>Traforo: Presentato il quesito referendario

>(da www.traforo.it)

Ligi alle decisioni dei giudici (come tutti sempre dovrebbero essere), il Comitato ha provveduto oggi stesso alle 12.30 a depositare il quesito referendario convinto a proseguire, con tutti i mezzi che la legge consente, la sua azione di contrasto ad un’opera senz’altro sbagliata.

Il quesito punta all’abrogazione della delibera di giunta che ha individuato il promotore dell’autostrada delle Torricelle e che ha dichiarato l’opera “di pubblico interesse”. La sua formulazione sarà la seguente: “Volete voi che sia revocata la Deliberazione della Giunta comunale di Verona 29 maggio 2009 n. 152 avente per oggetto l’individuazione del promotore e la dichiarazione di pubblico interesse in relazione al completamento dell’anello circonvallatorio nord – traforo delle Torricelle?”

L’iter amministrativo prevede che, dopo il deposito, il quesito venga esaminato entro 30 giorni e accolto dal Collegio dei Garanti (la cui operatività è tuttavia ancora limitata dalla mancata surroga di un membro dimissionario ormai da alcuni mesi) e la sua sottoscrizione con almeno 10 mila firme autenticate di cittadini residenti a Verona.

Siamo convinti che sempre più cittadini non vogliano quest’opera che non è un semplice “buco” e che non è nemmeno progettata per risolvere i problemi viabilistici del capoluogo. Si tratta infatti di un’autostrada in città per lo più strutturata per risolvere i problemi di collegamento interprovinciali, quindi non quelli di casa nostra. Un’opera che porterà beneficio, come dichiarano alcuni esponenti della stessa attuale maggioranza, “alla solita lobby imprenditoriale e finanziaria”.

Crediamo che la maggioranza dei veronesi, anche se favorevoli ad un generico tunnel urbano, siano decisamente contrari all’autostrada in città. Autostrada che porterà i camion a due chilometri da piazza Bra e aprirà le porte alla peggiore speculazione che Verona abbia mai visto e che i cittadini veronesi (costretti a finanziare l’opera) abbiano mai ripagato.

Ma è un principio fondamentale della democrazia che è in gioco e che si esprime in queste parole: «Devono essere i cittadini di Verona a decidere su un’opera dal costo elevato, che stravolgerà la città e che rappresenta un impegno finanziario consistente che andrà a scapito di altre scelte. I cittadini decidono, l’amministrazione si adegua», pronunciate dal Sindaco nel maggio 2006 quando auspicava un referendum sulla tramvia e che ci trovano perfettamente d’accordo e che saranno il motto della nostra campagna referendaria.

Sarebbe un buon stile che su un’opera così importante fosse l’amministrazione a chiedere ai cittadini se la vogliono anziché nascondersi dietro a pretestuosi argomenti, ci auguriamo comunque l’appoggio più ampio dell’amministrazione, dei partiti e delle associazioni in questo cammino.

Traforo: Presentato il quesito referendario

(da www.traforo.it)

Ligi alle decisioni dei giudici (come tutti sempre dovrebbero essere), il Comitato ha provveduto oggi stesso alle 12.30 a depositare il quesito referendario convinto a proseguire, con tutti i mezzi che la legge consente, la sua azione di contrasto ad un’opera senz’altro sbagliata.

Il quesito punta all’abrogazione della delibera di giunta che ha individuato il promotore dell’autostrada delle Torricelle e che ha dichiarato l’opera “di pubblico interesse”. La sua formulazione sarà la seguente: “Volete voi che sia revocata la Deliberazione della Giunta comunale di Verona 29 maggio 2009 n. 152 avente per oggetto l’individuazione del promotore e la dichiarazione di pubblico interesse in relazione al completamento dell’anello circonvallatorio nord – traforo delle Torricelle?”

L’iter amministrativo prevede che, dopo il deposito, il quesito venga esaminato entro 30 giorni e accolto dal Collegio dei Garanti (la cui operatività è tuttavia ancora limitata dalla mancata surroga di un membro dimissionario ormai da alcuni mesi) e la sua sottoscrizione con almeno 10 mila firme autenticate di cittadini residenti a Verona.

Siamo convinti che sempre più cittadini non vogliano quest’opera che non è un semplice “buco” e che non è nemmeno progettata per risolvere i problemi viabilistici del capoluogo. Si tratta infatti di un’autostrada in città per lo più strutturata per risolvere i problemi di collegamento interprovinciali, quindi non quelli di casa nostra. Un’opera che porterà beneficio, come dichiarano alcuni esponenti della stessa attuale maggioranza, “alla solita lobby imprenditoriale e finanziaria”.

