>Poesia

>

Caro “vecchio” (ma allora nuovo!) movimento, ti ricordi quando miravi a conivolgere, interrogandoti sulla natura del tuo uditorio, e sulle modalità più adatte a raggiungerlo?
(mai avresti insultato chi ancora non ti componeva…)
i tempi in cui ponevi l’accento sul malcontento più diffuso e sui temi maggiormente condivisibili?
quando ti componevi di facce nuove, di scienziati, giuristi e speranzosi propositivi?
quando si parlava seriamente di contenuti univeristari e si dismettevano retorica, vecchie ideologie e nuovi deliri?
quando qualcuno invitava ad andare incontro ai tempi di vita degli studenti che, come rivela il nome, studiano…?
Già, i bei vecchi/nuovi tempi in cui i numeri permettevano di chiedere legittimamente un’auletta…
…i bei tempi andati?
Nicholas

Poesia

Caro “vecchio” (ma allora nuovo!) movimento, ti ricordi quando miravi a conivolgere, interrogandoti sulla natura del tuo uditorio, e sulle modalità più adatte a raggiungerlo?
(mai avresti insultato chi ancora non ti componeva…)
i tempi in cui ponevi l’accento sul malcontento più diffuso e sui temi maggiormente condivisibili?
quando ti componevi di facce nuove, di scienziati, giuristi e speranzosi propositivi?
quando si parlava seriamente di contenuti univeristari e si dismettevano retorica, vecchie ideologie e nuovi deliri?
quando qualcuno invitava ad andare incontro ai tempi di vita degli studenti che, come rivela il nome, studiano…?
Già, i bei vecchi/nuovi tempi in cui i numeri permettevano di chiedere legittimamente un’auletta…
…i bei tempi andati?
Nicholas

CINEFORUM. I film in aula 1.6

Si chiama Derive e Derivati il CineForum che ha avuto inizio ieri pomeriggio in Aula 1.6. Due sono ancora gli incontri didattici prima della chiusura invernale dell’Università. Essere e avere di Nicholas Philibert (lunedì 15) e La scuola di Daniele Lucchetti. Le proiezioni sono alle 15:40.
Questo CineForum si caratterizza nell’idea di un Ciclo Scuola mirato alla discussione di questioni legate alla situazione nazionale attuale. Si tratta di spunti importanti per un confronto tra idee diverse di isrtuzione e possibilità.
L’iniziativa inoltre è inserita in un piano più ampio. L’altissima possibilità (tale da divenire certezza) che l’Aula 1.6 venga sottratta agi studenti a partire da gennaio è questione di alta importanza.
Nel momento in cui questo spazio di formazione-errore-conoscenza-dialogo viene azzerato dall’Amministrazione Università, la perdita degli studenti si compie nel loro asfissiamento in quanto creativi.

Rughe

>CINEFORUM. I film in aula 1.6

>Si chiama Derive e Derivati il CineForum che ha avuto inizio ieri pomeriggio in Aula 1.6. Due sono ancora gli incontri didattici prima della chiusura invernale dell’Università. Essere e avere di Nicholas Philibert (lunedì 15) e La scuola di Daniele Lucchetti. Le proiezioni sono alle 15:40.
Questo CineForum si caratterizza nell’idea di un Ciclo Scuola mirato alla discussione di questioni legate alla situazione nazionale attuale. Si tratta di spunti importanti per un confronto tra idee diverse di isrtuzione e possibilità.
L’iniziativa inoltre è inserita in un piano più ampio. L’altissima possibilità (tale da divenire certezza) che l’Aula 1.6 venga sottratta agi studenti a partire da gennaio è questione di alta importanza.
Nel momento in cui questo spazio di formazione-errore-conoscenza-dialogo viene azzerato dall’Amministrazione Università, la perdita degli studenti si compie nel loro asfissiamento in quanto creativi.

Rughe

>Venerdì 12 dicembre: corteo

>

“L’unico Generale che ci piace si chiama Sciopero!”
Venerdì parla di corteo. Si tratta di un ulteriore momento di protesta alla legge133 ed al successivo programma legislativo sull’Università. Verona si organizza per una giornata di sciopero che accade in parallelo alla manifestazione regionale di Mestre. Mentre a Mestre si parla prevalentemente di organizzazione sindacale (che non esclude ovviamente l’apporto studentesco) a Verona la gestione del corteo è nelle mani dell’Onda Anomala.

Manifesto Corteo Verona
Dopo due mesi di mobilitazione l’onda anomala dilaga:
Pagatela voi la vostra crisi!
Facciamo appello a cittadin*, precar*, lavorat*, migranti, student*, docenti, pensionat*, genitori, maestr*, ricercat*, dottorand*, disoccupat* e tutt* coloro su cui questo governo e questo sistema di potere stanno scaricando gli effetti della crisi economica globale, affinché scendano in piazza assieme a noi universitar* nella giornata dello Sciopero Generale del 12 dicembre 2008.
Tanti sono i motivi per cui riteniamo indispensabile creare una connessione tra i movimenti in lotta dell’Università e della Scuola, e le lotte del mondo del lavoro, dei migranti e per i territori: 1) perché trovano nell’auto-organizzazione e nell’auto-rappresentanza il loro modo d’essere più efficace: ciò che ci ha consentito in questi primi mesi di essere un movimento trasversale ed eterogeneo, ma unito, deciso e determinato;
2) per costruire dal basso l’opposizione sociale alle politiche neoliberiste e allo smantellamento dello stato sociale e di diritto operato dal presente governo in linea con quelli che lo hanno preceduto; questa crisi non può essere una grossa giustificazione sociale, esperimenti come la Social Card non sono altro che specchietti per le allodole;
3) per sottolineare che la sicurezza di cui si dovrebbe parlare non è quella ipocrita garanzia perbenista per la quale si è deciso di presidiare
militarmente varie città italiane, ma è la sicurezza sul lavoro e del lavoro, la sicurezza di un futuro, la sicurezza di un reddito e di una cittadinanza garantiti per tutte e tutti, e soprattutto la sicurezza di non morire dentro le scuole!
Sulla base di questa piattaforma proponiamo un corteo aperto, pacifico, colorato, senza bandiere di sorta, che sia percorribile da tutte le lotte e le rivendicazioni del nostro territorio e che sappia attraversare la giornata dello Sciopero Generale caratterizzandolo con le nostre voci, le nostre richieste e le nostre necessità.

