>Corrispondenza con un numero

>P Greco:

Ciao a pagina 13.
Eccovi un altro articolo di politica estera, ma gli altri andavano bene?

Grazie

Ale,6:

Ciao p greco,
pensavo di averti risposto agli articoli prima, probabilmente mi sono
confuso con altri.
Si, gli articoli andavano bene. Sono stati già pubblicati entrambi (quello
sul day without gay e quello sulla 194). Lunedì pubblicheremo questo della
thailandia, perchè pagina13 esce dal lunedì al giovedì (se no ci ammazziamo
di volontariato!)
Precisazione personale (e quindi di Alessandro): pagina13 è nato senza una
precisa idea partitica, etica, estetica, filosofica o letteraria. Ciò
significa che ogni articolo che riceviamo da parte di studenti, docenti,
personale amministrativo, eccetera, non passerà di certo da alcun filtro.
Che ci piaccia o meno a noi che impaginiamo, pubblichiamo sul blog,
stampiamo e distribuiamo, non crediamo che avere l’arroganza di accettare o
scartare articoli sia la cosa giusta per un “quotidiano studentesco?”.
Questo pensiero contagia un po’ tutta pagina13, infatti anche la testata ha
un logo che varia nel tempo a seconda di studenti che propongono il loro.
In buona sostanza, alla domanda “gli articoli andavano bene?” la risposta è
sempre la stessa: si. Piuttosto sta domanda dovresti farla a te stesso/a.

Che poi io personalmente non sia daccordo con ciò che hai scritto, se ne
potrà parlare! Magari con un birrino 😉

un saluto
Ale,6

ps: aggiorniamo il blog ogni giorno, quindi se non riesci a vedere pagina/13
in giornata, puoi consultarla all’url: http//pagina3dici.blogspot.com

P Greco:

Ciao pagina 13 precisamente alessandro.
Sono contento che abbiate scelto questa filosofia nel vostro giornaletto, ma credo che un articolo per “andare bene” abbia un certo tipo di caratteristiche e selezionare quegli articoli che magari per quel giorno sono fuori luogo e tolgono spazio ad altri che sono più inerenti, non credo sia del tutto sbagliato. Non parlo di censura, potete pubblicare tutti gli articoli su internet. E parlo anche dei miei. Se un giorno vi manderò un articolo che magari non c’entra niente o che è fatto male nel senso più tecnico possibile e voi deciderete di non pubblicarlo, di sicuro avrete ragione voi, non mi sentirò ne “tradito” ne censurato. Anzi rimandatemelo con in evidenza le cose che non vanno bene e cercherò di correggierlo. Penso che per migliorare sè stessi uno dei modi sia essere messi di fronte ai propri errori. Senza problemi e senza tragedie. Sono d’accordo sul fatto che un giornale studentesco non debba avere una linea di qualsiasi genere ed è giusto che ognuno abbia la possibilità di vedere il proprio articolo pubblicato e non è certo di arroganza che si sta parlando, ma di scelte ponderate.

Ciao.
Pi Greco.

P.S. Non sei d’accordo su cosa? Il dialogo è alla base dello sviluppo.

Ale,6:

ciao p greco,
ciò che scrivi sarebbe condivisibile se si parlasse di un giornaletto.
mi spiego meglio:
“ma credo che un articolo per “andare bene” abbia un certo tipo di
caratteristiche e selezionare quegli articoli che magari per quel giorno
sono fuori luogo e tolgono spazio ad altri che sono più inerenti, non credo
sia del tutto sbagliato.”
Pagina/13 non segue la filosofia del contenitore. Non ha un formato
stabilito. Non è come un qualsiasi periodico che parte con l’idea di un
numero fisso di pagine e tali deve riempire. Se anche solo per un giorno
necessiterà di 2 pagine per pubblicare articoli o altro, pagina13 può farlo.

“E parlo anche dei miei. Se un giorno vi manderò un articolo che magari non
c’entra niente o che è fatto male nel senso più tecnico possibile e voi
deciderete di non pubblicarlo, di sicuro avrete ragione voi, non mi sentirò
ne “tradito” ne censurato.”
pagina13 non ha un tema quotidiano al quale deve girare intorno (quindi non
esistono articoli che non c’entrano). Di termini tecnici non ne abbiamo mai
parlato. pagina13 è qualcosa di sperimentale. Qualcosa che vuole anche
andare oltre a ciò che dovrebbe essere un normale quotidiano (questo è il
motivo del punto di domanda alla fine di “quotidiano studentesco”). Se si
tengono strette le regole tecniche difficilmente si riuscirà a fare
pagina13.

