>Dando “Voce al Silenzio”: Rigurgito KKK

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Il testo che segue è una traduzione della pagina
Our Goal del sito kkk.bz.

Il tempo in cui viviamo è molto eccitante; chiunque ne sia d’accordo dovrebbe sentirsi fiero di associarsi o sostenere questo movimento spontaneo per riavere l’America. Il Knights Party sarà, negli anni a venire, riconosciuto dagli americani come il Movimento dei Diritti dei Bianchi!

Ovunque essi vivano; qualunque il loro credo religioso; qualunque la loro presente organizzazione politica o fraterna; ognuno dovrebbe sostenere il Knights Party come il PARTITO politico del futuro e la Ultima Speranza per l’America.

Il Knights Party, riconoscendo che per raggiungere una reale sicurezza per la (nostra) gente debba ottenere il potere politico statunitense:

A.Diverrà leader del movimento razziale Bianco
Attraverso una forte ed organizzata dimostrazione di leadership
Attraverso l’addestramento ed uso di qualificati media di rappresentazione

Attraverso lo sforzo concertato di tutti i Klansmen e Klanswomen nel seguire attentamente istruzioni, suggerimenti e linee guida (così come programmate dal comando generale) per ottenere il MEGLIO

B.Si batterà per divenire la forza guida e rappresentativa alle spalle della Comunità Bianca
Attreverso un uso aggressivo di pubblicità televisiva, radio e stampa
Attraverso un enorme piano nazionale di letteratura con cui raggiungere milioni di persone
Con una rottura legale del muro liberale che circonda le scuole ed università americane – per raggiungere ed istruire gli studenti nel riassesto delle loro scuole
Attraverso l’effettivo utilizzo di progetti per assistere nella ri-educazione le forze dell’ordine ed il personale dell’istruzione. Questi due gruppi, molto importanti, devono cambiare lato della storia; invece di ricevere continue informazioni da organizzazioni come ADL (Anti-Defamation League), NAACP (National Association for the Advancement of Colored People), ACLU (American Civil Liberties Union)
C.Organizzare e dirigere i bianchi verso un livello di attivismo necessario alla vittoria politica
Attraverso l’organizzazione ed il mantenimento di forti unità locali
Attraverso audaci campagne pubbliche focalizzate in due idee principali:
– Cristiani bianchi sono stati traditi dai leader politici, economici, religiosi e dell’istruzione
– Il Knights Party è l’ultima speranza per l’America.

Individuare ed Annullare [Marca-Iran]

C’è un camion che si allontana dall’ospedale “Rasul Akram” di Tehran. Corpi uccisi. La polizia li allontana. In alcuni di questi, tracce di molteplici detonazioni di arma da fuoco. Politici riformisti nelle carceri di Evin vengono sottoposti a forti pressioni per fornire false confessioni di ‘tradimento al popolo’. Utilizzo di fotografi per la costruzione di false fotografie. Torturare i prigionieri costringendoli in piedi. Celle di isolamento strette, non è possibile distendere le gambe. In una settimana hanno trasmesso in televisione l’intera trilogia del Signore degli Anelli.

Il movimento poliziesco muove dalle carceri agli ospedali, nelle strade delle città e nelle stanze private dalla televisione familiare, nelle redazioni dei giornali e nelle università. Telecamere anche negli incroci di Tehran.
Identificare, individualizzare, isolare i corpi che agitano ‘il movimento verde’ dal 12 giugno, i brogli elettorali, la presidenza Ahmadinejad.
‘R. è stato arrestato la scorsa notte in Tehran; non sono sicuro di dove e perché. Ho ricevuto una chiamata dal suo telefono; era la polizia che voleva ch’io confermassi loro alcuni dettagli. Ho dovuto dire loro per quanto tempo abbiamo vissuto [qui]; come ci incontrammo; cosa, lui ed io, facciamo di lavoro; dove lavoro; la mia nazionalità; qualcosa sulla sua famiglia e dove io vivo.’ [Scritti Residenti-Pagina/13 17giugno]
Cancellare, a-nonimare, uccidere le vittime della repressione. Non solo nei camion che trascinano lontano i morti nell’ospedale “Rasul Akram”. I rinchiusi nella prigione Evin, nelle sicure della polizia, nelle altre strutture carcerarie del paese. Scomparire di persone. Nell’anonimato collettivo e molteplice delle strade in protesta, l’intervento poliziesco individua per poi annullare.
[In http://shooresh1917.blogspot.com, un tentativo di lista delle vittime della repressione.]

