>Lo scacciapensieri

>L’Italia sta diventando sempre più un paese multietnico e così allora il Governo si è invento le “classi ponte”. Che cosa sono? In breve, prima dell’inizio dell’anno scolastico gli studenti stranieri vengono sottoposti ad un test per verificare il livello della lingua italiana. Se lo studente ha una minima infarinatura della nostra lingua e quindi è in grado di seguire le lezioni nessun problema, verrà inserito nelle classi come un qualsiasi altro suo coetaneo italiano. Nel caso contrario invece sarà inserito in una classe ponte, una aula di soli studenti stranieri create apposta per far apprendere loro meglio l’italiano. Ora l’idea di verificare il livello di italiano degli studenti stranieri è una buona cosa ma, quello di creare delle classi di soli stranieri direi proprio di no. Gli studi di linguistica hanno dimostrato che noi, in quanto appartenenti alla specie umana, possiamo apprendere in linea di principio qualsiasi lingua fino a 6 anni circa (età in cui si “chiude” l’organo della facoltà del linguaggio) posto che ci arrivino gli input, cioè essere immersi nella lingua parlata. Ciò significa che i bambini apprendono la lingua in tenera età parlando con i propri coetanei. Sarebbe più logico piuttosto inserire gli studenti stranieri nelle classi “normali” dove la lingua predominante sia l’italiano, non essendo sufficiente la sola insegnante, e fornire loro dei corsi extra scolastici di italiano.
Matte&Gina

>Lo scacciapensieri

>Pagina/13 di oggi vuole richiamare l’attenzione su di una serie di costruzioni sociali che ogni giorno sfilano di fronte ad una catarratta d’età tutt’altro che senile. La riflessione è partita da Job&orienta, “la più completa e accreditata rassegna nazionale di servizi, percorsi e progetti relativi all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro” – così viene presentata sul portale di Verona Fiere -, che oggi avrebbe dovuto ospitare il Ministro dell’Istruzione. Studentesse e studenti hanno colto l’occasione per discutere su concetti come Lavoro,
Istruzione e Cultura.
Il risultato sintetico del dibattito è stato stilato su un documento che qui pubblichiamo in toto per primo; una riflessione sul “capitale umano”, espressione presente su di un manifesto del Job&orienta, segna la seconda facciata di questo foglio.
Uno degli aspetti di una “Repubblica democratica” che ritiene di fondarsi sul lavoro.
Ma cosa si significava la parola “lavoro” in quel famoso Art.1 del 1947?

Ale,6

Lo scacciapensieri

Pagina/13 di oggi vuole richiamare l’attenzione su di una serie di costruzioni sociali che ogni giorno sfilano di fronte ad una catarratta d’età tutt’altro che senile. La riflessione è partita da Job&orienta, “la più completa e accreditata rassegna nazionale di servizi, percorsi e progetti relativi all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro” – così viene presentata sul portale di Verona Fiere -, che oggi avrebbe dovuto ospitare il Ministro dell’Istruzione. Studentesse e studenti hanno colto l’occasione per discutere su concetti come Lavoro,
Istruzione e Cultura.
Il risultato sintetico del dibattito è stato stilato su un documento che qui pubblichiamo in toto per primo; una riflessione sul “capitale umano”, espressione presente su di un manifesto del Job&orienta, segna la seconda facciata di questo foglio.
Uno degli aspetti di una “Repubblica democratica” che ritiene di fondarsi sul lavoro.
Ma cosa si significava la parola “lavoro” in quel famoso Art.1 del 1947?

