Rettorato: rotta la serratura dell’aula1.6

Il rettorato (funzionari della struttura che dirige l’ateneo veronese), nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, ha rotto la serratura dell’Aula 1.6. Gli studenti sono rimasti al di fuori dell’aula. La maniglia dell’aula gira a vuoto. La gestione della 1.6 è per ora in mano all’Economato. Esecutore materiale dell’operazione di forzatura, il direttore dell’Economato stesso, Luciano Rebonato. “Ordine del rettore” è la giustificazione.

Agatha Christie: 300 piccoli criminali

Giorgio Mariani, docente di letteratura americana, ha deciso di invitare l’ex-Br Morucci alla Sapienza per «portare la testimonianza di chi, dopo scelte tragicamente sbagliate, s’è pentito» e dice di aver preso questa decisione al seguito di un consiglio ricevuto da agenti di polizia (la Repubblica del 5.01.09). Intanto da Cortina il sindaco di Roma Alemanno afferma che «l´ateneo della Sapienza è tenuto in ostaggio da 300 piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci. Lì si invitano i terroristi rossi e al Papa è impedito di parlare», facendo riferimento allo scorso anno, quando al Pastore tedesco fu contestata – da 67 docenti di Fisica – la lectio magistralis che era stato chiamato a pronunciare dal rettore di allora. La risposta immediata degli studenti viene pubblicata sul portale di uniriot.org: “300 è un numero evocativo. 300 erano gli uomini di Leonida, i più coraggiosi, gli spartani che resistono eroicamente durante la battaglia delle Termopili all’invasione di Serse e dei suoi persiani. Resistono, nonostante la drammatica inferiorità numerica, in difesa delle poleis greche: la libertà che non vuole scendere a patti con il dispotismo. Non possiamo che essere onorati dunque del richiamo evocativo. Ma i numeri sono una cosa seria e Alemanno dovrebbe sapere di cosa sta parlando. 30 ottobre 2008, un milione e mezzo di persone scioperano e scendono in piazza in tutta Italia contro la legge 133 e la riforma Gelmini; dalla Sapienza parte un corteo di oltre 100000 persone che mano a mano si ingrossa e raggiunge, assediandolo, il ministero di viale trastevere. 14 novembre, 300.000 studenti universitari cingono d’assedio il parlamento, 20.000 gli studenti che vengono da fuori Roma, il resto è composto da studenti universitari delle 3 università di Roma e dagli studenti medi di gran parte dei licei della capitale. 300 è un numero di cui andare fieri, ma forse Alemanno legge poco i giornali o si occupa poco della città di cui è sindaco, città in cui per almeno due mesi gli studenti hanno bloccato la viabilità e la produzione.
La parola «criminali», invece, parla di un tentativo ben preciso: normalizzare l’università, mettere all’angolo l’Onda e la sua straordinaria capacità di conflitto. E questa normalizzazione, per il magnifico Frati, equivale ad un’ottima merce di scambio con cui ottenere dal governo qualche briciola a sostegno della Sapienza. Un gran polverone dunque per non parlare dei problemi veri dell’università, di quel processo di dismissione a cui è stata destinata dal governo delle destre, ma anche un’aggressione a più voci contro i movimenti e chi a questa dismissione si è opposto e si continuerà ad opporre. Un misto di provocazione e criminalizzazione per agevolare quel processo di riforma che l’autunno dell’Onda ha messo nell’angolo.
Un’ultima battuta rispetto alla vicenda del Papa e al nuovo invito che gli ha rivolto il magnifico. Che venga pure Benedetto XVI, sarebbe buona cosa, però, che venisse accompagnato dal parroco di Gaza, offrirebbe a tutto il mondo accademico la possibilità di confrontarsi con una questione terribile come l’uccisione di centinaia di civili palestinesi innocenti”.