“Penso che per migliorare sè stessi uno dei modi sia essere messi di fronte
ai propri errori.”
Verissimo. Questo movimento è quello che crea il normale, cioè quella linea
informe che divide il giusto dall’errore. Per creare questa linea-limite,
questa normalità, c’è bisogno di dichiarare qual’è il giusto e qual’è lo
sbagliato sulla base di regole che nel caso di un articolo si chiamano
tecniche – facciamo linguistiche. Pagina13, ovviamente in maniera ingenua,
vuole un po’ giocare con questa linea e vedere cosa ne può risultare nel
tirarla da una parte all’altra, spezzarla, ricongiungerla, curvarla e
ricurvarla. E’ sull’onda di discussioni simili – ma molto più ampie – che
pagina13 pubblica anche ciò che per pagina13 è errore – tecnico,
linguistico, lessicale, sintattico.

“Non sei d’accordo su cosa?”
Forse non ho ben capito il vero intento dell’articolo circa il riferimento
alla Thailandia.
Sembra un po’ una frecciatina a qualcosa che di certo non si può ridurre al
“troppo”.
Preferirei poi parlarne piuttosto che scriverne. Ci sei in settimana in
università?

scappo al lavoro!
buon pomeriggio,
Ale,6


P Greco:

Parto dal fondo.
Il “non sei d’accordo su cosa” era una mezza battuta su quello che potevo aver scritto e visto che anch’io odio le faccette, aveva senso solo buttarla lì.Cosa che non ha funzionato, meglio così.
Io purtoppo faccio fatica ad essere all’università vista la mia distanza fisica e logistica, ma credo di aver capito il vostro obiettivo. Non avendo mai visto una copia stampata di pagina13 non posso immaginare come sia, e un po’ le voci e un po’ di immaginazione mi ero creato l’immagine di un giornaletto nella più classica delle accezioni. Però mi piace questa idea del modellare il confine e temo che non sia neanche tanto facile come sembra. A fare queste cose si corre sempre il rischio di cadere nel caos, non quel bel caos che ringiovanisce ma il caos deleterio che porta confusione e smarrimento per tutti.Quindi tanto di cappello ragazzi, sono contento di provare a contribuire a questo abbattimento della concezione di informazione. Concludo precisando che odio le “cose tecniche” e proprio per questo dubitavo del contenuto dei miei articoli.

grazie delle delucidazioni.
Alla prossima.

Pi Greco

Corrispondenza con un numero

P Greco:

Ciao a pagina 13.
Eccovi un altro articolo di politica estera, ma gli altri andavano bene?

Grazie

Ale,6:

Ciao p greco,
pensavo di averti risposto agli articoli prima, probabilmente mi sono
confuso con altri.
Si, gli articoli andavano bene. Sono stati già pubblicati entrambi (quello
sul day without gay e quello sulla 194). Lunedì pubblicheremo questo della
thailandia, perchè pagina13 esce dal lunedì al giovedì (se no ci ammazziamo
di volontariato!)
Precisazione personale (e quindi di Alessandro): pagina13 è nato senza una
precisa idea partitica, etica, estetica, filosofica o letteraria. Ciò
significa che ogni articolo che riceviamo da parte di studenti, docenti,
personale amministrativo, eccetera, non passerà di certo da alcun filtro.
Che ci piaccia o meno a noi che impaginiamo, pubblichiamo sul blog,
stampiamo e distribuiamo, non crediamo che avere l’arroganza di accettare o
scartare articoli sia la cosa giusta per un “quotidiano studentesco?”.
Questo pensiero contagia un po’ tutta pagina13, infatti anche la testata ha
un logo che varia nel tempo a seconda di studenti che propongono il loro.
In buona sostanza, alla domanda “gli articoli andavano bene?” la risposta è
sempre la stessa: si. Piuttosto sta domanda dovresti farla a te stesso/a.

