>RABBIA IN SALITA DA TELEVISORE: SCHIUMA ALLA BOCCA

>E’ difficile cercare di fermare le lacrime di rabbia nell’esporsi alla potenza radioattiva della televisione. Superando la barriera della decenza tuttavia, con queste righe si vuole spingere una critica a due momenti che hanno colorato le trasmissioni della settimana trascorsa.
Parte 1. Relativizzare un fatto. Si tratta di Annozero. Nel programma di Santoro, giovedì scorso, si è toccato ciò che accade a Gaza (gli attacchi israeliani dal 27 dicembre). La giornalista Annunziata è presente in studio.
L’analisi è centrata su documenti, filmati, interventi e testimonianze che riportano frammenti di quelli che sono gli effetti dell’offensiva israeliana su Gaza.
C’è un fatto: attacco di Israele a Gaza. L’interesse è globale. Gli interessi sono globali. C’è la notizia. Ora (tralasciando l’abbandono dello studio), Lucia Annunziata rimprovera di imparzialità l’analisi di Annozero. “C’è solo la parte palestinese”.
L’operazione PiomboFuso è, nella gestione politica e storica della questione mediorientale, un anello cronologico ulteriore. Per interpretarlo, è necessaria una lettura dei passaggi precedenti. Qui si parla di gestione.
Nel parlare delle vittime degli attacchi tuttavia si parla di vittime (di questo le vignette di Vauro sono indicative, giocattoli per bambini morti). Se muore Ahmed, è Ahmed a morire. Ahmed muore anche se in un altro tempo-luogo un palestinese si fa saltare in aria. Ahmed muore e non sa ascoltare la vuota recriminatoria alla parcondicio di giornalisti illuminati: parlo di Lucia Annunziata. Se si parla del morire a Gaza sotto le armi, si dovrebbe cercare di fare parlare di quello. Giustificare PiomboFuso è una logica che appartiene alla gestione; relativizzare le morti palestinesi con quelle israeliane significa contare, vivi, i corpi di morti e, farne argomentazione da poltrona.
Parte 2. Relativizzare la crisi. Tremonti, domenica sera a Che Tempo che Fa. Il ministro parla di economia, della crisi, e arriva a sostenere che “se il problema è il cuore, si deve intervenire al cuore, non alle gambe”. Se il problema è la finanza deviata, si deve intervenire sui derivati, sulla speculazione, sulla simulazione basata sul debito e non sull’economia reale. E’ davvero importante questo passaggio. Si tratta della base da cui si procede a gradini verso la relativizzazione e poi il capovolgimento della stessa. Primo passo: “la risposta deve essere globale”. Ad una crisi globale non si risponde nazionalmente, ma a livello planetario. Si attende ora Obama e quindi ogni decisione anti-crisi dipende dalla situazione globale che seguirà il piano americano.
Secondo passo: (Parafrasando) Ci si chiede come mai non si sia intervenuto sui redditi piuttosto che introdurre la Social Card. A questo Tremonti risponde sostenendo che (dopo un mse) 500 mila persone hanno accesso alla carta attraverso la graduatoria ISEE. Alla domanda non risponde.
Terzo passo: Alitalia, non c’è stata perdita tra la prima offerta Airfrance e quella attuale. Revisionismo di Tremonti che non spiega come mai di quella finanza da punire di cui sopra, non faccia parte la cordata Collaninno che, attraverso azioni e ribassi, ha guadagnato il 30% del valore delle quote vendute. Economia reale? Sale la schiuma alla bocca: rabbia.