>Agatha Christie: 300 piccoli criminali

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Giorgio Mariani, docente di letteratura americana, ha deciso di invitare l’ex-Br Morucci alla Sapienza per «portare la testimonianza di chi, dopo scelte tragicamente sbagliate, s’è pentito» e dice di aver preso questa decisione al seguito di un consiglio ricevuto da agenti di polizia (la Repubblica del 5.01.09). Intanto da Cortina il sindaco di Roma Alemanno afferma che «l´ateneo della Sapienza è tenuto in ostaggio da 300 piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci. Lì si invitano i terroristi rossi e al Papa è impedito di parlare», facendo riferimento allo scorso anno, quando al Pastore tedesco fu contestata – da 67 docenti di Fisica – la lectio magistralis che era stato chiamato a pronunciare dal rettore di allora. La risposta immediata degli studenti viene pubblicata sul portale di uniriot.org: “300 è un numero evocativo. 300 erano gli uomini di Leonida, i più coraggiosi, gli spartani che resistono eroicamente durante la battaglia delle Termopili all’invasione di Serse e dei suoi persiani. Resistono, nonostante la drammatica inferiorità numerica, in difesa delle poleis greche: la libertà che non vuole scendere a patti con il dispotismo. Non possiamo che essere onorati dunque del richiamo evocativo. Ma i numeri sono una cosa seria e Alemanno dovrebbe sapere di cosa sta parlando. 30 ottobre 2008, un milione e mezzo di persone scioperano e scendono in piazza in tutta Italia contro la legge 133 e la riforma Gelmini; dalla Sapienza parte un corteo di oltre 100000 persone che mano a mano si ingrossa e raggiunge, assediandolo, il ministero di viale trastevere. 14 novembre, 300.000 studenti universitari cingono d’assedio il parlamento, 20.000 gli studenti che vengono da fuori Roma, il resto è composto da studenti universitari delle 3 università di Roma e dagli studenti medi di gran parte dei licei della capitale. 300 è un numero di cui andare fieri, ma forse Alemanno legge poco i giornali o si occupa poco della città di cui è sindaco, città in cui per almeno due mesi gli studenti hanno bloccato la viabilità e la produzione.
La parola «criminali», invece, parla di un tentativo ben preciso: normalizzare l’università, mettere all’angolo l’Onda e la sua straordinaria capacità di conflitto. E questa normalizzazione, per il magnifico Frati, equivale ad un’ottima merce di scambio con cui ottenere dal governo qualche briciola a sostegno della Sapienza. Un gran polverone dunque per non parlare dei problemi veri dell’università, di quel processo di dismissione a cui è stata destinata dal governo delle destre, ma anche un’aggressione a più voci contro i movimenti e chi a questa dismissione si è opposto e si continuerà ad opporre. Un misto di provocazione e criminalizzazione per agevolare quel processo di riforma che l’autunno dell’Onda ha messo nell’angolo.
Un’ultima battuta rispetto alla vicenda del Papa e al nuovo invito che gli ha rivolto il magnifico. Che venga pure Benedetto XVI, sarebbe buona cosa, però, che venisse accompagnato dal parroco di Gaza, offrirebbe a tutto il mondo accademico la possibilità di confrontarsi con una questione terribile come l’uccisione di centinaia di civili palestinesi innocenti”.

