>Obama: “fermate gli insediamenti!”

>

da Avaaz

Il Presidente Obama ha appena tenuto un discorso straordinario in Egitto, nel quale si è impegnato personalmente a costruire la pace nel Medio Oriente. La sua prima mossa è stata sorprendentemente di sfidare il nuovo governo di destra di Israele, alleato americano — mettendolo sotto pressione per far cessare la politica autolesionistica degli insediamenti (colonie illegali sul territorio riconosciuto dagli Usa e dal mondo come palestinese).
Questo è un raro momento di crisi e di opportunità. L’ardita strategia di Obama deve fare i conti con forti resistenze, e avrà bisogno di aiuto da tutto il mondo nei prossimi giorni e settimane per rafforzare le sue intenzioni. Iniziamo subito — con un coro globaledi voci a supporto dell’affermazione di Obama che gli insediamenti nei territori occupati devono finire.
Faremo pubblicare il numero delle firme su importanti giornali in Israele e a Washington (dove ci sono tentativi di alienare a Obama il supporto del Congresso Usa). Leggi le parole di Obama e aggiungi la tua firma andando al link qui:

http://www.avaaz.org/it/obama_stop_settlements

C’è ampio consenso sul fatto che gli insediamenti siano un impedimento importante al raggiungimento della pace, un punto di vista condiviso anche da una maggioranza silenziosa di Israeliani. In combinazione con una rete di barriere e posti di blocco queste colonie ormai tappezzano la Cisgiordania, occupando il territorio e obbligando i Palestinesi a vivere come prigionieri in enclavi sempre più piccole (guarda la mappa a destra).
Fino a che questo tema non sarà affrontato sembra impossibile costruire sia un vero stato paestinese che un pace durevole, di qualsiasi sorta Per gli stati arabi che cercano di impegnarsi ad aiutare la pace il fermare gli insediamenti è un test fondamentale per la credibilità di Israele.
Dobbiamo chiedere anche alle altre parti in causa di fare passi audaci. Se riusciamo ad aiutare Obama a mantenere questa linea sugli insediamenti, a far cambiare strada alla politica israeliana e a incoraggiare i Palestinesi e altri stati arabi a offrire una mano tesa, un nuovo inizio per il Medio Oriente diventa possibile.

Con speranza e determinazione,

Paul, Raluca, Ricken, Brett, Paula, Graziela, Rajeev, Iain, Taren, Milena, Luis, Alice e tutto il team Avaaz

Il testo completo del discorso del Presidente Obama (in inglese):

http://www.nytimes.com/2009/06/04/us/politics/04obama.text.html?_r=2

http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2009/Discorso_Obama/

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3395031504

ps: Avaaz.org è un’organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa “voce” in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229

Impressioni

La mia impressione, di quella posso parlarvi, è che la città si stia ripopolando. Fino a pochi giorni fa, nel traffico della mattina, e fino alle cinque del pomeriggio, gli automezzi erano principalmente quelli dei vigili del fuoco, polizia, carabinieri, protezione civile, esercito, guardia di finanza e forestale. Dopo le cinque, il deserto. Neanche un civile. Ora, invece, nell’incredibile caos che si sviluppa sulle poche arterie percorribili, le auto sono soprattutto le nostre. Bene inteso, la militarizzazione c’è sempre, ma credo che stia diventando sotterranea. I negozi dei due centri commerciali aperti non sono più vuoti. Le persone iniziano a far capolino. Mi sto motorizzando anche io, mio malgrado. E son diventata studentessa di teoria e pratica di guida. A breve avrò anche un’automobile. Blu. Da mille euro.Questo è tutto quello che posso dirvi, non riuscendo a distinguere una porche da una cinquecento. C’è un’altra notizia buona: il 20 giugno sarà riaperto un piccolissimo tratto del centro storico, dalla Villa Comunale alla Piazza del Duomo. Le nostre proteste hanno avuto buon’esito. Per me sarà durissima andare, ché mi sembrerà come di poter rientrare in casa, lì, a due passi, ed invece, poi, dovrò dirigermi verso il mio container, a quindici chilometri. Ma lo farò ugualmente. Voglio che questa città inizi di nuovo a respirare. Di prospettive lavorative per me e mio marito ancora nulla. Di terreno per mettere su un prefabbricato, men che meno. Ora si è impegnati col G8. E con la costruzione dei loculi definitivi di Berlusconi.Quelli che deturperanno irrimediabilmente il nostro splendido paesaggio. Gli Aquilani, dopo aver votato il cavaliere senza macchia, si apprestano a vivere un Mulino Bianco di felicità. E chi non è venuto a votare è come se lo avesse votato. Che non mi si parli di astensionismo di protesta.

