Aggiornamenti sull’assemblea cittadina in Piazza D’Armi

(da http://www.3e32.com)

24 giugno 2009
A l’Aquila la repressione continua. In vista della manifestazione del 27 che partirà di fronte Piazza d’Armi (il campo più grande e più controllato) avevamo provato a scalfire l’oscurantismo e l’isolamento che regna attorno alla vita delle 1000 e più persone che vivono all’interno del campo. Annalisa, una ragazza che vive nel campo, aveva richiesto di poter fare un’assemblea giovedì pomeriggio. Dopo mille ostacoli e rifiuti, il capo campo aveva dovuto acconsentire a “concederle” di tenere l’assemblea (a patto che entrassero solo 5 o 6 persone dei comitati cittadini per i quali doveva garantire lei). Oggi Annalisa, mentre distribuiva i volantini che invitavano le persone a prendere parte all’assemblea, è stata fermata dal capocampo che si è rimangiato tutto e le ha negato la possibilità di fare l’assemblea. “serve l’autorizzazione del COM” (i nuovi nuclei amministrativi di una citta commissariata in cui le istituzioni locali non contano più nulla) le ha detto. Il com ovviamente l’ha rimpallata al DICOMAC (il comando centrale, la CASERMA dove risiede il sovrano Bertolaso e dove si terrà il G8), il DICOMAC le ha detto che l’assemblea non si può fare.

Questa è una mattinata normale per chi a l’Aquila si batte per ricreare un minimo spazio di democrazia e di discussione. A Piazza d’Armi già ci era stato impedito più volte di entrare a parlare con i nostri concittadini, di svolgere attività di sostegno per la popolazione tipo la giornata di sport del 2 giugno, o perfino di dare volantini e megafonare all’uscita del campo. Proprio ieri Bertolaso nel suo primo incontro con i comitati (da notare che il primo momento di confronto avviene mentre a Roma si approva il decreto) aveva garantito che le assemblee si potevano tenere senza problemi; “però dovete dire la verità” aveva detto… LA VERITA CONTINUIAMO A DIRLA: A L’AQUILA CHIUNQUE PROVI A CONTESTARE L’AUTORITA’ DELLA PROTEZIONE CIVILE E DEL GOVERNO VIENE OSTACOLATO, SCHEDATO E OSCURATO CON OGNI MEZZO. I CAMPI SONO I NOSTRI QUARTIERI, LE TENDE LE NOSTRE CASE, E’ ORA DI RIPRENDERCELI E DI RIPRENDERCI LA NOSTRA CITTA’, CI VEDIAMO TUTTI SABATO ALLE 15 FUORI A PIAZZA D’ARMI. FORTI, GENTILI E INCAZZATI NERI.

aggiornamento 25 giugno
Dopo una giornata di lotta e telefonate estenuanti, SIAMO RIUSCITI AD OTTENERE DALLA PROTEZIONE CIVILE IL PERMESSO PER L’ASSEMBLEA IN PIAZZA D’ARMI PER OGGI ALLE 16.00 PER INVITARE GLI ABITANTI DEL CAMPO ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO E DISTRIBUIRE VOLANTINI SUI CONTENUTI. ALLE 21.00 INVECE CI SARA’ QUELLA NEL CAMPO DI FOSSA. QUESTA MATTINA INVECE L’APPUNTAMENTO E’ ALLA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DEI VIGILI DEL FUOCO!

>Aggiornamenti sull’assemblea cittadina in Piazza D’Armi

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(da http://www.3e32.com)

24 giugno 2009
A l’Aquila la repressione continua. In vista della manifestazione del 27 che partirà di fronte Piazza d’Armi (il campo più grande e più controllato) avevamo provato a scalfire l’oscurantismo e l’isolamento che regna attorno alla vita delle 1000 e più persone che vivono all’interno del campo. Annalisa, una ragazza che vive nel campo, aveva richiesto di poter fare un’assemblea giovedì pomeriggio. Dopo mille ostacoli e rifiuti, il capo campo aveva dovuto acconsentire a “concederle” di tenere l’assemblea (a patto che entrassero solo 5 o 6 persone dei comitati cittadini per i quali doveva garantire lei). Oggi Annalisa, mentre distribuiva i volantini che invitavano le persone a prendere parte all’assemblea, è stata fermata dal capocampo che si è rimangiato tutto e le ha negato la possibilità di fare l’assemblea. “serve l’autorizzazione del COM” (i nuovi nuclei amministrativi di una citta commissariata in cui le istituzioni locali non contano più nulla) le ha detto. Il com ovviamente l’ha rimpallata al DICOMAC (il comando centrale, la CASERMA dove risiede il sovrano Bertolaso e dove si terrà il G8), il DICOMAC le ha detto che l’assemblea non si può fare.