Rughe

RABBIA IN SALITA DA TELEVISORE: SCHIUMA ALLA BOCCA

E’ difficile cercare di fermare le lacrime di rabbia nell’esporsi alla potenza radioattiva della televisione. Superando la barriera della decenza tuttavia, con queste righe si vuole spingere una critica a due momenti che hanno colorato le trasmissioni della settimana trascorsa.
Parte 1. Relativizzare un fatto. Si tratta di Annozero. Nel programma di Santoro, giovedì scorso, si è toccato ciò che accade a Gaza (gli attacchi israeliani dal 27 dicembre). La giornalista Annunziata è presente in studio.
L’analisi è centrata su documenti, filmati, interventi e testimonianze che riportano frammenti di quelli che sono gli effetti dell’offensiva israeliana su Gaza.
C’è un fatto: attacco di Israele a Gaza. L’interesse è globale. Gli interessi sono globali. C’è la notizia. Ora (tralasciando l’abbandono dello studio), Lucia Annunziata rimprovera di imparzialità l’analisi di Annozero. “C’è solo la parte palestinese”.
L’operazione PiomboFuso è, nella gestione politica e storica della questione mediorientale, un anello cronologico ulteriore. Per interpretarlo, è necessaria una lettura dei passaggi precedenti. Qui si parla di gestione.
Nel parlare delle vittime degli attacchi tuttavia si parla di vittime (di questo le vignette di Vauro sono indicative, giocattoli per bambini morti). Se muore Ahmed, è Ahmed a morire. Ahmed muore anche se in un altro tempo-luogo un palestinese si fa saltare in aria. Ahmed muore e non sa ascoltare la vuota recriminatoria alla parcondicio di giornalisti illuminati: parlo di Lucia Annunziata. Se si parla del morire a Gaza sotto le armi, si dovrebbe cercare di fare parlare di quello. Giustificare PiomboFuso è una logica che appartiene alla gestione; relativizzare le morti palestinesi con quelle israeliane significa contare, vivi, i corpi di morti e, farne argomentazione da poltrona.
Parte 2. Relativizzare la crisi. Tremonti, domenica sera a Che Tempo che Fa. Il ministro parla di economia, della crisi, e arriva a sostenere che “se il problema è il cuore, si deve intervenire al cuore, non alle gambe”. Se il problema è la finanza deviata, si deve intervenire sui derivati, sulla speculazione, sulla simulazione basata sul debito e non sull’economia reale. E’ davvero importante questo passaggio. Si tratta della base da cui si procede a gradini verso la relativizzazione e poi il capovolgimento della stessa. Primo passo: “la risposta deve essere globale”. Ad una crisi globale non si risponde nazionalmente, ma a livello planetario. Si attende ora Obama e quindi ogni decisione anti-crisi dipende dalla situazione globale che seguirà il piano americano.
Secondo passo: (Parafrasando) Ci si chiede come mai non si sia intervenuto sui redditi piuttosto che introdurre la Social Card. A questo Tremonti risponde sostenendo che (dopo un mse) 500 mila persone hanno accesso alla carta attraverso la graduatoria ISEE. Alla domanda non risponde.
Terzo passo: Alitalia, non c’è stata perdita tra la prima offerta Airfrance e quella attuale. Revisionismo di Tremonti che non spiega come mai di quella finanza da punire di cui sopra, non faccia parte la cordata Collaninno che, attraverso azioni e ribassi, ha guadagnato il 30% del valore delle quote vendute. Economia reale? Sale la schiuma alla bocca: rabbia.

Rughe

A GAZA STANNO MORENDO

Perché è molto importante che noi tutti prendiamo posizione sulla questione?

