Escatologia del potere

Mentre tutto il mondo è costretto ad accettare la crisi come il punto di non ritorno di un intero sistema economico, il portavoce di Berlusconi ci consiglia ingenuamente di leggere la crisi come piccolo momento di mancanza all’interno della coerenza del sistema, caduta contingente di ciò che è immutabile nella sua perfezione. Il tribunale Capezzone ha giudicato colpevole la sinistra, per non aver saputo sfruttare il momento propizio dell’economia mondiale, e per aver aperto la porta all’attuale mancamento del sistema.
Ma, soprattutto, la sinistra ha riposto la propria condanna nel disfattismo, per aver descritto la crisi come catastrofica e irreversibile, senza comprendere in realtà la portata salvifica del nuovo Popolo delle Libertà.
A fronte di una sinistra che, nella sua incapacità, o nella sua ingenuità, propone una maggiore attenzione ai cambiamenti in corso, ecco che Capezzone ci rassicura con il suo messaggio di speranza: non preoccupatevi, qualcuno sta pensando a voi, qualcuno “prepara la ripresa, che non è lontana”. Qualcuno sta pensando a voi, temporale in vista. Estote parati.

Marco

>Pronto?

>Pronto FMI. “Siamo particolarmente preoccupati per l’Italia”. Basso il livello del PIL, crollo dell’export e ristretti margini per manovre fiscali. “Vediamo il bisogno di riforme fondamentali e strutturali.”
Pronto CONFINDUSTRIA. “Duecentocinquantamila posti di lavoro sono a rischio ne prossimi sei mesi, a partire dagli operai”. L’allarme è del settore delle infrastrutture, dove si invoca un piano straordinario come”misura di emergenza”. Spesa pubblica richiesta: 7-8 miliardi di euro.
Pronto AUTOMOBILE. Del piano di 1,2 miliardi per la ripresa del settore si parla come di una misura iniziale ma non sufficiente. “L’Italia deve prevederli (stanziamenti ndr) anche alzando il debito: parte saranno recuperati, perché ci sarà una ripresa dei consumi, l’economia gira.”
(Ritornando al) Punto FMI. “Per l’Italia le prospettive sono estremamente fosche.”
L’economia dovrebbe provare a girare sull’investimento nel debito. All’ombra della speculazione, il punto focale è la mancanza di denaro pubblico, la quale va investita per aumentare la spesa pubblica. Il tutto nella fiducia in una “ripresa dei consumi”.
Punto Cittadinanza. Insieme al parlare del valore attribuito alla cittadinanza (l’idea della tassa sull’immigrazione è attestato di un deficit documentale che deve essere saldato con il pagamento allo Stato), si valorizza il consumo come epicentro della salvezza.
L’incitamento al consumo del primo periodo di crisi diviene ora certezza di tale consumo. Su questa certezza si “può” ricostruire. Il cittadino viene dunque a sua volta valorizzato in quanto consumatore. Il cittadino paga nel divenire consumatore. L’immigrato in questo caso è doppiamente indietro.
Punto ILO (International Labour Organization). “Il numero dei disoccupati a livello mondiale potrebbe aumentare nel 2009, rispetto al 2007, di una cifra compresa tra i 18 e i 30 milioni e, se la situazione continuasse a peggiorare, questo numero potrebbe superare addirittura i 50 milioni di disoccupati.” In quest’ultima ipotesi, duecento milioni di lavoratori potrebbero trovarsi in “condizioni di estrema povertà”.
Rughe

Pronto?

Pronto FMI. “Siamo particolarmente preoccupati per l’Italia”. Basso il livello del PIL, crollo dell’export e ristretti margini per manovre fiscali. “Vediamo il bisogno di riforme fondamentali e strutturali.”
Pronto CONFINDUSTRIA. “Duecentocinquantamila posti di lavoro sono a rischio ne prossimi sei mesi, a partire dagli operai”. L’allarme è del settore delle infrastrutture, dove si invoca un piano straordinario come”misura di emergenza”. Spesa pubblica richiesta: 7-8 miliardi di euro.
Pronto AUTOMOBILE. Del piano di 1,2 miliardi per la ripresa del settore si parla come di una misura iniziale ma non sufficiente. “L’Italia deve prevederli (stanziamenti ndr) anche alzando il debito: parte saranno recuperati, perché ci sarà una ripresa dei consumi, l’economia gira.”
(Ritornando al) Punto FMI. “Per l’Italia le prospettive sono estremamente fosche.”
L’economia dovrebbe provare a girare sull’investimento nel debito. All’ombra della speculazione, il punto focale è la mancanza di denaro pubblico, la quale va investita per aumentare la spesa pubblica. Il tutto nella fiducia in una “ripresa dei consumi”.
Punto Cittadinanza. Insieme al parlare del valore attribuito alla cittadinanza (l’idea della tassa sull’immigrazione è attestato di un deficit documentale che deve essere saldato con il pagamento allo Stato), si valorizza il consumo come epicentro della salvezza.
L’incitamento al consumo del primo periodo di crisi diviene ora certezza di tale consumo. Su questa certezza si “può” ricostruire. Il cittadino viene dunque a sua volta valorizzato in quanto consumatore. Il cittadino paga nel divenire consumatore. L’immigrato in questo caso è doppiamente indietro.
Punto ILO (International Labour Organization). “Il numero dei disoccupati a livello mondiale potrebbe aumentare nel 2009, rispetto al 2007, di una cifra compresa tra i 18 e i 30 milioni e, se la situazione continuasse a peggiorare, questo numero potrebbe superare addirittura i 50 milioni di disoccupati.” In quest’ultima ipotesi, duecento milioni di lavoratori potrebbero trovarsi in “condizioni di estrema povertà”.
Rughe