In Parkway suonano i clacson delle automobili. Si forma una catena umana. Non c’è silenzio. Ognuno grida. Nel buio, dai tetti delle case, si alzano le urla: ‘Dio è grande’. Persone si nascondono negli angoli delle strade per raccontare in Internet ciò che accade. ‘Oggi ho cambiato il mio nome. [online]’ (Scritti Residenti-Pagina/13 17giugno); ‘Notizia importante: PersianKiwi non è stato arrestato, ma non ha accesso ad Internet.’
(Right Now at Tehran-Pagina/13 30giugno).
Si muovono i capitali iraniani, escono dal paese nel mese di giugno. Il marchio Iran è ammorbato dalla rivolta, ma la condanna internazionale si mantiene cauta nel mese di luglio. Nel mercato globale arrivano notizie di scontri e violenze, dall’Iran. Episodi. Condannare episodi, dai banchi del commercio deve essere ancora saltuario, non programmatico. Un programma di condanna all’Iran, significa compromettere lo scambio con quel marchio. Intanto, ‘La gente ha cominciato a scarabocchiare slogan sulle banconote. Ieri, in un biglietto, qualcuno aveva scritto “Dov’è il mio voto?”‘
(Where there strikes in Tehran yesterday?-pagina/13 27giugno).
Eccezione giustificata: l’Italia.
Ansa, 10 luglio 2009, ore 12.16: “L’AQUILA, 10 LUG – “L’Iran ‘condanna l’uso della forza da parte della polizia italiana per reprimere le manifestazioni degli oppositori.” In Italia si ritorna a parlare di Iran. La teocrazia iraniana è accusata delle violenze commesse fino a quel preciso giorno (10 luglio). Televisione e giornali [italiani] registrano e rispondono il rigurgito d’offesa italiano. Marchio [italiano] violato, è giustificata la condanna all’Iran.
Dopo, silenzio e Marca.

Rughe

>Individuare ed Annullare [Marca-Iran]

>C’è un camion che si allontana dall’ospedale “Rasul Akram” di Tehran. Corpi uccisi. La polizia li allontana. In alcuni di questi, tracce di molteplici detonazioni di arma da fuoco. Politici riformisti nelle carceri di Evin vengono sottoposti a forti pressioni per fornire false confessioni di ‘tradimento al popolo’. Utilizzo di fotografi per la costruzione di false fotografie. Torturare i prigionieri costringendoli in piedi. Celle di isolamento strette, non è possibile distendere le gambe. In una settimana hanno trasmesso in televisione l’intera trilogia del Signore degli Anelli.

Il movimento poliziesco muove dalle carceri agli ospedali, nelle strade delle città e nelle stanze private dalla televisione familiare, nelle redazioni dei giornali e nelle università. Telecamere anche negli incroci di Tehran.
Identificare, individualizzare, isolare i corpi che agitano ‘il movimento verde’ dal 12 giugno, i brogli elettorali, la presidenza Ahmadinejad.
‘R. è stato arrestato la scorsa notte in Tehran; non sono sicuro di dove e perché. Ho ricevuto una chiamata dal suo telefono; era la polizia che voleva ch’io confermassi loro alcuni dettagli. Ho dovuto dire loro per quanto tempo abbiamo vissuto [qui]; come ci incontrammo; cosa, lui ed io, facciamo di lavoro; dove lavoro; la mia nazionalità; qualcosa sulla sua famiglia e dove io vivo.’ [Scritti Residenti-Pagina/13 17giugno]
Cancellare, a-nonimare, uccidere le vittime della repressione. Non solo nei camion che trascinano lontano i morti nell’ospedale “Rasul Akram”. I rinchiusi nella prigione Evin, nelle sicure della polizia, nelle altre strutture carcerarie del paese. Scomparire di persone. Nell’anonimato collettivo e molteplice delle strade in protesta, l’intervento poliziesco individua per poi annullare.
[In http://shooresh1917.blogspot.com, un tentativo di lista delle vittime della repressione.]

In Parkway suonano i clacson delle automobili. Si forma una catena umana. Non c’è silenzio. Ognuno grida. Nel buio, dai tetti delle case, si alzano le urla: ‘Dio è grande’. Persone si nascondono negli angoli delle strade per raccontare in Internet ciò che accade. ‘Oggi ho cambiato il mio nome. [online]’ (Scritti Residenti-Pagina/13 17giugno); ‘Notizia importante: PersianKiwi non è stato arrestato, ma non ha accesso ad Internet.’
(Right Now at Tehran-Pagina/13 30giugno).
Si muovono i capitali iraniani, escono dal paese nel mese di giugno. Il marchio Iran è ammorbato dalla rivolta, ma la condanna internazionale si mantiene cauta nel mese di luglio. Nel mercato globale arrivano notizie di scontri e violenze, dall’Iran. Episodi. Condannare episodi, dai banchi del commercio deve essere ancora saltuario, non programmatico. Un programma di condanna all’Iran, significa compromettere lo scambio con quel marchio. Intanto, ‘La gente ha cominciato a scarabocchiare slogan sulle banconote. Ieri, in un biglietto, qualcuno aveva scritto “Dov’è il mio voto?”‘
(Where there strikes in Tehran yesterday?-pagina/13 27giugno).
Eccezione giustificata: l’Italia.
Ansa, 10 luglio 2009, ore 12.16: “L’AQUILA, 10 LUG – “L’Iran ‘condanna l’uso della forza da parte della polizia italiana per reprimere le manifestazioni degli oppositori.” In Italia si ritorna a parlare di Iran. La teocrazia iraniana è accusata delle violenze commesse fino a quel preciso giorno (10 luglio). Televisione e giornali [italiani] registrano e rispondono il rigurgito d’offesa italiano. Marchio [italiano] violato, è giustificata la condanna all’Iran.
Dopo, silenzio e Marca.

