Sonetto del regime democratico

>

un indegno responso oracolare
a rigore la crescita del pene
nella monarchia prostituzionale
che ci taglierà responsabilmente
tutto il pene cresciuto con rigore
tutto eretto il pene dai cittadini
eletto sulle macerie e in una
qualsiasi erezione tagliato a pezzi
il pene tecnicamente nella gola
della cabina-armadio elettorale
che mimetizza la palude del
paese che voleva farci scappare
il morto portare a nuove stagioni
di attentati cioè lo stato e poi, dopo?
Niccolò

Sine nomine

>

per le comunità rom
per Mor Diop e Samb Modou
per tutte le vittime senza nome

in principio era il logopedista
il logorroico l’afono
sotto mentite spoglie mortali
sotto falso nomen omen
sotto copertura di campo
innominabile ignoto semprein incognito inscatolato
sussunto in nero garantito
l’anonimato senza documenti
falsi incomprensibilmente fuoricampo incompreso dismemorato
solamente enumerato e

annichilito
Niccolò

addio

>al cielo che si aggruma
ciglio con ciglio macellano
halalmente il pomeriggio
le insegne di un locale vuoto
nell’intermittente imbarazzo
di un addio in ritardo in difetto
fuori tempo massimo sempre
dilaniate le muse su
manifesti stracciati gli
intonaci senza più unghie
- perché era un addio,
lo sappiamo entrambi – impiccati
ad un telefono che è
la misura del nostro
essere precari perché
chi ora lavora crepa uguale

Niccolò

>doppio sonetto al sonno italiano (materiali per le celebrazioni)

>quando il mare comincia a restituire

il trattamento non deve essere

i primi cadaveri in una bara

sintetizzato da dente per dente

d’acciaio che non ha nome ma solo

ma bensì da testa per dente lui

un numero un buco con un diametro

grida Italia e tutti devono alzare

di circa un metro e mezzo e decine

il pollice e rispondere uno un

di corpi alcuni ridotti a brandelli

cavallo bardato per l’occasione

di coloro per i quali la morte

rotolò a terra mentre attualmente

non è completamente accertata

è consentito a chiunque di dire

una ferita lacero-contusa

quello che pensa a marzo lo sterminio

di forma irregolarmente stellata

degli indovini e dei cantastorie

con frattura di alcune falangi

che stavano annunciando nelle loro

e lesione da taglio al primo dito

profezie la fine: nessuno è

e la cui pelle non conta mai niente

stato condannato nessuno è

di fronte ai dividendi dei padroni

stato allontanato nessuno è

doppio sonetto al sonno italiano (materiali per le celebrazioni)

quando il mare comincia a restituire

il trattamento non deve essere

i primi cadaveri in una bara

sintetizzato da dente per dente

d’acciaio che non ha nome ma solo

ma bensì da testa per dente lui

un numero un buco con un diametro

grida Italia e tutti devono alzare

di circa un metro e mezzo e decine

il pollice e rispondere uno un

di corpi alcuni ridotti a brandelli

cavallo bardato per l’occasione

di coloro per i quali la morte

rotolò a terra mentre attualmente

non è completamente accertata

è consentito a chiunque di dire

una ferita lacero-contusa

quello che pensa a marzo lo sterminio

di forma irregolarmente stellata

degli indovini e dei cantastorie

con frattura di alcune falangi

che stavano annunciando nelle loro

e lesione da taglio al primo dito

profezie la fine: nessuno è

e la cui pelle non conta mai niente

stato condannato nessuno è

di fronte ai dividendi dei padroni

stato allontanato nessuno è