anna

>Impressioni

>

La mia impressione, di quella posso parlarvi, è che la città si stia ripopolando. Fino a pochi giorni fa, nel traffico della mattina, e fino alle cinque del pomeriggio, gli automezzi erano principalmente quelli dei vigili del fuoco, polizia, carabinieri, protezione civile, esercito, guardia di finanza e forestale. Dopo le cinque, il deserto. Neanche un civile. Ora, invece, nell’incredibile caos che si sviluppa sulle poche arterie percorribili, le auto sono soprattutto le nostre. Bene inteso, la militarizzazione c’è sempre, ma credo che stia diventando sotterranea. I negozi dei due centri commerciali aperti non sono più vuoti. Le persone iniziano a far capolino. Mi sto motorizzando anche io, mio malgrado. E son diventata studentessa di teoria e pratica di guida. A breve avrò anche un’automobile. Blu. Da mille euro.Questo è tutto quello che posso dirvi, non riuscendo a distinguere una porche da una cinquecento. C’è un’altra notizia buona: il 20 giugno sarà riaperto un piccolissimo tratto del centro storico, dalla Villa Comunale alla Piazza del Duomo. Le nostre proteste hanno avuto buon’esito. Per me sarà durissima andare, ché mi sembrerà come di poter rientrare in casa, lì, a due passi, ed invece, poi, dovrò dirigermi verso il mio container, a quindici chilometri. Ma lo farò ugualmente. Voglio che questa città inizi di nuovo a respirare. Di prospettive lavorative per me e mio marito ancora nulla. Di terreno per mettere su un prefabbricato, men che meno. Ora si è impegnati col G8. E con la costruzione dei loculi definitivi di Berlusconi.Quelli che deturperanno irrimediabilmente il nostro splendido paesaggio. Gli Aquilani, dopo aver votato il cavaliere senza macchia, si apprestano a vivere un Mulino Bianco di felicità. E chi non è venuto a votare è come se lo avesse votato. Che non mi si parli di astensionismo di protesta.

anna

>La cosa Berlusconi

>

di Josè Saramago
da El Pais

Non vedo quale altro nome potrei dargli. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orgie e comanda un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo vomito non riesce ad eliminarlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodere le vene e distruggere in cuore di una delle più ricche culture europee. I valori base della convivenza umana vengono calpestati tutti i giorni dalle zampe viscide della cosa Berlusconi che, fra i suoi tanti talenti, possiede l’abilità particolare di abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito che salì al potere. Questa cosa l’ho chiamata delinquente e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in italiano un significato negativo molto più forte di ogni altra lingua lingua europea. Per spiegare in forma chiara e inequivocabile ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che nella lingua di Dante gli viene attribuito, anche se è in dubbio che Dante l’abbia usato alcune volte. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere reati, disobbedire alle leggi o ai modelli morali”. La definizione si addice alla cosa Berlusconi senza una grinza, senza una forzatura, fino al punto di assomigliare ad una seconda pelle coperta dai vestiti che si mette sopra. Da anni la cosa Berlusconi commette reati di variabile ma pur sempre dimostrata gravità. Ed il colmo è che in realtà non disobbedisce alle leggi, ma, peggio ancora, fabbrica leggi per la salvaguardia dei suoi interessi politici e privati, di politico, imprenditore e compagno di minorenni. Riguardo ai modelli morali, non vale la pena neanche parlarne, perchè non esiste in Italia e nel mondo persona che non sappia che la cosa Berlusconi è caduta nella più completa amoralità già da molto tempo. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinchè gli serva da modello, questo è il cammino verso la rovina alla quale si stanno trascinando i valori di libertà e dignità che impregnarono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, quegli stessi valori che fecero dell’Italia del XIX secolo, durante la lotta per l’unificazione, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo quello che la cosa Berlusconi vuole buttare nella spazzatura della Storia. Gli italiani finiranno per permetterlo?