Mangiando male

Come di una calza a rete, usata e rovinata, è disarmante parlare di università. Sembra uno scherzo, un gioco vuoto di parole, ma si tratta soprattutto di uno spazio (con il timore di inadeguatezza che sento nell’usare questa parola, ‘forse sovversiva’). Spazio reale che produce direttamente o indirettamente effetti reali. Spazio reale su cui ogni abitante può produrre effetti reali.
L’otto gennaio è stata approvata la legge 180, sull’università. In parlamento: 302 deputati favorevoli, 228 contrari e 2 astenuti. In futuro, nelle parole del ministro Gelmini, si riducono gli sprechi, i concorsi si fanno più trasparenti, i perditempo “avranno vita difficile” e gli studenti meritevoli saranno valorizzati.
Uno. Soluzione agli sprechi: tra 2010 e 2011 i tagli nell’istruzione sono di 1,5 mld di euro su un totale (prima del taglio) di 8 mld. Se i conti calano, la famiglia fa più attenzione agli sprechi.
Due. Trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza?
Tre. Attenzione: caduta perditempo. Con la costruzione dell’anagrafe nazionale di professori e ricercatori universitari, vengono registrate le pubblicazioni pro-capite. Chiaro che il rinnovo di contratti e stipendi dipende da questo elenco.
Conferma-proporzionale-n.pubblicazioni.
Fannullone-basso numero pubblicazioni-fuoco.
Quattro. La valorizzazione degli studenti meritevoli viene esaltata dallo stanziamento di 135 milioni di euro. L’esaltazione diviene tuttavia cortocircuito nel momento in cui a studente-meritevole corrisponde ateneo-non virtuoso.
E’ chiaro che nella prima fase del taglio sono gli atenei economicamente più deboli a cedere alla possibilità di un intervento privato. Il diritto allo studio ora si mescola con l’interesse di bilancio privato. Dove finisce l’uno, inizia l’altro. Chi assicura il limite? Il ministro?
Cinque. Come una calza a rete usata e rovinata resta l’università addosso al suo abitante. L’università si nutre del suo abitante che appare sorridente nelle immagini da web estratte nei corridoi. L’abitante si nutre della sua università, calza rotta, diventa fili che soffocano in gola.

Rughe

>Mangiando male

>

Come di una calza a rete, usata e rovinata, è disarmante parlare di università. Sembra uno scherzo, un gioco vuoto di parole, ma si tratta soprattutto di uno spazio (con il timore di inadeguatezza che sento nell’usare questa parola, ‘forse sovversiva’). Spazio reale che produce direttamente o indirettamente effetti reali. Spazio reale su cui ogni abitante può produrre effetti reali.
L’otto gennaio è stata approvata la legge 180, sull’università. In parlamento: 302 deputati favorevoli, 228 contrari e 2 astenuti. In futuro, nelle parole del ministro Gelmini, si riducono gli sprechi, i concorsi si fanno più trasparenti, i perditempo “avranno vita difficile” e gli studenti meritevoli saranno valorizzati.
Uno. Soluzione agli sprechi: tra 2010 e 2011 i tagli nell’istruzione sono di 1,5 mld di euro su un totale (prima del taglio) di 8 mld. Se i conti calano, la famiglia fa più attenzione agli sprechi.
Due. Trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza?
Tre. Attenzione: caduta perditempo. Con la costruzione dell’anagrafe nazionale di professori e ricercatori universitari, vengono registrate le pubblicazioni pro-capite. Chiaro che il rinnovo di contratti e stipendi dipende da questo elenco.
Conferma-proporzionale-n.pubblicazioni.
Fannullone-basso numero pubblicazioni-fuoco.
Quattro. La valorizzazione degli studenti meritevoli viene esaltata dallo stanziamento di 135 milioni di euro. L’esaltazione diviene tuttavia cortocircuito nel momento in cui a studente-meritevole corrisponde ateneo-non virtuoso.
E’ chiaro che nella prima fase del taglio sono gli atenei economicamente più deboli a cedere alla possibilità di un intervento privato. Il diritto allo studio ora si mescola con l’interesse di bilancio privato. Dove finisce l’uno, inizia l’altro. Chi assicura il limite? Il ministro?
Cinque. Come una calza a rete usata e rovinata resta l’università addosso al suo abitante. L’università si nutre del suo abitante che appare sorridente nelle immagini da web estratte nei corridoi. L’abitante si nutre della sua università, calza rotta, diventa fili che soffocano in gola.