Che poi io personalmente non sia daccordo con ciò che hai scritto, se ne
potrà parlare! Magari con un birrino 😉

un saluto
Ale,6

ps: aggiorniamo il blog ogni giorno, quindi se non riesci a vedere pagina/13
in giornata, puoi consultarla all’url: http//pagina3dici.blogspot.com

P Greco:

Ciao pagina 13 precisamente alessandro.
Sono contento che abbiate scelto questa filosofia nel vostro giornaletto, ma credo che un articolo per “andare bene” abbia un certo tipo di caratteristiche e selezionare quegli articoli che magari per quel giorno sono fuori luogo e tolgono spazio ad altri che sono più inerenti, non credo sia del tutto sbagliato. Non parlo di censura, potete pubblicare tutti gli articoli su internet. E parlo anche dei miei. Se un giorno vi manderò un articolo che magari non c’entra niente o che è fatto male nel senso più tecnico possibile e voi deciderete di non pubblicarlo, di sicuro avrete ragione voi, non mi sentirò ne “tradito” ne censurato. Anzi rimandatemelo con in evidenza le cose che non vanno bene e cercherò di correggierlo. Penso che per migliorare sè stessi uno dei modi sia essere messi di fronte ai propri errori. Senza problemi e senza tragedie. Sono d’accordo sul fatto che un giornale studentesco non debba avere una linea di qualsiasi genere ed è giusto che ognuno abbia la possibilità di vedere il proprio articolo pubblicato e non è certo di arroganza che si sta parlando, ma di scelte ponderate.

Ciao.
Pi Greco.

P.S. Non sei d’accordo su cosa? Il dialogo è alla base dello sviluppo.

Ale,6:

ciao p greco,
ciò che scrivi sarebbe condivisibile se si parlasse di un giornaletto.
mi spiego meglio:
“ma credo che un articolo per “andare bene” abbia un certo tipo di
caratteristiche e selezionare quegli articoli che magari per quel giorno
sono fuori luogo e tolgono spazio ad altri che sono più inerenti, non credo
sia del tutto sbagliato.”
Pagina/13 non segue la filosofia del contenitore. Non ha un formato
stabilito. Non è come un qualsiasi periodico che parte con l’idea di un
numero fisso di pagine e tali deve riempire. Se anche solo per un giorno
necessiterà di 2 pagine per pubblicare articoli o altro, pagina13 può farlo.

“E parlo anche dei miei. Se un giorno vi manderò un articolo che magari non
c’entra niente o che è fatto male nel senso più tecnico possibile e voi
deciderete di non pubblicarlo, di sicuro avrete ragione voi, non mi sentirò
ne “tradito” ne censurato.”
pagina13 non ha un tema quotidiano al quale deve girare intorno (quindi non
esistono articoli che non c’entrano). Di termini tecnici non ne abbiamo mai
parlato. pagina13 è qualcosa di sperimentale. Qualcosa che vuole anche
andare oltre a ciò che dovrebbe essere un normale quotidiano (questo è il
motivo del punto di domanda alla fine di “quotidiano studentesco”). Se si
tengono strette le regole tecniche difficilmente si riuscirà a fare
pagina13.

“Penso che per migliorare sè stessi uno dei modi sia essere messi di fronte
ai propri errori.”
Verissimo. Questo movimento è quello che crea il normale, cioè quella linea
informe che divide il giusto dall’errore. Per creare questa linea-limite,
questa normalità, c’è bisogno di dichiarare qual’è il giusto e qual’è lo
sbagliato sulla base di regole che nel caso di un articolo si chiamano
tecniche – facciamo linguistiche. Pagina13, ovviamente in maniera ingenua,
vuole un po’ giocare con questa linea e vedere cosa ne può risultare nel
tirarla da una parte all’altra, spezzarla, ricongiungerla, curvarla e
ricurvarla. E’ sull’onda di discussioni simili – ma molto più ampie – che
pagina13 pubblica anche ciò che per pagina13 è errore – tecnico,
linguistico, lessicale, sintattico.