Crediamo che la maggioranza dei veronesi, anche se favorevoli ad un generico tunnel urbano, siano decisamente contrari all’autostrada in città. Autostrada che porterà i camion a due chilometri da piazza Bra e aprirà le porte alla peggiore speculazione che Verona abbia mai visto e che i cittadini veronesi (costretti a finanziare l’opera) abbiano mai ripagato.

Ma è un principio fondamentale della democrazia che è in gioco e che si esprime in queste parole: «Devono essere i cittadini di Verona a decidere su un’opera dal costo elevato, che stravolgerà la città e che rappresenta un impegno finanziario consistente che andrà a scapito di altre scelte. I cittadini decidono, l’amministrazione si adegua», pronunciate dal Sindaco nel maggio 2006 quando auspicava un referendum sulla tramvia e che ci trovano perfettamente d’accordo e che saranno il motto della nostra campagna referendaria.

Sarebbe un buon stile che su un’opera così importante fosse l’amministrazione a chiedere ai cittadini se la vogliono anziché nascondersi dietro a pretestuosi argomenti, ci auguriamo comunque l’appoggio più ampio dell’amministrazione, dei partiti e delle associazioni in questo cammino.

>Referendum contro il traforo: sarà “abrogativo”

>«Il giudice del tribunale di Verona» si legge su traforo.it «non ci ha dato torto, ma ha semplicemente osservato che il Comitato non avrebbe dovuto presentare il ricorso prima di aver presentato il quesito referendario. Anzi l’ordinanza recita che “nel caso di inerzia del Comune” in una fase successiva sarà possibile ipotizzare una lesione “ai diritti politici dei cittadini”». La settimana prossima il Comitato ha quindi intenzione di presentare il quesito «che sarà “abrogativo” vista la delibera del 29 maggio che ha individuato il promotore (Technital) e la dichiarazione di pubblico interesse dell’autostrada in città».

Il peso maggiore è ovviamente sul secondo punto, ma la scelta del promotore è di certo una perla da conoscere. Tra le diverse opere della ditta Veronese (Ferrovie in Arabia Saudita e sulle rive del Kagera) si notano due particolarmente significative a livello nazionale italiano:
uno – il MO.S.E. e l’autostrada Messina-Palermo. Il primo cominciato nel 1987 per il quale il governo ha stanziato più di 4 miliardi (quattromiliardi = 4.000.000.000) di euro e le dighe nella primavera del 2008 non erano ancora state costruite. La Ditta sul suo portale (scritto solo in inglese) pronostica il termine dei lavori per il 2010 (l’anno prossimo..) mentre stando ai finanziamenti, se continuano regolarmente (il 18 dicembre 2008 il CIPE ha approvato il finanziamento della sesta tranche da 800 milioni di euro) il termine dei lavori viene stimato per il 2014.
due – l’autostrada Messina-Palermo A-20, chiamata anche “l’eterna incompiuta”, terminata nel 2004 e cominciata nel 1969 (l’anno in cui è nato l’uomo tigre). Una serie di appalti vinti che nel 1975 il governo ha dovuto frenare con una legge: la Bucalossi. Oltretutto nel 1992 la procura palermitana apre un’indagine sugli appalti per l’autostrada. Alcuni finiscono in manette per associazione mafiosa. Nel 1998 ripartono i lavori ma i fondi scarseggiano. All’ascesa di Berlusconi nel 2001, vengono stanziati 300 milioni di euro. All’inaugurazione non mancherà Cuffaro e una manciata di mesi dopo i magistrati di Palermo verificano negli ultimi 41 km (quelli finanziati nel 2001) “situazioni distribuite e concentrate di pericolo grave” e affermarono la non sussistenza dei requisiti minimi di garanzia della sicurezza della circolazione: “mancanza degli standard di sicurezza: assenza degli areatori, vie di fuga ostruite, colonnine per l’sos fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e telecontrollo inattivi”. Lo svincolo di Furiano addirittura è diventato caso unico di rampa d’accesso in autostrada direttamente sulla corsia di sorpasso.

