AFGHANISTAN, la guerra di italiani ed americani…

Pare che ieri il piazzista di Arcore si sia presentato a Washington con un pacchetto di cravatte Marinella. Non era l’unico regalo che portava a Obama: dovendo far ben fruttare quei dieci minuti che il l’“abbronzato” leader statunitense gli ha sdegnosamente concesso, il premier ci ha messo anche, fra leccate di culo, assicurazioni in vista del G8, disponibilità a “ospitare” detenuti di Guantanamo, la promessa di mandare in Afghanistan altri 300-500 soldati e due arei Tornado. Così, fra tanta simpatia e strette di mano, l’Italia è tornata a casa con la gioia demente di essere definita anche da Obama – e non solo da quell’alcolizzato/visionario/fondamentalista di Bush – “un alleato cruciale”.
Con quest’ultimo accordo, il nostro paese arriva a schierare sul fronte afghano ben 1.000 combattenti e più di 2.000 uomini di supporto, combattendo fianco a fianco dei marines. È la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale che l’Italia schiera una simile quantità di militari operativi. A fronte di un costo che quest’anno oltrepassa mezzo miliardo per la sola spedizione armata, i finanziamenti disponibili per attività umanitarie sono di poche decine di milioni. Persino il nostro Governo di incapaci, ipocriti e tragattini di vario tipo si rende ormai conto che la menzogna del peace-keeping non è più sostenibile. Così il “colonnello” La Russa propone di cambiare le regole di ingaggio, ovviamente per il bene dei nostri soldati…
Ma di cosa parliamo quando parliamo di Afghanistan? Questo video pubblicato oggi da El Mundo ci dà qualche piccola risposta: mostrandoci una delle battaglie in corso in queste ore, a Bala Murghab. Il comandante statunitense illustra l’operazione congiunta dei suoi soldati e dei parà della Folgore. Si vedono gli elicotteri Mangusta mitragliare a poca distanza dal centro abitato, i nostri soldati fare fuoco per aprirsi la strada. In mezzo a tutto questo, i bambini. E l’esercito regolare afghano, davvero malridotto, che prende supinamente ordini, senza capirli, senza capire nulla, abbrutito anche lui dalla fame e dall’ignoranza.
Sono ormai quasi 8 anni che siamo lì coprendoci di un bel po’ di sangue innocente. Con quali risultati? Secondo le stime dell’ICOS (International Council On Security and development), il 72% del territorio vede una pesante presenza talebana, il 21% una notevole presenza e solo il 7% una presenza leggera… E ora, dopo quasi centomila vittime civili, più di un milione di rifugiati, il fronte si è allargato anche al Pakistan.
Pare che al G8 dell’Aquila parleranno degli effetti della crisi globale su quell’area. E dei possibili investimenti, accordi, spartizione di rischi e opportunità fra le potenze euroasiatiche. È un motivo in più per il movimento, un’altra ragione alla nostra rabbia. Bisogna far arrivare in quella sede una voce di denuncia delle politiche imperialiste in solidarietà con i popoli oppressi in Medioriente come in Africa, nel nostro Mediterraneo come in Sudamerica. Bisogna iniziare a mettere in piazza le nostre vergogne, a combattere l’imperialismo di casa nostra…
Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