“Non sei d’accordo su cosa?”
Forse non ho ben capito il vero intento dell’articolo circa il riferimento
alla Thailandia.
Sembra un po’ una frecciatina a qualcosa che di certo non si può ridurre al
“troppo”.
Preferirei poi parlarne piuttosto che scriverne. Ci sei in settimana in
università?

scappo al lavoro!
buon pomeriggio,
Ale,6


P Greco:

Parto dal fondo.
Il “non sei d’accordo su cosa” era una mezza battuta su quello che potevo aver scritto e visto che anch’io odio le faccette, aveva senso solo buttarla lì.Cosa che non ha funzionato, meglio così.
Io purtoppo faccio fatica ad essere all’università vista la mia distanza fisica e logistica, ma credo di aver capito il vostro obiettivo. Non avendo mai visto una copia stampata di pagina13 non posso immaginare come sia, e un po’ le voci e un po’ di immaginazione mi ero creato l’immagine di un giornaletto nella più classica delle accezioni. Però mi piace questa idea del modellare il confine e temo che non sia neanche tanto facile come sembra. A fare queste cose si corre sempre il rischio di cadere nel caos, non quel bel caos che ringiovanisce ma il caos deleterio che porta confusione e smarrimento per tutti.Quindi tanto di cappello ragazzi, sono contento di provare a contribuire a questo abbattimento della concezione di informazione. Concludo precisando che odio le “cose tecniche” e proprio per questo dubitavo del contenuto dei miei articoli.

grazie delle delucidazioni.
Alla prossima.

Pi Greco

>Corrispondenza con un professore di Economia

>Pagina/13:

Pagina/13 è uno spazio di pubblicazione degli studenti.
Inoltriamo il primo numero di martedì 11 novembre ed il link al blog della
pagina.

Edizione giovedì 13 novembre:
http://pagina3dici.blogspot.com/search/label/13%20nov%202008%20-%203

Il blog:
http://pagina3dici.blogspot.com/

Una e-mail verrà inviata UNA VOLTA A SETTIMANA, il venerdì

Per chi fosse disinteressato a ricevere la e-mail delle prossime settimane,
inviare una e-mail di risposta negativa.

Professore:

Alla cortese attenzione del Responsabile trattamento dati di Pagina/13

ho ricevuto da voi in data 14/11/2008 il messaggio commerciale non
richiesto che trovate in fondo a questo e-mail.
Ai sensi dell’articolo 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Testo Unico
in materia di protezione dei dati personali), chiedo a voi:

— il nome, cognome e indirizzo (o denominazione o ragione sociale e
domicilio) del titolare e del responsabile legale del trattamento;
— se siete per caso in possesso di una mia dichiarazione con la quale
vi autorizzo al trattamento dei miei dati personali (nella fattispecie
il mio indirizzo di e-mail), resa con le modalità previste dall’art. 13
del D. Lgs. 30/6/2003 n. 196 o dell’art. 10 della Legge 31/12/1996 n.
675 se il mio consenso vi è stato dato prima dell’1/ 1/2004;
— l’origine dei miei dati personali in vostro possesso;
— nel caso i dati fossero stati acquisiti da terzi, se questa terza
parte è anche in possesso (oltre alle liberatorie precedenti) di una mia
dichiarazione — resa anch’essa con le modalità sopra citate — con la
quale la autorizzo alla diffusione dei dati.

Valga la presente anche come DIFFIDA all’ulteriore trattamento dei miei
dati personali in vostro possesso, con riserva di ogni azione e ragione
anche per il risarcimento dei danni.
Richiedo inoltre l’immediata cancellazione di tali dati secondo quanto
previsto dalle lettere b) e c) dell’art. 7 comma 3 del D. Lgs. 30/6/2003
n. 196.
In caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro il
termine di 15 giorni, il sottoscritto si riserva, ai sensi dell’art. 145
del D. Lgs. 30/6/2003 n. 196, di rivolgersi all’autorità giudiziaria o
di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.
Ricordo che:
— l’11 Gennaio 2001, il dott. Rodotà, Garante per la protezione dei
dati personali, ha stabilito ufficialmente che, in mancanza di esplicito
e preventivo consenso, è ILLEGITTIMO utilizzare e-mail prelevate da
newsgroup, forum, pagine web, mailing-list in quanto gli stessi NON sono
soggetti ad alcun regime giuridico di piena conoscibilità da parte di
chiunque (ovvero NON fanno parte dei cosiddetti elenchi pubblici);
– vi sono sanzioni amministrative e penali previste per chi viola la
legge (artt. 161 e 167);
Una eventuale risposta con frasi prive di significato legale, come “i
suoi dati sono stati presi da elenchi pubblici o forum o siti o mailing
list o newsgroup”, senza rispondere, a termine di legge, a quanto sopra
richiesto, non sarà soddisfacente.