Per non parlare della partecipazione al progetto (e non solo) del ponte sullo stretto.
I pochi accenni su Technital in questo articolo è qualcosa di veramente povero rispetto alla sua completa storia. Consiglio a tal proposito la lettura di questo articolo, dove le mirabolanti avventure della società vengono raccontate in una maniera più completa.
La necessità di proseguire la lotta contro il buco nelle Torricelle aumenta sempre più il suo peso.

ale,6

Referendum contro il traforo: sarà “abrogativo”

«Il giudice del tribunale di Verona» si legge su traforo.it «non ci ha dato torto, ma ha semplicemente osservato che il Comitato non avrebbe dovuto presentare il ricorso prima di aver presentato il quesito referendario. Anzi l’ordinanza recita che “nel caso di inerzia del Comune” in una fase successiva sarà possibile ipotizzare una lesione “ai diritti politici dei cittadini”». La settimana prossima il Comitato ha quindi intenzione di presentare il quesito «che sarà “abrogativo” vista la delibera del 29 maggio che ha individuato il promotore (Technital) e la dichiarazione di pubblico interesse dell’autostrada in città».

Il peso maggiore è ovviamente sul secondo punto, ma la scelta del promotore è di certo una perla da conoscere. Tra le diverse opere della ditta Veronese (Ferrovie in Arabia Saudita e sulle rive del Kagera) si notano due particolarmente significative a livello nazionale italiano:
uno – il MO.S.E. e l’autostrada Messina-Palermo. Il primo cominciato nel 1987 per il quale il governo ha stanziato più di 4 miliardi (quattromiliardi = 4.000.000.000) di euro e le dighe nella primavera del 2008 non erano ancora state costruite. La Ditta sul suo portale (scritto solo in inglese) pronostica il termine dei lavori per il 2010 (l’anno prossimo..) mentre stando ai finanziamenti, se continuano regolarmente (il 18 dicembre 2008 il CIPE ha approvato il finanziamento della sesta tranche da 800 milioni di euro) il termine dei lavori viene stimato per il 2014.
due – l’autostrada Messina-Palermo A-20, chiamata anche “l’eterna incompiuta”, terminata nel 2004 e cominciata nel 1969 (l’anno in cui è nato l’uomo tigre). Una serie di appalti vinti che nel 1975 il governo ha dovuto frenare con una legge: la Bucalossi. Oltretutto nel 1992 la procura palermitana apre un’indagine sugli appalti per l’autostrada. Alcuni finiscono in manette per associazione mafiosa. Nel 1998 ripartono i lavori ma i fondi scarseggiano. All’ascesa di Berlusconi nel 2001, vengono stanziati 300 milioni di euro. All’inaugurazione non mancherà Cuffaro e una manciata di mesi dopo i magistrati di Palermo verificano negli ultimi 41 km (quelli finanziati nel 2001) “situazioni distribuite e concentrate di pericolo grave” e affermarono la non sussistenza dei requisiti minimi di garanzia della sicurezza della circolazione: “mancanza degli standard di sicurezza: assenza degli areatori, vie di fuga ostruite, colonnine per l’sos fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e telecontrollo inattivi”. Lo svincolo di Furiano addirittura è diventato caso unico di rampa d’accesso in autostrada direttamente sulla corsia di sorpasso.

Per non parlare della partecipazione al progetto (e non solo) del ponte sullo stretto.
I pochi accenni su Technital in questo articolo è qualcosa di veramente povero rispetto alla sua completa storia. Consiglio a tal proposito la lettura di questo articolo, dove le mirabolanti avventure della società vengono raccontate in una maniera più completa.
La necessità di proseguire la lotta contro il buco nelle Torricelle aumenta sempre più il suo peso.