>AFGHANISTAN, la guerra di italiani ed americani…

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Pare che ieri il piazzista di Arcore si sia presentato a Washington con un pacchetto di cravatte Marinella. Non era l’unico regalo che portava a Obama: dovendo far ben fruttare quei dieci minuti che il l’“abbronzato” leader statunitense gli ha sdegnosamente concesso, il premier ci ha messo anche, fra leccate di culo, assicurazioni in vista del G8, disponibilità a “ospitare” detenuti di Guantanamo, la promessa di mandare in Afghanistan altri 300-500 soldati e due arei Tornado. Così, fra tanta simpatia e strette di mano, l’Italia è tornata a casa con la gioia demente di essere definita anche da Obama – e non solo da quell’alcolizzato/visionario/fondamentalista di Bush – “un alleato cruciale”.
Con quest’ultimo accordo, il nostro paese arriva a schierare sul fronte afghano ben 1.000 combattenti e più di 2.000 uomini di supporto, combattendo fianco a fianco dei marines. È la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale che l’Italia schiera una simile quantità di militari operativi. A fronte di un costo che quest’anno oltrepassa mezzo miliardo per la sola spedizione armata, i finanziamenti disponibili per attività umanitarie sono di poche decine di milioni. Persino il nostro Governo di incapaci, ipocriti e tragattini di vario tipo si rende ormai conto che la menzogna del peace-keeping non è più sostenibile. Così il “colonnello” La Russa propone di cambiare le regole di ingaggio, ovviamente per il bene dei nostri soldati…
Ma di cosa parliamo quando parliamo di Afghanistan? Questo video pubblicato oggi da El Mundo ci dà qualche piccola risposta: mostrandoci una delle battaglie in corso in queste ore, a Bala Murghab. Il comandante statunitense illustra l’operazione congiunta dei suoi soldati e dei parà della Folgore. Si vedono gli elicotteri Mangusta mitragliare a poca distanza dal centro abitato, i nostri soldati fare fuoco per aprirsi la strada. In mezzo a tutto questo, i bambini. E l’esercito regolare afghano, davvero malridotto, che prende supinamente ordini, senza capirli, senza capire nulla, abbrutito anche lui dalla fame e dall’ignoranza.
Sono ormai quasi 8 anni che siamo lì coprendoci di un bel po’ di sangue innocente. Con quali risultati? Secondo le stime dell’ICOS (International Council On Security and development), il 72% del territorio vede una pesante presenza talebana, il 21% una notevole presenza e solo il 7% una presenza leggera… E ora, dopo quasi centomila vittime civili, più di un milione di rifugiati, il fronte si è allargato anche al Pakistan.
Pare che al G8 dell’Aquila parleranno degli effetti della crisi globale su quell’area. E dei possibili investimenti, accordi, spartizione di rischi e opportunità fra le potenze euroasiatiche. È un motivo in più per il movimento, un’altra ragione alla nostra rabbia. Bisogna far arrivare in quella sede una voce di denuncia delle politiche imperialiste in solidarietà con i popoli oppressi in Medioriente come in Africa, nel nostro Mediterraneo come in Sudamerica. Bisogna iniziare a mettere in piazza le nostre vergogne, a combattere l’imperialismo di casa nostra…
Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

Il Cavaliere Mascarato: mission to Ameringa

…E riecco il nostro eroe! Il Cavaliere Mascarato ha sorvolato l’oceano per andare a far visita al re dell’Ameringa, il Cavalier Abbronzato. Era la prima volta che il nostro sovrano andava a far visita al re straniero e, con lo scopo di riuscire a conquistarlo, ha dovuto sfoggiare tutto il suo charme.
La missione era ardua ma, il nostro eroe, ome buon eroe che si rispetti, porta sempre a termine ciò che si prefigge, e anche in questo caso non ci ha deluso. L’Amringa e il suo regnante sono conquistati! D’altrocanto come si fa a resistere al fascino, il più delle volte anche burlesco, di colui che tutto può: il Cavalier Mascarato!
Il Cavalier Abbronzato, è rimasto così tanto colpito da così tante genuflessioni nei suoi confronti da parte del Cavalier dello Stivale, che ha voluto omaggiare il Mascarato di tre servi provenienti dalla miglior scuola di addestramento di schiavi, dove soltanto i più forti sopravvivono.
Salutato l’Abbronzato e nella terra natia ritornato, il Mascarato ha dovuto far fronte alle ennesime dicerie delle malelingue sui suoi festini all’interno dei suoi castelli. Al nostro eroe viene rimproverato di ave fatto feste con ospiti e meretrici. Colui che tutto può non ha neanche voluto commentare, limitandosi a ribadire che sono le ennesime diceie di chi gli vuol male, infondo che male c’è a far festa anche con donne di malaffare? Nonostante sia un eroe e il sovrano della Contea dello Stivale, rimane pur sempre umano e, in qunto tale, ha bisogno anche lui di svagarsi e deliziare il suo reale augello…

