possano essere sole parole, le realtà coinvolte stanno dimostrando un assiduo lavoro di costruzione i quali risultati stanno andando ben oltre un elenco di obiettivi. In tutta Italia, se da una parte si insiste sull’informazione e su un lavoro di reazione alle scelte del Governo, dall’altra – che poi è la stessa – si sta creando una proposta concreta di autoriforma.
Ale,6

PUNTO ELEZIONI

Si sono concluse alle 14 di ieri le elezioni universitarie. Dalle prime valutazioni il quadro della rappresentanze più o meno certe vede Student Office vincente in Economia e Scienze; a Dialogo e Partecipazione Lingue, Formazione, Medicina e Scienze Motorie; Nuovo Ateneo in Giurisprudenza. Resta incerta al momento l’assegnazione della maggioranza nella facoltà di Lettere e Filosofia.
Nell’ufficiosità di questi dati sembra emergere la particolarità del successo di Dialogo e Partecipazione in Medicina affiancata all’incertezza di Lettere, mentre si confermano Economia e Giurisprudenza come nuclei delle liste di Student Office e Nuovo Ateneo.
Nel prossime giornate verranno pubblicati i risultati ufficiali ed a quel punto sarà possibile rivolgere considerazioni più chiare sulle due giornate elettorali che decidono le rappresentanze per il biennio 2008/2009. In aula 1.6 del polo San Francesco-Zanotto è possibile ricevere notizie aggiornate sull’andamento degli scrutini ed ulteriori informazioni.
Rughe

>PUNTO ELEZIONI

>Si sono concluse alle 14 di ieri le elezioni universitarie. Dalle prime valutazioni il quadro della rappresentanze più o meno certe vede Student Office vincente in Economia e Scienze; a Dialogo e Partecipazione Lingue, Formazione, Medicina e Scienze Motorie; Nuovo Ateneo in Giurisprudenza. Resta incerta al momento l’assegnazione della maggioranza nella facoltà di Lettere e Filosofia.
Nell’ufficiosità di questi dati sembra emergere la particolarità del successo di Dialogo e Partecipazione in Medicina affiancata all’incertezza di Lettere, mentre si confermano Economia e Giurisprudenza come nuclei delle liste di Student Office e Nuovo Ateneo.
Nel prossime giornate verranno pubblicati i risultati ufficiali ed a quel punto sarà possibile rivolgere considerazioni più chiare sulle due giornate elettorali che decidono le rappresentanze per il biennio 2008/2009. In aula 1.6 del polo San Francesco-Zanotto è possibile ricevere notizie aggiornate sull’andamento degli scrutini ed ulteriori informazioni.
Rughe

Tasse universitarie fuori controllo

20%: il mitico limite di legge per cui le tasse universitarie non possono superare questa percentuale rispetto all’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato (DPR 306/97, art. 5, co. 1). Un limite che va a tutelare gli studenti da aumenti indiscriminati: una tutela del diritto allo studio.
Secondo l’allegato del Sole 24 ore sulla scuola, Come cambia la scuola – domande e risposte, nel 2007 il rapporto tra tasse universitarie e fondo statale all’Università di Verona è del 22,3%, quindi superiore al limite. Non è nemmeno l’unica: Torino, Padova, Venezia, Milano e altre fanno altrettanto e pure peggio.
Ora, la famigerata legge 133 prevede all’articolo 16 che le università pubbliche possono trasformarsi in fondazioni di diritto privato (e visti i tagli la possibilità diventa una necessità). Il comma 7 dello stesso articolo prevede anche che le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici.
Quindi, contando che secondo il Sole 24 ore a Verona il limite di legge del 20% già è stato sforato, se l’università diventasse fondazione di diritto privato con regolamenti in deroga alle norme degli enti pubblici: quanto diavolo possono aumentare le tasse universitarie? Senza contare che già quest’anno, rispetto allo scorso, le tasse sono già aumentate di diverse centinaia di euro nonostante l’Università di Verona, sempre secondo i dati dell’allegato del Sole, nella classifica delle università italiane con le tasse più alte è addirittura nona su cinquantasette.
misaki