ale,6

>Technital per il traforo

>Venerdì scorso, la giunta comunale ha designato il soggetto promotore per la proposta di finanza di progetto per il piano traforo Torricelle. Technital.
Nel corso della riunione è stata stabilita anche la pubblica utilità dell’opera.
Alla presenza del sindaco, degli assessori alla mobilità, all’urbanistica ed alle strade (Enrico Corsi – Vito Giacino – Paolo Tosato) ed ai presidenti delle circoscrizioni 2 (Borgo Trento, Avesa, Quinzano, Parona, Valdonega, P.te Crencano) e 8 (Montorio, Mizzole, Quinto, Poiano, Marzana, S. Maria in Stelle), Alberto Bozza e Dino Andreoli, la decisione della giunta è resa pubblica. «E’ un grande risultato». (Giacino) «La seconda Circoscrizione, oltre che tutelata dal punto di vista ambientale, sarà anche quella che, insieme a Veronetta, trarrà i maggiori benefici dalla realizzazione di quest’opera.» (Tosato) La città «potrà godere di quest’opera in termini di minor traffico, minor tempo impiegato nei trasferimenti e minor inquinamento ambientale”.» (Andreoli).
Attendendo il carico di «benefici» per quartieri e città, occorre mettere in rilievo alcune informazioni ulteriori. Domani (mercoledì 3 giugno) il comitato dei cittadini contrari al traforo Torricelle convoca una assemblea pubblica a Marzana (dove ha residenza il sindaco di Verona). Venerdì prossimo, in piazza Bra, la manifestazione contro il progetto. La voce del comune infine annuncia l’organizzazione alla Gran Guardia della presentazione pubblica del piano per giovedì.
Dopo la decisione, viene dunque la presentazione alla gente. Un insieme di filmati e simulazioni. Lo spettacolo del cinema sufficiente all’approvazione del piano, già deciso. Si tratta dunque di una ulteriore qualità della giunta. Una bontà eccedente che si china sui ‘cittadini’ per istruirli del lavoro fatto. E completamente legittimato nella loro (cittadini) assenza politica.
Pedaggio: 1.50 euro.

Rughe

Technital per il traforo

Venerdì scorso, la giunta comunale ha designato il soggetto promotore per la proposta di finanza di progetto per il piano traforo Torricelle. Technital.
Nel corso della riunione è stata stabilita anche la pubblica utilità dell’opera.
Alla presenza del sindaco, degli assessori alla mobilità, all’urbanistica ed alle strade (Enrico Corsi – Vito Giacino – Paolo Tosato) ed ai presidenti delle circoscrizioni 2 (Borgo Trento, Avesa, Quinzano, Parona, Valdonega, P.te Crencano) e 8 (Montorio, Mizzole, Quinto, Poiano, Marzana, S. Maria in Stelle), Alberto Bozza e Dino Andreoli, la decisione della giunta è resa pubblica. «E’ un grande risultato». (Giacino) «La seconda Circoscrizione, oltre che tutelata dal punto di vista ambientale, sarà anche quella che, insieme a Veronetta, trarrà i maggiori benefici dalla realizzazione di quest’opera.» (Tosato) La città «potrà godere di quest’opera in termini di minor traffico, minor tempo impiegato nei trasferimenti e minor inquinamento ambientale”.» (Andreoli).
Attendendo il carico di «benefici» per quartieri e città, occorre mettere in rilievo alcune informazioni ulteriori. Domani (mercoledì 3 giugno) il comitato dei cittadini contrari al traforo Torricelle convoca una assemblea pubblica a Marzana (dove ha residenza il sindaco di Verona). Venerdì prossimo, in piazza Bra, la manifestazione contro il progetto. La voce del comune infine annuncia l’organizzazione alla Gran Guardia della presentazione pubblica del piano per giovedì.
Dopo la decisione, viene dunque la presentazione alla gente. Un insieme di filmati e simulazioni. Lo spettacolo del cinema sufficiente all’approvazione del piano, già deciso. Si tratta dunque di una ulteriore qualità della giunta. Una bontà eccedente che si china sui ‘cittadini’ per istruirli del lavoro fatto. E completamente legittimato nella loro (cittadini) assenza politica.
Pedaggio: 1.50 euro.

Rughe

>IL REGIME DEL TRAFORO…

>… finzione, tempo e case di commercio.

Verona. Giovedì alle 12, udienza in tribunale per la discussione sopra la richiesta di provvedimento d’urgenza nei confronti del comune. Si tratta di un procedimento giudiziario, richiesto dai promotori del referendum traforo delle Torricelle, che risponde alla posizione comunale secondo la quale ogni attività referendaria deve essere sospesa (sei mesi) a ridosso delle elezioni.

Verona. Venerdì la giunta comunale delibererà sul progetto traforo. Alla riunione, che ufficializzerà il promotore (Technital-Girpa-Veronainfrastrutture), verrà stabilità inoltre la pubblica utilità dell’opera e quindi l’irreversibilità della scelta (costo 330 milioni).

Verona. Spettatori.