Rughe

Registrazioni

http://shooresh1917.blogspot.com/

[Il resoconto è tratto dalla registrazione audio di un incontro tra comandanti delle forze di sicurezza iraniane. Nel riportare il dialogo, “essi” riferisce ai Basiji / polizia / guardiani. Si tratta quindi di un resoconto, piuttosto che la registrazione diretta degli interventi.]

Essi cercano di sviluppare strategie per colpire le proteste sulla base della dimensione, composizione e localizzazione dei leader.

ESSI USANO LE DONNE HEZBOLLAH per penetrare all’interno delle manifestazioni di nascosto alla gente

ESSI VOGLIONO usare FOTOGRAFI FINTI per fare FOTO Finte

1) Non hanno un buon sistema di comunicazione tra di loro per trasmettere dove sono le proteste e a chi debbano essere trasmesse le notizie relative

2) Colui che fa rapporto sulle proteste, deve sapere come dirlo, in modo che i colleghi non vadano nel panico se la protesta non e’ grande

3) Essi vogliono identificare il tipo (piccola, grande, studenti, gente a random) di protesta e assegnare la priorita’ a ogni rivolta

4) Essi pensano che posso facilmente controllare le proteste in quanto mancano di leadership e organizzazione

5) Essi vogliono all’interno di se stessi, gente capace di controllare, guidare e prendere decisioni per disperdere i manifestanti in qualsiasi modo

6) Essi stessi, non hanno una strategia comune prima delle manifestazioni. Devono essere capaci di riconoscere la differenza tra i manifestanti e osservatori delle proteste

7) Essi vedono 2 tipi di rivolta 1) formata completametne dai manifestanti 2) formata parzialmente dai manifestanti e dagli osservatori

8) Essi vogliono giocare con le emozioni della gente e la loro fiducia, che e’ lavoro fatto a meta’ per fermare le rivolte. Essi usano modi emotivi e psicologici per fermare i manifestanti, mentre i media/altri mezzi, fanno l’altra meta’ del lavoro per fermare le proteste

9) Essi vogliono conoscere i tipi dei manifestanti per fermargli prima. Esempio: se studenti vengono a Teheran, fermare il loro pullman nel viaggio

10) Essi anno bisogno di sapere che tipo di armi stanno usando! [Pietre]

11) Essi vogliono avere una tattica comune nella presa di decisione e gestione dei guardiani/basiji/polizia dentro e fuori alle proteste

12) Essi hanno bisogno di un leadership migliore nel loro sistema (Basiji/Guardie/Polizia)

13) Essi vogliono avere luoghi segreti per raggrupparsi nel caso i manifestanti dovessero occupare le divisioni della polizia / basiji

14) Essi vogliono usare telecamere del sistema del traffico agli incroci per controllare e idendificare i luoghi delle proteste.

15) Essi vogliono usare trucchi psicologici sulla gente per CALMARE e CONTROLLARE le proteste.

16) Essi non vogliono confinare le proteste in un angolo. Vogliono tenerli all’aperto, in modo che quando arrestano i manifestanti, gli altri scappino! Perche’ quando confinano i manifestanti e arrestano alcuni, gli altri rispondono e diventano violenti

17) Non volgiono portare armi pericolose che rendono i manifestanti piu’ aggressivi e difensivi (gioco psicologico) Esempio: gli studenti / i giovani divantano piu’ difensivi quando vedono i Basiji con armi pesanti

18) GIOCO PSICOLOGICO: giocare con la mente dei manifestanti, essere calmi e amichevoli con i manifestanti

19) Essi dicono che Alcuni manifestanti sono molto religiosi. Usare la religione per fare prendere parte ai basiji

20) Usate donne “Hezbollah” nelle università e ospedali come spie per aiutare i feriti e strappare informazioni

21) Essi non vogliono tenere i detenuti nei luoghi conosciuti: tante famiglie e altri che radunano fuori, sono difficili da controllare! Prevenire alla gente e alle famiglie dei detenuti di radunarsi fuori dalle prigioni non dicendo dove sono tenuti i prigionieri

22) Essi vogliono PAGARE tanti soldi ad ALCUNI BASIjI per diventare FOTOGRAFI, entrare nelle universita’, ospedali e spiare sui manifestanti

23) Essi vogliono PAGARE ALCUNI BASIJI per diventare FOTOGRAFI, anche per controllare i media e controllare le foto che saranno pubblicate

24) Le citta’ e i confini di Kerman, Khorasan, Seistan, & Baluchistan Cities/Borders necessitano di rafforzzare i loro guardiani e la loro sicurezza!