Distinti saluti

N.T.

Pagina/13:

Buongiorno, sono A.T., studente di Filosofia alla Facoltà di
Lettere e Filosofia dell’Università di Verona.
Vorrei informarla che all’iniziativa di pagina/13 si impegnano più
individui. A fronte di ciò vorrei porgerle le scuse da parte del gruppo a
seguito dell’utilizzo – considerato illegittimo – del suo indirizzo mail,
precisando comunque che il messaggio da lei ricevuto non è di carattere
commerciale – ma non voglio fare polemica, in quanto perdere tempo per
banalità non è la mia aspirazione.
Pagina/13 è qualcosa di ingenuo in rapporto a particolarità legali, pertanto
prenderemo la sua risposta come un prezioso insegnamento, assicurandoci di
porre più attenzione a questi aspetti e – soprattutto – non inviarle più
alcuna newsletter.
Infine, a titolo informativo e non di giustifica, la metto al corrente che
il suo indirizzo mail è stato trovato nella sua pagina web all’interno del
sito dell’ateneo.
Sperando di averle chiarito l’istanza spontanea ed inesperta di pagina 13,
le auguro una buona giornata.

Distinti Saluti
Ale,6

Professore:

Per la precisione le riporto la parte finale della vostra mail:

Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f

Sponsor:
Pensa oggi al tuo domani, con EurizonVita puoi avere un check up gratuito
per conoscere come sarà la tua pensione
Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=8423&d=20081114

questo a casa mia viene definito “messaggio di carattere commerciale”

Per quanto riguarda il dove avete trovato il mio indirizzo sappiate che
il Garante ha stabilito che pubblicare il proprio indirizzo di e-mail su
Internet (in un newsgroup o in una pagina Web, per esempio) non equivale
a dare il proprio consenso allo spamming.
Potete consultare il sito del Garante (http://www.garanteprivacy.it).

Infine mi fa molto piacere apprendere che farete molta più attenzione a
questi aspetti, anche perchè se qualcuno decidesse sul serio di rompervi
le scatole per vie legali avrebbe molte probabilità di successo

Le scuse sono sicuramente accettate
con sincera cordialità

N.T.

Pagina/13:

Purtroppo non possiamo intervenire sul messaggio a fondo pagina da lei
riportato in quanto è inserito automaticamente dal server di posta. E’ una
procedura che Email.it si riserva di eseguire nel momento di invio della
mail. Posso dire che anche a casa mia tale messaggio è di carattere
commerciale, ma dei suoi contenuti ne sono all’oscuro, viste le modalità col
quale il server lavora ad inserirle.
In tutta onestà – e questo è un pensiero molto personale – se qualcuno
decidesse davvero di “romperci le scatole” per vie legali, dimostrerebbe una
certa incomprensione dell’intero contesto. Uno studente che informa i
docenti della propria università circa un qualcosa che si sta cercando di
creare, che vada oltre la mera didattica, non è pienamente riconducibile ad
un banale spamming o ad una situazione in cui si debba ricorrere a vie
legali. Vieppiù, dove si vorrebbe arrivare con tutto questo? Non chiedo
risposta. A volte quanto basta è porsi la giusta domanda.

E’ comunque un parere personale e lo scrivo con serenità – perdoni le
divagazioni.
Mi sento in dovere di ringraziarla ancora una volta per il suo aiuto e
sperando in uno ulteriore – magari senza l’ausilio del pc come mezzo di
comunicazione – le auguro buona serata.

Con altrettanta sincera e trasparente cordialità,
Ale,6

Professore:

Se posso,

è la modalità che avete seguito ad essere criticabile.
non metto in dubbio la bontà dell’iniziativa e non disconosco lo sforzo
che state facendo e nessuno nega il diritto a pubblicizzare l’iniziativa

tralasciamo pure l’aspetto commerciale…

tuttavia avete mandato email per informare della vostra iniziativa e poi
chiedete di rispondere con una mail negativa in caso non interessi

> Per chi fosse disinteressato a ricevere la e-mail delle prossime settimane,
> inviare una e-mail di risposta negativa.

