>La riforma dei professori scomparsi

>Un anno è ormai passato da quando i vari corsi dell’Università degli Studi di Verona son stati riformati. Ma è solo da quest’anno che son scomparsi molti professori. Scomparsa dovuta ad un trasferimento in terra padovana.
Risultato? Molti studenti con esami da recuperare non si ritroveranno più il professore con cui far l’esame. In alcuni casi né il professore né tantomeno il corso specifico visto che la riforma, oltre a far sparire alcuni professori ha anche fatto sparire molti corsi. Onde evitare di arrivare
impreparati fra qualche mese di fronte all’iscrizione agli esami, sarebbe meglio che ognuno si controllasse gli esami ancora da dover ancora sostenere e soprattutto se il corso esiste ancora dopo la riforma dei corsi di laurea. Nel caso conviene inviare immediatamente un mail al professore interessato per sapere se sarà presente nelle prossime sessione d’esame. Visto che non tutti i nostri docenti hanno familiarità con l’email prima si fa meglio è


Matte

La riforma dei professori scomparsi

Un anno è ormai passato da quando i vari corsi dell’Università degli Studi di Verona son stati riformati. Ma è solo da quest’anno che son scomparsi molti professori. Scomparsa dovuta ad un trasferimento in terra padovana.
Risultato? Molti studenti con esami da recuperare non si ritroveranno più il professore con cui far l’esame. In alcuni casi né il professore né tantomeno il corso specifico visto che la riforma, oltre a far sparire alcuni professori ha anche fatto sparire molti corsi. Onde evitare di arrivare
impreparati fra qualche mese di fronte all’iscrizione agli esami, sarebbe meglio che ognuno si controllasse gli esami ancora da dover ancora sostenere e soprattutto se il corso esiste ancora dopo la riforma dei corsi di laurea. Nel caso conviene inviare immediatamente un mail al professore interessato per sapere se sarà presente nelle prossime sessione d’esame. Visto che non tutti i nostri docenti hanno familiarità con l’email prima si fa meglio è


Matte

>Ladri di tempo, ladri di pazienza

>

Quest’estate qualcuno ha sottratto gli assegni per il rimborso tasse ai borsisti veronesi. Gli assegni fortunatamente non sono stati incassati, a quanto pare, poiché son nominativi e non trasferibili, quindi i soldi ci sono ancora. Il problema è che nessuno sa come fare ad ottenere nuovamente l’assegno per poter incassare il rimborso. A complicare ulteriormente le cose ci si è messo anche l’ateneo veronese che quest’estate ha cambiato banca di riferimento, questo, oltre ad allungare i tempi burocratici ha fatto si che non si sappia da chi andare a chiedere l’assegno. In segreteria studenti sono a conoscenza del problema ma, non sanno dove indirizzarti e si limitano a dirti di scrivere al Rettore e all’Unicredit e di avere pazienza e sperare e che prima o poi i soldi arriveranno. Peccato che la speranza e la pazienza non siano moneta di scambio. Speranza e pazienza che tra l’altro stanno scemando pian piano visto che non sapendo dove andare si continua a girare inutilmente per uffici alla ricerca di qualcuno che sappia rispondere alla fatidica domanda: come faccio ad avere i miei soldi?

Matte

Ladri di tempo, ladri di pazienza

Quest’estate qualcuno ha sottratto gli assegni per il rimborso tasse ai borsisti veronesi. Gli assegni fortunatamente non sono stati incassati, a quanto pare, poiché son nominativi e non trasferibili, quindi i soldi ci sono ancora. Il problema è che nessuno sa come fare ad ottenere nuovamente l’assegno per poter incassare il rimborso. A complicare ulteriormente le cose ci si è messo anche l’ateneo veronese che quest’estate ha cambiato banca di riferimento, questo, oltre ad allungare i tempi burocratici ha fatto si che non si sappia da chi andare a chiedere l’assegno. In segreteria studenti sono a conoscenza del problema ma, non sanno dove indirizzarti e si limitano a dirti di scrivere al Rettore e all’Unicredit e di avere pazienza e sperare e che prima o poi i soldi arriveranno. Peccato che la speranza e la pazienza non siano moneta di scambio. Speranza e pazienza che tra l’altro stanno scemando pian piano visto che non sapendo dove andare si continua a girare inutilmente per uffici alla ricerca di qualcuno che sappia rispondere alla fatidica domanda: come faccio ad avere i miei soldi?

Matte

>ERRATA CORRIGE

>

Nell’articolo scritto una settimana fa su pagina/13 c’è una leggera imprecisione all’inizio quando si dice :

“(… )quegli insegnamenti che, al termine degli studi, mancano per l’abilitazione all’insegnamento”.