Matte

>Il Cavaliere Mascarato: mission to Ameringa

>…E riecco il nostro eroe! Il Cavaliere Mascarato ha sorvolato l’oceano per andare a far visita al re dell’Ameringa, il Cavalier Abbronzato. Era la prima volta che il nostro sovrano andava a far visita al re straniero e, con lo scopo di riuscire a conquistarlo, ha dovuto sfoggiare tutto il suo charme.
La missione era ardua ma, il nostro eroe, ome buon eroe che si rispetti, porta sempre a termine ciò che si prefigge, e anche in questo caso non ci ha deluso. L’Amringa e il suo regnante sono conquistati! D’altrocanto come si fa a resistere al fascino, il più delle volte anche burlesco, di colui che tutto può: il Cavalier Mascarato!
Il Cavalier Abbronzato, è rimasto così tanto colpito da così tante genuflessioni nei suoi confronti da parte del Cavalier dello Stivale, che ha voluto omaggiare il Mascarato di tre servi provenienti dalla miglior scuola di addestramento di schiavi, dove soltanto i più forti sopravvivono.
Salutato l’Abbronzato e nella terra natia ritornato, il Mascarato ha dovuto far fronte alle ennesime dicerie delle malelingue sui suoi festini all’interno dei suoi castelli. Al nostro eroe viene rimproverato di ave fatto feste con ospiti e meretrici. Colui che tutto può non ha neanche voluto commentare, limitandosi a ribadire che sono le ennesime diceie di chi gli vuol male, infondo che male c’è a far festa anche con donne di malaffare? Nonostante sia un eroe e il sovrano della Contea dello Stivale, rimane pur sempre umano e, in qunto tale, ha bisogno anche lui di svagarsi e deliziare il suo reale augello…

Matte

un Paese ridicolo e sinistro

L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: “contaminazioni” tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti, in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di “raptus”: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti. Specialmente i giovani. Tutte quelle sciocche coppie che se ne andavano tenendosi all’infinito strette per mano, con aria di vicendevole, romantica protezione e ispirata certezza del domani.
Sono stati ingannati, beffati. Un rovesciamento improvviso e violento (per quanto riguarda l’Italia) del modo di produzione ha distrutto tutti i loro precedenti valori “particolari” e “reali”, cambiando la loro forma e il loro comportamento: e i nuovi valori, puramenti pragmatici, esistenziali, del “benessere”, hanno tolto loro ogni dignità. Ma non è bastato: dopo essere stati resi mostruosi (marionette guidate da una mano “nuova”, e quindi come impazzite), ecco che il benessere, causa della loro mostruosità, viene meno, mentre il ballo delle marionette continua.

Pier Paolo Pasolini – “Il Mondo”, 11 settembre 1975


un Paese che ride per inerzia

L’Italia, nel salottto delle parole forzatamente pacate e nella volgarità della pornografia caricaturale delle città, è un paese colto nell’inerzia del suo ridere.
Ride – e scompone la faccia – il politico corrotto e compromesso.
Ride – e scompone la dignità – la femminilità mercificata dietro lo schermo televisore.
Ride – e scompone il corpo – la donna imitatrice che fatica frenetica nelle passerelle urbane.
Ride – e scompone il risparmio – lo speculatore di banca.
Ride – e scompone la veste – il parroco che non confessa la lussuria del padre nascosto.
Ride – e scompone gli appunti – il burocrate dell’istruzione, falsa imitazione di un prodotto costoso.
C’è una pressione d’inerzia nel ridere che scompone. Un graduale accorgersi che l’euforismo italico per il feticcio perde di forza. Ma non c’è attrito, e continua a scivolare, di inerzia.
Il feticcio politico degli schieramenti opposti – in una partita irregolare.
Il feticcio economico del benessere individuale – che scarnifica la spesa sociale.
Il feticcio della piazza – occupata da tavoli e ombrelloni a pagamento.
Il feticcio di un condividersi solidale – tra vermi isolati ed immobili.
Rughe