Invece dovrebbe essere esattamente il contrario.
-con la prima mail vi informo dell’iniziativa
-vi invito ad iscrivervi al blog se la cosa è di vostro interesse
-se non è di vostro interesse questa è la prima ed ultima mail che
riceverete

procedimento logico, corretto e lineare o no ??
altrimenti date l’impressione di voler “catturare” quante + persone
possibile

ammetto comunque che questo mio modo di (s)ragionare potrebbe essere una
mia “distorsione” professionale

per quanto riguarda altri mezzi di comunicazione, praticamente vivo in
università dalla mattina alla sera per cui non dovrebbero esserci difficoltà

N.T.

Corrispondenza con un professore di Economia

Pagina/13:

Pagina/13 è uno spazio di pubblicazione degli studenti.
Inoltriamo il primo numero di martedì 11 novembre ed il link al blog della
pagina.

Edizione giovedì 13 novembre:
http://pagina3dici.blogspot.com/search/label/13%20nov%202008%20-%203

Il blog:
http://pagina3dici.blogspot.com/

Una e-mail verrà inviata UNA VOLTA A SETTIMANA, il venerdì

Per chi fosse disinteressato a ricevere la e-mail delle prossime settimane,
inviare una e-mail di risposta negativa.

Professore:

Alla cortese attenzione del Responsabile trattamento dati di Pagina/13

ho ricevuto da voi in data 14/11/2008 il messaggio commerciale non
richiesto che trovate in fondo a questo e-mail.
Ai sensi dell’articolo 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Testo Unico
in materia di protezione dei dati personali), chiedo a voi:

— il nome, cognome e indirizzo (o denominazione o ragione sociale e
domicilio) del titolare e del responsabile legale del trattamento;
— se siete per caso in possesso di una mia dichiarazione con la quale
vi autorizzo al trattamento dei miei dati personali (nella fattispecie
il mio indirizzo di e-mail), resa con le modalità previste dall’art. 13
del D. Lgs. 30/6/2003 n. 196 o dell’art. 10 della Legge 31/12/1996 n.
675 se il mio consenso vi è stato dato prima dell’1/ 1/2004;
— l’origine dei miei dati personali in vostro possesso;
— nel caso i dati fossero stati acquisiti da terzi, se questa terza
parte è anche in possesso (oltre alle liberatorie precedenti) di una mia
dichiarazione — resa anch’essa con le modalità sopra citate — con la
quale la autorizzo alla diffusione dei dati.

Valga la presente anche come DIFFIDA all’ulteriore trattamento dei miei
dati personali in vostro possesso, con riserva di ogni azione e ragione
anche per il risarcimento dei danni.
Richiedo inoltre l’immediata cancellazione di tali dati secondo quanto
previsto dalle lettere b) e c) dell’art. 7 comma 3 del D. Lgs. 30/6/2003
n. 196.
In caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro il
termine di 15 giorni, il sottoscritto si riserva, ai sensi dell’art. 145
del D. Lgs. 30/6/2003 n. 196, di rivolgersi all’autorità giudiziaria o
di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.
Ricordo che:
— l’11 Gennaio 2001, il dott. Rodotà, Garante per la protezione dei
dati personali, ha stabilito ufficialmente che, in mancanza di esplicito
e preventivo consenso, è ILLEGITTIMO utilizzare e-mail prelevate da
newsgroup, forum, pagine web, mailing-list in quanto gli stessi NON sono
soggetti ad alcun regime giuridico di piena conoscibilità da parte di
chiunque (ovvero NON fanno parte dei cosiddetti elenchi pubblici);
– vi sono sanzioni amministrative e penali previste per chi viola la
legge (artt. 161 e 167);
Una eventuale risposta con frasi prive di significato legale, come “i
suoi dati sono stati presi da elenchi pubblici o forum o siti o mailing
list o newsgroup”, senza rispondere, a termine di legge, a quanto sopra
richiesto, non sarà soddisfacente.

Distinti saluti

N.T.

