Lo scacciapensieri

Da tempo si sapeva che quest’anno sarebbe aumentata la retta delle tasse universitarie. Sebbene l’aumento della prima rata si sapeva che si aggirava sui 100 €, la “mazzata” è arrivata con la seconda! Un aumento tale sarebbe giustifica se rapportato ad una maggiore qualità dei servizi messi a disposizione degli studenti. Anzichè migliorare o quantomeno rimanere costante, la qualità dell’Ateneo veronese mi sembra diminuita e non di poco. Volte stampare appunti o slide di alcuni corsi? iniziate a guardarvi nel portafoglio, le stampanti nelle aule informatiche sono sparite (a dirla tutta non è che funzionavano benissimo, toner sempre mancante, errori di stampa…). L’unica stampante rimasta e che funziona bene rimane quella dell’ESU, peccato che si utilizzabile “solo per stampare documenti dell’ESU, di tutto il resto viene annullata la stampa”. Tessera mensa, servizio bici, alloggi e poi? Nulla di più. Rispetto a quando mi sono iscritto io, nel 2006/2007, la retta è praticamente raddoppiata e i servizi dimezzati. Quindi mi chiedo, caro Magnifico Rettore (che sei ancora al tuo posto nonostante il tuo mandato ufficiale sia scaduto ormai da tempo), ma i soldi che mi fai pagare in più a cosa servono? Dove vanno a finire? E’ una domanda che mi tormante ormai da tempo alla quale però non so dare risposta. Anche i fondi che l’Università concede ai gruppi studenteschi sono diminuiti però qui guarda caso, se uno si andasse a spulciare il bando, si accorgerebbe che ci sono alcuni gruppi che ottengono tutto quanto chiedono (coro universitario, che io non ho mai sentito né visto, vademecum, help point…). Se gli studenti non sono informati di queste cose, anche gli stessi professori non sono a conoscenza di questi fatti, nemmeno sanno quanto pagano di retta i propri studenti. 
Matte

>A me del 03/12/09

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In una situazione in cui la moderna società ti porta a considerare il “semplice”atto di vivere come un lavoro, come si fa a prendersi una vacanza? Vivere è un mestiere a tempo pieno, senza pause pranzo e ferie, certo le piccole cose ti aiutano ad andare avanti e ti rendono meno gravoso il peso della fatica lavorativa. Ma come si fa a prendersi realmente una pausa? Qual’è il tasto che dobbiamo premere per mettere in sospensione l’intero sistema?
Il tasto da premere, a mio vedere, è un cuscino, o qualunque altro punto d’appoggio, premi questo pulsante appoggiandoci la testa, chiudi gli occhi e via. Via da tutto ciò che ci circonda, via da ogni preoccupazione, l’unico pensiero in quel momento è dormire. Solo nei sogni riusciamo ad evadere dal nostro vivere/lavoro. Certo non possiamo decidere cosa sognare, ma non importa perchè ogni volta si evaderà dalla realtà. A volte anche nel sonno ci porteremo dietro i problemi del nostro mestiere quotidiano, se saremo fortunati però, in quell’universo onirico riusciremo a trovare le soluzioni vincenti. In caso contario? Beh alla fine è un sogno, basta aprire gli occhi per uscirne, cosa che a volte vorremmo fare nella realtà di quando abbiamo gli occhi aperti, ben consapevoli però che non avremo successo.
Dormire per fuggire dai problemi e non affrontarli?Assolutamente no visto che le avversità vanno affrontate ed anche il prima possibile. Il sogno ci aiuta semplicemente a prendere una boccata d’aria da un lavoro senza ferie, ci permette di prenderci una pausa, di staccare da tutto per rigenerarci. Una volta che riapriamogli occhi? Timbriamo il cartellino e ci ributtiamo nel vivere/lavoro con più energia per affrontare i vari capi e colleghi che ci capiteranno davanti nelle varie realtà.

