Se lo spazio si svuota

Per questa settimana l’aula 1.6 è aperta agli studenti. Tuttavia c’è un problema centrale: gli studenti rischiano di non avere più uno spazio. La decisione dal rettorato è infatti quella di restituire alla consueta programmazione protocollare l’aula 1.6. Didattica e non più autoformazione.
Accade un movimento interessante che coinvolge la rappresentanza. Alle rimostranze dello studente è infatti sovrapposta (dall’alto) la delegittimazione della rappresentanza.
Sono i rappresentanti a poter parlare; sono loro il canale per la costruzione propria di qualcosa nell’Ateneo. Lo studente diviene dunque prima muto, e poi numero, quantità che sostiene la rappresentanza.
Dopo il codice della matricola è calcato sulla pelle anche il numero statistico di contributo all’elezione.
E’ in questo modo che si prova a capovolgere il meccanismo che allontana – differenziato – lo studente dallo studente. Ulteriore lontananza che criticizza il dialogo.
Se la rappresentanza non si svuota con il dialogo che la costruisce, lo studente ha ancora identità propria nella partecipazione. Se lo spazio per gli studenti non si svuota con il dialogo che la costruisce, lo studente ha ancora una identità propria nella partecipazione.
Si tratta di un invito.
Rughe

>Gelmini e Brunetta: una storia con i fiocchi

>Maria Stella Gelmini e il collega Brunetta sono stati visti da alcuni testimoni in atteggiamenti lascivi sulla Smart di lui. Dopo una serata passata a mangiare pesce e pane azzimo, i due, hanno deciso di concludere la serata appartandosi nel posto macchina di Bossi a Palazzo Madama. Nonostante la statura del ministro per la Pub(bl)ica amministrazione, le mani sapevano dove e come muoversi. Sono stati momenti di grande passione e intimità per i 2 ministri che hanno deciso di sfogare lo stress attraverso la copula. Questa storia d’amore, che fra non molto infiammerà le conversazioni del consiglio dei ministri, si presume sia nata da un’attrazione inconscia della signora Gelmini verso le piccole cose della vita. Dopo gli ormai noti tagli ai fondi la Gelmini ha deciso di seguire l’istinto e continuare ad inseguire la filosofia che nella botte piccola c’è il vino buono. Il ministro Brunetta essendo lui divino cuoco e altrettanto eccellente amatore, secondo la legge della L, non ha potuto resistere al fascino occhialuto e disinibito di Maria Stella e in questa bellissima sera inv(f)ernale si sono dichiarati amore reciproco. Dopo la storia con il ministro Tremonti tragicamente finita da un taglio netto di lei, la Gelmini ha deciso di fare qualcosa per i meno abbienti, di centimetri in questo caso, facendo partecipe l’amato delle sue inclinazioni politiche. I commenti degli altri personaggi politici sono stati positivi, Berlusconi: ‘Brunetta è un grande uomo, di alta statura morale anche se non ancora abbronzato come piace a me. Però io sono più alto, W l’Italia!; Calderoli un pò scettico: ‘Maria Stella c’ha visto bene, se lo incontrassi io di notte lo scambierei per un pigmeo!’; Bossi invece era un pò alterato: ‘Eeeeeeh oooooh il mio macchina postooooohhhh uuuuuh!’

Elio

Gelmini e Brunetta: una storia con i fiocchi

Maria Stella Gelmini e il collega Brunetta sono stati visti da alcuni testimoni in atteggiamenti lascivi sulla Smart di lui. Dopo una serata passata a mangiare pesce e pane azzimo, i due, hanno deciso di concludere la serata appartandosi nel posto macchina di Bossi a Palazzo Madama. Nonostante la statura del ministro per la Pub(bl)ica amministrazione, le mani sapevano dove e come muoversi. Sono stati momenti di grande passione e intimità per i 2 ministri che hanno deciso di sfogare lo stress attraverso la copula. Questa storia d’amore, che fra non molto infiammerà le conversazioni del consiglio dei ministri, si presume sia nata da un’attrazione inconscia della signora Gelmini verso le piccole cose della vita. Dopo gli ormai noti tagli ai fondi la Gelmini ha deciso di seguire l’istinto e continuare ad inseguire la filosofia che nella botte piccola c’è il vino buono. Il ministro Brunetta essendo lui divino cuoco e altrettanto eccellente amatore, secondo la legge della L, non ha potuto resistere al fascino occhialuto e disinibito di Maria Stella e in questa bellissima sera inv(f)ernale si sono dichiarati amore reciproco. Dopo la storia con il ministro Tremonti tragicamente finita da un taglio netto di lei, la Gelmini ha deciso di fare qualcosa per i meno abbienti, di centimetri in questo caso, facendo partecipe l’amato delle sue inclinazioni politiche. I commenti degli altri personaggi politici sono stati positivi, Berlusconi: ‘Brunetta è un grande uomo, di alta statura morale anche se non ancora abbronzato come piace a me. Però io sono più alto, W l’Italia!; Calderoli un pò scettico: ‘Maria Stella c’ha visto bene, se lo incontrassi io di notte lo scambierei per un pigmeo!’; Bossi invece era un pò alterato: ‘Eeeeeeh oooooh il mio macchina postooooohhhh uuuuuh!’