Da: studiareconlentezza.noblogs.org

Venerdì 12 dicembre: corteo

“L’unico Generale che ci piace si chiama Sciopero!”
Venerdì parla di corteo. Si tratta di un ulteriore momento di protesta alla legge133 ed al successivo programma legislativo sull’Università. Verona si organizza per una giornata di sciopero che accade in parallelo alla manifestazione regionale di Mestre. Mentre a Mestre si parla prevalentemente di organizzazione sindacale (che non esclude ovviamente l’apporto studentesco) a Verona la gestione del corteo è nelle mani dell’Onda Anomala.

Manifesto Corteo Verona
Dopo due mesi di mobilitazione l’onda anomala dilaga:
Pagatela voi la vostra crisi!
Facciamo appello a cittadin*, precar*, lavorat*, migranti, student*, docenti, pensionat*, genitori, maestr*, ricercat*, dottorand*, disoccupat* e tutt* coloro su cui questo governo e questo sistema di potere stanno scaricando gli effetti della crisi economica globale, affinché scendano in piazza assieme a noi universitar* nella giornata dello Sciopero Generale del 12 dicembre 2008.
Tanti sono i motivi per cui riteniamo indispensabile creare una connessione tra i movimenti in lotta dell’Università e della Scuola, e le lotte del mondo del lavoro, dei migranti e per i territori: 1) perché trovano nell’auto-organizzazione e nell’auto-rappresentanza il loro modo d’essere più efficace: ciò che ci ha consentito in questi primi mesi di essere un movimento trasversale ed eterogeneo, ma unito, deciso e determinato;
2) per costruire dal basso l’opposizione sociale alle politiche neoliberiste e allo smantellamento dello stato sociale e di diritto operato dal presente governo in linea con quelli che lo hanno preceduto; questa crisi non può essere una grossa giustificazione sociale, esperimenti come la Social Card non sono altro che specchietti per le allodole;
3) per sottolineare che la sicurezza di cui si dovrebbe parlare non è quella ipocrita garanzia perbenista per la quale si è deciso di presidiare
militarmente varie città italiane, ma è la sicurezza sul lavoro e del lavoro, la sicurezza di un futuro, la sicurezza di un reddito e di una cittadinanza garantiti per tutte e tutti, e soprattutto la sicurezza di non morire dentro le scuole!
Sulla base di questa piattaforma proponiamo un corteo aperto, pacifico, colorato, senza bandiere di sorta, che sia percorribile da tutte le lotte e le rivendicazioni del nostro territorio e che sappia attraversare la giornata dello Sciopero Generale caratterizzandolo con le nostre voci, le nostre richieste e le nostre necessità.

Da: studiareconlentezza.noblogs.org

>La Costituzione che si consuma

>Ci sono delle scritte al cimitero Monumentale. Si tratta delle parole dell’articolo 33 della Costituzione. «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento». Il problema che viene sollevato non è tanto legato a ciò che la Costituzione permette e garantisce, bensì quanto questa “libertà” venga rispettata. «La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi».
Nella comunicazione “unilaterale”, scritta in strada, è inscritto un tentativo di fuoriuscita dalle strutture modellate dalla comunicazione contemporanea. Si tratta di uno spazio pubblico (la strada appunto) occupato da parole (comunicazione) esposte al consumo del tempo.
Le persone infatti camminano sull’asfalto tracciato del testo della Costituzione; in questo passaggio è recluso l’approccio indifferente delle persone che odono lontane le voci della protesta no133, stigmatizzandola e quindi banalizzandola.
La scrittura sullo spazio pubblico è atto illegale. All’interno di questa illegalità (che ha l’arroganza di ridurre a mutismo ogni forma di espressione contraria) tuttavia muove l’agire creativo del protestante. La condanna è “unilaterale”, senza replica.

Rughe

La Costituzione che si consuma

Ci sono delle scritte al cimitero Monumentale. Si tratta delle parole dell’articolo 33 della Costituzione. «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento». Il problema che viene sollevato non è tanto legato a ciò che la Costituzione permette e garantisce, bensì quanto questa “libertà” venga rispettata. «La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi».
Nella comunicazione “unilaterale”, scritta in strada, è inscritto un tentativo di fuoriuscita dalle strutture modellate dalla comunicazione contemporanea. Si tratta di uno spazio pubblico (la strada appunto) occupato da parole (comunicazione) esposte al consumo del tempo.
Le persone infatti camminano sull’asfalto tracciato del testo della Costituzione; in questo passaggio è recluso l’approccio indifferente delle persone che odono lontane le voci della protesta no133, stigmatizzandola e quindi banalizzandola.
La scrittura sullo spazio pubblico è atto illegale. All’interno di questa illegalità (che ha l’arroganza di ridurre a mutismo ogni forma di espressione contraria) tuttavia muove l’agire creativo del protestante. La condanna è “unilaterale”, senza replica.

Rughe