Innanzitutto, come vi avevo già scritto, è un fatto etica, anche se in questo intellettualistico mondo postmoderno parlare di etica non è più di moda.
Secondo perchè l’Italia e tutto l’Occidente in blocco dà il pieno avvallo alla politica israeliana, così che quello che sta avvenendo è anche una nostra responsabilità. Le nostre industrie cooperano con quelle israeliane. Le nostre imprese costruiscono autostrade in Israele, che collegano SOLO le colonie e i centri israeliani, condannando all’emarginazione, al degrado e all’impoverimento i villaggi palestinesi, in una geografia di filo spinato, posti di blocco, muri alti nove metri, cemento e check points… I nostri centri di ricerca collaborano con quelli israeliani. Alla costruzione del muro hanno preso parte imprese edili italiane. I nostri politici -quelli di sinistra, per la precisione- stanno appoggiando robe tipo l’infausto progetto Perez che vorrebbe consentire ad alcuni bambini palestinesi (scelti non si sa in base a quali criteri) di essere curati in ospedali israeliani (cioè: distruggiamo prima gli ospedali palestinesi e poi diamo i soldi a quelli israeliani per curare (qualcuno) dei bambini palestinesi… NOI NON VOGLIAMO CARITA’!!! Ci urlano gli amici dalla Palestina… VOGLIAMO GIUSTIZIA: SANZIONI AD ISRAELE. Nota Sami Hallac, intellettuale palestinese che vive da anni a Torino, esule: di ONG e aiuti ipocritamente filantropici ce ne sono anche troppi, e finiscono sempre nelle mani dei soliti corrotti…) AL POLITECNICO DI TORINO SI SPERIMENTANO ARMI CHE GLI ISRAELIANI STANNO UTILIZZANDO A GAZA. I Territori non sono che un grande campo di sperimentazione di tecniche di repressione di terrorismi strumentalisticamente indotti (in Israele sta nascendo un nuovo inquietante business: sono nati gli “esperti di sicurezza”, chiamati in consulenza direttamente dagli USA post 11 Sett… Suonano inquietanti le ciniche parole di quel vecchio politico israeliano al giornalista del NY Times che vi citavo..:”Non dirlo a nessuno, ma a noi il terrorismo conviene”). Un campo di sperimentazione di politiche di shock economy (chi ricostruirà, domani, a Gaza?? Non a caso il Sudamerica è molto sensibile rispetto alla questione), di apartheid, di armi. Ecco perchè l’Italia e l’Occidente tutto sono CORRESPONSABILI DELL’INGIUSTIZIA. E Gaza è vicina: ci scandalizziamo per il Tibet, con tutto il rispetto, ma quella effettivamente è una questione lontana, una loro triste bega in cui però non possiamo dire di averci tanto a che fare, o perlomeno non abbiamo le mani sporche: ma qui, essere indifferenti.. si tratta del Mediterraneo, cavoli: noi SIAMO TUTTI MEDITERRANEI!
Terzo: è importante impegnarci tutti perchè tutta la faccenda rappresenta una grave sconfitta della libertà di stampa in Italia, e del successo decennale di una macchina di propaganda filo-israeliana operante anche nel nostro paese (di cui gli inveterati falsi luoghi comuni del “hanno fatto del deserto un giardino” o
“le terre le hanno comprate”: le nostre nonne docent). Da ultimo: non possiamo permettere la scandalosa posizione dei nostri politici, di destra e di sinistra, il loro silenzio, peggio, le loro esternazioni di solidarietà ad Israele. Nè possiamo permettere loro di aggrapparsi all’eticamente (e GIURIDICAMENTE) impossibile spauracchio del politically correct: ma diciamo una volta per tutte le cose come stanno!!! Indipendentemente dalle cifre dei morti dalle due parti, anche se l’equazione 1100:13 è già di per sè eloquente, E’GIURIDICAMENTE ERRATO equiparare la devastante aggressione di un ghetto (assediato da decenni e stipato di profughi cacciati a forza dalle loro terre) da parte della quarta potenza nucleare al mondo, ad un lancio di razzi di latta nel deserto da parte di Gaza (non solo hamas li lancia, ma tutte le forze politiche palestinesi, unite nell’ingiustizia). Poichè questo lancio di razzi è LEGITTIMA RESISTENZA CONTRO UN AGGRESSORE OCCUPANTE DA ANNI E ARTEFICE DI UN ASSEDIO SPIETATO CHE HA ROTTO UNA TREGUA SANCITA (Sì!!! E’stato Israele a romperla, ma vogliamo dire le cose come stanno sì o no? L’HA ROTTA: prima il 4 novembre, quando un suo bombardamento ha ucciso sei palestinesi a Gaza, e di nuovo il 17 novembre, quando un altro bombardamento ne ha uccisi altri quattro), una resistenza che la dichiarazione universale dei diritti
umani sancisce come DIRITTO. E se no cosa promulghiamo le leggi a fare? abbiamo dimenticato cos’è accaduto quando Saddam Hussein ha occupato il Qweit??? Lo abbiamo dimenticato? (e non aveva tutti i torti, va beh, questa è un’altra storia..) cmq: abbiamo tutti la memoria così corta che abbiamo dimenticato cos’è successo allora? Siamo tutti intervenuti!! “Ah no! Povero Qweit! E bombe su Saddam… TUTTO IL MONDO CONTRO L’OCCUPANTE. e ora.. tutto il mondo è con il prepotente occupante! Quindi TUTTI i nostri politici che fanno una simile equazione, o che iniziano un discorso all’Annunziata tipo “da ambo le parti…” sono degli ipocriti moralmente corresponsabili di questo macello. “Se George Bush avesse avuto il coraggio di esigere un cessate il fuoco immediato 48 ore prima, quei 40 civili – le donne, i bambini, e i vecchi – sarebbero vivi”, scrive Fisk.
Solo che adesso i civili sono più di mille.
Il fatto che i nostri politici di sinistra si stiano comportando in questa indegna maniera apre però un’interessante prospettiva: per la prima volta forse qui in Italia una causa si trova AL DI SOPRA DEL CLICHE’ TUTTO ITALIANO DI QUELLO CHE E’ DI DESTRA E DI QUELLO CHE E’ DI SINISTRA (che sarebbe anche ora di eliminare per sempre): insomma, questa causa è al di sopra di qualsiasi strumentalizzazione. NON POSSIAMO PERDERE QUESTA OCCASIONE!!