Questa è una mattinata normale per chi a l’Aquila si batte per ricreare un minimo spazio di democrazia e di discussione. A Piazza d’Armi già ci era stato impedito più volte di entrare a parlare con i nostri concittadini, di svolgere attività di sostegno per la popolazione tipo la giornata di sport del 2 giugno, o perfino di dare volantini e megafonare all’uscita del campo. Proprio ieri Bertolaso nel suo primo incontro con i comitati (da notare che il primo momento di confronto avviene mentre a Roma si approva il decreto) aveva garantito che le assemblee si potevano tenere senza problemi; “però dovete dire la verità” aveva detto… LA VERITA CONTINUIAMO A DIRLA: A L’AQUILA CHIUNQUE PROVI A CONTESTARE L’AUTORITA’ DELLA PROTEZIONE CIVILE E DEL GOVERNO VIENE OSTACOLATO, SCHEDATO E OSCURATO CON OGNI MEZZO. I CAMPI SONO I NOSTRI QUARTIERI, LE TENDE LE NOSTRE CASE, E’ ORA DI RIPRENDERCELI E DI RIPRENDERCI LA NOSTRA CITTA’, CI VEDIAMO TUTTI SABATO ALLE 15 FUORI A PIAZZA D’ARMI. FORTI, GENTILI E INCAZZATI NERI.

aggiornamento 25 giugno
Dopo una giornata di lotta e telefonate estenuanti, SIAMO RIUSCITI AD OTTENERE DALLA PROTEZIONE CIVILE IL PERMESSO PER L’ASSEMBLEA IN PIAZZA D’ARMI PER OGGI ALLE 16.00 PER INVITARE GLI ABITANTI DEL CAMPO ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO E DISTRIBUIRE VOLANTINI SUI CONTENUTI. ALLE 21.00 INVECE CI SARA’ QUELLA NEL CAMPO DI FOSSA. QUESTA MATTINA INVECE L’APPUNTAMENTO E’ ALLA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DEI VIGILI DEL FUOCO!

ISF chiede all’UE che sanzioni la Siemens e la Nokia che hanno fornito il sistema di censura al regime di Ahmadinejad 

Questo comunicato stampa è preso dal sito www.isfreedom.org, e denuncia gli aiuti di Siemens e Nokia al regime Iraniano nel controllare la libera circolazione di informazioni. Le stesse denuncie si trovano anche nei resoconti della studentessa iraniana Fatemeh Karimi (uno pseudonimo) inviati al sito www.agendacomunicazione.it e pubblicati anche su repubblica.it.

Ste

26.06.09 – “Le aziende europee Siemens e Nokia hanno recentemente confermato di aver progettato il sistema di filtraggio e censura delle comunicazioni fornendolo alle società iraniane ITC e CIC che lo utilizzano per conto del ministero della Cultura allo scopo di identificare i dissidenti e bloccare siti sgraditi all’interno dell’Iran. Nella vicenda sarebbero coinvolte anche aziende italiane. Visto che le leggi sulla stampa in vigore nella Repubblica Islamica prevedono anche la pena di morte per reati di opinione e che in più di un processo contro dissidenti le autorità hanno esibito come prove copie di e-mail private, l’esecutivo di Information Safety and Freedom si rivolge alle autorità e ai parlamentari dell’Unione Europea perché avviino procedure di sanzionamento nei confronti di queste imprese che si sono rese complici della sanguinaria repressione in atto in Iran. Il sistema di controllo iraniano filtra e controlla e-mail, blog, siti web, ma anche telefonate, sms e trasmissioni via satellite. Sono almeno cinquemila i siti chiusi in questi ultimi mesi, mentre migliaia gli utenti di tecnologie di comunicazione arrestati sulla base dello spionaggio attuato dalla polizia con l’utilizzo delle tecnologie europee. E’ come se Siemens e Nokia avessero dotato il governo iraniano di un’arma che ogni giorno produce arresti, torture e anche esecuzioni capitali, oltre ai reati di violazione della privacy e della libertà di espressione. Il 6 novembre del 2007 la Commissione Affari Esteri della Camera degli Stati Uniti aprì un’inchiesta nei confronti della società Yahoo! che aveva collaborato con le autorità della Repubblica Popolare Cinese nell’identificazione di un’utente web, il giornalista Shi Tao, che aveva inviato all’estero notizie considerate riservate e che per questo fu condannato a dieci anni di carcere. La Yahoo! fu pesantemente sanzionata e il presidente della Commissione Tom Lanos si rivolse agli imprenditori così: ‘sarete anche dei giganti finanziari, ma non valete niente sul piano etico’, accusandoli di complicità nella violazione dei diritti umani. Ci chiediamo se l’Unione Europea consideri questi valori prioritari anche nelle attività commerciali riguardanti un Paese sottoposto a sanzioni”.
► IRAN: il black out delle notizie, viaggio impossibile verso le prime pagine