Ale,6

>Lo scacciapensieri

>Non c’è limite al peggio…una volta pensavo fosse solo un modo di dire. Il 14 novembre si è chiuso il processo per i fatti del G8 di Genova dopo un’attesa durata 7 anni. Ed è finita male.
Lo stesso giorno della manifestazione nazionale per il no alla legge 133.
Legge creata dallo stesso governo di allora, nel 2001.
Lo stesso che aveva creato quel clima da guerriglia urbana mentre si attendeva a Genova l’arrivo dei no global. Lo stesso, ma comunque per tre volte al potere.
Tra le grida “vergogna!” nell’aula di tribunale dopo la lettura della sentenza, un ragazzo inglese (credo si tratti di Gwyn Readger, venuto da Londra per supportare Mark, anche lui picchiato alla Diaz) dichiara ai microfoni dei giornalisti che gli dispiace per noi Italiani perchè “Non c’è giustizia qui”.
Assolti tutti i vertici di allora, che nel frattempo hanno fatto carriera, perchè “il fatto non sussiste”.
Gli assolti sono Francesco Grattieri, capo dell’anti-terrorismo, Giovanni Luperi, capo dell’Aise (ex Sisde), Gilberto Caldarozzi, capo dello Sco (servizio centrale operativo), Spartaco Mortola, dalla Digos di Genova ai tempi e ora vicequestore di Torino. Condannati solo gli esecutori materiali dei pestaggi.
Per la polizia significa uscirne pulita, per tutti gli altri significa lasciarla impunita.
Ste

Lo scacciapensieri

Non c’è limite al peggio…una volta pensavo fosse solo un modo di dire. Il 14 novembre si è chiuso il processo per i fatti del G8 di Genova dopo un’attesa durata 7 anni. Ed è finita male.
Lo stesso giorno della manifestazione nazionale per il no alla legge 133.
Legge creata dallo stesso governo di allora, nel 2001.
Lo stesso che aveva creato quel clima da guerriglia urbana mentre si attendeva a Genova l’arrivo dei no global. Lo stesso, ma comunque per tre volte al potere.
Tra le grida “vergogna!” nell’aula di tribunale dopo la lettura della sentenza, un ragazzo inglese (credo si tratti di Gwyn Readger, venuto da Londra per supportare Mark, anche lui picchiato alla Diaz) dichiara ai microfoni dei giornalisti che gli dispiace per noi Italiani perchè “Non c’è giustizia qui”.
Assolti tutti i vertici di allora, che nel frattempo hanno fatto carriera, perchè “il fatto non sussiste”.
Gli assolti sono Francesco Grattieri, capo dell’anti-terrorismo, Giovanni Luperi, capo dell’Aise (ex Sisde), Gilberto Caldarozzi, capo dello Sco (servizio centrale operativo), Spartaco Mortola, dalla Digos di Genova ai tempi e ora vicequestore di Torino. Condannati solo gli esecutori materiali dei pestaggi.
Per la polizia significa uscirne pulita, per tutti gli altri significa lasciarla impunita.
Ste

>Lo scacciapensieri

>Per quelli che hanno vissuto sulla luna fino a ieri, venerdì si è svolta a Roma una grande manifestazione studentesca contro la riforma Gelmini.
Ora la cosa interessante secondo me non son tanto le cifre discordanti sui partecipanti e nemmeno se sia servita a qualcosa o meno visto che il ministro all’istruzione ha dichiarato di andare comunque avanti per la sua strada senza timore. Il fatto rilevante è che a questa manifestazione hanno partecipato sia studenti che sono apertamente contro Berlusconi, sia studenti che hanno votato l’attuale Primo Ministro. Nonostante la presenza di questi gruppi dalle idee così opposte non ci son stati scontri anzi, il tutto si è svolto nella massima civiltà, tutti uniti contro la riforma.
La storia insegna cha la coesione di un popolo si manifesta con la comparsa di un nemico comune, in questo caso la 133.
La presenza, alla manifestazione, dei propri elettori dovrebbe far riflettere l’attuale Governo che forse allora c’è qualcosa che non va. Ben inteso nessuno è contro una riforma dell’istruzione vista l’attuale situazione deficitaria, senza contare i tagli previsti, si è contro la riforma Gelmini che si spera che venga riveduta e corretta perché così com’è rischia di uccidere l’istruzione italiana.
Matte