Elio

>Non venitemi a parlare di Non-Sense

>

“Andiamo!”, disse lo specchio, “Cercherò di essere più chiaro possibile ma tu continua a fissarti.” e guardò fisso il generale.

Il generale si fissò e disse rimanendo immobile: “Cos’è? Cos’è il nonsense? Io non lo capisco.”, lo specchio prima riflesse e poi rispose indicando sé stesso.

Il generale rimase basito dalla risposta e cercò di riflettere a sua volta sulla situazione, indicandosi. “La destra è la sinistra, il centro è l’unica cosa che rimane ma è confuso, vedi io chiudo l’occhio destro che invece è il sinistro, continua a fissarti”.

Io generale in capo delle forze armate chiedo lo sgombero dei territori occupati e chiedo anche che tutto il contingente torni nel nostro suolo questa guerra non ha avuto alcun risultato se non quello di decimare la nostra forza e diminuire la nostra posizione di fronte agli altri paesi sovrani.

Signor generale lei è un incosciente lasciare il paese occupato mostrerebbe ancor di più la nostra debolezza e poi non vorrà lasciare i cittadini in balia degli altri eserciti quelli sì che sono degli incompetenti la sua condotta sta perdendo ogni logica prima dice di abbandonare i territori occupati poi ribadisce che è incosciente cedere l’iniziativa a qualcun altro si decida.Cosa dovrei fare ciò che mi spinge a prendere questo tipo di decisione è la stessa cosa che obbliga voi a prendere le vostre.

Ma non dica scemenze e rifletta ecco continui a riflettere vede ciò che porta la riflessione è chiaro.

No non è chiaro per niente.

Allora si schiarisca le idee cos’ha senso per lei?

Io credo che ha senso ciò a cui diamo un senso ciò che ha un doppio senso porta a incidenti frontali ciò che non ha senso porta alla riflessione io rifletto su quello che ho dietro almeno quanto lei riflette su ciò che ha davanti. Ciò che apparentemente non ha senso porta alla riflessione lei rifletta sulla mancanza di senso e si troverà in un traffico indicibile macchine a destra camion a sinistra un’ambulanza dietro il cielo azzurro sopra rifletta bene.

Io posso riflettere sulle macchine a destra sui camion a sinistra e sull’ambulanza davanti ma non concepisco come riflettere sul cielo lui sta sopra tutto.

Bene a quanto pare lei non comprende la questione a fondo facciamo una prova vede la pistola nella fondina a sinistra

Vorrebbe dire a destra

Non mi interrompa prenda la pistola a sinistra e con la mano sinistra si spari un colpo alla tempia se davvero questo non ha senso per lei non dovrebbe succedere niente e allora avrà ragione lei ma se in realtà questo ha un senso allora

π

Non venitemi a parlare di Non-Sense

“Andiamo!”, disse lo specchio, “Cercherò di essere più chiaro possibile ma tu continua a fissarti.” e guardò fisso il generale.

Il generale si fissò e disse rimanendo immobile: “Cos’è? Cos’è il nonsense? Io non lo capisco.”, lo specchio prima riflesse e poi rispose indicando sé stesso.

Il generale rimase basito dalla risposta e cercò di riflettere a sua volta sulla situazione, indicandosi. “La destra è la sinistra, il centro è l’unica cosa che rimane ma è confuso, vedi io chiudo l’occhio destro che invece è il sinistro, continua a fissarti”.