>ISF chiede all’UE che sanzioni la Siemens e la Nokia che hanno fornito il sistema di censura al regime di Ahmadinejad 

>Questo comunicato stampa è preso dal sito www.isfreedom.org, e denuncia gli aiuti di Siemens e Nokia al regime Iraniano nel controllare la libera circolazione di informazioni. Le stesse denuncie si trovano anche nei resoconti della studentessa iraniana Fatemeh Karimi (uno pseudonimo) inviati al sito www.agendacomunicazione.it e pubblicati anche su repubblica.it.

Ste

26.06.09 – “Le aziende europee Siemens e Nokia hanno recentemente confermato di aver progettato il sistema di filtraggio e censura delle comunicazioni fornendolo alle società iraniane ITC e CIC che lo utilizzano per conto del ministero della Cultura allo scopo di identificare i dissidenti e bloccare siti sgraditi all’interno dell’Iran. Nella vicenda sarebbero coinvolte anche aziende italiane. Visto che le leggi sulla stampa in vigore nella Repubblica Islamica prevedono anche la pena di morte per reati di opinione e che in più di un processo contro dissidenti le autorità hanno esibito come prove copie di e-mail private, l’esecutivo di Information Safety and Freedom si rivolge alle autorità e ai parlamentari dell’Unione Europea perché avviino procedure di sanzionamento nei confronti di queste imprese che si sono rese complici della sanguinaria repressione in atto in Iran. Il sistema di controllo iraniano filtra e controlla e-mail, blog, siti web, ma anche telefonate, sms e trasmissioni via satellite. Sono almeno cinquemila i siti chiusi in questi ultimi mesi, mentre migliaia gli utenti di tecnologie di comunicazione arrestati sulla base dello spionaggio attuato dalla polizia con l’utilizzo delle tecnologie europee. E’ come se Siemens e Nokia avessero dotato il governo iraniano di un’arma che ogni giorno produce arresti, torture e anche esecuzioni capitali, oltre ai reati di violazione della privacy e della libertà di espressione. Il 6 novembre del 2007 la Commissione Affari Esteri della Camera degli Stati Uniti aprì un’inchiesta nei confronti della società Yahoo! che aveva collaborato con le autorità della Repubblica Popolare Cinese nell’identificazione di un’utente web, il giornalista Shi Tao, che aveva inviato all’estero notizie considerate riservate e che per questo fu condannato a dieci anni di carcere. La Yahoo! fu pesantemente sanzionata e il presidente della Commissione Tom Lanos si rivolse agli imprenditori così: ‘sarete anche dei giganti finanziari, ma non valete niente sul piano etico’, accusandoli di complicità nella violazione dei diritti umani. Ci chiediamo se l’Unione Europea consideri questi valori prioritari anche nelle attività commerciali riguardanti un Paese sottoposto a sanzioni”.
► IRAN: il black out delle notizie, viaggio impossibile verso le prime pagine

>Professor Monstre Project

>

Il Professor Monstre, a seguito del suo dottorato in collage, lavora su un nuovo processo creativo: la manifestazione estetica della casualità. Chi vuole può partecipare attivamente inviando all’indirizzo sotto riportato materiale vario quale: fotografie, ritagli, disegni al telefono, il Professore studierà gli elementi ricevuti per concepirne un unico elaborato estetico. I risultati verranno spediti al mittente senza un termine specifico. Il Professor Monstre e l’ufficio segreteria non sono responsabili dell’eventuale perdita del materiale inviato.