Anomalie dall’onda omonima

E tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta a Belzebù

Il 12 Dicembre, giornata di sciopero generalizzato indetta contro la politica economica, si sono mosse – nonostante la pioggia – numerose realtà in tutta Italia e non solo.
Nella capitale si sono svolti tre cortei organizzati da CGIL, COBAS e student#: il primo, partito da Piazza Santa Croce in Gerusalemme, è arrivato al Colosseo osservando anche un minuto di silenzio per i morti sul lavoro; il secondo, partito invece da Piazza della Repubblica con alcuni liceali, dopo aver distribuito la “Precary Card”, si è unito all’Onda universitaria – partita da Piazza Aldo Moro – fino a via dei Fori Imperiali, dove l’Onda si è diretta verso il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. Nel frattempo la protesta a Verona si concentra timidamente dietro Piazza Bra. In coda allo slogan “Più acqua, più Onda!”, il Movimento contro L’Autostrada in Città e il Movimento Acqua Bene di Tutti camminano a fianco di un centinaio di student% e lavorat$ “sia perché solidali con la battaglia studentesca, sia perché consci che la logica che sta dietro al progetto del Traforo, a quello di privatizzazione dell’Acqua e a quello della “Riforma” Gelmini è sempre lo stesso – afferma il comunicato stampa dell’Onda veronese – : progetti imposti dall’alto senza consultare le cittadinanze con l’unico obiettivo di privatizzare i profitti e socializzare le perdite”. Infine il corteo, sintetizzato in “30 attivisti universitari”, improvvisa un sit-in di fronte all’ingresso del Teatro Filarmonico, dove si sta per tenere il concerto in onore dei 25 anni dell’Ateneo Scaligero. “le/gli studentesse/studenti hanno preteso ed ottenuto – spiega il comunicato stampa – che il Rettore uscisse a confrontarsi con le loro legittime richieste. Messo alle strette il dott. Mazzucco ha acconsentito ad organizzare un’assemblea la settimana prossima per spiegare a tutte/i cosa sia l’AQUIS (l’associazione di atenei “virtuosi” in quanto con il bilancio non in rosso, o non ancora), perché esista e a cosa serva”.
Ma l’Onda non parla solo italiano: mentre a Madrid un gruppo di student& si sdraia “in terra di fronte all’Ambasciata Italiana e” traccia “le sagome dei “caduti”, a rappresentare tutti le persone che ancora oggi muoiono quotidianamente sul posto di lavoro, uccise da un sistema economico sfruttatore ed infame”, un presidio artistico a place du pompidou parla “di un’altra università attraverso il confronto costante tra i soggetti che ogni giorno la vivono e la attraversano; del mondo del lavoro precario che vive da anni sulle proprie spalle lo sfruttamento quotidiano imposto dall’assenza di diritti sociali acquisiti e dall’incertezza costante che domina le loro vite, ma anche di quella parte di lavoratori a tempo indeterminato che da un giorno all’altro vedranno (o hanno già visto) perdere il proprio posto di lavoro per dare la possibilità alla crisi di stabilizzarsi”.

Ale,6

>Anomalie dall’onda omonima

>E tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta tanta a Belzebù

Il 12 Dicembre, giornata di sciopero generalizzato indetta contro la politica economica, si sono mosse – nonostante la pioggia – numerose realtà in tutta Italia e non solo.
Nella capitale si sono svolti tre cortei organizzati da CGIL, COBAS e student#: il primo, partito da Piazza Santa Croce in Gerusalemme, è arrivato al Colosseo osservando anche un minuto di silenzio per i morti sul lavoro; il secondo, partito invece da Piazza della Repubblica con alcuni liceali, dopo aver distribuito la “Precary Card”, si è unito all’Onda universitaria – partita da Piazza Aldo Moro – fino a via dei Fori Imperiali, dove l’Onda si è diretta verso il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. Nel frattempo la protesta a Verona si concentra timidamente dietro Piazza Bra. In coda allo slogan “Più acqua, più Onda!”, il Movimento contro L’Autostrada in Città e il Movimento Acqua Bene di Tutti camminano a fianco di un centinaio di student% e lavorat$ “sia perché solidali con la battaglia studentesca, sia perché consci che la logica che sta dietro al progetto del Traforo, a quello di privatizzazione dell’Acqua e a quello della “Riforma” Gelmini è sempre lo stesso – afferma il comunicato stampa dell’Onda veronese – : progetti imposti dall’alto senza consultare le cittadinanze con l’unico obiettivo di privatizzare i profitti e socializzare le perdite”. Infine il corteo, sintetizzato in “30 attivisti universitari”, improvvisa un sit-in di fronte all’ingresso del Teatro Filarmonico, dove si sta per tenere il concerto in onore dei 25 anni dell’Ateneo Scaligero. “le/gli studentesse/studenti hanno preteso ed ottenuto – spiega il comunicato stampa – che il Rettore uscisse a confrontarsi con le loro legittime richieste. Messo alle strette il dott. Mazzucco ha acconsentito ad organizzare un’assemblea la settimana prossima per spiegare a tutte/i cosa sia l’AQUIS (l’associazione di atenei “virtuosi” in quanto con il bilancio non in rosso, o non ancora), perché esista e a cosa serva”.
Ma l’Onda non parla solo italiano: mentre a Madrid un gruppo di student& si sdraia “in terra di fronte all’Ambasciata Italiana e” traccia “le sagome dei “caduti”, a rappresentare tutti le persone che ancora oggi muoiono quotidianamente sul posto di lavoro, uccise da un sistema economico sfruttatore ed infame”, un presidio artistico a place du pompidou parla “di un’altra università attraverso il confronto costante tra i soggetti che ogni giorno la vivono e la attraversano; del mondo del lavoro precario che vive da anni sulle proprie spalle lo sfruttamento quotidiano imposto dall’assenza di diritti sociali acquisiti e dall’incertezza costante che domina le loro vite, ma anche di quella parte di lavoratori a tempo indeterminato che da un giorno all’altro vedranno (o hanno già visto) perdere il proprio posto di lavoro per dare la possibilità alla crisi di stabilizzarsi”.