Lo scacciapensieri

Per quelli che hanno vissuto sulla luna fino a ieri, venerdì si è svolta a Roma una grande manifestazione studentesca contro la riforma Gelmini.
Ora la cosa interessante secondo me non son tanto le cifre discordanti sui partecipanti e nemmeno se sia servita a qualcosa o meno visto che il ministro all’istruzione ha dichiarato di andare comunque avanti per la sua strada senza timore. Il fatto rilevante è che a questa manifestazione hanno partecipato sia studenti che sono apertamente contro Berlusconi, sia studenti che hanno votato l’attuale Primo Ministro. Nonostante la presenza di questi gruppi dalle idee così opposte non ci son stati scontri anzi, il tutto si è svolto nella massima civiltà, tutti uniti contro la riforma.
La storia insegna cha la coesione di un popolo si manifesta con la comparsa di un nemico comune, in questo caso la 133.
La presenza, alla manifestazione, dei propri elettori dovrebbe far riflettere l’attuale Governo che forse allora c’è qualcosa che non va. Ben inteso nessuno è contro una riforma dell’istruzione vista l’attuale situazione deficitaria, senza contare i tagli previsti, si è contro la riforma Gelmini che si spera che venga riveduta e corretta perché così com’è rischia di uccidere l’istruzione italiana.
Matte

Lo scacciapensieri

Quest’anno sono aumentate, e di parecchio, le tasse universitarie. Per giustificare questo incremento è stato detto che ciò era dovuto per conformarsi agli altri atenei d’Italia. Se ad un aumento delle tasse fosse corrisposto anche un miglioramento dei servizi, penso che tutti, anche se a malincuore avrebbero accettato questo incremento senza problemi.
In realtà purtroppo non c’è stato un grande miglioramento anzi. I nuovi corsi di laurea che stanno già sostituendo man mano quelli vecchi hanno creato per il momento più confusione che benefici, soprattutto per i molti che devono recuperare degli esami. Si perché con il nuovo ordinamento molti corsi, per non dire tutti, non esistono più. Sempre a proposito di esami quest’anno la finestra esami di gennaio-febbraio si è nettamente accorciata. Mentre l’anno scorso uno aveva a disposizione quasi un mese e mezzo ora il periodo utile per affrontare gli esami va dal 15 gennaio al 15 febbraio. Mi sembra abbastanza poco un mese appena per affrontare tutti i propri esami vista la quantità di corsi. Sembra quasi che questa scelta di accorciare la finestra esami sia stata fatta per impedire alle persone di laurearsi in tempo e quindi a costringerle ad andare fuori corso. Beneficio per l’università da questa cosa? Ovviamente il guadagno delle tasse universitarie degli studenti universitari fuori corso. Visto che l’aumento delle tasse universitarie è stato giustificato come un adeguamento agli altri atenei, nel “conformarsi” avrebbero potuto aumentare anche le finestre esame visto che da quel che mi risulta in altre parti d’Italia abbiano molte più opportunità per affrontare i propri esami e non diminuirle come hanno fatto!

Matte

>Lo scacciapensieri

>Quest’anno sono aumentate, e di parecchio, le tasse universitarie. Per giustificare questo incremento è stato detto che ciò era dovuto per conformarsi agli altri atenei d’Italia. Se ad un aumento delle tasse fosse corrisposto anche un miglioramento dei servizi, penso che tutti, anche se a malincuore avrebbero accettato questo incremento senza problemi.
In realtà purtroppo non c’è stato un grande miglioramento anzi. I nuovi corsi di laurea che stanno già sostituendo man mano quelli vecchi hanno creato per il momento più confusione che benefici, soprattutto per i molti che devono recuperare degli esami. Si perché con il nuovo ordinamento molti corsi, per non dire tutti, non esistono più. Sempre a proposito di esami quest’anno la finestra esami di gennaio-febbraio si è nettamente accorciata. Mentre l’anno scorso uno aveva a disposizione quasi un mese e mezzo ora il periodo utile per affrontare gli esami va dal 15 gennaio al 15 febbraio. Mi sembra abbastanza poco un mese appena per affrontare tutti i propri esami vista la quantità di corsi. Sembra quasi che questa scelta di accorciare la finestra esami sia stata fatta per impedire alle persone di laurearsi in tempo e quindi a costringerle ad andare fuori corso. Beneficio per l’università da questa cosa? Ovviamente il guadagno delle tasse universitarie degli studenti universitari fuori corso. Visto che l’aumento delle tasse universitarie è stato giustificato come un adeguamento agli altri atenei, nel “conformarsi” avrebbero potuto aumentare anche le finestre esame visto che da quel che mi risulta in altre parti d’Italia abbiano molte più opportunità per affrontare i propri esami e non diminuirle come hanno fatto!

Matte