>Brevi da Verona

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“Art Verona. Desta scandalo l’opera che ritrae su tre diversi piani, fascisti, nazisti e leghisti. Gli esponenti del partito padano: ‘Le hanno provate tutte per batterci, adesso cercano anche di dividere il nemico’.”
“L’associazione ‘100% Animalisti’ protesta contro il circo di Moira Orfei. Tante braccia tese contro lo sfruttamento degli animali.”
“Verona. Poca partecipazione alla Fashion Night del 4 Ottobre. I negozianti: ‘Abbiamo tenuto aperto per niente’.” Peccato, averlo saputo prima… quella sera mi ero scacareggiato le mutande…

Chopin Hauer

La Pulce nell’Orecchio

Stampella per il corpo infermo dell’uomo-sociale. La rete sociale; o meglio, la capillare proliferazione delle reti sociali. Social Network. Luoghi edificati per l’incontro, la conoscenza tra persone. In questa creazione di habitat relazionali, l’individuo “agisce” nell’incastro di profili, schede biografiche, immagini e cronologie di discorsi. Come si inseriscono il divertimento e l’amicizia in questo meccanismo? Cosa comporta la vicinanza di questi due momenti, con lo spazio-sociale-rete? Il punto-individuo-profilo appare come un nodo della rete. Questo è connesso ad altri punti, incroci, persone. La relazione è dunque un ponte. Semplice canale di contatto. Ciò che si innalza è il punto-nodo-amico. La sommersione della relazione emerge solamente al punto del profilo dell’altro. Il fine diviene l’amicizia, la relazione è il mezzo. Il lungo inanellare di profili situati in raggruppamenti (amici di Verona, amici a Torino, lavoro ecc.) produce in seguito uno strato di rassicurazione. Di amicizia. Di divertimento. Oltre questo momento -io e te- non saremo più in contatto. Stavo parlando.
Qualcuno si è accorto di qualcosa?

>La Pulce nell’Orecchio

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Stampella per il corpo infermo dell’uomo-sociale. La rete sociale; o meglio, la capillare proliferazione delle reti sociali. Social Network. Luoghi edificati per l’incontro, la conoscenza tra persone. In questa creazione di habitat relazionali, l’individuo “agisce” nell’incastro di profili, schede biografiche, immagini e cronologie di discorsi. Come si inseriscono il divertimento e l’amicizia in questo meccanismo? Cosa comporta la vicinanza di questi due momenti, con lo spazio-sociale-rete? Il punto-individuo-profilo appare come un nodo della rete. Questo è connesso ad altri punti, incroci, persone. La relazione è dunque un ponte. Semplice canale di contatto. Ciò che si innalza è il punto-nodo-amico. La sommersione della relazione emerge solamente al punto del profilo dell’altro. Il fine diviene l’amicizia, la relazione è il mezzo. Il lungo inanellare di profili situati in raggruppamenti (amici di Verona, amici a Torino, lavoro ecc.) produce in seguito uno strato di rassicurazione. Di amicizia. Di divertimento. Oltre questo momento -io e te- non saremo più in contatto. Stavo parlando.
Qualcuno si è accorto di qualcosa?

>La Pulce nell’Orecchio

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Fantasmi in facoltà, luci accese in università anche ad orari improponibili della notte tutti i giorni della settimana, week-end incluso.
Io ho la fortuna di abitare di fronte al Polo Zanotto e dalla finestra della mia camera ho un bellissimo panorama, l’università. Grazie a ciò mi sono accorto che spesso e volentieri le luci della facoltà sono accese. Per chi? Non si sa. Può essere che le luci vengano accesa dagli addetti alla sicurezza, come accade in Frinzi, però le luci ad univr restano accese diverse ore.
Magari ci vive dentro qualcuno? O semplicemente l’ultimo che esce dalla struttura universitaria dimentica di spegnere le luci. Comunque sia alla faccia dello spreco. Immagino l’ammontare delle bollette, bollette che paghiamo noi con le nostre tasse universitarie. Mazzucco potrebbe delucidarsi sul fatto che ci sia bisgno di accendere le luci della struttura universitaria anche di notte?
Qualcuno si è accorto di qualcosa?