Traduzione dallo spagnolo: martina

La cosa Berlusconi

di Josè Saramago
da El Pais

Non vedo quale altro nome potrei dargli. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orgie e comanda un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo vomito non riesce ad eliminarlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodere le vene e distruggere in cuore di una delle più ricche culture europee. I valori base della convivenza umana vengono calpestati tutti i giorni dalle zampe viscide della cosa Berlusconi che, fra i suoi tanti talenti, possiede l’abilità particolare di abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito che salì al potere. Questa cosa l’ho chiamata delinquente e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in italiano un significato negativo molto più forte di ogni altra lingua lingua europea. Per spiegare in forma chiara e inequivocabile ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che nella lingua di Dante gli viene attribuito, anche se è in dubbio che Dante l’abbia usato alcune volte. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, in accordo con i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere reati, disobbedire alle leggi o ai modelli morali”. La definizione si addice alla cosa Berlusconi senza una grinza, senza una forzatura, fino al punto di assomigliare ad una seconda pelle coperta dai vestiti che si mette sopra. Da anni la cosa Berlusconi commette reati di variabile ma pur sempre dimostrata gravità. Ed il colmo è che in realtà non disobbedisce alle leggi, ma, peggio ancora, fabbrica leggi per la salvaguardia dei suoi interessi politici e privati, di politico, imprenditore e compagno di minorenni. Riguardo ai modelli morali, non vale la pena neanche parlarne, perchè non esiste in Italia e nel mondo persona che non sappia che la cosa Berlusconi è caduta nella più completa amoralità già da molto tempo. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinchè gli serva da modello, questo è il cammino verso la rovina alla quale si stanno trascinando i valori di libertà e dignità che impregnarono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, quegli stessi valori che fecero dell’Italia del XIX secolo, durante la lotta per l’unificazione, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo quello che la cosa Berlusconi vuole buttare nella spazzatura della Storia. Gli italiani finiranno per permetterlo?

Traduzione dallo spagnolo: martina

…nonché una cronologia

ago 2001 – A Verona parte una campagna di raccolta firme per la sicurezza dei cittadini: “Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città“. Guido Papalia rinvia a giudizio il Consigliere regionale, Segretario provinciale Lega Nord – Liga Veneta nonché Flavio Tosi insieme agli altri 4 organizzatori per violazione della legge Mancino – alias: “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”.

gen 2005 – Flavio Tosi, Barbara Tosi, Matteo Bragantini, Enrico Corsi e Maurizio Filippi vengono condannati a sei mesi di reclusione e a tre anni di interdizione a partecipare ad elezioni politiche ed amministrative.

feb 2005 – la scossa

feb 2005 – la ripresa

gen 2007 – Al processo d’appello di Venezia il giudice riduce le pene, e i mesi di reclusione da 6 diventano 2.

mag 2007 – Sindaco di Verona nonché Flavio Tosi

lug 2007 – «È una bravissima persona, Papalia. Uno leale e intelligente. Non mi ha mai querelato», dichiara nonché Flavio Tosi.

dic 2007 – La cassazione annulla la sentenza d’appello di Venezia e rinvia a giudizio.

ott 2008 – La corte d’appello di Venezia conferma la condanna a tutti 5.

Rughe,6

>…nonché una cronologia

>ago 2001 – A Verona parte una campagna di raccolta firme per la sicurezza dei cittadini: “Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città“. Guido Papalia rinvia a giudizio il Consigliere regionale, Segretario provinciale Lega Nord – Liga Veneta nonché Flavio Tosi insieme agli altri 4 organizzatori per violazione della legge Mancino – alias: “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”.

gen 2005 – Flavio Tosi, Barbara Tosi, Matteo Bragantini, Enrico Corsi e Maurizio Filippi vengono condannati a sei mesi di reclusione e a tre anni di interdizione a partecipare ad elezioni politiche ed amministrative.

feb 2005 – la scossa

feb 2005 – la ripresa

gen 2007 – Al processo d’appello di Venezia il giudice riduce le pene, e i mesi di reclusione da 6 diventano 2.

mag 2007 – Sindaco di Verona nonché Flavio Tosi

lug 2007 – «È una bravissima persona, Papalia. Uno leale e intelligente. Non mi ha mai querelato», dichiara nonché Flavio Tosi.

dic 2007 – La cassazione annulla la sentenza d’appello di Venezia e rinvia a giudizio.

ott 2008 – La corte d’appello di Venezia conferma la condanna a tutti 5.