>un Paese ridicolo e sinistro

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L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: “contaminazioni” tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti, in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di “raptus”: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti. Specialmente i giovani. Tutte quelle sciocche coppie che se ne andavano tenendosi all’infinito strette per mano, con aria di vicendevole, romantica protezione e ispirata certezza del domani.
Sono stati ingannati, beffati. Un rovesciamento improvviso e violento (per quanto riguarda l’Italia) del modo di produzione ha distrutto tutti i loro precedenti valori “particolari” e “reali”, cambiando la loro forma e il loro comportamento: e i nuovi valori, puramenti pragmatici, esistenziali, del “benessere”, hanno tolto loro ogni dignità. Ma non è bastato: dopo essere stati resi mostruosi (marionette guidate da una mano “nuova”, e quindi come impazzite), ecco che il benessere, causa della loro mostruosità, viene meno, mentre il ballo delle marionette continua.

Pier Paolo Pasolini – “Il Mondo”, 11 settembre 1975


un Paese che ride per inerzia

L’Italia, nel salottto delle parole forzatamente pacate e nella volgarità della pornografia caricaturale delle città, è un paese colto nell’inerzia del suo ridere.
Ride – e scompone la faccia – il politico corrotto e compromesso.
Ride – e scompone la dignità – la femminilità mercificata dietro lo schermo televisore.
Ride – e scompone il corpo – la donna imitatrice che fatica frenetica nelle passerelle urbane.
Ride – e scompone il risparmio – lo speculatore di banca.
Ride – e scompone la veste – il parroco che non confessa la lussuria del padre nascosto.
Ride – e scompone gli appunti – il burocrate dell’istruzione, falsa imitazione di un prodotto costoso.
C’è una pressione d’inerzia nel ridere che scompone. Un graduale accorgersi che l’euforismo italico per il feticcio perde di forza. Ma non c’è attrito, e continua a scivolare, di inerzia.
Il feticcio politico degli schieramenti opposti – in una partita irregolare.
Il feticcio economico del benessere individuale – che scarnifica la spesa sociale.
Il feticcio della piazza – occupata da tavoli e ombrelloni a pagamento.
Il feticcio di un condividersi solidale – tra vermi isolati ed immobili.
Rughe

Il “martire” Berlusconi

Cercare di riprenderci ciò che ci è stato portato via è solo una perdita di tempo. Bisogna fare in modo che la ferita non sanguini più. Già come fare a fremare l’emorraggia di voti del Pd e del centro sinistra in generale? La risposta non è semplice e quanto hanno dimostarto le ultime elezioni, l’opposizione non ha la benchè minima idea visto che ultimamente la compagna dell’opposizione si sta limitando quasi esclusivamente ad attaccare Berlusconi esclusivamente sul piano personale, in ultimo l caso Noemi. La campagna di ridicolizzazione e di demonizzazione nei confronti del Premier non sta portando grandi frutti. L’impressione è che il Pd non abbia grandi ieda visto che il suo modo di fare politica è tutto incentrato sull’attaccare Berlusconi più come persona che come politico. Ora non sto dicendo che sia del tutto sbagliato anche perchè certe frasi e certi comportamenti dell’uomo di Arcore non possono e non devono passare inosservati. Viene però da chiedrsi su cosa si baserebbe la campagna dell’opposizione nel momento in cui, vuoi il fato, vuoi una giustizia seria, Berlusconi scomparisse dalla scena politica.
C’è da dire che è probabilmente grazie all’attuale Premier che il Pd è così unito, nonstante sia un raggruppamento di molteplici persone pensano anche in maniera totalmente discordante l’uno con lìaltro. Trovarsi di fronte un nemico comune aiuta a coalizzarsi e a sorvolare sulla propra idea di politica per riuscire a sconfiggere l’avversario.
L’opposizione sembra ormai basarsi più sul gossip riguardante Berlusconi che sul suo pensiero politico e questo continuo accanimento nei suo confronti porta il leader del PdL ad diventare una sorta di “martire” da attaccare indiscutibilemte fichè avrà vita.
Forse proprio questo modo di fare politica dell’opposizione porta il nostro attuale Primo Ministro ad aver un così grande consenso. Noi italiani siamo un popolo umile ce intrinsecamente ha il granda dono della solidarietà. Siamo sempre aiutati a privarci diqualcosa pur di aiutare le persone in difficoltà, nel caso specifico la solidarietà si manifesta nel voto in favore di Berlusconi.
L’opposizione dovrebbe prendere cosienza del fatto che il suo modo di fare poilitica non ha portato e non sta portando da nessuna parta e quindi dovrebbe cercare di innovarsi cercando nuovi stimoli e magari volti nuovi. Per volti nuovi intendo ersone giovani che potebbero portare nuove idee e svecchiare questo paese e potrebbero far ritornare a votare persone che non esercitano più questo diritto perchè non si riconoscono più in nessun schieramento. Certo potrebbe essere un rischio mettere da parte persone che, in alcuni casi vista l’età, hanno un’esperienza “secolare” ma, potrebbe anche essere l’unico modo per cercare di ottenere una svolta positiva visto che ndando avanti così non si andrà da nessuna parte.
Matte