A me del 03/12/09

In una situazione in cui la moderna società ti porta a considerare il “semplice”atto di vivere come un lavoro, come si fa a prendersi una vacanza? Vivere è un mestiere a tempo pieno, senza pause pranzo e ferie, certo le piccole cose ti aiutano ad andare avanti e ti rendono meno gravoso il peso della fatica lavorativa. Ma come si fa a prendersi realmente una pausa? Qual’è il tasto che dobbiamo premere per mettere in sospensione l’intero sistema?
Il tasto da premere, a mio vedere, è un cuscino, o qualunque altro punto d’appoggio, premi questo pulsante appoggiandoci la testa, chiudi gli occhi e via. Via da tutto ciò che ci circonda, via da ogni preoccupazione, l’unico pensiero in quel momento è dormire. Solo nei sogni riusciamo ad evadere dal nostro vivere/lavoro. Certo non possiamo decidere cosa sognare, ma non importa perchè ogni volta si evaderà dalla realtà. A volte anche nel sonno ci porteremo dietro i problemi del nostro mestiere quotidiano, se saremo fortunati però, in quell’universo onirico riusciremo a trovare le soluzioni vincenti. In caso contario? Beh alla fine è un sogno, basta aprire gli occhi per uscirne, cosa che a volte vorremmo fare nella realtà di quando abbiamo gli occhi aperti, ben consapevoli però che non avremo successo.
Dormire per fuggire dai problemi e non affrontarli?Assolutamente no visto che le avversità vanno affrontate ed anche il prima possibile. Il sogno ci aiuta semplicemente a prendere una boccata d’aria da un lavoro senza ferie, ci permette di prenderci una pausa, di staccare da tutto per rigenerarci. Una volta che riapriamogli occhi? Timbriamo il cartellino e ci ributtiamo nel vivere/lavoro con più energia per affrontare i vari capi e colleghi che ci capiteranno davanti nelle varie realtà.

>I vecchi

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Camminando per le vie della città o dei paesi, non è difficile trovare i vecchi, ed in modo particolare le vecchie, affacciati alle finestre o seduti su una sedia davanti alla porta di casa. Essi stanno lì, fermi a guardare lo scorrere del tempo. Scorrere del tempo scandito dalle persone che passano e dai cambi di luci. I vecchi stanno lì zitti e fermi ed osservano i cambiamenti dell’ambiente intorno a loro. I vecchi stanno zitti, soli nella loro solitudine, se uno avesse la voglia di interagire con loro potrebbe scoprire storie che non si trovano sui libri di storia, perché sono racconti basati su esperienze di vita realmente vissute sulla loro pelle.
Però nella società attuale non c’è più la voglia di stare ad ascoltare storie delle persone più grandi di noi, storie che con il passare del tempo andranno sicuramente perdute perché nulla è per sempre. Molti vecchi stanno fermi ad aspettare che qualcuno si fermi a parlare con loro, qualcuno che conceda loro la possibilità di raccontarsi e di raccontare. Oggi giorno c’è sempre più bisogno di storie che ci arricchiscano e non possiamo basare tutto il nostro sapere sui libri. I libri se pur importanti per molti aspetti sono deficitari, non ci danno mai una visione completa cosa che possiamo assaporare solo andando a visitare i luoghi e parlando con la gente. I vecchi son visti come una piaga sociale, bisognerebbe invece cambiare idea su di loro ed iniziarli a considerare come una risorsa, una fonte di sapere basata sul trascorrere del tempo.
Matte

I vecchi

Camminando per le vie della città o dei paesi, non è difficile trovare i vecchi, ed in modo particolare le vecchie, affacciati alle finestre o seduti su una sedia davanti alla porta di casa. Essi stanno lì, fermi a guardare lo scorrere del tempo. Scorrere del tempo scandito dalle persone che passano e dai cambi di luci. I vecchi stanno lì zitti e fermi ed osservano i cambiamenti dell’ambiente intorno a loro. I vecchi stanno zitti, soli nella loro solitudine, se uno avesse la voglia di interagire con loro potrebbe scoprire storie che non si trovano sui libri di storia, perché sono racconti basati su esperienze di vita realmente vissute sulla loro pelle.
Però nella società attuale non c’è più la voglia di stare ad ascoltare storie delle persone più grandi di noi, storie che con il passare del tempo andranno sicuramente perdute perché nulla è per sempre. Molti vecchi stanno fermi ad aspettare che qualcuno si fermi a parlare con loro, qualcuno che conceda loro la possibilità di raccontarsi e di raccontare. Oggi giorno c’è sempre più bisogno di storie che ci arricchiscano e non possiamo basare tutto il nostro sapere sui libri. I libri se pur importanti per molti aspetti sono deficitari, non ci danno mai una visione completa cosa che possiamo assaporare solo andando a visitare i luoghi e parlando con la gente. I vecchi son visti come una piaga sociale, bisognerebbe invece cambiare idea su di loro ed iniziarli a considerare come una risorsa, una fonte di sapere basata sul trascorrere del tempo.
Matte