>Registrazioni

>

http://shooresh1917.blogspot.com/

[Il resoconto è tratto dalla registrazione audio di un incontro tra comandanti delle forze di sicurezza iraniane. Nel riportare il dialogo, “essi” riferisce ai Basiji / polizia / guardiani. Si tratta quindi di un resoconto, piuttosto che la registrazione diretta degli interventi.]

Essi cercano di sviluppare strategie per colpire le proteste sulla base della dimensione, composizione e localizzazione dei leader.

ESSI USANO LE DONNE HEZBOLLAH per penetrare all’interno delle manifestazioni di nascosto alla gente

ESSI VOGLIONO usare FOTOGRAFI FINTI per fare FOTO Finte

1) Non hanno un buon sistema di comunicazione tra di loro per trasmettere dove sono le proteste e a chi debbano essere trasmesse le notizie relative

2) Colui che fa rapporto sulle proteste, deve sapere come dirlo, in modo che i colleghi non vadano nel panico se la protesta non e’ grande

3) Essi vogliono identificare il tipo (piccola, grande, studenti, gente a random) di protesta e assegnare la priorita’ a ogni rivolta

4) Essi pensano che posso facilmente controllare le proteste in quanto mancano di leadership e organizzazione

5) Essi vogliono all’interno di se stessi, gente capace di controllare, guidare e prendere decisioni per disperdere i manifestanti in qualsiasi modo

6) Essi stessi, non hanno una strategia comune prima delle manifestazioni. Devono essere capaci di riconoscere la differenza tra i manifestanti e osservatori delle proteste

7) Essi vedono 2 tipi di rivolta 1) formata completametne dai manifestanti 2) formata parzialmente dai manifestanti e dagli osservatori

8) Essi vogliono giocare con le emozioni della gente e la loro fiducia, che e’ lavoro fatto a meta’ per fermare le rivolte. Essi usano modi emotivi e psicologici per fermare i manifestanti, mentre i media/altri mezzi, fanno l’altra meta’ del lavoro per fermare le proteste

9) Essi vogliono conoscere i tipi dei manifestanti per fermargli prima. Esempio: se studenti vengono a Teheran, fermare il loro pullman nel viaggio

10) Essi anno bisogno di sapere che tipo di armi stanno usando! [Pietre]

11) Essi vogliono avere una tattica comune nella presa di decisione e gestione dei guardiani/basiji/polizia dentro e fuori alle proteste

12) Essi hanno bisogno di un leadership migliore nel loro sistema (Basiji/Guardie/Polizia)

13) Essi vogliono avere luoghi segreti per raggrupparsi nel caso i manifestanti dovessero occupare le divisioni della polizia / basiji

14) Essi vogliono usare telecamere del sistema del traffico agli incroci per controllare e idendificare i luoghi delle proteste.

15) Essi vogliono usare trucchi psicologici sulla gente per CALMARE e CONTROLLARE le proteste.

16) Essi non vogliono confinare le proteste in un angolo. Vogliono tenerli all’aperto, in modo che quando arrestano i manifestanti, gli altri scappino! Perche’ quando confinano i manifestanti e arrestano alcuni, gli altri rispondono e diventano violenti

17) Non volgiono portare armi pericolose che rendono i manifestanti piu’ aggressivi e difensivi (gioco psicologico) Esempio: gli studenti / i giovani divantano piu’ difensivi quando vedono i Basiji con armi pesanti

18) GIOCO PSICOLOGICO: giocare con la mente dei manifestanti, essere calmi e amichevoli con i manifestanti

19) Essi dicono che Alcuni manifestanti sono molto religiosi. Usare la religione per fare prendere parte ai basiji

20) Usate donne “Hezbollah” nelle università e ospedali come spie per aiutare i feriti e strappare informazioni

21) Essi non vogliono tenere i detenuti nei luoghi conosciuti: tante famiglie e altri che radunano fuori, sono difficili da controllare! Prevenire alla gente e alle famiglie dei detenuti di radunarsi fuori dalle prigioni non dicendo dove sono tenuti i prigionieri

22) Essi vogliono PAGARE tanti soldi ad ALCUNI BASIjI per diventare FOTOGRAFI, entrare nelle universita’, ospedali e spiare sui manifestanti

23) Essi vogliono PAGARE ALCUNI BASIJI per diventare FOTOGRAFI, anche per controllare i media e controllare le foto che saranno pubblicate

24) Le citta’ e i confini di Kerman, Khorasan, Seistan, & Baluchistan Cities/Borders necessitano di rafforzzare i loro guardiani e la loro sicurezza!

