Scritti di residenti che vivono vicino a Majles Building (parlamento) in Baharestan

http://tehranbureau.com/iran-updates/

Ho appena parlato con [X,Y,Z]. Mi hanno parlato della manifestazione davanti al Majles in Iran Street. Dicono che una folla enorme è lì.
Tehran (Iran), 24 giugno 2009.

Solo per far sapere a tutti, R. è stato arrestato la scorsa notte in Tehran; non sono sicuro di dove e perché. Ho ricevuto una chiamata dal suo telefono; era la polizia che voleva ch’io confermassi loro alcuni dettagli. Ho dovuto dire loro per quanto tempo abbiamo vissuto [qui]; come ci incontrammo; cosa, lui ed io, facciamo di lavoro; dove lavoro; la mia nazionalità; qualcosa sulla sua famiglia e dove io vivo. Lui portava con sé il portatile, un disco esterno e la macchina fotografica, quindi credo che siano ora sotto sequestro. Loro mi dissero che sarebbe stato rilasciato presto la scorsa notte. Lo dubito.
Tehran (Iran), 23 giugno 2009.

[Tradotto] Accedo a Facebook attraverso Yahoo!Mexico. Ma si dice che sia una trappola delle autorità per identificarci!
[X] lotta con me quotidianamente. Continua ad implorarmi di non connettermi ad Internet. Si dice che anche i telefoni cellulari sono monitorati!
Sono così spaventato. Oggi ho cambiato il mio [online] nome.
Non capisco perché. Oltre l’aver votato Mousavi, non mi sono mai impegnato in attività politiche nella mia vita. Ma questo non è un conforto giacché un povero collega di [X] è stato colpito ad un occhio con una pallottola di gomma mentre guidava attraverso Vanak Square. A seguito di due operazioni, è rimasto cieco di un occhio!
Hanno anche preso qualcun altro. Due giorni dopo la sua sparizione, lo hanno rilasciato vicino a Shahreh Rey con gli occhi bendati e la bocca GAGGED.
Dicono che coloro che partecipano alle proteste sono membri del MKO [terroristi]! Per non menzionare gli altri 100 insulti|
cosa ha fatto quella povera Neda che non vogliono permettere a nessuna moschea di tenere le sue cerimonie – dai, non era lei musulmana?
Ad ogni modo, le cose qui vanno DAVVERO male. Abbiamo tutti paura di morire.
Qualcosa deve cambiare. Non possiamo continuare a vivere in questo modo.

Traduzione Pagina/13

>Were there strikes in Tehran yesterday?

>http://tehranbureau.com/iran-updates/

<!– @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } —

La gente sta andando a lavorare. Nessuno ha loro chiesto di stare a casa. Nessuno ha dichiarato uno sciopero. Mousavi non ha chiesto questo alla gente.

Infatti, io ero al Grand Bazaar di Tehran ieri. Ho parlato a molti mercanti. Ho detto loro che avevo inteso di uno sciopero per oggi. Ma tutti loro erano comparsi a lavoro. Come uno di loro disse, “Signora, ho votato per Mousavi. Se Mousavi ci chiede di scioperare, lo farò. Ma chi pagherà i miei conti?”

Ho inoltre parlato con un cameriere. Ha detto di avere votato Mousavi. Ha detto che “se non lavoro per una settimana, non ho niente con cui vivere la settimana dopo. Non ho modo di dare da mangiare a mia moglie ed ai bambini.”

Ma lo sciopero può accadere. Il clima è teso e le condizioni ci sono. Tutti stanno discutendo delle possibilità di scioperare. Tuttavia nessuno ha fin ora scioperato. La banche sono aperte. Tutti i negozi nel Bazaar erano aperti.

Sto scrutando Modares Avenue. Il traffico è lo stesso di sempre.

Mousavi ha chiesto una cosa alla gente. Salire nei tetti delle abitazioni alle 10 di sera ed urlare “Allah o Akbar” [God is Great]. E questo ha luogo. Ogni notte, tra le 10 e le 10:30 – 10:45, a piena forza. Non importa in quale quartiere sei, lo sentirai comunque.

La gente ha cominciato a scarabocchiare slogan sulle banconote. Ieri, in un biglietto, qualcuno aveva scritto “Dov’è il mio voto?”

Se le persone non scendono nelle strade per protestare, stanno comunque trovando altre vie di disobbedienza civile. Lunedì, per esempio, Mousavi ha chiesto di accendere i fanali anteriori nelle strade dalle 5 alle 6.

La manifestazione che si credeva dovesse avere corso in Baherestaan non è comunque stata invocata da Mousavi. Non so se c’era gente, non so quanti erano; non c’ero. Ma queste cose normalmente tendono ad avere vita propria. Quelle persone non stanno aspettando Mousavi.

Quelli di mezza età stanno prendendo tutto ciò meglio di come stiamo facendo noi. Sono passati per qualcosa di simile (1978-79) ed hanno molta pazienza. Sono speranzosi. La mia generazione è scontenta. Sono depressi. C’è troppo pianto.

