>APPROVATO DDL SUL SISTEMA UNIVERSITARIO

>Passato il disegno di legge in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio

Ieri è stato dato il via libera al disegno di legge del ministro Maria Stella Gelmini. L’attuazione nelle singole università dovranno aver luogo entro 180 giorni, con una revisione degli statuti, dei Senati Accademici e dei Consiglio di amministrazione. Il disegno è suddiviso in tre titoli: Organizzazione del sistema universitario, Norme e delega legislativa in materia di qualità ed efficienza del sistema universitario, Norme in materia di personale accademico e riordino della disciplina concernente il reclutamento.
Il primo, dopo qualche luogo comune su principi ispiratori della riforma, incide subito i primi forti cambiamenti che esige, facendo sentire l’acquisizione di potere decisionale del consiglio di Amministrazione – il cui 40% sarà formato dal consiglieri esterni all’Ateneo – in termini finanziari e didattici e la composizione di un “collegio dei revisori dei conti” e un “nucleo di valutazione della didattica”. Spiegate poi le linee da seguire per la modifica degli statuti, l’adozione di un codice etico nel risolvere situazioni di conflitto di interesse e il tempo limite per attuare tali nuovi statuti, al comma 9 dell’art. 2 si legge: “Tutti gli organi delle università decadono automaticamente a decorrere dalla data in cui sono costituiti gli organi previsti dal nuovo statuto, ad eccezione del rettore”. Infine l’introduzione della possibilità di federazione o fusione tra due o più università chiude il primo titolo.
Il secondo istituisce in primis un fondo speciale, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, per gli studenti valutati da prove nazionali standard come meritevoli. Di tale fondo viene precisata subito la destinazione: copertura spese per gli studi e garanzia di prestiti d’onore. Le modalità di valutazione dei meriti e della concessione dei fondi vengono decise dal Ministero dell’istruzione, dell’Università e dellla Ricerca in concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze con propri decreti. La gestione del Fondo è invece delegata alla Consap s.p.a., la quale per tale lavoro pare sia pagata.. dal Fondo stesso (art.4 comma 5) – e il Fondo è un accumulo di “donazioni” da privati. L’articolo 5 concede una delega legislativa al Governo, che potrà adottare “uno o più decreti finalizzati a riformare il sistema universitario” entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge. La chiusura del secondo titolo è decretata dalla decisione di abbassare i crediti extrauniversitari da 60 a 12, con la precisazione di riconoscimento di crediti solo a singoli studenti, abolendo così qualsiasi valutazione collettiva.
Il terzo titolo, dopo una revisione dei settori scentifico-disciplinari, istituisce “l’abilitazione scientifica nazionale”, che andrà ad attestare “la qualificazione scientifica che costituisce […] requisito necessario per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori”. Seguono così indicazioni per il reclutamento e la progressione di carriera del personale accademico, per gli assegni di ricerca, per contratti circa l’attività di insegnamento e per l’introduzione dei “ricercatori a tempo determinato”, i quali avranno contratti di un massimo di tre anni e rinnovabili una sola volta. È poi ripristinata la disciplina dei lettori di scambio, studenti stranieri incaricati annualmente alla “diffusione della lingua della cultura del Paese d’origine”.
Tale disegno di legge sembra aprire diverse discussioni dal punto di vista organizzativo del sistema universitario italiano. Messo in relazione con la realtà veronese esso, nel tentativo di risolvere problemi come il nepotismo, la qualità della didattiva e lo spreco economico, rischia solo di portare alla deriva dinamiche ormai troppo incarnate nel sistema universitario, occultando forse le potenzialità di una gestione più locale.

ale,6

APPROVATO DDL SUL SISTEMA UNIVERSITARIO

Passato il disegno di legge in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio

Ieri è stato dato il via libera al disegno di legge del ministro Maria Stella Gelmini. L’attuazione nelle singole università dovranno aver luogo entro 180 giorni, con una revisione degli statuti, dei Senati Accademici e dei Consiglio di amministrazione. Il disegno è suddiviso in tre titoli: Organizzazione del sistema universitario, Norme e delega legislativa in materia di qualità ed efficienza del sistema universitario, Norme in materia di personale accademico e riordino della disciplina concernente il reclutamento.
Il primo, dopo qualche luogo comune su principi ispiratori della riforma, incide subito i primi forti cambiamenti che esige, facendo sentire l’acquisizione di potere decisionale del consiglio di Amministrazione – il cui 40% sarà formato dal consiglieri esterni all’Ateneo – in termini finanziari e didattici e la composizione di un “collegio dei revisori dei conti” e un “nucleo di valutazione della didattica”. Spiegate poi le linee da seguire per la modifica degli statuti, l’adozione di un codice etico nel risolvere situazioni di conflitto di interesse e il tempo limite per attuare tali nuovi statuti, al comma 9 dell’art. 2 si legge: “Tutti gli organi delle università decadono automaticamente a decorrere dalla data in cui sono costituiti gli organi previsti dal nuovo statuto, ad eccezione del rettore”. Infine l’introduzione della possibilità di federazione o fusione tra due o più università chiude il primo titolo.
Il secondo istituisce in primis un fondo speciale, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, per gli studenti valutati da prove nazionali standard come meritevoli. Di tale fondo viene precisata subito la destinazione: copertura spese per gli studi e garanzia di prestiti d’onore. Le modalità di valutazione dei meriti e della concessione dei fondi vengono decise dal Ministero dell’istruzione, dell’Università e dellla Ricerca in concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze con propri decreti. La gestione del Fondo è invece delegata alla Consap s.p.a., la quale per tale lavoro pare sia pagata.. dal Fondo stesso (art.4 comma 5) – e il Fondo è un accumulo di “donazioni” da privati. L’articolo 5 concede una delega legislativa al Governo, che potrà adottare “uno o più decreti finalizzati a riformare il sistema universitario” entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge. La chiusura del secondo titolo è decretata dalla decisione di abbassare i crediti extrauniversitari da 60 a 12, con la precisazione di riconoscimento di crediti solo a singoli studenti, abolendo così qualsiasi valutazione collettiva.
Il terzo titolo, dopo una revisione dei settori scentifico-disciplinari, istituisce “l’abilitazione scientifica nazionale”, che andrà ad attestare “la qualificazione scientifica che costituisce […] requisito necessario per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori”. Seguono così indicazioni per il reclutamento e la progressione di carriera del personale accademico, per gli assegni di ricerca, per contratti circa l’attività di insegnamento e per l’introduzione dei “ricercatori a tempo determinato”, i quali avranno contratti di un massimo di tre anni e rinnovabili una sola volta. È poi ripristinata la disciplina dei lettori di scambio, studenti stranieri incaricati annualmente alla “diffusione della lingua della cultura del Paese d’origine”.
Tale disegno di legge sembra aprire diverse discussioni dal punto di vista organizzativo del sistema universitario italiano. Messo in relazione con la realtà veronese esso, nel tentativo di risolvere problemi come il nepotismo, la qualità della didattiva e lo spreco economico, rischia solo di portare alla deriva dinamiche ormai troppo incarnate nel sistema universitario, occultando forse le potenzialità di una gestione più locale.

ale,6

MIUR viola la costituzione

Gelmini: «A breve nuovo taglio di capelli», Maroni: «Fremo»

Sul sito dell’ANIEF (Associazione Nazionale Insegnanti E Formatori) si legge: «Accolta l’ottemperanza voluta dall’ANIEF. Entro 30 giorni i ricorrenti – insegnanti e formatori precari – entrano a pettine secondo il proprio punteggio – e non in coda come il Ministro Mariastella Gelmini voleva. MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – condannato alle spese per elusione dell’ordinanza cautelare e violazione della Costituzione».
La legge non è altro che parola scritta, vuota, immobile, impotente. L’unica possibilità che essa ha di esercitare il potere non può che partire dalle labbra di un giudice. È ormai quasi banale dire che i tribunali sono luoghi di effettivo esercizio della legge. Da qui l’importanza, l’attenzione che dovrebbe avere ogni sentenza, in quanto costruzione, ristrutturazione e/o affermazione di democrazia – dietro la maschera di politici, uno stato è sempre retto dal sistema giuridico. Ora rileggiamo le ultime parole: «violazione della Costituzione». «Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca».