Io generale in capo delle forze armate chiedo lo sgombero dei territori occupati e chiedo anche che tutto il contingente torni nel nostro suolo questa guerra non ha avuto alcun risultato se non quello di decimare la nostra forza e diminuire la nostra posizione di fronte agli altri paesi sovrani.

Signor generale lei è un incosciente lasciare il paese occupato mostrerebbe ancor di più la nostra debolezza e poi non vorrà lasciare i cittadini in balia degli altri eserciti quelli sì che sono degli incompetenti la sua condotta sta perdendo ogni logica prima dice di abbandonare i territori occupati poi ribadisce che è incosciente cedere l’iniziativa a qualcun altro si decida.Cosa dovrei fare ciò che mi spinge a prendere questo tipo di decisione è la stessa cosa che obbliga voi a prendere le vostre.

Ma non dica scemenze e rifletta ecco continui a riflettere vede ciò che porta la riflessione è chiaro.

No non è chiaro per niente.

Allora si schiarisca le idee cos’ha senso per lei?

Io credo che ha senso ciò a cui diamo un senso ciò che ha un doppio senso porta a incidenti frontali ciò che non ha senso porta alla riflessione io rifletto su quello che ho dietro almeno quanto lei riflette su ciò che ha davanti. Ciò che apparentemente non ha senso porta alla riflessione lei rifletta sulla mancanza di senso e si troverà in un traffico indicibile macchine a destra camion a sinistra un’ambulanza dietro il cielo azzurro sopra rifletta bene.

Io posso riflettere sulle macchine a destra sui camion a sinistra e sull’ambulanza davanti ma non concepisco come riflettere sul cielo lui sta sopra tutto.

Bene a quanto pare lei non comprende la questione a fondo facciamo una prova vede la pistola nella fondina a sinistra

Vorrebbe dire a destra

Non mi interrompa prenda la pistola a sinistra e con la mano sinistra si spari un colpo alla tempia se davvero questo non ha senso per lei non dovrebbe succedere niente e allora avrà ragione lei ma se in realtà questo ha un senso allora

π

>Rebonato, rinomato da tutto l’economato, è passato pressoché inosservato dall’intero studentato in un lavoro d’artigianato

>

Sbagliato hai sbagliato ma uomo avvisato mezzo salvato. Sfortunato, però bagnato, di conseguenza asciugato dal rettorato.
‘Sono un esecutore.’ E’ un’immagine che annulla il corpo di colui che realmente agisce. Il corpo del responsabile scompare. E’ cancellato insieme alla responsabilità stessa, continuamente spostata, e quindi inavvicinabile. Ciò che rimane, è l’avanzo di un automa che compie la sostituzione della serratura dell’aula 1.6 tra le 20 di giovedì 8 gennaio e le 8 del venerdì mattina. Un lavoro che un operatore del settore non accetterebbe di fare visto l’orario. L’emozione di un compito che solamente una persona può prestarsi a svolgere: lo scagnozzo.Ciò che si compie eccede l’infamia senza neanche la misera legittimità di un’atmosfera tesa. Si vuole tracciarla come ‘prevenzione’ alla tensione, ma ne diviene invece possibile premessa, stupido impulso al suo raccapricciante avvento.
Cambiando la serratura di notte, si mette a nudo una torbida intenzione alla negazione di ciò che si crea nella stanza 1.6 aperta. Il rettore da a vedere la sua diagnosi sopra lo spazio di dialogo come tumore nella macchina aziendale-universitaria. Colui che decide dell’1.6 avendone sola immagine è medico che prescrive farmaci per telefono. Egli è assenza, e in quanto tale, si muove per gesti, nella conduzione dell’orchestra di vassalli ed esecutori impalati ad ogni pianerottolo della scala burocratica.
Ato,6 e Rugato

Rebonato, rinomato da tutto l’economato, è passato pressoché inosservato dall’intero studentato in un lavoro d’artigianato