Rughe

>Storia (parziale) della vita di un politico italiano

>

Per la ricorrenza della morte di Bettino Craxi, sopraggiunta il 19 gennaio 2000, sono state trasmesse e scritte sui media le memorie del politico, chi in modo più parziale chi meno.
Craxi entra in politica giovanissimo. Nel 1976 diventa segretario nazionale del Partito Socialista, poco prima delle elezioni. Sostenuto dall’alleanza del Pentapartito (DC-PSI-PSDI-PRI-PLI) diventa Presidente del Consiglio, il primo socialista a essere premier italiano.
Tra i numerosi provvedimenti del suo governo, uno merita di essere approfondito, anche perché influenza il sistema mediatico attuale. Nell’ottobre 1984 tre pretori, di Roma, Torino e Pescara, ordinano l’oscuramento dei canali televisivi Fininvest di Silvio Berlusconi, perché illegali secondo la legge italiana (non è possibile avere il monopolio delle frequenze e lo stesso numero di canali dello Stato). Immediatamente viene varato il decreto Berlusconi con il voto di fiducia, per sanare la situazione e concedere un anno di tempo alle tv. Craxi si impegnò personalmente per aiutare il suo amico Silvio Berlusconi. Lo prova, oltre l’evidenza dei fatti, una lettera scritta dall’attuale premier al premier di allora: “Caro Bettino – scrive il Cavaliere – grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio” (da repubblica.it,)
Il documentario sulla vita di Craxi, dove veniva dipinto più come santo che come uomo, trasmesso su Canale 5, forse rientra tra i ringraziamenti.
Nel 1989 Craxi stringe l’alleanza con Andreotti e Forlani (CAF), con la quale Andreotti fu premier fino al 1992.
L’inchiesta Mani Pulite segna la fine della prima Repubblica, ma anche l’ultima parte della vita di Bettino.
Il 17 febbraio 1992, l’ingegnere Mario Chiesa, del PSI, viene arrestato perché colto mentre intascava una mazzetta da una ditta di pulizie. Le sue confessioni rendono pubblico un sistema di tangenti che coinvolgono i dirigenti milanesi del PSI. Quando l’inchiesta avanza, Craxi dichiara nell’agosto ’93 in parlamento che tutti i partiti si servono di tangenti per auto-finanziarsi. Era un ammissione di colpa, ma condivisa con tutti gli altri esponenti politici italiani.
Tantissimi leader nazionali, Craxi compreso, sono colpiti da avvisi di garanzia, dopo indagini svolte su di loro.
Antonio Di Pietro, uno dei magistrati a capo delle indagini (ora leader dell’IdV) viene screditato in vari tentativi dai suoi inquisiti. Anche Bettino invita Salomone (pm bresciano) a indagare su Di Pietro, sostenendo che mani pulite è tutto un bluff.
Quando l’arresto era vicino, nel 1994, Craxi scappa ad Hammamet in Tunisia.
I giudici che lo dichiararono colpevole insieme a Cusani e Citarisi, nel processo sugli introiti che Psi e Dc realizzarono sugli accordi assicurativi tra la Sai e l’Eni, chiuso nel novembre 1996, scrivono: “Si può ritenere pienamente provato che Craxi, nonostante gli impegni politici e di governo, si occupava in prima persona delle operazioni concernenti il finanziamento del partito, quanto meno di quelle di grande rilievo quali la joint venture Eni-Sai”.
Le indagini hanno portato alla luce l’esistenza di un tesoro personale di Craxi (circa 50 miliardi di lire), accumulato dalle tangenti, che quindi non finanziavano solo le casse di partito.
Le condanne definitive a suo carico sono: 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito nel caso della metropolitana di Milano.