Rughe,6

Terremoto, primi appalti: Abruzzesi già fuori gara

Imprese del Nord si aggiudicano le 150 piattaforme antisismiche da 28 milioni di euro

L’AQUILA. Ore 15 di venerdì scorso: un commissario della Protezione Civile apre all’Aquila le buste del primo appalto della ricostruzione. In ballo ci sono 15 milioni di euro. L’offerta economica più vantaggiosa è di un’impresa abruzzese, ma vince una ditta del Nord. Il giorno dopo, sabato, viene assegnato il secondo appalto da 13 milioni. L’offerta economica migliore per lo Stato è abruzzese. Ma per la seconda volta, in appena 24 ore, vince ancora un’impresa del Nord. Gli abruzzesi sono fuori gara.

CHI HA VINTO. Gli appalti delle piattaforme antisismiche, quelle speciali basi di cemento armato, pilastri d’acciaio e solai basculanti, capaci di neutralizzare le frustate ondulatorie e sussultorie del terremoto, vanno alla Gruppo Bison in associazione temporanea d’impresa con la Gdm costruzioni di Milano e alla Zoppoli e Pulcher spa del Nord Est. Hanno 80 giorni di tempo per realizzare 150 piattaforme, ciascuna lunga 50 metri, larga 21 e alta 50 centimetri sui venti siti della ricostruzione. Piattaforme su cui è possibile poggiare case di legno, moduli o abitazioni vere.

Ma la Bison-Gdm, nell’offerta tecnica, ha dichiarato che riuscirà a costruire le prime 65 basi in settanta giorni. E le sono bastate questi dieci giorni in meno per aggiudicarsi la gara, nonostante un ribasso dell’11,6 per cento contro il 21 dell’unica abruzzese in corsa, la Imar, oppure il 19 della Saicam. La Protezione Civile, quindi, ha preferito spendere circa due milioni di euro in più, applicando semplicemente il criterio di un punteggio più basso per l’offerta economica e doppio per l’offerta tecnica sui tempi di realizzazione. Ma l’impresa milanese dovrà portare in Abruzzo 400 operai propri, per i quali sarà necessario realizzare alloggi di cantiere, serviti di acqua e di luce.

Occorrerà quindi più tempo e per di più non ci sarà spazio per gli operai abruzzesi che la mattina sarebbero venuti all’Aquila in auto senza che ci fosse la neccessità di occupare altri spazi per baracche di cantiere.

Abbiamo contattato gli uffici della Imar Costruzioni. «No comment» è stata la risposta. Dalla base operativa della Protezione Civile di Coppito, però, esce un documento che sintetizza le due gare, da 15 e 13,6 milioni di euro, vinte da imprese del Nord.

NESSUNA PUBBLICITA’. Passati sotto traccia. Se non avessimo avuto il documento dei due appalti, nessuno avrebbe saputo nulla, perché nessuno ha pubblicizzato l’esito. Alla prima gara hanno partecipato in sei, l’ha vinta la Bison-Gdm con 81 punti (26 per il ribasso e 55 per la relazione tecnica), seconda la Zoppoli e Pulcher spa (punti 26 e 47), terza la Saicam (29 e 39), poi l’abruzzese Imar (30 e 36), quindi la Cogeis spa-Ivies spa (25 e 33) e infine la Domus dei fratelli Gizzi in Ati con Icor e Zeppieri (24 e 30).

L’ALTRO LOTTO. Alla seconda gara, per i restanti 59 moduli, hanno preso parte solo in quattro, per l’esclusione della Bison-Gdm, perché già risultata vincitrice del primo lotto denominato «1G» e il ritiro della Domus-Icor-Zeppieri.

Come è finita? Ha vinto la Zoppoli e Pulcher (con un ribasso di soli 9,8%) che ha «soffiato» l’appalto ancora all’abruzzese Imar (ribasso alto del 28%) per un solo punto: 66 a 65.

Ma c’è una curiosità: la Imar ha presentato due relazioni tecniche per i due lotti. La prima è stata valutata 36 punti, la seconda 35. Ma sarebbero relazioni identiche.