Sbagliato hai sbagliato ma uomo avvisato mezzo salvato. Sfortunato, però bagnato, di conseguenza asciugato dal rettorato.
‘Sono un esecutore.’ E’ un’immagine che annulla il corpo di colui che realmente agisce. Il corpo del responsabile scompare. E’ cancellato insieme alla responsabilità stessa, continuamente spostata, e quindi inavvicinabile. Ciò che rimane, è l’avanzo di un automa che compie la sostituzione della serratura dell’aula 1.6 tra le 20 di giovedì 8 gennaio e le 8 del venerdì mattina. Un lavoro che un operatore del settore non accetterebbe di fare visto l’orario. L’emozione di un compito che solamente una persona può prestarsi a svolgere: lo scagnozzo.Ciò che si compie eccede l’infamia senza neanche la misera legittimità di un’atmosfera tesa. Si vuole tracciarla come ‘prevenzione’ alla tensione, ma ne diviene invece possibile premessa, stupido impulso al suo raccapricciante avvento.
Cambiando la serratura di notte, si mette a nudo una torbida intenzione alla negazione di ciò che si crea nella stanza 1.6 aperta. Il rettore da a vedere la sua diagnosi sopra lo spazio di dialogo come tumore nella macchina aziendale-universitaria. Colui che decide dell’1.6 avendone sola immagine è medico che prescrive farmaci per telefono. Egli è assenza, e in quanto tale, si muove per gesti, nella conduzione dell’orchestra di vassalli ed esecutori impalati ad ogni pianerottolo della scala burocratica.
Ato,6 e Rugato

Agatha Christie: 300 piccoli criminali

Giorgio Mariani, docente di letteratura americana, ha deciso di invitare l’ex-Br Morucci alla Sapienza per «portare la testimonianza di chi, dopo scelte tragicamente sbagliate, s’è pentito» e dice di aver preso questa decisione al seguito di un consiglio ricevuto da agenti di polizia (la Repubblica del 5.01.09). Intanto da Cortina il sindaco di Roma Alemanno afferma che «l´ateneo della Sapienza è tenuto in ostaggio da 300 piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci. Lì si invitano i terroristi rossi e al Papa è impedito di parlare», facendo riferimento allo scorso anno, quando al Pastore tedesco fu contestata – da 67 docenti di Fisica – la lectio magistralis che era stato chiamato a pronunciare dal rettore di allora. La risposta immediata degli studenti viene pubblicata sul portale di uniriot.org: “300 è un numero evocativo. 300 erano gli uomini di Leonida, i più coraggiosi, gli spartani che resistono eroicamente durante la battaglia delle Termopili all’invasione di Serse e dei suoi persiani. Resistono, nonostante la drammatica inferiorità numerica, in difesa delle poleis greche: la libertà che non vuole scendere a patti con il dispotismo. Non possiamo che essere onorati dunque del richiamo evocativo. Ma i numeri sono una cosa seria e Alemanno dovrebbe sapere di cosa sta parlando. 30 ottobre 2008, un milione e mezzo di persone scioperano e scendono in piazza in tutta Italia contro la legge 133 e la riforma Gelmini; dalla Sapienza parte un corteo di oltre 100000 persone che mano a mano si ingrossa e raggiunge, assediandolo, il ministero di viale trastevere. 14 novembre, 300.000 studenti universitari cingono d’assedio il parlamento, 20.000 gli studenti che vengono da fuori Roma, il resto è composto da studenti universitari delle 3 università di Roma e dagli studenti medi di gran parte dei licei della capitale. 300 è un numero di cui andare fieri, ma forse Alemanno legge poco i giornali o si occupa poco della città di cui è sindaco, città in cui per almeno due mesi gli studenti hanno bloccato la viabilità e la produzione.
La parola «criminali», invece, parla di un tentativo ben preciso: normalizzare l’università, mettere all’angolo l’Onda e la sua straordinaria capacità di conflitto. E questa normalizzazione, per il magnifico Frati, equivale ad un’ottima merce di scambio con cui ottenere dal governo qualche briciola a sostegno della Sapienza. Un gran polverone dunque per non parlare dei problemi veri dell’università, di quel processo di dismissione a cui è stata destinata dal governo delle destre, ma anche un’aggressione a più voci contro i movimenti e chi a questa dismissione si è opposto e si continuerà ad opporre. Un misto di provocazione e criminalizzazione per agevolare quel processo di riforma che l’autunno dell’Onda ha messo nell’angolo.
Un’ultima battuta rispetto alla vicenda del Papa e al nuovo invito che gli ha rivolto il magnifico. Che venga pure Benedetto XVI, sarebbe buona cosa, però, che venisse accompagnato dal parroco di Gaza, offrirebbe a tutto il mondo accademico la possibilità di confrontarsi con una questione terribile come l’uccisione di centinaia di civili palestinesi innocenti”.