Io vorrei ci fosse un modo perché il mondo possa fare di più. Anche le ambasciate come l’italiana, che hanno provato ad aprire le porte ai feriti, sono state bloccate dalla polizia.

Non posso parlare di più. Ciao, mio caro. Abbi cura di te.

Traduzione Pagina/13

Were there strikes in Tehran yesterday?

http://tehranbureau.com/iran-updates/

La gente sta andando a lavorare. Nessuno ha loro chiesto di stare a casa. Nessuno ha dichiarato uno sciopero. Mousavi non ha chiesto questo alla gente.

Infatti, io ero al Grand Bazaar di Tehran ieri. Ho parlato a molti mercanti. Ho detto loro che avevo inteso di uno sciopero per oggi. Ma tutti loro erano comparsi a lavoro. Come uno di loro disse, “Signora, ho votato per Mousavi. Se Mousavi ci chiede di scioperare, lo farò. Ma chi pagherà i miei conti?”

Ho inoltre parlato con un cameriere. Ha detto di avere votato Mousavi. Ha detto che “se non lavoro per una settimana, non ho niente con cui vivere la settimana dopo. Non ho modo di dare da mangiare a mia moglie ed ai bambini.”

Ma lo sciopero può accadere. Il clima è teso e le condizioni ci sono. Tutti stanno discutendo delle possibilità di scioperare. Tuttavia nessuno ha fin ora scioperato. La banche sono aperte. Tutti i negozi nel Bazaar erano aperti.

Sto scrutando Modares Avenue. Il traffico è lo stesso di sempre.

Mousavi ha chiesto una cosa alla gente. Salire nei tetti delle abitazioni alle 10 di sera ed urlare “Allah o Akbar” [God is Great]. E questo ha luogo. Ogni notte, tra le 10 e le 10:30 – 10:45, a piena forza. Non importa in quale quartiere sei, lo sentirai comunque.

La gente ha cominciato a scarabocchiare slogan sulle banconote. Ieri, in un biglietto, qualcuno aveva scritto “Dov’è il mio voto?”

Se le persone non scendono nelle strade per protestare, stanno comunque trovando altre vie di disobbedienza civile. Lunedì, per esempio, Mousavi ha chiesto di accendere i fanali anteriori nelle strade dalle 5 alle 6.

La manifestazione che si credeva dovesse avere corso in Baherestaan non è comunque stata invocata da Mousavi. Non so se c’era gente, non so quanti erano; non c’ero. Ma queste cose normalmente tendono ad avere vita propria. Quelle persone non stanno aspettando Mousavi.

Quelli di mezza età stanno prendendo tutto ciò meglio di come stiamo facendo noi. Sono passati per qualcosa di simile (1978-79) ed hanno molta pazienza. Sono speranzosi. La mia generazione è scontenta. Sono depressi. C’è troppo pianto.

Io vorrei ci fosse un modo perché il mondo possa fare di più. Anche le ambasciate come l’italiana, che hanno provato ad aprire le porte ai feriti, sono state bloccate dalla polizia.

Non posso parlare di più. Ciao, mio caro. Abbi cura di te.

Traduzione Pagina/13

>”The country belongs to you … protesting lies and fraud is your right.”

>

(Foto di un anonimo, in Iran)

“19:05 20 giugno. Luogo: Karegar Avenue, all’incrocio con Khosravi Street e Salehi Street. Una giovane donna, che osservava le proteste accanto al padre, è stata colpita da un membro del ‘Iranian Basij volunteer militia’, nascosto sul tetto di una abitazione civile. Lui sparava chiaramente alla donna e non poteva mancarla. Ad ogni modo, ha mirato diretto al cuore. Sono un dottore, quindi mi sono precipitato a tentare di salvarla. Ma l’impatto del colpo è stato così violento che il proiettile ha distrutto internamente il petto della donna, e lei è morta in meno di 2 minuti. le proteste stavano spostandosi di un un chilometro verso la via principale ed alcuni della folla manifestante stavano correndo a causa dei lacrimogeni usati contro loro lungo Salehi Street. Il video è registrato da un mio amico, che stava accanto a me. Per favore, fatelo sapere al mondo.”
(Traduzione da theGuardian)
Il nome della donna è Neda Agha-Soltani. Questo nome è già inserito nel dispositivo simbolico della protesta iraniana. Il corpo in meno di 2 minuti smette di battere.
La protesta ante-20giugno. A seguito delle elezioni del 12 giugno, il presidente uscente Mahmud Ahmadinejad è rieletto alla guida del paese. Mir Hossein Mussavi, candidato dei moderati (secondo indicazione de l’Unità), è superato nelle votazioni. In cinquanta città, il numero dei voti espressi tuttavia supera il numero degli aventi diritto. L’eccedente elettorale, smascherato, in-tensifica le strade della capitale. La legalità della macchina democratica iraniana è messa in discussione.
Il governo ammette l’irregolarità. Press Tv riporta che il voto è stato manipolato.
Cavez, presidente venezuelano, parla. “Il trionfo di Ahmadinejad è ad ogni modo un trionfo.” Il portavoce governativo Abbas-Ali Kadkhodae afferma che “le statistiche fornite dai candidati, che ottennero più del 100% degli aventi diritto, in 80-170 città non sono accurate – l’incidente è accaduto in sole (grassetto mio, su spunto del Guardian) 50 città”.
Il corpo. Sostenuto da due persone chinate. Affloscia all’indietro. Scende la schiena, da verticale, ad orizzontale. Uno schizzo di sangue sull’asfalto e sulla scarpa sinistra, bianca. Gli occhi sono aperti. In pochi secondi cola il sangue dal volto. Solo l’occhio destro rimane sgombero dal sangue. Il resto è coperto di rosso. Meno di due minuti.
Oppure, oscuramento del volto. Si osserva il corpo a terra. il volto è anestetizzato dall’oscuramento televisivo. Non traspira il sangue. Non traspirano le grida delle persone vicine. Non traspira l’occhio rimasto aperto. Il giornalista sostiene la “dignità della persona”.
La protesta post-20giugno. La protesta che assorbe quel corpo. Il dispositivo della ribellione risucchia il racconto di quel corpo. La prima versione del racconto. Il corpo si deve vedere. Anche il sangue, con le urla e l’occhio rimasto aperto. Quel corpo ha un nome, deve essere chiaro. Neda Agha-Soltani. Già Neda su Facebook. Intanto Mussavi, tra i manifestanti, si dichiara pronto a morire «da martire».