Ale,6

>Poesia

>

Caro “vecchio” (ma allora nuovo!) movimento, ti ricordi quando miravi a conivolgere, interrogandoti sulla natura del tuo uditorio, e sulle modalità più adatte a raggiungerlo?
(mai avresti insultato chi ancora non ti componeva…)
i tempi in cui ponevi l’accento sul malcontento più diffuso e sui temi maggiormente condivisibili?
quando ti componevi di facce nuove, di scienziati, giuristi e speranzosi propositivi?
quando si parlava seriamente di contenuti univeristari e si dismettevano retorica, vecchie ideologie e nuovi deliri?
quando qualcuno invitava ad andare incontro ai tempi di vita degli studenti che, come rivela il nome, studiano…?
Già, i bei vecchi/nuovi tempi in cui i numeri permettevano di chiedere legittimamente un’auletta…
…i bei tempi andati?
Nicholas

Poesia

Caro “vecchio” (ma allora nuovo!) movimento, ti ricordi quando miravi a conivolgere, interrogandoti sulla natura del tuo uditorio, e sulle modalità più adatte a raggiungerlo?
(mai avresti insultato chi ancora non ti componeva…)
i tempi in cui ponevi l’accento sul malcontento più diffuso e sui temi maggiormente condivisibili?
quando ti componevi di facce nuove, di scienziati, giuristi e speranzosi propositivi?
quando si parlava seriamente di contenuti univeristari e si dismettevano retorica, vecchie ideologie e nuovi deliri?
quando qualcuno invitava ad andare incontro ai tempi di vita degli studenti che, come rivela il nome, studiano…?
Già, i bei vecchi/nuovi tempi in cui i numeri permettevano di chiedere legittimamente un’auletta…
…i bei tempi andati?
Nicholas

Venerdì 12 dicembre: corteo

“L’unico Generale che ci piace si chiama Sciopero!”
Venerdì parla di corteo. Si tratta di un ulteriore momento di protesta alla legge133 ed al successivo programma legislativo sull’Università. Verona si organizza per una giornata di sciopero che accade in parallelo alla manifestazione regionale di Mestre. Mentre a Mestre si parla prevalentemente di organizzazione sindacale (che non esclude ovviamente l’apporto studentesco) a Verona la gestione del corteo è nelle mani dell’Onda Anomala.