>Racconto da Prigione Evin

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Ogni cosa accaduta nei giorni passati in Iran (in relazione alla violazione dei diritti umani ed anche alla repressione degli iraniani – chiaramente testimoniati ed osservati dagli stessi iraniani e dal mondo intero) è stato argomento che non ha potuto essere negato.
Coloro che sono responsabili di questi accadimenti hanno fatto del loro meglio per negare tutto, insufficientemente.
Ma ciò che accade ai prigionieri in Iran, specialmente nella prigione Evin, è tema nascosto dalle mura o in altre parole ‘segreto’, imponendo i prigionieri lontani dalla vista degli attivisti per i diritti umani.
Racconti di violenze, torture ed abusi sui prigionieri e la disponibilità di minime strutture di soccorso sono trapelati recentemente (alcuni di coloro che ne sono stati rilasciati ne hanno rivelato l’esistenza).
Molti prigionieri, in isolamento già dai giorni precedenti le elezioni, a seguito dell’intenso movimento di arresti, rimangono chiusi nelle celle senza che alcun inquisitore li visiti. In alcuni casi sono lasciati nelle celle per più di 40-50 giorni. Con l’inizio della protesta (senza precedenti in Iran), specialmente in Tehran, ed i conseguenti arresti, la disciplina nella prigione Evin (specialmente nelle unità 240 e 209) si aggrava.
L’intensità nella capitale sta riempiendo le celle nelle due unità. Le autorità carcerarie e l’unità di sicurezza erano costrette a riempire i corridoi di prigionieri per poi portarli nelle sezioni disabitate da tempo.
A causa di una grave mancanza di spazio nella prigione, molti degli interrogatori hanno avuto luogo nelle celle o nei corridoi e non nelle stanze apposite I prigionieri sono picchiati e torturati durante questi interrogatori. L’eccessiva esuberanza di persone è il problema principale dei prigionieri, che sono nelle peggiori condizioni in quanto a cibo ed igiene. Le autorità della prigione Evin sono estremamente noncuranti e non tengono conto dei [manutenzione] prigionieri. La situazione è talmente grave che, in assenza di alimentazione, i prigionieri possono ritenersi fortunati di ricevere una sola piccola porzione di cibo al giorno.
Le autorità in carica alla prigione Evin, come gli inquisitori, secondo le testimonianze dei prigionieri, fanno forza sul nome di Ahmadinejads, ed abusano di conseguenza. Sono molto più brutali e severi di prima. Non fanno eccezioni tra prigionieri, cioè trattano tutti allo stesso modo.
I più conosciuti, o prigionieri speciali sono trasferiti in unità di isolamento che sono completamente sconosciute nella prigione. Questi posti sono rimasti in disuso per molto tempo, ed alcuni mancano di strutture. I testimoni parlano di queste celle che in persiano sono chiamate SIAHCHAL.
Questi testimoni raccontano come queste celle d’isolamento siano davvero piccole; il prigioniero non può nemmeno distendere il corpo, per dormire. Queste sono buie, non hanno annaffiatoio, ma una minuscola toilette. Il prigioniero in queste celle non può avere una doccia, fino all’uscita.
La quantità di violenze e torture, per confessioni, non può essere descritta. Molti dei prigionieri vengono gravemente feriti nel corso degli interrogatori, anche se non è disponibile alcun soccorso medico per loro. I prigionieri non hanno accesso a cibo appropriato. La questione sanitaria nella prigione Evin è un problema. Violenze e torture divengono insostenibili per i prigionieri. Le organizzazioni che fanno arresti sono: il ministero dell’Informazione, la guardia rivoluzionaria e Basij. Torture e violenze sono agite in prevalenza da Basij. Nei giorni recenti, a causa dell’aumento degli arresti e del conseguente sovraffollamento delle prigioni e delle stazioni di polizia, molti di coloro che vengono arrestati, vengono rilasciati dopo torture. Ad ogni modo la maggior parte dei prigionieri è rinchiusa in prigione. Inoltre, la maggior parte di questi, pressoché sconosciuti se non alle famiglie, non vengono reclamati. Vengono rinchiusi in celle che contengono 10-15 persone, e dopo un paio di giorni potrebbero essere interrogati, solo se qualcuno ricorda che sono stati rinchiusi.
Oltre alla prigione Evin, coloro che vengono arrestati vengono spesso rinchiusi in prigioni molto vecchie, che non sarebbero nemmeno agibili. Un esempio è l’Interior Ministriy Detention’, conosciuta come MENHAYE CHAHAR – Meno Quattro. Si è letto di studenti arrestati alla Tehran University e condotti in questo posto dove vengono severamente torturati. Altri luoghi sono: Shapour Detention Unit e le sicure della polizia.
Anche la quarantena principale nella prigione Evin si sta sviluppando nelle peggiori condizioni a causa dell’elevato numero di prigionieri. Un prigionieri di Evin dice “La quarantena è ormai estesa fino al tetto della prigione.” Una delle torture più usate è quella di mantenere i prigionieri svegli in piedi. Questo tipo di tortura è maggiormente usato per prigionieri che si suppone individuati da telecamere, per confessare.