L’abilitazione all’insegnamento non si ottiene semplicemente includendo degli esami nel piano di studi, si ottiene o per concorso ordinario/ riservato o tramite abilitazione siss, soss 400 e soss 800. O almeno fino all’anno scorso era così. ora tutto questo è sospeso. c’è da dire anche che l’ultimo concorso a cattedre con funzione anche abilitante risale a dieci anni fa.
Nel frattempo è consigliabile, a chi vuole intraprendere una durissima e per niente ben retribuita professione, di inserire nel proprio piano di studi quegli insegnamenti che sono inclusi nelle tabelle del ministero della pubblica istruzione dove sono indicate le graduatorie corrispondenti alle varie discipline e gli esami obbligatori ad essi collegati.
C’è da dire che non si sa se queste tabelle resteranno così come sono ora oppure no. con la riforma di maristella le scuole superiori hanno subito una drastica diminuzione degli indirizzi e non è detto che all’impoverimento dell’offerta formativa non corrisponda anche ad una modifica delle competenze richieste ai futuri docenti.

iaia

ERRATA CORRIGE

Nell’articolo scritto una settimana fa su pagina/13 c’è una leggera imprecisione all’inizio quando si dice :

“(… )quegli insegnamenti che, al termine degli studi, mancano per l’abilitazione all’insegnamento”.

L’abilitazione all’insegnamento non si ottiene semplicemente includendo degli esami nel piano di studi, si ottiene o per concorso ordinario/ riservato o tramite abilitazione siss, soss 400 e soss 800. O almeno fino all’anno scorso era così. ora tutto questo è sospeso. c’è da dire anche che l’ultimo concorso a cattedre con funzione anche abilitante risale a dieci anni fa.
Nel frattempo è consigliabile, a chi vuole intraprendere una durissima e per niente ben retribuita professione, di inserire nel proprio piano di studi quegli insegnamenti che sono inclusi nelle tabelle del ministero della pubblica istruzione dove sono indicate le graduatorie corrispondenti alle varie discipline e gli esami obbligatori ad essi collegati.
C’è da dire che non si sa se queste tabelle resteranno così come sono ora oppure no. con la riforma di maristella le scuole superiori hanno subito una drastica diminuzione degli indirizzi e non è detto che all’impoverimento dell’offerta formativa non corrisponda anche ad una modifica delle competenze richieste ai futuri docenti.

iaia

>Ci sono contrari o astenuti?

>

L’ultimo consiglio di Amministrazione del 23 Giugno ha decretato un aumento del contributo per l’iscrizione a singoli insegnamenti, cioè quegli insegnamenti che, al termine degli studi, mancano per l’abilitazione all’insegnamento. Nella seduta precedente il CdA aveva respinto la delibera che voleva l’introduzione di 100€ per ogni singolo esame perché un rappresentante degli studenti aveva evidenziato problemi e contraddizioni e si era astenuto al momento della votazione. A seduta aggiornata il sistema vien poderato con i crediti e introduce: 52€ per esami fino a 12 CFU; 100€ per esami da 12 a 24 CFU; 300€ da 24 a 30 CFU. Resta invece inalterato il “diritto fisso di iscrizione a singoli insegnamenti – corsi singoli” che consiste nel pagamento una tantum di 190 €. Ad ogni modo la delibera è un aumento delle tasse. E di certo con l’eliminazione della S.S.I.S. – alias: perdita di introiti dell’Università – le iscrizioni a questi esami singoli non avranno che da moltiplicarsi. A questo si aggiunge l’introduzione della tassa sui tirocini: gli studenti che nel proprio piano di studi hanno un tirocinio obbligatorio (detto anche lavoro aggratis o volontariato forzato) dovranno anche pagare 100€.
Vieppiù è stato approvato nei giorni scorsi il taglio dei fondi attribuiti a 6 Facoltà su 8 – ovvero tranne lingue e giurisprudenza – e da destinare alle incentivazioni e ai contratti con docenti esterni. Tutto ciò è stato deciso in Senato Accademico Ristretto, dove il Retto-re Mazzucco ha spinto i Presidi ad un voto favorevole, pena il ribasso nella prossima proposta. Questa decisione provocherà già nel prossimo semestre alcuni tagli dell’offerta formativa.

ale,6

Ci sono contrari o astenuti?