Spedire il materiale a:

Andrea Echorn
3 rue Valette
93100 Montreuil
France

Professor Monstre Project

Il Professor Monstre, a seguito del suo dottorato in collage, lavora su un nuovo processo creativo: la manifestazione estetica della casualità. Chi vuole può partecipare attivamente inviando all’indirizzo sotto riportato materiale vario quale: fotografie, ritagli, disegni al telefono, il Professore studierà gli elementi ricevuti per concepirne un unico elaborato estetico. I risultati verranno spediti al mittente senza un termine specifico. Il Professor Monstre e l’ufficio segreteria non sono responsabili dell’eventuale perdita del materiale inviato.

Spedire il materiale a:

Andrea Echorn
3 rue Valette
93100 Montreuil
France

Scritti di residenti che vivono vicino a Majles Building (parlamento) in Baharestan

http://tehranbureau.com/iran-updates/

Ho appena parlato con [X,Y,Z]. Mi hanno parlato della manifestazione davanti al Majles in Iran Street. Dicono che una folla enorme è lì.
Tehran (Iran), 24 giugno 2009.

Solo per far sapere a tutti, R. è stato arrestato la scorsa notte in Tehran; non sono sicuro di dove e perché. Ho ricevuto una chiamata dal suo telefono; era la polizia che voleva ch’io confermassi loro alcuni dettagli. Ho dovuto dire loro per quanto tempo abbiamo vissuto [qui]; come ci incontrammo; cosa, lui ed io, facciamo di lavoro; dove lavoro; la mia nazionalità; qualcosa sulla sua famiglia e dove io vivo. Lui portava con sé il portatile, un disco esterno e la macchina fotografica, quindi credo che siano ora sotto sequestro. Loro mi dissero che sarebbe stato rilasciato presto la scorsa notte. Lo dubito.
Tehran (Iran), 23 giugno 2009.

[Tradotto] Accedo a Facebook attraverso Yahoo!Mexico. Ma si dice che sia una trappola delle autorità per identificarci!
[X] lotta con me quotidianamente. Continua ad implorarmi di non connettermi ad Internet. Si dice che anche i telefoni cellulari sono monitorati!
Sono così spaventato. Oggi ho cambiato il mio [online] nome.
Non capisco perché. Oltre l’aver votato Mousavi, non mi sono mai impegnato in attività politiche nella mia vita. Ma questo non è un conforto giacché un povero collega di [X] è stato colpito ad un occhio con una pallottola di gomma mentre guidava attraverso Vanak Square. A seguito di due operazioni, è rimasto cieco di un occhio!
Hanno anche preso qualcun altro. Due giorni dopo la sua sparizione, lo hanno rilasciato vicino a Shahreh Rey con gli occhi bendati e la bocca GAGGED.
Dicono che coloro che partecipano alle proteste sono membri del MKO [terroristi]! Per non menzionare gli altri 100 insulti|
cosa ha fatto quella povera Neda che non vogliono permettere a nessuna moschea di tenere le sue cerimonie – dai, non era lei musulmana?
Ad ogni modo, le cose qui vanno DAVVERO male. Abbiamo tutti paura di morire.
Qualcosa deve cambiare. Non possiamo continuare a vivere in questo modo.

Traduzione Pagina/13

>Scritti di residenti che vivono vicino a Majles Building (parlamento) in Baharestan

>http://tehranbureau.com/iran-updates/

Ho appena parlato con [X,Y,Z]. Mi hanno parlato della manifestazione davanti al Majles in Iran Street. Dicono che una folla enorme è lì.
Tehran (Iran), 24 giugno 2009.

Solo per far sapere a tutti, R. è stato arrestato la scorsa notte in Tehran; non sono sicuro di dove e perché. Ho ricevuto una chiamata dal suo telefono; era la polizia che voleva ch’io confermassi loro alcuni dettagli. Ho dovuto dire loro per quanto tempo abbiamo vissuto [qui]; come ci incontrammo; cosa, lui ed io, facciamo di lavoro; dove lavoro; la mia nazionalità; qualcosa sulla sua famiglia e dove io vivo. Lui portava con sé il portatile, un disco esterno e la macchina fotografica, quindi credo che siano ora sotto sequestro. Loro mi dissero che sarebbe stato rilasciato presto la scorsa notte. Lo dubito.
Tehran (Iran), 23 giugno 2009.