Racconto da Prigione Evin

Ogni cosa accaduta nei giorni passati in Iran (in relazione alla violazione dei diritti umani ed anche alla repressione degli iraniani – chiaramente testimoniati ed osservati dagli stessi iraniani e dal mondo intero) è stato argomento che non ha potuto essere negato.
Coloro che sono responsabili di questi accadimenti hanno fatto del loro meglio per negare tutto, insufficientemente.
Ma ciò che accade ai prigionieri in Iran, specialmente nella prigione Evin, è tema nascosto dalle mura o in altre parole ‘segreto’, imponendo i prigionieri lontani dalla vista degli attivisti per i diritti umani.
Racconti di violenze, torture ed abusi sui prigionieri e la disponibilità di minime strutture di soccorso sono trapelati recentemente (alcuni di coloro che ne sono stati rilasciati ne hanno rivelato l’esistenza).
Molti prigionieri, in isolamento già dai giorni precedenti le elezioni, a seguito dell’intenso movimento di arresti, rimangono chiusi nelle celle senza che alcun inquisitore li visiti. In alcuni casi sono lasciati nelle celle per più di 40-50 giorni. Con l’inizio della protesta (senza precedenti in Iran), specialmente in Tehran, ed i conseguenti arresti, la disciplina nella prigione Evin (specialmente nelle unità 240 e 209) si aggrava.
L’intensità nella capitale sta riempiendo le celle nelle due unità. Le autorità carcerarie e l’unità di sicurezza erano costrette a riempire i corridoi di prigionieri per poi portarli nelle sezioni disabitate da tempo.
A causa di una grave mancanza di spazio nella prigione, molti degli interrogatori hanno avuto luogo nelle celle o nei corridoi e non nelle stanze apposite I prigionieri sono picchiati e torturati durante questi interrogatori. L’eccessiva esuberanza di persone è il problema principale dei prigionieri, che sono nelle peggiori condizioni in quanto a cibo ed igiene. Le autorità della prigione Evin sono estremamente noncuranti e non tengono conto dei [manutenzione] prigionieri. La situazione è talmente grave che, in assenza di alimentazione, i prigionieri possono ritenersi fortunati di ricevere una sola piccola porzione di cibo al giorno.
Le autorità in carica alla prigione Evin, come gli inquisitori, secondo le testimonianze dei prigionieri, fanno forza sul nome di Ahmadinejads, ed abusano di conseguenza. Sono molto più brutali e severi di prima. Non fanno eccezioni tra prigionieri, cioè trattano tutti allo stesso modo.
I più conosciuti, o prigionieri speciali sono trasferiti in unità di isolamento che sono completamente sconosciute nella prigione. Questi posti sono rimasti in disuso per molto tempo, ed alcuni mancano di strutture. I testimoni parlano di queste celle che in persiano sono chiamate SIAHCHAL.
Questi testimoni raccontano come queste celle d’isolamento siano davvero piccole; il prigioniero non può nemmeno distendere il corpo, per dormire. Queste sono buie, non hanno annaffiatoio, ma una minuscola toilette. Il prigioniero in queste celle non può avere una doccia, fino all’uscita.
La quantità di violenze e torture, per confessioni, non può essere descritta. Molti dei prigionieri vengono gravemente feriti nel corso degli interrogatori, anche se non è disponibile alcun soccorso medico per loro. I prigionieri non hanno accesso a cibo appropriato. La questione sanitaria nella prigione Evin è un problema. Violenze e torture divengono insostenibili per i prigionieri. Le organizzazioni che fanno arresti sono: il ministero dell’Informazione, la guardia rivoluzionaria e Basij. Torture e violenze sono agite in prevalenza da Basij. Nei giorni recenti, a causa dell’aumento degli arresti e del conseguente sovraffollamento delle prigioni e delle stazioni di polizia, molti di coloro che vengono arrestati, vengono rilasciati dopo torture. Ad ogni modo la maggior parte dei prigionieri è rinchiusa in prigione. Inoltre, la maggior parte di questi, pressoché sconosciuti se non alle famiglie, non vengono reclamati. Vengono rinchiusi in celle che contengono 10-15 persone, e dopo un paio di giorni potrebbero essere interrogati, solo se qualcuno ricorda che sono stati rinchiusi.
Oltre alla prigione Evin, coloro che vengono arrestati vengono spesso rinchiusi in prigioni molto vecchie, che non sarebbero nemmeno agibili. Un esempio è l’Interior Ministriy Detention’, conosciuta come MENHAYE CHAHAR – Meno Quattro. Si è letto di studenti arrestati alla Tehran University e condotti in questo posto dove vengono severamente torturati. Altri luoghi sono: Shapour Detention Unit e le sicure della polizia.
Anche la quarantena principale nella prigione Evin si sta sviluppando nelle peggiori condizioni a causa dell’elevato numero di prigionieri. Un prigionieri di Evin dice “La quarantena è ormai estesa fino al tetto della prigione.” Una delle torture più usate è quella di mantenere i prigionieri svegli in piedi. Questo tipo di tortura è maggiormente usato per prigionieri che si suppone individuati da telecamere, per confessare.