Sempre sul sito dell’ANIEF vien riportata anche una parte della sentenza: «Considerato che l’istanza per esecuzione di ordinanza cautelare appare fondata sotto il dedotto profilo dello sviamento di potere per elusione della misura cautelare accordata dalla Sezione con decisione cautelare n. 2573/2009;
Atteso infatti che, in applicazione dei principi costituzionali di effettività della tutela giurisdizionale affermati dagli artt. 24 e 113 della Costituzione, l’amministrazione scolastica era (ed è) tenuta a dare tempestiva e puntuale esecuzione alla precitata decisione cautelare, anche nella considerazione che il gravame interposto dall’amministrazione medesima su analoghe decisioni cautelari emesse dalla Sezione è stato disatteso dal giudice d’appello (cfr. ordd.ze CdS, VI, nn. 4769, 4736, 1525 e 1524 del 2009);
Considerato, alla stregua di quanto precede, che tutte le attività poste successivamente all’adozione della misura cautelare, in quanto poste in dichiarata violazione di quest’ultima, devono ritenersi tamquam non essent – come se non fosse stato;
Considerato che l’inesistenza di dette attività includono in primis la nota prot. n. A00 DGEPER.09/10171/B/2 del 7 luglio 2009 diretta agli Uffici Scolastici regionali e periferici, con la quale il MIUR sostanzialmente invita questi ultimi a non ottemperare al provvedimento giudiziale, e in secundis, in via mediata, le graduatorie predisposte dagli Uffici in base ai criteri elusivi rivenienti dall’anzidetta nota ministeriale;
Considerato che il comportamento processuale del Ministero resistente giustifica la condanna di quest’ultimo al pagamento delle spese di lite, limitatamente a questa fase dei giudizio, nella misura indicata in dispositivo».
E infine il TAR dispone i seguenti punti:

«a.- assegna il termine di gg. 30 (trenta), decorrente dalla comunicazione e/o notificazione della presente decisione, entro il quale l’amministrazione soccombente dovrà dare puntuale esecuzione all’ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l’inserimento “a pettine” dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali di cui all’art. 1, art.11, del d.m. n. 42 dell’8 aprile 2009, inserendoli nella fascia d’appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione;

b.- in caso di non ottemperanza alla esecuzione della presente ordinanza collegiale, nomina sin da ora un commissario ad actus nella persona del dr. Luciano Cannerozzi de Grazia, dirigente generale della Funzione Pubblica, il quale – decorso vanamente l’indicato termine di trenta giorni – provvederà in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale secondo le modalità enunciate al precedente p. a.-, predisponendo in proposito apposita relazione sulle attività svolte in esecuzione dell’incarico, anche ai fini della liquidazione del compenso che gli verrà corrisposto e che graverà sul bilancio dell’amministrazione inadempiente;

c.- condanna quest’ultima al pagamento in favore dei ricorrenti delle spese di questa fase cautelare, che vengono liquidate in complessive euro 5.000,00 (euro cinquemila/00) oltre IVA e CPA come per legge.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.»

Ma questo non è l’unico ricorso fatto dall’ANIEF; si attendono le udienze dei rimanenti, rallentati dalla calendarizzazione dettata dal TAR del Lazio. «Pertanto l’ANIEF continua con decisione l’organizzazione della Manifestazione del 20 ottobre a Roma, Largo Bernardino da Feltre, nei pressi del MIUR, (bus gratuiti per raggiungere la capitale) mentre dal 19 ottobre il D.L. salva-precari sarà discusso in aula insieme agli eventuali emendamenti del Governo e dei Deputati, prima della probabile questione di fiducia. Il destino di migliaia di precari si giocherà in quei pochi due/tre giorni. Il MIUR vorrebbe mettere un bavaglio ai giudici, ma dovrà ascoltare la voce della piazza». E sul fondo le parole forti dell’associazione: «La giustizia ancora vige nei tribunali, speriamo che il Parlamento non intervenga perché, altrimenti, dovrà intervenire il giudice delle leggi, la corte costituzionale per mettere la parola fine.»

Phlavio To. C.

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Niente paura: c’è la palestra della democrazia!