Uno, finzione. Tra i documenti ufficiali relativi al progetto traforo, emerge uno Studio di fattibilità relativo all’analisi del traffico per il completamento dell’anello circonvallatorio a nord (traforo delle Torricelle) a firma C.D.R. Mobilità e Traffico del Comune di Verona. Si legge, a proposito del nuovo sistema di viabilità, come sia «poco efficace rispetto alle penetrazioni dal settore meridionale della città e nei confronti della mobilità nell’ area urbana più centrale.» Pubblica utilità(?).

E di seguito, «risultano necessari contestuali interventi a più ampio livello di sistema, che orientino l’utenza sul trasporto pubblico e una limitazione crescente del traffico nelle aree centrali.»

(I riferimenti riportati sono tratti dal sito www.traforo.it)

Due, tempo. L’imperativo è quello di una «realizzazione rapida». Non c’è tempo ed insieme non se ne può sprecare. L’opera va realizzata, nella rimozione degli inciampi, nell’ostilità ad ogni evento ritardante. Fermare il procedimento. Aprirlo alla gente. Sono costi eccessivi in una macchinazione che già sopporta a fatica gli inceppi interni alla giunta.

La questione temporale, tracciata dal segno del mercato (compravendita di progetto; compravendita di opera; compravendita di servizio), è doppiamente avvolta dal perverso gioco politico delle prossime elezioni.

All’utente dell’opera il voto regionale, ma non il voto sull’opera. Inaccettabile perdita di tempo.

Un riferimento sono le parole di Mauro Pasquotti, presidente del comitato per traforo Torricelle. «Auspico che cessino immediatamente le proposte referendarie formulate in questi giorni, utili solo a posticipare alle calende greche la conclusione dell’iter amministrativo necessario per l’inizio dei lavori.» (17 aprile 2009).

Tre, case di commercio. Sembra sfumare, in previsione alla delibera di venerdì, la possibilità di nuove costruzioni-compensazioni: alberghi e centri commerciali. Al loro posto, parcheggi (zona zona Ca’ di Cozzi – 600 posti auto) e stazioni di servizio.

Giustificazioni, tempi e spazi per il traffico.

Il marchio Verona si qualifica nel mercato urbano attraverso la possibilità di connettersi, nel più rapido dei modi possibili, ai nuclei logistici del trasporto umano e della merce. La vulnerabilità logistica orientale (ammorbata dalle forme collinari) deve essere anestetizzata per completare il piano di una città connessa alla rete dello scambio. Questa esigenza impone il veto ad ogni forma di rigurgito referendario o d’opposizione alla propria auto-realizzazione. Questione privata.

Rughe

IL REGIME DEL TRAFORO…

… finzione, tempo e case di commercio.

Verona. Giovedì alle 12, udienza in tribunale per la discussione sopra la richiesta di provvedimento d’urgenza nei confronti del comune. Si tratta di un procedimento giudiziario, richiesto dai promotori del referendum traforo delle Torricelle, che risponde alla posizione comunale secondo la quale ogni attività referendaria deve essere sospesa (sei mesi) a ridosso delle elezioni.

Verona. Venerdì la giunta comunale delibererà sul progetto traforo. Alla riunione, che ufficializzerà il promotore (Technital-Girpa-Veronainfrastrutture), verrà stabilità inoltre la pubblica utilità dell’opera e quindi l’irreversibilità della scelta (costo 330 milioni).

Verona. Spettatori.

Uno, finzione. Tra i documenti ufficiali relativi al progetto traforo, emerge uno Studio di fattibilità relativo all’analisi del traffico per il completamento dell’anello circonvallatorio a nord (traforo delle Torricelle) a firma C.D.R. Mobilità e Traffico del Comune di Verona. Si legge, a proposito del nuovo sistema di viabilità, come sia «poco efficace rispetto alle penetrazioni dal settore meridionale della città e nei confronti della mobilità nell’ area urbana più centrale.» Pubblica utilità(?).

E di seguito, «risultano necessari contestuali interventi a più ampio livello di sistema, che orientino l’utenza sul trasporto pubblico e una limitazione crescente del traffico nelle aree centrali.»

(I riferimenti riportati sono tratti dal sito www.traforo.it)

Due, tempo. L’imperativo è quello di una «realizzazione rapida». Non c’è tempo ed insieme non se ne può sprecare. L’opera va realizzata, nella rimozione degli inciampi, nell’ostilità ad ogni evento ritardante. Fermare il procedimento. Aprirlo alla gente. Sono costi eccessivi in una macchinazione che già sopporta a fatica gli inceppi interni alla giunta.