(04 giugno 2009)
Articolo da “Il Centro”

>Terremoto, primi appalti: Abruzzesi già fuori gara

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Imprese del Nord si aggiudicano le 150 piattaforme antisismiche da 28 milioni di euro

L’AQUILA. Ore 15 di venerdì scorso: un commissario della Protezione Civile apre all’Aquila le buste del primo appalto della ricostruzione. In ballo ci sono 15 milioni di euro. L’offerta economica più vantaggiosa è di un’impresa abruzzese, ma vince una ditta del Nord. Il giorno dopo, sabato, viene assegnato il secondo appalto da 13 milioni. L’offerta economica migliore per lo Stato è abruzzese. Ma per la seconda volta, in appena 24 ore, vince ancora un’impresa del Nord. Gli abruzzesi sono fuori gara.

CHI HA VINTO. Gli appalti delle piattaforme antisismiche, quelle speciali basi di cemento armato, pilastri d’acciaio e solai basculanti, capaci di neutralizzare le frustate ondulatorie e sussultorie del terremoto, vanno alla Gruppo Bison in associazione temporanea d’impresa con la Gdm costruzioni di Milano e alla Zoppoli e Pulcher spa del Nord Est. Hanno 80 giorni di tempo per realizzare 150 piattaforme, ciascuna lunga 50 metri, larga 21 e alta 50 centimetri sui venti siti della ricostruzione. Piattaforme su cui è possibile poggiare case di legno, moduli o abitazioni vere.

Ma la Bison-Gdm, nell’offerta tecnica, ha dichiarato che riuscirà a costruire le prime 65 basi in settanta giorni. E le sono bastate questi dieci giorni in meno per aggiudicarsi la gara, nonostante un ribasso dell’11,6 per cento contro il 21 dell’unica abruzzese in corsa, la Imar, oppure il 19 della Saicam. La Protezione Civile, quindi, ha preferito spendere circa due milioni di euro in più, applicando semplicemente il criterio di un punteggio più basso per l’offerta economica e doppio per l’offerta tecnica sui tempi di realizzazione. Ma l’impresa milanese dovrà portare in Abruzzo 400 operai propri, per i quali sarà necessario realizzare alloggi di cantiere, serviti di acqua e di luce.

Occorrerà quindi più tempo e per di più non ci sarà spazio per gli operai abruzzesi che la mattina sarebbero venuti all’Aquila in auto senza che ci fosse la neccessità di occupare altri spazi per baracche di cantiere.

Abbiamo contattato gli uffici della Imar Costruzioni. «No comment» è stata la risposta. Dalla base operativa della Protezione Civile di Coppito, però, esce un documento che sintetizza le due gare, da 15 e 13,6 milioni di euro, vinte da imprese del Nord.

NESSUNA PUBBLICITA’. Passati sotto traccia. Se non avessimo avuto il documento dei due appalti, nessuno avrebbe saputo nulla, perché nessuno ha pubblicizzato l’esito. Alla prima gara hanno partecipato in sei, l’ha vinta la Bison-Gdm con 81 punti (26 per il ribasso e 55 per la relazione tecnica), seconda la Zoppoli e Pulcher spa (punti 26 e 47), terza la Saicam (29 e 39), poi l’abruzzese Imar (30 e 36), quindi la Cogeis spa-Ivies spa (25 e 33) e infine la Domus dei fratelli Gizzi in Ati con Icor e Zeppieri (24 e 30).

L’ALTRO LOTTO. Alla seconda gara, per i restanti 59 moduli, hanno preso parte solo in quattro, per l’esclusione della Bison-Gdm, perché già risultata vincitrice del primo lotto denominato «1G» e il ritiro della Domus-Icor-Zeppieri.

Come è finita? Ha vinto la Zoppoli e Pulcher (con un ribasso di soli 9,8%) che ha «soffiato» l’appalto ancora all’abruzzese Imar (ribasso alto del 28%) per un solo punto: 66 a 65.

Ma c’è una curiosità: la Imar ha presentato due relazioni tecniche per i due lotti. La prima è stata valutata 36 punti, la seconda 35. Ma sarebbero relazioni identiche.

(04 giugno 2009)
Articolo da “Il Centro”