La Pulce nell’Orecchio

Fantasmi in facoltà, luci accese in università anche ad orari improponibili della notte tutti i giorni della settimana, week-end incluso.
Io ho la fortuna di abitare di fronte al Polo Zanotto e dalla finestra della mia camera ho un bellissimo panorama, l’università. Grazie a ciò mi sono accorto che spesso e volentieri le luci della facoltà sono accese. Per chi? Non si sa. Può essere che le luci vengano accesa dagli addetti alla sicurezza, come accade in Frinzi, però le luci ad univr restano accese diverse ore.
Magari ci vive dentro qualcuno? O semplicemente l’ultimo che esce dalla struttura universitaria dimentica di spegnere le luci. Comunque sia alla faccia dello spreco. Immagino l’ammontare delle bollette, bollette che paghiamo noi con le nostre tasse universitarie. Mazzucco potrebbe delucidarsi sul fatto che ci sia bisgno di accendere le luci della struttura universitaria anche di notte?
Qualcuno si è accorto di qualcosa?

>La pulce nell’orecchio

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Cos’è la moneta? L’unità di misura del valore.
La banconota sull’isola deserta non ha valore in quanto manca chi la utilizza, è dunque l’utilizzatore di tale banconota che ne determina il valore per mezzo di una convenzione. Oggi accade che la moneta nasce con un costo, ossia il valore di tale banconota nasce con essa, mentre non è altro che un pezzo di carta stampato a costi tipografici. La banca emettitrice si appropria così della differenza tra il costo tipografico ed il valore nominale, ossia il valore di convenzione; la banca presta e prestare significa essere proprietari.
La moneta, così concepita nel 1694 in Inghilterra, non era altro che una cambiale, con la quale la banca, a richiesta, sostituiva il valore scritto sulla banconota con un corrispettivo aureo. Questo controvalore in oro è stato abolito nel 1971 negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo. In Italia, sulle lire, si poteva ancora leggere “pagabili a vista al portatore”, ma altro non era che l’eredità morta del sistema d’origine. Questa falsità ci viene oggi risparmiata sull’euro, che è diventato certificazione dell’inganno. La truffa si è talmente consolidata nel tempo che non la si percepisce, ed è impossibile affrontarla con gli strumenti dello stato di diritto.
Il valore della moneta lo crea chi la usa o chi la stampa?
Le banche non dovrebbero semplicemente amministrare il denaro che appartiene al popolo?
Qualcuno si è accorto di qualcosa?

La pulce nell’orecchio

Cos’è la moneta? L’unità di misura del valore.
La banconota sull’isola deserta non ha valore in quanto manca chi la utilizza, è dunque l’utilizzatore di tale banconota che ne determina il valore per mezzo di una convenzione. Oggi accade che la moneta nasce con un costo, ossia il valore di tale banconota nasce con essa, mentre non è altro che un pezzo di carta stampato a costi tipografici. La banca emettitrice si appropria così della differenza tra il costo tipografico ed il valore nominale, ossia il valore di convenzione; la banca presta e prestare significa essere proprietari.
La moneta, così concepita nel 1694 in Inghilterra, non era altro che una cambiale, con la quale la banca, a richiesta, sostituiva il valore scritto sulla banconota con un corrispettivo aureo. Questo controvalore in oro è stato abolito nel 1971 negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo. In Italia, sulle lire, si poteva ancora leggere “pagabili a vista al portatore”, ma altro non era che l’eredità morta del sistema d’origine. Questa falsità ci viene oggi risparmiata sull’euro, che è diventato certificazione dell’inganno. La truffa si è talmente consolidata nel tempo che non la si percepisce, ed è impossibile affrontarla con gli strumenti dello stato di diritto.
Il valore della moneta lo crea chi la usa o chi la stampa?
Le banche non dovrebbero semplicemente amministrare il denaro che appartiene al popolo?
Qualcuno si è accorto di qualcosa?