Manifesto Corteo Verona
Dopo due mesi di mobilitazione l’onda anomala dilaga:
Pagatela voi la vostra crisi!
Facciamo appello a cittadin*, precar*, lavorat*, migranti, student*, docenti, pensionat*, genitori, maestr*, ricercat*, dottorand*, disoccupat* e tutt* coloro su cui questo governo e questo sistema di potere stanno scaricando gli effetti della crisi economica globale, affinché scendano in piazza assieme a noi universitar* nella giornata dello Sciopero Generale del 12 dicembre 2008.
Tanti sono i motivi per cui riteniamo indispensabile creare una connessione tra i movimenti in lotta dell’Università e della Scuola, e le lotte del mondo del lavoro, dei migranti e per i territori: 1) perché trovano nell’auto-organizzazione e nell’auto-rappresentanza il loro modo d’essere più efficace: ciò che ci ha consentito in questi primi mesi di essere un movimento trasversale ed eterogeneo, ma unito, deciso e determinato;
2) per costruire dal basso l’opposizione sociale alle politiche neoliberiste e allo smantellamento dello stato sociale e di diritto operato dal presente governo in linea con quelli che lo hanno preceduto; questa crisi non può essere una grossa giustificazione sociale, esperimenti come la Social Card non sono altro che specchietti per le allodole;
3) per sottolineare che la sicurezza di cui si dovrebbe parlare non è quella ipocrita garanzia perbenista per la quale si è deciso di presidiare
militarmente varie città italiane, ma è la sicurezza sul lavoro e del lavoro, la sicurezza di un futuro, la sicurezza di un reddito e di una cittadinanza garantiti per tutte e tutti, e soprattutto la sicurezza di non morire dentro le scuole!
Sulla base di questa piattaforma proponiamo un corteo aperto, pacifico, colorato, senza bandiere di sorta, che sia percorribile da tutte le lotte e le rivendicazioni del nostro territorio e che sappia attraversare la giornata dello Sciopero Generale caratterizzandolo con le nostre voci, le nostre richieste e le nostre necessità.

Da: studiareconlentezza.noblogs.org

>Venerdì 12 dicembre: corteo

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“L’unico Generale che ci piace si chiama Sciopero!”
Venerdì parla di corteo. Si tratta di un ulteriore momento di protesta alla legge133 ed al successivo programma legislativo sull’Università. Verona si organizza per una giornata di sciopero che accade in parallelo alla manifestazione regionale di Mestre. Mentre a Mestre si parla prevalentemente di organizzazione sindacale (che non esclude ovviamente l’apporto studentesco) a Verona la gestione del corteo è nelle mani dell’Onda Anomala.

Manifesto Corteo Verona
Dopo due mesi di mobilitazione l’onda anomala dilaga:
Pagatela voi la vostra crisi!
Facciamo appello a cittadin*, precar*, lavorat*, migranti, student*, docenti, pensionat*, genitori, maestr*, ricercat*, dottorand*, disoccupat* e tutt* coloro su cui questo governo e questo sistema di potere stanno scaricando gli effetti della crisi economica globale, affinché scendano in piazza assieme a noi universitar* nella giornata dello Sciopero Generale del 12 dicembre 2008.
Tanti sono i motivi per cui riteniamo indispensabile creare una connessione tra i movimenti in lotta dell’Università e della Scuola, e le lotte del mondo del lavoro, dei migranti e per i territori: 1) perché trovano nell’auto-organizzazione e nell’auto-rappresentanza il loro modo d’essere più efficace: ciò che ci ha consentito in questi primi mesi di essere un movimento trasversale ed eterogeneo, ma unito, deciso e determinato;
2) per costruire dal basso l’opposizione sociale alle politiche neoliberiste e allo smantellamento dello stato sociale e di diritto operato dal presente governo in linea con quelli che lo hanno preceduto; questa crisi non può essere una grossa giustificazione sociale, esperimenti come la Social Card non sono altro che specchietti per le allodole;
3) per sottolineare che la sicurezza di cui si dovrebbe parlare non è quella ipocrita garanzia perbenista per la quale si è deciso di presidiare
militarmente varie città italiane, ma è la sicurezza sul lavoro e del lavoro, la sicurezza di un futuro, la sicurezza di un reddito e di una cittadinanza garantiti per tutte e tutti, e soprattutto la sicurezza di non morire dentro le scuole!
Sulla base di questa piattaforma proponiamo un corteo aperto, pacifico, colorato, senza bandiere di sorta, che sia percorribile da tutte le lotte e le rivendicazioni del nostro territorio e che sappia attraversare la giornata dello Sciopero Generale caratterizzandolo con le nostre voci, le nostre richieste e le nostre necessità.

Da: studiareconlentezza.noblogs.org