Marianna Scapini

>A GAZA STANNO MORENDO

>Perché è molto importante che noi tutti prendiamo posizione sulla questione?

Innanzitutto, come vi avevo già scritto, è un fatto etica, anche se in questo intellettualistico mondo postmoderno parlare di etica non è più di moda.
Secondo perchè l’Italia e tutto l’Occidente in blocco dà il pieno avvallo alla politica israeliana, così che quello che sta avvenendo è anche una nostra responsabilità. Le nostre industrie cooperano con quelle israeliane. Le nostre imprese costruiscono autostrade in Israele, che collegano SOLO le colonie e i centri israeliani, condannando all’emarginazione, al degrado e all’impoverimento i villaggi palestinesi, in una geografia di filo spinato, posti di blocco, muri alti nove metri, cemento e check points… I nostri centri di ricerca collaborano con quelli israeliani. Alla costruzione del muro hanno preso parte imprese edili italiane. I nostri politici -quelli di sinistra, per la precisione- stanno appoggiando robe tipo l’infausto progetto Perez che vorrebbe consentire ad alcuni bambini palestinesi (scelti non si sa in base a quali criteri) di essere curati in ospedali israeliani (cioè: distruggiamo prima gli ospedali palestinesi e poi diamo i soldi a quelli israeliani per curare (qualcuno) dei bambini palestinesi… NOI NON VOGLIAMO CARITA’!!! Ci urlano gli amici dalla Palestina… VOGLIAMO GIUSTIZIA: SANZIONI AD ISRAELE. Nota Sami Hallac, intellettuale palestinese che vive da anni a Torino, esule: di ONG e aiuti ipocritamente filantropici ce ne sono anche troppi, e finiscono sempre nelle mani dei soliti corrotti…) AL POLITECNICO DI TORINO SI SPERIMENTANO ARMI CHE GLI ISRAELIANI STANNO UTILIZZANDO A GAZA. I Territori non sono che un grande campo di sperimentazione di tecniche di repressione di terrorismi strumentalisticamente indotti (in Israele sta nascendo un nuovo inquietante business: sono nati gli “esperti di sicurezza”, chiamati in consulenza direttamente dagli USA post 11 Sett… Suonano inquietanti le ciniche parole di quel vecchio politico israeliano al giornalista del NY Times che vi citavo..:”Non dirlo a nessuno, ma a noi il terrorismo conviene”). Un campo di sperimentazione di politiche di shock economy (chi ricostruirà, domani, a Gaza?? Non a caso il Sudamerica è molto sensibile rispetto alla questione), di apartheid, di armi. Ecco perchè l’Italia e l’Occidente tutto sono CORRESPONSABILI DELL’INGIUSTIZIA. E Gaza è vicina: ci scandalizziamo per il Tibet, con tutto il rispetto, ma quella effettivamente è una questione lontana, una loro triste bega in cui però non possiamo dire di averci tanto a che fare, o perlomeno non abbiamo le mani sporche: ma qui, essere indifferenti.. si tratta del Mediterraneo, cavoli: noi SIAMO TUTTI MEDITERRANEI!
Terzo: è importante impegnarci tutti perchè tutta la faccenda rappresenta una grave sconfitta della libertà di stampa in Italia, e del successo decennale di una macchina di propaganda filo-israeliana operante anche nel nostro paese (di cui gli inveterati falsi luoghi comuni del “hanno fatto del deserto un giardino” o
“le terre le hanno comprate”: le nostre nonne docent). Da ultimo: non possiamo permettere la scandalosa posizione dei nostri politici, di destra e di sinistra, il loro silenzio, peggio, le loro esternazioni di solidarietà ad Israele. Nè possiamo permettere loro di aggrapparsi all’eticamente (e GIURIDICAMENTE) impossibile spauracchio del politically correct: ma diciamo una volta per tutte le cose come stanno!!! Indipendentemente dalle cifre dei morti dalle due parti, anche se l’equazione 1100:13 è già di per sè eloquente, E’GIURIDICAMENTE ERRATO equiparare la devastante aggressione di un ghetto (assediato da decenni e stipato di profughi cacciati a forza dalle loro terre) da parte della quarta potenza nucleare al mondo, ad un lancio di razzi di latta nel deserto da parte di Gaza (non solo hamas li lancia, ma tutte le forze politiche palestinesi, unite nell’ingiustizia). Poichè questo lancio di razzi è LEGITTIMA RESISTENZA CONTRO UN AGGRESSORE OCCUPANTE DA ANNI E ARTEFICE DI UN ASSEDIO SPIETATO CHE HA ROTTO UNA TREGUA SANCITA (Sì!!! E’stato Israele a romperla, ma vogliamo dire le cose come stanno sì o no? L’HA ROTTA: prima il 4 novembre, quando un suo bombardamento ha ucciso sei palestinesi a Gaza, e di nuovo il 17 novembre, quando un altro bombardamento ne ha uccisi altri quattro), una resistenza che la dichiarazione universale dei diritti
umani sancisce come DIRITTO. E se no cosa promulghiamo le leggi a fare? abbiamo dimenticato cos’è accaduto quando Saddam Hussein ha occupato il Qweit??? Lo abbiamo dimenticato? (e non aveva tutti i torti, va beh, questa è un’altra storia..) cmq: abbiamo tutti la memoria così corta che abbiamo dimenticato cos’è successo allora? Siamo tutti intervenuti!! “Ah no! Povero Qweit! E bombe su Saddam… TUTTO IL MONDO CONTRO L’OCCUPANTE. e ora.. tutto il mondo è con il prepotente occupante! Quindi TUTTI i nostri politici che fanno una simile equazione, o che iniziano un discorso all’Annunziata tipo “da ambo le parti…” sono degli ipocriti moralmente corresponsabili di questo macello. “Se George Bush avesse avuto il coraggio di esigere un cessate il fuoco immediato 48 ore prima, quei 40 civili – le donne, i bambini, e i vecchi – sarebbero vivi”, scrive Fisk.
Solo che adesso i civili sono più di mille.
Il fatto che i nostri politici di sinistra si stiano comportando in questa indegna maniera apre però un’interessante prospettiva: per la prima volta forse qui in Italia una causa si trova AL DI SOPRA DEL CLICHE’ TUTTO ITALIANO DI QUELLO CHE E’ DI DESTRA E DI QUELLO CHE E’ DI SINISTRA (che sarebbe anche ora di eliminare per sempre): insomma, questa causa è al di sopra di qualsiasi strumentalizzazione. NON POSSIAMO PERDERE QUESTA OCCASIONE!!