>How resistant is “July 9th”

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shooresh1917.blogspot.com

Sono arrivati tutti. Giovani, vecchi ed adulti. Non solo in una strada ma questa volta, imparando dalle scorse tre settimane, hanno condotto una protesta di massa in 7-8 aree differenti. Non c’è silenzio. Ognuno grida. Alcune persone cantando “Dio è grande” che presto diventa “Morte al dittatore” e “Governo illegittimo, dimissioni dimissioni”. Il conflitto principale ha avuto luogo in Valisier-Enqelab – Daneshju (Student) Park.
La folla è concentrata e ha luogo l’attacco intensivo di lacrimogeni e bastoni da parte delle guardie anti-rivolta. facce insanguinate. La gente fugge per le strade per poi ritornare indietro attraverso le vie pedonali. Le automobili suonano come due settimane fa. Suoni di clacson continui. Ancora una volta pugni e segni di “V” vittoria si vedono puntati verso il cielo. Gruppi di persone si spostano dalle vie principali attraverso Enqelab Squeare e Tehran University. Questa volta cantano uno slogan lungo, come nella rivoluzione del ’79. Le parole:
“Traditore Mahmoud [Ahmadinejad] vorrei tu fossi un mendicante/tu hai mandato in rovina la nostra madrepatria/tu hai ucciso i nostri giovani…/Morte a te!/Morte a te!…Morte a te!”
Lacrimogeni piovono da ovunque, ma la gente è ormai abituata a ciò. Nessuno sente di dovere vomitare, loro solamente accendono un fuoco immediatamente. Qualcuno soffia negli occhi dei vicini il fumo delle sigarette. Noi siamo a Keshavar Boulevard – Kargar Street. Forze speciali ci attaccano dal fondo della strada e noi corriamo cantando nell’altra direzione. Alcune persone si uniscono a noi da Fatemi Street e, insieme, ridiscendiamo la strada cantando “Non avere paura! Non avere paura! Noi siamo insieme!”
Non ci sono spari in quest’area e non abbiamo sentito nulla che potesse assomigliarvisi. In prima fila affollano bambine e madri. Arrabbiate, fresche, inspirate! Forze dell’ordine in borghese ci raggiungono ed attaccano ma sono meno numerosi che negli ultimi giorni e sicuramente ciò è dovuto al vociferare dei crimini da loro commessi nelle passate settimane. Sono spesso stati sostituiti da guardie rivoluzionarie in uniforme, per apparire più disciplinati.
Ora stanno attaccando la gente dalle motociclette, e sono cresciuti di numero. Centinaia di persone entrano nei mini-bazaar nei pressi di Laleh park e non c’è modo di uscirne. Tuttavia noi saltiamo al di sopra delle recinzioni e sfuggiamo all’interno del parco, la nostra destinazione è Amirabad Street.
Amirabad è affollata. All’angolo della strada dove Neda è stata assassinata la gente canta “Morte al Dittatore”. Un uomo anziano, che dice si essere ottantenne, felicemente continua “nessuno ha più paura. Tutti sono venuti. loro [il regime] devono andarsene. guarda, è così affollato ma qui non c’è nemmeno un mullah! La gente fa loro pagare per il sangue di Neda.” Ha ragione.
La gente ha capito la situazione molto bene. Loro sanno della debolezza del regime. Nessuno ha più paura. Giovani e vecchi cantano più forte di tre settimane fa. C’è un auto che strombetta con una famiglia all’interno, nell’avanzare lento verso Amirabad. Il figlio urla: “Vorrete lottare pacificamente dopo tutto? Non riuscite a vederli armati!” La sorella lo accompagna all’urlo: “Morte al dittatore!” La mia sola reazione è alzare il pugno e ripetere lo slogan insieme a loro.
Sono arrivato ed ho trovato un posto per scrivere questo report e postarlo on-line. Stanotte sarà una notte di fuoco. Gli slogan nei tetti saranno più forti che mai. ci sono troppe persone ferite ed arrestate ancora. Non è scuro abbastanza, blocchi stradali e militari in borghese sono ad ogni angolo. Loro credono di poter terrorizzare la gente. Quanto stupidi possono essere??!? Queste sono centinaia di persone che con la loro forte presenza dicono al regime “il tuo tempo è finito!” Non ci sono notizie da altre città ancora ma non c’è dubbio che questo 9 luglio avrà grossa influenza nei cambiamenti futuri. Senza dubbio!!