>MIUR viola la costituzione

>Gelmini: «A breve nuovo taglio di capelli», Maroni: «Fremo»

Sul sito dell’ANIEF (Associazione Nazionale Insegnanti E Formatori) si legge: «Accolta l’ottemperanza voluta dall’ANIEF. Entro 30 giorni i ricorrenti – insegnanti e formatori precari – entrano a pettine secondo il proprio punteggio – e non in coda come il Ministro Mariastella Gelmini voleva. MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – condannato alle spese per elusione dell’ordinanza cautelare e violazione della Costituzione».
La legge non è altro che parola scritta, vuota, immobile, impotente. L’unica possibilità che essa ha di esercitare il potere non può che partire dalle labbra di un giudice. È ormai quasi banale dire che i tribunali sono luoghi di effettivo esercizio della legge. Da qui l’importanza, l’attenzione che dovrebbe avere ogni sentenza, in quanto costruzione, ristrutturazione e/o affermazione di democrazia – dietro la maschera di politici, uno stato è sempre retto dal sistema giuridico. Ora rileggiamo le ultime parole: «violazione della Costituzione». «Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca».

Sempre sul sito dell’ANIEF vien riportata anche una parte della sentenza: «Considerato che l’istanza per esecuzione di ordinanza cautelare appare fondata sotto il dedotto profilo dello sviamento di potere per elusione della misura cautelare accordata dalla Sezione con decisione cautelare n. 2573/2009;
Atteso infatti che, in applicazione dei principi costituzionali di effettività della tutela giurisdizionale affermati dagli artt. 24 e 113 della Costituzione, l’amministrazione scolastica era (ed è) tenuta a dare tempestiva e puntuale esecuzione alla precitata decisione cautelare, anche nella considerazione che il gravame interposto dall’amministrazione medesima su analoghe decisioni cautelari emesse dalla Sezione è stato disatteso dal giudice d’appello (cfr. ordd.ze CdS, VI, nn. 4769, 4736, 1525 e 1524 del 2009);
Considerato, alla stregua di quanto precede, che tutte le attività poste successivamente all’adozione della misura cautelare, in quanto poste in dichiarata violazione di quest’ultima, devono ritenersi tamquam non essent – come se non fosse stato;
Considerato che l’inesistenza di dette attività includono in primis la nota prot. n. A00 DGEPER.09/10171/B/2 del 7 luglio 2009 diretta agli Uffici Scolastici regionali e periferici, con la quale il MIUR sostanzialmente invita questi ultimi a non ottemperare al provvedimento giudiziale, e in secundis, in via mediata, le graduatorie predisposte dagli Uffici in base ai criteri elusivi rivenienti dall’anzidetta nota ministeriale;
Considerato che il comportamento processuale del Ministero resistente giustifica la condanna di quest’ultimo al pagamento delle spese di lite, limitatamente a questa fase dei giudizio, nella misura indicata in dispositivo».
E infine il TAR dispone i seguenti punti:

«a.- assegna il termine di gg. 30 (trenta), decorrente dalla comunicazione e/o notificazione della presente decisione, entro il quale l’amministrazione soccombente dovrà dare puntuale esecuzione all’ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l’inserimento “a pettine” dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali di cui all’art. 1, art.11, del d.m. n. 42 dell’8 aprile 2009, inserendoli nella fascia d’appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione;

b.- in caso di non ottemperanza alla esecuzione della presente ordinanza collegiale, nomina sin da ora un commissario ad actus nella persona del dr. Luciano Cannerozzi de Grazia, dirigente generale della Funzione Pubblica, il quale – decorso vanamente l’indicato termine di trenta giorni – provvederà in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale secondo le modalità enunciate al precedente p. a.-, predisponendo in proposito apposita relazione sulle attività svolte in esecuzione dell’incarico, anche ai fini della liquidazione del compenso che gli verrà corrisposto e che graverà sul bilancio dell’amministrazione inadempiente;

c.- condanna quest’ultima al pagamento in favore dei ricorrenti delle spese di questa fase cautelare, che vengono liquidate in complessive euro 5.000,00 (euro cinquemila/00) oltre IVA e CPA come per legge.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.»