Marianna Scapini

NUOVE ACCUSE ALL’AMBASCIATORE SABAS PRETELT DE LA VEGA

La Procura colombiana ha formulato nuove accuse all’ex Ministro dell’Interno, ed ora ambasciatore in Italia, Sabas Pretelt de la Vega e al Ministro della Protezione Sociale Diego Palacios Betancourt, per i fatti inerenti alla rielezione fraudolenta del presidente Uribe. La misura colpisce anche Hernando Angarita, ex vice Ministro dell’Interno. Pretelt de la Vega e Angarita avrebbero garantito raccomandazioni nella pubblica amministrazione e denaro all’ex rappresentante alla Camera Teodolindo Avendaño (già agli arresti), in cambio di un “aiuto” per la rielezione dell’attuale presidente. L’ambasciatore italiano, già accusato precedentemente dall’ex congressista Yidis Medina per lo stesso reato, sembra essere il “regista” della scandalosa truffa che ha portato all’illegittima rielezione di Uribe.
Il paradosso è che, (tra promesse di non estradizione a paramilitari e corruzione di congressisti) questo rappresentante dell’oligarchia colombiana, ricoprendo indisturbato l’incarico di diplomatico in Italia, dispensa medagliette di merito perfino al Direttore dell’ONU a Vienna e Direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), che “evidentemente ignora” il ruolo di questo corruttore in giacca e cravatta!