Ste

Storia (parziale) della vita di un politico italiano

Per la ricorrenza della morte di Bettino Craxi, sopraggiunta il 19 gennaio 2000, sono state trasmesse e scritte sui media le memorie del politico, chi in modo più parziale chi meno.
Craxi entra in politica giovanissimo. Nel 1976 diventa segretario nazionale del Partito Socialista, poco prima delle elezioni. Sostenuto dall’alleanza del Pentapartito (DC-PSI-PSDI-PRI-PLI) diventa Presidente del Consiglio, il primo socialista a essere premier italiano.
Tra i numerosi provvedimenti del suo governo, uno merita di essere approfondito, anche perché influenza il sistema mediatico attuale. Nell’ottobre 1984 tre pretori, di Roma, Torino e Pescara, ordinano l’oscuramento dei canali televisivi Fininvest di Silvio Berlusconi, perché illegali secondo la legge italiana (non è possibile avere il monopolio delle frequenze e lo stesso numero di canali dello Stato). Immediatamente viene varato il decreto Berlusconi con il voto di fiducia, per sanare la situazione e concedere un anno di tempo alle tv. Craxi si impegnò personalmente per aiutare il suo amico Silvio Berlusconi. Lo prova, oltre l’evidenza dei fatti, una lettera scritta dall’attuale premier al premier di allora: “Caro Bettino – scrive il Cavaliere – grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio” (da repubblica.it,)
Il documentario sulla vita di Craxi, dove veniva dipinto più come santo che come uomo, trasmesso su Canale 5, forse rientra tra i ringraziamenti.
Nel 1989 Craxi stringe l’alleanza con Andreotti e Forlani (CAF), con la quale Andreotti fu premier fino al 1992.
L’inchiesta Mani Pulite segna la fine della prima Repubblica, ma anche l’ultima parte della vita di Bettino.
Il 17 febbraio 1992, l’ingegnere Mario Chiesa, del PSI, viene arrestato perché colto mentre intascava una mazzetta da una ditta di pulizie. Le sue confessioni rendono pubblico un sistema di tangenti che coinvolgono i dirigenti milanesi del PSI. Quando l’inchiesta avanza, Craxi dichiara nell’agosto ’93 in parlamento che tutti i partiti si servono di tangenti per auto-finanziarsi. Era un ammissione di colpa, ma condivisa con tutti gli altri esponenti politici italiani.
Tantissimi leader nazionali, Craxi compreso, sono colpiti da avvisi di garanzia, dopo indagini svolte su di loro.
Antonio Di Pietro, uno dei magistrati a capo delle indagini (ora leader dell’IdV) viene screditato in vari tentativi dai suoi inquisiti. Anche Bettino invita Salomone (pm bresciano) a indagare su Di Pietro, sostenendo che mani pulite è tutto un bluff.
Quando l’arresto era vicino, nel 1994, Craxi scappa ad Hammamet in Tunisia.
I giudici che lo dichiararono colpevole insieme a Cusani e Citarisi, nel processo sugli introiti che Psi e Dc realizzarono sugli accordi assicurativi tra la Sai e l’Eni, chiuso nel novembre 1996, scrivono: “Si può ritenere pienamente provato che Craxi, nonostante gli impegni politici e di governo, si occupava in prima persona delle operazioni concernenti il finanziamento del partito, quanto meno di quelle di grande rilievo quali la joint venture Eni-Sai”.
Le indagini hanno portato alla luce l’esistenza di un tesoro personale di Craxi (circa 50 miliardi di lire), accumulato dalle tangenti, che quindi non finanziavano solo le casse di partito.
Le condanne definitive a suo carico sono: 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito nel caso della metropolitana di Milano.

Ste

>La ministra è on-line

>

Da ormai un mese, la grande rete ha una nuova e grande protagonista: Maria Ste Gelmini. Infatti dal 3 dicembre su YouTube la ministra ha aperto un canale con il quale comunica (forse) a tutti, quello che gli passa per la testa. Nell’ultimo video pubblicato, la poderosa, Gelmini fa “scalpore” annunciando, all’italiano pubblico, le materie delle prove di maturità 2009. La sua prestanza e la sua postura fanno da contorno a una donna vestita casual ma non troppo, una donna che comunica con i mezzi dei giovani, per i giovani! Ma allora questi giovani esistono o no?? E poi si sa che i giovani d’oggi passano tutto il tempo su internet.
P.S. Questo articolo è per non dimenticare che siamo ancora in mano a un indefinibile governo.
π

La ministra è on-line

Da ormai un mese, la grande rete ha una nuova e grande protagonista: Maria Ste Gelmini. Infatti dal 3 dicembre su YouTube la ministra ha aperto un canale con il quale comunica (forse) a tutti, quello che gli passa per la testa. Nell’ultimo video pubblicato, la poderosa, Gelmini fa “scalpore” annunciando, all’italiano pubblico, le materie delle prove di maturità 2009. La sua prestanza e la sua postura fanno da contorno a una donna vestita casual ma non troppo, una donna che comunica con i mezzi dei giovani, per i giovani! Ma allora questi giovani esistono o no?? E poi si sa che i giovani d’oggi passano tutto il tempo su internet.
P.S. Questo articolo è per non dimenticare che siamo ancora in mano a un indefinibile governo.
π