Ma questo non è l’unico ricorso fatto dall’ANIEF; si attendono le udienze dei rimanenti, rallentati dalla calendarizzazione dettata dal TAR del Lazio. «Pertanto l’ANIEF continua con decisione l’organizzazione della Manifestazione del 20 ottobre a Roma, Largo Bernardino da Feltre, nei pressi del MIUR, (bus gratuiti per raggiungere la capitale) mentre dal 19 ottobre il D.L. salva-precari sarà discusso in aula insieme agli eventuali emendamenti del Governo e dei Deputati, prima della probabile questione di fiducia. Il destino di migliaia di precari si giocherà in quei pochi due/tre giorni. Il MIUR vorrebbe mettere un bavaglio ai giudici, ma dovrà ascoltare la voce della piazza». E sul fondo le parole forti dell’associazione: «La giustizia ancora vige nei tribunali, speriamo che il Parlamento non intervenga perché, altrimenti, dovrà intervenire il giudice delle leggi, la corte costituzionale per mettere la parola fine.»

Phlavio To. C.

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Niente paura: c’è la palestra della democrazia!

ERRATA CORRIGE

Nell’articolo scritto una settimana fa su pagina/13 c’è una leggera imprecisione all’inizio quando si dice :

“(… )quegli insegnamenti che, al termine degli studi, mancano per l’abilitazione all’insegnamento”.

L’abilitazione all’insegnamento non si ottiene semplicemente includendo degli esami nel piano di studi, si ottiene o per concorso ordinario/ riservato o tramite abilitazione siss, soss 400 e soss 800. O almeno fino all’anno scorso era così. ora tutto questo è sospeso. c’è da dire anche che l’ultimo concorso a cattedre con funzione anche abilitante risale a dieci anni fa.
Nel frattempo è consigliabile, a chi vuole intraprendere una durissima e per niente ben retribuita professione, di inserire nel proprio piano di studi quegli insegnamenti che sono inclusi nelle tabelle del ministero della pubblica istruzione dove sono indicate le graduatorie corrispondenti alle varie discipline e gli esami obbligatori ad essi collegati.
C’è da dire che non si sa se queste tabelle resteranno così come sono ora oppure no. con la riforma di maristella le scuole superiori hanno subito una drastica diminuzione degli indirizzi e non è detto che all’impoverimento dell’offerta formativa non corrisponda anche ad una modifica delle competenze richieste ai futuri docenti.

iaia

>ERRATA CORRIGE

>

Nell’articolo scritto una settimana fa su pagina/13 c’è una leggera imprecisione all’inizio quando si dice :

“(… )quegli insegnamenti che, al termine degli studi, mancano per l’abilitazione all’insegnamento”.

L’abilitazione all’insegnamento non si ottiene semplicemente includendo degli esami nel piano di studi, si ottiene o per concorso ordinario/ riservato o tramite abilitazione siss, soss 400 e soss 800. O almeno fino all’anno scorso era così. ora tutto questo è sospeso. c’è da dire anche che l’ultimo concorso a cattedre con funzione anche abilitante risale a dieci anni fa.
Nel frattempo è consigliabile, a chi vuole intraprendere una durissima e per niente ben retribuita professione, di inserire nel proprio piano di studi quegli insegnamenti che sono inclusi nelle tabelle del ministero della pubblica istruzione dove sono indicate le graduatorie corrispondenti alle varie discipline e gli esami obbligatori ad essi collegati.
C’è da dire che non si sa se queste tabelle resteranno così come sono ora oppure no. con la riforma di maristella le scuole superiori hanno subito una drastica diminuzione degli indirizzi e non è detto che all’impoverimento dell’offerta formativa non corrisponda anche ad una modifica delle competenze richieste ai futuri docenti.