>Il “martire” Berlusconi

>

Cercare di riprenderci ciò che ci è stato portato via è solo una perdita di tempo. Bisogna fare in modo che la ferita non sanguini più. Già come fare a fremare l’emorraggia di voti del Pd e del centro sinistra in generale? La risposta non è semplice e quanto hanno dimostarto le ultime elezioni, l’opposizione non ha la benchè minima idea visto che ultimamente la compagna dell’opposizione si sta limitando quasi esclusivamente ad attaccare Berlusconi esclusivamente sul piano personale, in ultimo l caso Noemi. La campagna di ridicolizzazione e di demonizzazione nei confronti del Premier non sta portando grandi frutti. L’impressione è che il Pd non abbia grandi ieda visto che il suo modo di fare politica è tutto incentrato sull’attaccare Berlusconi più come persona che come politico. Ora non sto dicendo che sia del tutto sbagliato anche perchè certe frasi e certi comportamenti dell’uomo di Arcore non possono e non devono passare inosservati. Viene però da chiedrsi su cosa si baserebbe la campagna dell’opposizione nel momento in cui, vuoi il fato, vuoi una giustizia seria, Berlusconi scomparisse dalla scena politica.
C’è da dire che è probabilmente grazie all’attuale Premier che il Pd è così unito, nonstante sia un raggruppamento di molteplici persone pensano anche in maniera totalmente discordante l’uno con lìaltro. Trovarsi di fronte un nemico comune aiuta a coalizzarsi e a sorvolare sulla propra idea di politica per riuscire a sconfiggere l’avversario.
L’opposizione sembra ormai basarsi più sul gossip riguardante Berlusconi che sul suo pensiero politico e questo continuo accanimento nei suo confronti porta il leader del PdL ad diventare una sorta di “martire” da attaccare indiscutibilemte fichè avrà vita.
Forse proprio questo modo di fare politica dell’opposizione porta il nostro attuale Primo Ministro ad aver un così grande consenso. Noi italiani siamo un popolo umile ce intrinsecamente ha il granda dono della solidarietà. Siamo sempre aiutati a privarci diqualcosa pur di aiutare le persone in difficoltà, nel caso specifico la solidarietà si manifesta nel voto in favore di Berlusconi.
L’opposizione dovrebbe prendere cosienza del fatto che il suo modo di fare poilitica non ha portato e non sta portando da nessuna parta e quindi dovrebbe cercare di innovarsi cercando nuovi stimoli e magari volti nuovi. Per volti nuovi intendo ersone giovani che potebbero portare nuove idee e svecchiare questo paese e potrebbero far ritornare a votare persone che non esercitano più questo diritto perchè non si riconoscono più in nessun schieramento. Certo potrebbe essere un rischio mettere da parte persone che, in alcuni casi vista l’età, hanno un’esperienza “secolare” ma, potrebbe anche essere l’unico modo per cercare di ottenere una svolta positiva visto che ndando avanti così non si andrà da nessuna parte.
Matte