Traduzione Pagina/13

How resistant is “July 9th”



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Sono arrivati tutti. Giovani, vecchi ed adulti. Non solo in una strada ma questa volta, imparando dalle scorse tre settimane, hanno condotto una protesta di massa in 7-8 aree differenti. Non c’è silenzio. Ognuno grida. Alcune persone cantando “Dio è grande” che presto diventa “Morte al dittatore” e “Governo illegittimo, dimissioni dimissioni”. Il conflitto principale ha avuto luogo in Valisier-Enqelab – Daneshju (Student) Park.
La folla è concentrata e ha luogo l’attacco intensivo di lacrimogeni e bastoni da parte delle guardie anti-rivolta. facce insanguinate. La gente fugge per le strade per poi ritornare indietro attraverso le vie pedonali. Le automobili suonano come due settimane fa. Suoni di clacson continui. Ancora una volta pugni e segni di “V” vittoria si vedono puntati verso il cielo. Gruppi di persone si spostano dalle vie principali attraverso Enqelab Squeare e Tehran University. Questa volta cantano uno slogan lungo, come nella rivoluzione del ’79. Le parole:
“Traditore Mahmoud [Ahmadinejad] vorrei tu fossi un mendicante/tu hai mandato in rovina la nostra madrepatria/tu hai ucciso i nostri giovani…/Morte a te!/Morte a te!…Morte a te!”
Lacrimogeni piovono da ovunque, ma la gente è ormai abituata a ciò. Nessuno sente di dovere vomitare, loro solamente accendono un fuoco immediatamente. Qualcuno soffia negli occhi dei vicini il fumo delle sigarette. Noi siamo a Keshavar Boulevard – Kargar Street. Forze speciali ci attaccano dal fondo della strada e noi corriamo cantando nell’altra direzione. Alcune persone si uniscono a noi da Fatemi Street e, insieme, ridiscendiamo la strada cantando “Non avere paura! Non avere paura! Noi siamo insieme!”
Non ci sono spari in quest’area e non abbiamo sentito nulla che potesse assomigliarvisi. In prima fila affollano bambine e madri. Arrabbiate, fresche, inspirate! Forze dell’ordine in borghese ci raggiungono ed attaccano ma sono meno numerosi che negli ultimi giorni e sicuramente ciò è dovuto al vociferare dei crimini da loro commessi nelle passate settimane. Sono spesso stati sostituiti da guardie rivoluzionarie in uniforme, per apparire più disciplinati.
Ora stanno attaccando la gente dalle motociclette, e sono cresciuti di numero. Centinaia di persone entrano nei mini-bazaar nei pressi di Laleh park e non c’è modo di uscirne. Tuttavia noi saltiamo al di sopra delle recinzioni e sfuggiamo all’interno del parco, la nostra destinazione è Amirabad Street.
Amirabad è affollata. All’angolo della strada dove Neda è stata assassinata la gente canta “Morte al Dittatore”. Un uomo anziano, che dice si essere ottantenne, felicemente continua “nessuno ha più paura. Tutti sono venuti. loro [il regime] devono andarsene. guarda, è così affollato ma qui non c’è nemmeno un mullah! La gente fa loro pagare per il sangue di Neda.” Ha ragione.
La gente ha capito la situazione molto bene. Loro sanno della debolezza del regime. Nessuno ha più paura. Giovani e vecchi cantano più forte di tre settimane fa. C’è un auto che strombetta con una famiglia all’interno, nell’avanzare lento verso Amirabad. Il figlio urla: “Vorrete lottare pacificamente dopo tutto? Non riuscite a vederli armati!” La sorella lo accompagna all’urlo: “Morte al dittatore!” La mia sola reazione è alzare il pugno e ripetere lo slogan insieme a loro.
Sono arrivato ed ho trovato un posto per scrivere questo report e postarlo on-line. Stanotte sarà una notte di fuoco. Gli slogan nei tetti saranno più forti che mai. ci sono troppe persone ferite ed arrestate ancora. Non è scuro abbastanza, blocchi stradali e militari in borghese sono ad ogni angolo. Loro credono di poter terrorizzare la gente. Quanto stupidi possono essere??!? Queste sono centinaia di persone che con la loro forte presenza dicono al regime “il tuo tempo è finito!” Non ci sono notizie da altre città ancora ma non c’è dubbio che questo 9 luglio avrà grossa influenza nei cambiamenti futuri. Senza dubbio!!

Traduzione Pagina/13