Gruppo Nueva Colombia

PS: Ricordo che Sabas Pretelt de la Vega s’è presentato all’Università degli studi di Verona nella primavera del 2007 in una grande conferenza organizzata dalla Gerbera Gialla, un’associazione antimafia la cui filiale veronese è stata chiusa lo stesso anno dal neo-sindaco Flavio Tosi. (motivazione: scarsi risultati dell’attività). E ricordo che in tale data l’ambasciatore Pretelt de la Vega era già stato accusato, tra le tante, di corruzione. Chi l’aveva invitato?

Ale,6

>NUOVE ACCUSE ALL’AMBASCIATORE SABAS PRETELT DE LA VEGA

>La Procura colombiana ha formulato nuove accuse all’ex Ministro dell’Interno, ed ora ambasciatore in Italia, Sabas Pretelt de la Vega e al Ministro della Protezione Sociale Diego Palacios Betancourt, per i fatti inerenti alla rielezione fraudolenta del presidente Uribe. La misura colpisce anche Hernando Angarita, ex vice Ministro dell’Interno. Pretelt de la Vega e Angarita avrebbero garantito raccomandazioni nella pubblica amministrazione e denaro all’ex rappresentante alla Camera Teodolindo Avendaño (già agli arresti), in cambio di un “aiuto” per la rielezione dell’attuale presidente. L’ambasciatore italiano, già accusato precedentemente dall’ex congressista Yidis Medina per lo stesso reato, sembra essere il “regista” della scandalosa truffa che ha portato all’illegittima rielezione di Uribe.
Il paradosso è che, (tra promesse di non estradizione a paramilitari e corruzione di congressisti) questo rappresentante dell’oligarchia colombiana, ricoprendo indisturbato l’incarico di diplomatico in Italia, dispensa medagliette di merito perfino al Direttore dell’ONU a Vienna e Direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), che “evidentemente ignora” il ruolo di questo corruttore in giacca e cravatta!

Gruppo Nueva Colombia

PS: Ricordo che Sabas Pretelt de la Vega s’è presentato all’Università degli studi di Verona nella primavera del 2007 in una grande conferenza organizzata dalla Gerbera Gialla, un’associazione antimafia la cui filiale veronese è stata chiusa lo stesso anno dal neo-sindaco Flavio Tosi. (motivazione: scarsi risultati dell’attività). E ricordo che in tale data l’ambasciatore Pretelt de la Vega era già stato accusato, tra le tante, di corruzione. Chi l’aveva invitato?

Ale,6

>I diciott’anni si aspettano sempre con trepidante attesa, ma quando a compiere la maggiore età è la mia permanenza in Italia l’attesa tiepidamente si trasforma in rassegnazione ai tempi biblici della burocrazia. Vorrei poter festeggiare questi 18 anni di rinnovo dei permessi di soggiorno ma a rovinare l’evento arriva, come regalo, la proposta di legge dalla Lega. ( in estrema sintesi: 50€ per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno e 200€ per il rilascio della cittadinanza).
Sorvolo su tutti i dibatti etici-morali-filosofici-religiosi-discriminanti e non-razzisti e non. Vorrei solamente portare l’attenzione sul significato di questa nuova cifra da sborsare. Pagare per avere un servizio è logicamente comprensibile, ma per disservizi e disagi non è decisamente accettabile. Nel periodo che trascorre tra la scadenza del permesso e il suo rinnovo l’immigrato non può uscire dall’Italia (escluso il paese d’origine); in questo periodo l’immigrato non è clandestino in quanto è in possesso della richiesta di rinnovo del permesso. Questo periodo personalmente ammonta a 2 anni 2 mesi e 8 giorni; credo non servano altre parole. Se questi soldi servissero per snellire e velocizzare le pratiche nessuna obiezione, ma permettetemi di avere qualche riserva. Sperando che questa della Lega sia la solita provocazione, aspetto la mia cittadinanza honoris causa per la pazienza mostrata verso la burocrazia italiana.

Elide