La questione temporale, tracciata dal segno del mercato (compravendita di progetto; compravendita di opera; compravendita di servizio), è doppiamente avvolta dal perverso gioco politico delle prossime elezioni.

All’utente dell’opera il voto regionale, ma non il voto sull’opera. Inaccettabile perdita di tempo.

Un riferimento sono le parole di Mauro Pasquotti, presidente del comitato per traforo Torricelle. «Auspico che cessino immediatamente le proposte referendarie formulate in questi giorni, utili solo a posticipare alle calende greche la conclusione dell’iter amministrativo necessario per l’inizio dei lavori.» (17 aprile 2009).

Tre, case di commercio. Sembra sfumare, in previsione alla delibera di venerdì, la possibilità di nuove costruzioni-compensazioni: alberghi e centri commerciali. Al loro posto, parcheggi (zona zona Ca’ di Cozzi – 600 posti auto) e stazioni di servizio.

Giustificazioni, tempi e spazi per il traffico.

Il marchio Verona si qualifica nel mercato urbano attraverso la possibilità di connettersi, nel più rapido dei modi possibili, ai nuclei logistici del trasporto umano e della merce. La vulnerabilità logistica orientale (ammorbata dalle forme collinari) deve essere anestetizzata per completare il piano di una città connessa alla rete dello scambio. Questa esigenza impone il veto ad ogni forma di rigurgito referendario o d’opposizione alla propria auto-realizzazione. Questione privata.

Rughe

>IL REGIME DELLA GOMMA…

>…Che guida il traffico, lo accumula, lo intossica e poi lo giustifica.

Capitolo Zero: traforo delle Torricelle. E’ il nome dello sforzo veronese per aggiustare la viabilità interna alla città. Il piano riguarda la zona Est – Nord del comune, luogo in cui la giunta Tosi è impegnata nella trattativa per la costruzione di un nuovo tratto stradale ‘ponte’. Obiettivi: 1) riduzione traffico interno, 2) riduzione inquinamento, 3) miglioramento vivibilità quartieri, 4) Sicurezza strade. Restando a lunedì 11 maggio, data del tavolo tra comune e Technital (cordata veronese probabile assegnataria dell’incarico) l’assegnazione dell’appalto sembra ritardare.

Capitolo Primo: riduzione traffico interno. All’aumento delle automobili in movimento, la risposta è quella di incrementare il numero e la portata delle strade. Dunque maggiorare e migliorare il contenitore che contiene il traffico, in modo da diminuirlo. (Il PIL sembra fare cenno di si con la testa). Città di strade, circondata di strade, bucata da gallerie. Forse non servirà più nemmeno scendere dall’auto.

Capitolo Secondo: riduzione dell’inquinamento. Il tracciato guidato dal traforo delle Torricelle si muoverà ai fianchi della città. Logica: strada lontana, lontano inquinamento. Tuttavia le particelle sottili (prodotto anche della combustione a motore) si muovono. Le muovono le correnti, i venti; si attenuano oppure aumentano in rapporto agli agenti atmosferici. A Verona, restando nel salotto di casa, si respirerà pulito (purtroppo qui, senza auto).

Capitolo Terzo: miglioramento vivibilità quartieri. Il girotondo del benessere urbano prosegue la marcia. Dai divieti sull’alimentazione a quelli sul decoro, dall’esercito coperto dalle camionette al congelamento della piazza. Ora: la strada.

L’idea di vivere i quartieri, abitare fisicamente ed in movimento la città, si è spostato dal quotidiano, al consumo annuale di un marchio: Tocatì. Un giorno, il cittadino, sorprende la città popolata di persone come lui, camminando, senza auto, per oggi è concesso.

Capitolo Quarto: Sicurezza. E non poteva mancare, la Sicurezza. La gente di Verona si muoverà al sicuro, protetta, dall’asfalto del nuovo tracciato stradale. Sicurezza spalmata ad ogni angolo urbano. Sicurezza intensiva (nella città) e Sicurezza estensiva (fuori dalle colline cittadine – da bucare). La popolazione apprezzerà. Purtroppo stona l’eco delle parole di un utente del forum skyscrapercity.com mentre commenta come “quando c’è stato il rally delle due valli ho provato a star dietro a un subaru wrc […] sulla tange est, sembrava di essere su need for speed, sottopassi cavalcavia, sottopassi, cavalcavia”. Sicurezza.
(Il riferimento è datato 15 gennaio 2008, quando un precedente progetto del tracciato non è stato approfondito).

Rughe