Pagina/13:

Buongiorno, sono A.T., studente di Filosofia alla Facoltà di
Lettere e Filosofia dell’Università di Verona.
Vorrei informarla che all’iniziativa di pagina/13 si impegnano più
individui. A fronte di ciò vorrei porgerle le scuse da parte del gruppo a
seguito dell’utilizzo – considerato illegittimo – del suo indirizzo mail,
precisando comunque che il messaggio da lei ricevuto non è di carattere
commerciale – ma non voglio fare polemica, in quanto perdere tempo per
banalità non è la mia aspirazione.
Pagina/13 è qualcosa di ingenuo in rapporto a particolarità legali, pertanto
prenderemo la sua risposta come un prezioso insegnamento, assicurandoci di
porre più attenzione a questi aspetti e – soprattutto – non inviarle più
alcuna newsletter.
Infine, a titolo informativo e non di giustifica, la metto al corrente che
il suo indirizzo mail è stato trovato nella sua pagina web all’interno del
sito dell’ateneo.
Sperando di averle chiarito l’istanza spontanea ed inesperta di pagina 13,
le auguro una buona giornata.

Distinti Saluti
Ale,6

Professore:

Per la precisione le riporto la parte finale della vostra mail:

Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f

Sponsor:
Pensa oggi al tuo domani, con EurizonVita puoi avere un check up gratuito
per conoscere come sarà la tua pensione
Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=8423&d=20081114

questo a casa mia viene definito “messaggio di carattere commerciale”

Per quanto riguarda il dove avete trovato il mio indirizzo sappiate che
il Garante ha stabilito che pubblicare il proprio indirizzo di e-mail su
Internet (in un newsgroup o in una pagina Web, per esempio) non equivale
a dare il proprio consenso allo spamming.
Potete consultare il sito del Garante (http://www.garanteprivacy.it).

Infine mi fa molto piacere apprendere che farete molta più attenzione a
questi aspetti, anche perchè se qualcuno decidesse sul serio di rompervi
le scatole per vie legali avrebbe molte probabilità di successo

Le scuse sono sicuramente accettate
con sincera cordialità

N.T.

Pagina/13:

Purtroppo non possiamo intervenire sul messaggio a fondo pagina da lei
riportato in quanto è inserito automaticamente dal server di posta. E’ una
procedura che Email.it si riserva di eseguire nel momento di invio della
mail. Posso dire che anche a casa mia tale messaggio è di carattere
commerciale, ma dei suoi contenuti ne sono all’oscuro, viste le modalità col
quale il server lavora ad inserirle.
In tutta onestà – e questo è un pensiero molto personale – se qualcuno
decidesse davvero di “romperci le scatole” per vie legali, dimostrerebbe una
certa incomprensione dell’intero contesto. Uno studente che informa i
docenti della propria università circa un qualcosa che si sta cercando di
creare, che vada oltre la mera didattica, non è pienamente riconducibile ad
un banale spamming o ad una situazione in cui si debba ricorrere a vie
legali. Vieppiù, dove si vorrebbe arrivare con tutto questo? Non chiedo
risposta. A volte quanto basta è porsi la giusta domanda.

E’ comunque un parere personale e lo scrivo con serenità – perdoni le
divagazioni.
Mi sento in dovere di ringraziarla ancora una volta per il suo aiuto e
sperando in uno ulteriore – magari senza l’ausilio del pc come mezzo di
comunicazione – le auguro buona serata.

Con altrettanta sincera e trasparente cordialità,
Ale,6

Professore:

Se posso,

è la modalità che avete seguito ad essere criticabile.
non metto in dubbio la bontà dell’iniziativa e non disconosco lo sforzo
che state facendo e nessuno nega il diritto a pubblicizzare l’iniziativa

tralasciamo pure l’aspetto commerciale…

tuttavia avete mandato email per informare della vostra iniziativa e poi
chiedete di rispondere con una mail negativa in caso non interessi

> Per chi fosse disinteressato a ricevere la e-mail delle prossime settimane,
> inviare una e-mail di risposta negativa.

Invece dovrebbe essere esattamente il contrario.
-con la prima mail vi informo dell’iniziativa
-vi invito ad iscrivervi al blog se la cosa è di vostro interesse
-se non è di vostro interesse questa è la prima ed ultima mail che
riceverete

procedimento logico, corretto e lineare o no ??
altrimenti date l’impressione di voler “catturare” quante + persone
possibile

ammetto comunque che questo mio modo di (s)ragionare potrebbe essere una
mia “distorsione” professionale

per quanto riguarda altri mezzi di comunicazione, praticamente vivo in
università dalla mattina alla sera per cui non dovrebbero esserci difficoltà

N.T.