L’ultimo consiglio di Amministrazione del 23 Giugno ha decretato un aumento del contributo per l’iscrizione a singoli insegnamenti, cioè quegli insegnamenti che, al termine degli studi, mancano per l’abilitazione all’insegnamento. Nella seduta precedente il CdA aveva respinto la delibera che voleva l’introduzione di 100€ per ogni singolo esame perché un rappresentante degli studenti aveva evidenziato problemi e contraddizioni e si era astenuto al momento della votazione. A seduta aggiornata il sistema vien poderato con i crediti e introduce: 52€ per esami fino a 12 CFU; 100€ per esami da 12 a 24 CFU; 300€ da 24 a 30 CFU. Resta invece inalterato il “diritto fisso di iscrizione a singoli insegnamenti – corsi singoli” che consiste nel pagamento una tantum di 190 €. Ad ogni modo la delibera è un aumento delle tasse. E di certo con l’eliminazione della S.S.I.S. – alias: perdita di introiti dell’Università – le iscrizioni a questi esami singoli non avranno che da moltiplicarsi. A questo si aggiunge l’introduzione della tassa sui tirocini: gli studenti che nel proprio piano di studi hanno un tirocinio obbligatorio (detto anche lavoro aggratis o volontariato forzato) dovranno anche pagare 100€.
Vieppiù è stato approvato nei giorni scorsi il taglio dei fondi attribuiti a 6 Facoltà su 8 – ovvero tranne lingue e giurisprudenza – e da destinare alle incentivazioni e ai contratti con docenti esterni. Tutto ciò è stato deciso in Senato Accademico Ristretto, dove il Retto-re Mazzucco ha spinto i Presidi ad un voto favorevole, pena il ribasso nella prossima proposta. Questa decisione provocherà già nel prossimo semestre alcuni tagli dell’offerta formativa.

ale,6

Del reclutamento universitario a Verona

Sentenza del TAR Veneto sulla “cooptazione” nel reclutamento universitario

Il 14 Gennaio 2009, mentre su pagina/13 si scrive qualcosa sull’aula 1.6 e sulla censura, sull’essere tenuti all’oscuro, l’Università degli studi di Verona era rappresentata e difesa a Venezia dall’Avvocatura distrettuale. Si trattava di un ricorso al TAR avanzato da “B.D.”, “P. F.” e “D.B. M.” contro appunto l’Università di Verona, il Ministro dell’Istruzione e un certo “P.D.” per l’annullamento di un concorso circa il reclutamento universitario. La sentenza è stata pubblicata il 10 Marzo su http://www.costituzionalismo.it/aggiornamento.asp?id=457 e, insieme ad un altro sito che rende disponibile la sentenza in formato .doc, non ha avuto altro canale. Nemmeno sul portale dell’Ateneo.
Trascrivo fedelmente, in quanto questa sentenza informa più di qualsiasi possibile articolo che si possa derivare [mio tra le quadre]:
“I ricorsi in epigrafe vanno riuniti [perché son stati 3 diversi ricorsi per lo stesso concorso], in quanto recanti una richiesta di annullamento degli stessi atti.
Tali impugnative vanno accolte avuto riguardo – in via del tutto assorbente – alla dedotta violazione dell’art. 4 del D.P.R. 23 marzo 2000 n. 117 [pagina 7: http://www.unipg.it/ugrl/wwwnew/concdoc/doc/DPR-117-2000.pdf], invero citato nei verbali della Commissione d’esame e ivi riprodotto, ma materialmente mai applicato, non essendo stati dalla Commissione medesima elaborati criteri contemplanti attribuzioni di punteggi ovvero giudizi graduati che consentissero una puntuale comparazione tra i diversi titoli posseduti dai ricorrenti.
Peraltro, neppure va sottaciuto – anche al di là della sin qui riscontrata assenza nella giurisprudenza di puntuali applicazioni dei principi discendenti dall’art. 51 c.p.c. alle commissioni concorsuali universitarie – l’indubbio vizio per l’imparzialità del giudizio della Commissione costituito, nella specie, dall’assunzione della presidenza di tale organo da parte del docente sia relatore della tesi di dottorato svolta dal vincitore del concorso, sia curatore di pubblicazioni da quest’ultimo presentate quale titolo di valutazione del concorso per cui è causa.
Il Collegio reputa che, ove si seguitasse a legittimare tale circostanza, risulterebbe di fatto operante nel nostro ordinamento un sistema di accesso alla carriera universitaria non già fondato sull’obbligo del pubblico concorso, a’ sensi dell’art. 97, terzo comma Cost., ma sulla mera cooptazione del candidato da parte della c.d. “comunità scientifica”.”

Credo ci sia poco da aggiungere. Ah! Dimenticavo, la condanna:
“Il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, prima Sezione, definitivamente pronunciando sui ricorsi in epigrafe, previa riunione, li accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.
Condanna l’Università di Verona alla rifusione delle spese di causa a favore dei ricorrenti, liquidandole in complessivi € 3.000,00 (eurotremila), oltre a i.v.a. e c.p.a., nel mentre compensa integralmente ogni ragione di lite tra i ricorrenti medesimi e il controinteressato.”

ale,6