>Strani comportamenti

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“Ho ancora fiducia nell’esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto”. Queste le parole di Silvio Berlusconi in merito ad alcuni processi in corso a suo carico. Ora di solito quando una persona ha in atto qualche processo e sa di essere innocente concentra tutte le sue attenzioni ed energie allo scopo di dimostrare la propria innocenza. Se sei colpevole invece sai di essere in trappola quindi ti riposi abbassi la guardia, pensi ad altro, ti metti a fare il Presidente del Consiglio. Certo bisogna concedere il beneficio del dubbio e non c’è condanna se non c’è sentenza, c’è solo accusa. Se però uno ricopre certe cariche ed è accusato di qualcosa, qualsiasi cosa, per difendere la propria immagine dovrebbe fare di più per scagionarsi. Soprattutto se dichiara di essere innocente.

Matte

Strani comportamenti

“Ho ancora fiducia nell’esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto”. Queste le parole di Silvio Berlusconi in merito ad alcuni processi in corso a suo carico. Ora di solito quando una persona ha in atto qualche processo e sa di essere innocente concentra tutte le sue attenzioni ed energie allo scopo di dimostrare la propria innocenza. Se sei colpevole invece sai di essere in trappola quindi ti riposi abbassi la guardia, pensi ad altro, ti metti a fare il Presidente del Consiglio. Certo bisogna concedere il beneficio del dubbio e non c’è condanna se non c’è sentenza, c’è solo accusa. Se però uno ricopre certe cariche ed è accusato di qualcosa, qualsiasi cosa, per difendere la propria immagine dovrebbe fare di più per scagionarsi. Soprattutto se dichiara di essere innocente.

Matte

>Ladri di tempo, ladri di pazienza

>

Quest’estate qualcuno ha sottratto gli assegni per il rimborso tasse ai borsisti veronesi. Gli assegni fortunatamente non sono stati incassati, a quanto pare, poiché son nominativi e non trasferibili, quindi i soldi ci sono ancora. Il problema è che nessuno sa come fare ad ottenere nuovamente l’assegno per poter incassare il rimborso. A complicare ulteriormente le cose ci si è messo anche l’ateneo veronese che quest’estate ha cambiato banca di riferimento, questo, oltre ad allungare i tempi burocratici ha fatto si che non si sappia da chi andare a chiedere l’assegno. In segreteria studenti sono a conoscenza del problema ma, non sanno dove indirizzarti e si limitano a dirti di scrivere al Rettore e all’Unicredit e di avere pazienza e sperare e che prima o poi i soldi arriveranno. Peccato che la speranza e la pazienza non siano moneta di scambio. Speranza e pazienza che tra l’altro stanno scemando pian piano visto che non sapendo dove andare si continua a girare inutilmente per uffici alla ricerca di qualcuno che sappia rispondere alla fatidica domanda: come faccio ad avere i miei soldi?

Matte

Ladri di tempo, ladri di pazienza

Quest’estate qualcuno ha sottratto gli assegni per il rimborso tasse ai borsisti veronesi. Gli assegni fortunatamente non sono stati incassati, a quanto pare, poiché son nominativi e non trasferibili, quindi i soldi ci sono ancora. Il problema è che nessuno sa come fare ad ottenere nuovamente l’assegno per poter incassare il rimborso. A complicare ulteriormente le cose ci si è messo anche l’ateneo veronese che quest’estate ha cambiato banca di riferimento, questo, oltre ad allungare i tempi burocratici ha fatto si che non si sappia da chi andare a chiedere l’assegno. In segreteria studenti sono a conoscenza del problema ma, non sanno dove indirizzarti e si limitano a dirti di scrivere al Rettore e all’Unicredit e di avere pazienza e sperare e che prima o poi i soldi arriveranno. Peccato che la speranza e la pazienza non siano moneta di scambio. Speranza e pazienza che tra l’altro stanno scemando pian piano visto che non sapendo dove andare si continua a girare inutilmente per uffici alla ricerca di qualcuno che sappia rispondere alla fatidica domanda: come faccio ad avere i miei soldi?

Matte