iaia

Mangiando male

Come di una calza a rete, usata e rovinata, è disarmante parlare di università. Sembra uno scherzo, un gioco vuoto di parole, ma si tratta soprattutto di uno spazio (con il timore di inadeguatezza che sento nell’usare questa parola, ‘forse sovversiva’). Spazio reale che produce direttamente o indirettamente effetti reali. Spazio reale su cui ogni abitante può produrre effetti reali.
L’otto gennaio è stata approvata la legge 180, sull’università. In parlamento: 302 deputati favorevoli, 228 contrari e 2 astenuti. In futuro, nelle parole del ministro Gelmini, si riducono gli sprechi, i concorsi si fanno più trasparenti, i perditempo “avranno vita difficile” e gli studenti meritevoli saranno valorizzati.
Uno. Soluzione agli sprechi: tra 2010 e 2011 i tagli nell’istruzione sono di 1,5 mld di euro su un totale (prima del taglio) di 8 mld. Se i conti calano, la famiglia fa più attenzione agli sprechi.
Due. Trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza?
Tre. Attenzione: caduta perditempo. Con la costruzione dell’anagrafe nazionale di professori e ricercatori universitari, vengono registrate le pubblicazioni pro-capite. Chiaro che il rinnovo di contratti e stipendi dipende da questo elenco.
Conferma-proporzionale-n.pubblicazioni.
Fannullone-basso numero pubblicazioni-fuoco.
Quattro. La valorizzazione degli studenti meritevoli viene esaltata dallo stanziamento di 135 milioni di euro. L’esaltazione diviene tuttavia cortocircuito nel momento in cui a studente-meritevole corrisponde ateneo-non virtuoso.
E’ chiaro che nella prima fase del taglio sono gli atenei economicamente più deboli a cedere alla possibilità di un intervento privato. Il diritto allo studio ora si mescola con l’interesse di bilancio privato. Dove finisce l’uno, inizia l’altro. Chi assicura il limite? Il ministro?
Cinque. Come una calza a rete usata e rovinata resta l’università addosso al suo abitante. L’università si nutre del suo abitante che appare sorridente nelle immagini da web estratte nei corridoi. L’abitante si nutre della sua università, calza rotta, diventa fili che soffocano in gola.

Rughe

>Mangiando male

>

Come di una calza a rete, usata e rovinata, è disarmante parlare di università. Sembra uno scherzo, un gioco vuoto di parole, ma si tratta soprattutto di uno spazio (con il timore di inadeguatezza che sento nell’usare questa parola, ‘forse sovversiva’). Spazio reale che produce direttamente o indirettamente effetti reali. Spazio reale su cui ogni abitante può produrre effetti reali.
L’otto gennaio è stata approvata la legge 180, sull’università. In parlamento: 302 deputati favorevoli, 228 contrari e 2 astenuti. In futuro, nelle parole del ministro Gelmini, si riducono gli sprechi, i concorsi si fanno più trasparenti, i perditempo “avranno vita difficile” e gli studenti meritevoli saranno valorizzati.
Uno. Soluzione agli sprechi: tra 2010 e 2011 i tagli nell’istruzione sono di 1,5 mld di euro su un totale (prima del taglio) di 8 mld. Se i conti calano, la famiglia fa più attenzione agli sprechi.
Due. Trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza-trasparenza?
Tre. Attenzione: caduta perditempo. Con la costruzione dell’anagrafe nazionale di professori e ricercatori universitari, vengono registrate le pubblicazioni pro-capite. Chiaro che il rinnovo di contratti e stipendi dipende da questo elenco.
Conferma-proporzionale-n.pubblicazioni.
Fannullone-basso numero pubblicazioni-fuoco.
Quattro. La valorizzazione degli studenti meritevoli viene esaltata dallo stanziamento di 135 milioni di euro. L’esaltazione diviene tuttavia cortocircuito nel momento in cui a studente-meritevole corrisponde ateneo-non virtuoso.
E’ chiaro che nella prima fase del taglio sono gli atenei economicamente più deboli a cedere alla possibilità di un intervento privato. Il diritto allo studio ora si mescola con l’interesse di bilancio privato. Dove finisce l’uno, inizia l’altro. Chi assicura il limite? Il ministro?
Cinque. Come una calza a rete usata e rovinata resta l’università addosso al suo abitante. L’università si nutre del suo abitante che appare sorridente nelle immagini da web estratte nei corridoi. L’abitante si nutre della sua università, calza rotta, diventa fili che soffocano in gola.

Rughe

La ministra è on-line

Da ormai un mese, la grande rete ha una nuova e grande protagonista: Maria Ste Gelmini. Infatti dal 3 dicembre su YouTube la ministra ha aperto un canale con il quale comunica (forse) a tutti, quello che gli passa per la testa. Nell’ultimo video pubblicato, la poderosa, Gelmini fa “scalpore” annunciando, all’italiano pubblico, le materie delle prove di maturità 2009. La sua prestanza e la sua postura fanno da contorno a una donna vestita casual ma non troppo, una donna che comunica con i mezzi dei giovani, per i giovani! Ma allora questi giovani esistono o no?? E poi si sa che i giovani d’oggi passano tutto il tempo su internet.
P.S. Questo articolo è per non dimenticare che siamo ancora in mano a un indefinibile governo.
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