[Tradotto] Accedo a Facebook attraverso Yahoo!Mexico. Ma si dice che sia una trappola delle autorità per identificarci!
[X] lotta con me quotidianamente. Continua ad implorarmi di non connettermi ad Internet. Si dice che anche i telefoni cellulari sono monitorati!
Sono così spaventato. Oggi ho cambiato il mio [online] nome.
Non capisco perché. Oltre l’aver votato Mousavi, non mi sono mai impegnato in attività politiche nella mia vita. Ma questo non è un conforto giacché un povero collega di [X] è stato colpito ad un occhio con una pallottola di gomma mentre guidava attraverso Vanak Square. A seguito di due operazioni, è rimasto cieco di un occhio!
Hanno anche preso qualcun altro. Due giorni dopo la sua sparizione, lo hanno rilasciato vicino a Shahreh Rey con gli occhi bendati e la bocca GAGGED.
Dicono che coloro che partecipano alle proteste sono membri del MKO [terroristi]! Per non menzionare gli altri 100 insulti|
cosa ha fatto quella povera Neda che non vogliono permettere a nessuna moschea di tenere le sue cerimonie – dai, non era lei musulmana?
Ad ogni modo, le cose qui vanno DAVVERO male. Abbiamo tutti paura di morire.
Qualcosa deve cambiare. Non possiamo continuare a vivere in questo modo.

Traduzione Pagina/13

Were there strikes in Tehran yesterday?

http://tehranbureau.com/iran-updates/

La gente sta andando a lavorare. Nessuno ha loro chiesto di stare a casa. Nessuno ha dichiarato uno sciopero. Mousavi non ha chiesto questo alla gente.

Infatti, io ero al Grand Bazaar di Tehran ieri. Ho parlato a molti mercanti. Ho detto loro che avevo inteso di uno sciopero per oggi. Ma tutti loro erano comparsi a lavoro. Come uno di loro disse, “Signora, ho votato per Mousavi. Se Mousavi ci chiede di scioperare, lo farò. Ma chi pagherà i miei conti?”

Ho inoltre parlato con un cameriere. Ha detto di avere votato Mousavi. Ha detto che “se non lavoro per una settimana, non ho niente con cui vivere la settimana dopo. Non ho modo di dare da mangiare a mia moglie ed ai bambini.”

Ma lo sciopero può accadere. Il clima è teso e le condizioni ci sono. Tutti stanno discutendo delle possibilità di scioperare. Tuttavia nessuno ha fin ora scioperato. La banche sono aperte. Tutti i negozi nel Bazaar erano aperti.

Sto scrutando Modares Avenue. Il traffico è lo stesso di sempre.

Mousavi ha chiesto una cosa alla gente. Salire nei tetti delle abitazioni alle 10 di sera ed urlare “Allah o Akbar” [God is Great]. E questo ha luogo. Ogni notte, tra le 10 e le 10:30 – 10:45, a piena forza. Non importa in quale quartiere sei, lo sentirai comunque.

La gente ha cominciato a scarabocchiare slogan sulle banconote. Ieri, in un biglietto, qualcuno aveva scritto “Dov’è il mio voto?”

Se le persone non scendono nelle strade per protestare, stanno comunque trovando altre vie di disobbedienza civile. Lunedì, per esempio, Mousavi ha chiesto di accendere i fanali anteriori nelle strade dalle 5 alle 6.

La manifestazione che si credeva dovesse avere corso in Baherestaan non è comunque stata invocata da Mousavi. Non so se c’era gente, non so quanti erano; non c’ero. Ma queste cose normalmente tendono ad avere vita propria. Quelle persone non stanno aspettando Mousavi.

Quelli di mezza età stanno prendendo tutto ciò meglio di come stiamo facendo noi. Sono passati per qualcosa di simile (1978-79) ed hanno molta pazienza. Sono speranzosi. La mia generazione è scontenta. Sono depressi. C’è troppo pianto.

Io vorrei ci fosse un modo perché il mondo possa fare di più. Anche le ambasciate come l’italiana, che hanno provato ad aprire le porte ai feriti, sono state bloccate dalla polizia.

Non posso parlare di più. Ciao, mio caro. Abbi cura di te.

Traduzione Pagina/13