Rughe

“The country belongs to you … protesting lies and fraud is your right.”

(Foto di un anonimo, in Iran)

“19:05 20 giugno. Luogo: Karegar Avenue, all’incrocio con Khosravi Street e Salehi Street. Una giovane donna, che osservava le proteste accanto al padre, è stata colpita da un membro del ‘Iranian Basij volunteer militia’, nascosto sul tetto di una abitazione civile. Lui sparava chiaramente alla donna e non poteva mancarla. Ad ogni modo, ha mirato diretto al cuore. Sono un dottore, quindi mi sono precipitato a tentare di salvarla. Ma l’impatto del colpo è stato così violento che il proiettile ha distrutto internamente il petto della donna, e lei è morta in meno di 2 minuti. le proteste stavano spostandosi di un un chilometro verso la via principale ed alcuni della folla manifestante stavano correndo a causa dei lacrimogeni usati contro loro lungo Salehi Street. Il video è registrato da un mio amico, che stava accanto a me. Per favore, fatelo sapere al mondo.”
(Traduzione da theGuardian)
Il nome della donna è Neda Agha-Soltani. Questo nome è già inserito nel dispositivo simbolico della protesta iraniana. Il corpo in meno di 2 minuti smette di battere.
La protesta ante-20giugno. A seguito delle elezioni del 12 giugno, il presidente uscente Mahmud Ahmadinejad è rieletto alla guida del paese. Mir Hossein Mussavi, candidato dei moderati (secondo indicazione de l’Unità), è superato nelle votazioni. In cinquanta città, il numero dei voti espressi tuttavia supera il numero degli aventi diritto. L’eccedente elettorale, smascherato, in-tensifica le strade della capitale. La legalità della macchina democratica iraniana è messa in discussione.
Il governo ammette l’irregolarità. Press Tv riporta che il voto è stato manipolato.
Cavez, presidente venezuelano, parla. “Il trionfo di Ahmadinejad è ad ogni modo un trionfo.” Il portavoce governativo Abbas-Ali Kadkhodae afferma che “le statistiche fornite dai candidati, che ottennero più del 100% degli aventi diritto, in 80-170 città non sono accurate – l’incidente è accaduto in sole (grassetto mio, su spunto del Guardian) 50 città”.
Il corpo. Sostenuto da due persone chinate. Affloscia all’indietro. Scende la schiena, da verticale, ad orizzontale. Uno schizzo di sangue sull’asfalto e sulla scarpa sinistra, bianca. Gli occhi sono aperti. In pochi secondi cola il sangue dal volto. Solo l’occhio destro rimane sgombero dal sangue. Il resto è coperto di rosso. Meno di due minuti.
Oppure, oscuramento del volto. Si osserva il corpo a terra. il volto è anestetizzato dall’oscuramento televisivo. Non traspira il sangue. Non traspirano le grida delle persone vicine. Non traspira l’occhio rimasto aperto. Il giornalista sostiene la “dignità della persona”.
La protesta post-20giugno. La protesta che assorbe quel corpo. Il dispositivo della ribellione risucchia il racconto di quel corpo. La prima versione del racconto. Il corpo si deve vedere. Anche il sangue, con le urla e l’occhio rimasto aperto. Quel corpo ha un nome, deve essere chiaro. Neda Agha-Soltani. Già Neda su Facebook. Intanto Mussavi, tra i manifestanti, si dichiara pronto a morire «da martire».

Rughe