L’uomo che non deve chiedere mai

Il primo cittadino di Verona non smette di far della propria carica un’arte. Una serie di ordinanze autunnali hanno permesso infatti a Flavio Tosi di dimostrare quanto le avanguardie amministrative possano spingersi oltre, come quella delle biciclette, che non possono più transitare tranquillamente in zona 30 (Zona Traffico Limitato). Provvedimenti capolavoro; chi mai avrebbe pensato di risolvere il problema dello smog in città togliendo la possibilità alle biciclette di poter circolare? Ma i colpi di genio non si vogliono esaurire e alla richiesta di alcuni cittadini che lamentavano da tempo la presenza di barboni e gentaglia simile che si coricava sulle panchine dei giardini di via Prato Santo, l’amministrazione risponde con l’eliminazione delle panchine. No panchine, no barboni. Perché è risaputo che i barboni spuntano come funghi solo se pianti panchine. Ma non credete che Flavio si sia fermato qui: riparte infatti la stagione antibivacco, con tante nuove speciali panchine da piantare: quelle con il bracciolo in mezzo.

Ale,6

>L’uomo che non deve chiedere mai

>Il primo cittadino di Verona non smette di far della propria carica un’arte. Una serie di ordinanze autunnali hanno permesso infatti a Flavio Tosi di dimostrare quanto le avanguardie amministrative possano spingersi oltre, come quella delle biciclette, che non possono più transitare tranquillamente in zona 30 (Zona Traffico Limitato). Provvedimenti capolavoro; chi mai avrebbe pensato di risolvere il problema dello smog in città togliendo la possibilità alle biciclette di poter circolare? Ma i colpi di genio non si vogliono esaurire e alla richiesta di alcuni cittadini che lamentavano da tempo la presenza di barboni e gentaglia simile che si coricava sulle panchine dei giardini di via Prato Santo, l’amministrazione risponde con l’eliminazione delle panchine. No panchine, no barboni. Perché è risaputo che i barboni spuntano come funghi solo se pianti panchine. Ma non credete che Flavio si sia fermato qui: riparte infatti la stagione antibivacco, con tante nuove speciali panchine da piantare: quelle con il bracciolo in mezzo.

Ale,6

>Lo scacciapensieri

>

Si chiude con il numero di oggi Pagina/13.
Si chiude nella speranza che questa sia solo una pausa imposta dalle festività e, una volta terminate si spera di ripartire da dove ci siamo fermati.
Speriamo di aver provocato qualche emozione, nel bene e nel male, in coloro che hanno voluto prendersi una pausa andando a leggere questo semplice foglio che per caso gli è capitato tra le mani.
Qualche emozione nel bene o nel male perché non c’è nulla di peggio che passare inosservati e, se durante questo percorso siamo riusciti a suscitare in voi qualche sentimento allora il nostro scopo sarà stato raggiunto. Non lo scopo di far parlare di noi ma, quello di essere riusciti a farvi riflettere sulle tematiche da noi toccate.
Sfortunatamente non abbiamo avuto il supporto di molte persone, anzi colgo l’occasione per rinnovare l’invito a chi sia interessato di contattarci, e il lavoro si è più volte fatto faticoso ma, noi siamo comunque andati avanti perché credevamo e crediamo ancora in questo progetto, che sarà pure una piccola cosa ma, nulla è più grande delle piccole cose.
La speranza è quindi quella che vi siate almeno una volta inciampati su di noi e di tornare presto a farvi inciampare di nuovo.
La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose e le cose buone non muoiono mai.
Matte

Lo scacciapensieri

Si chiude con il numero di oggi Pagina/13.
Si chiude nella speranza che questa sia solo una pausa imposta dalle festività e, una volta terminate si spera di ripartire da dove ci siamo fermati.
Speriamo di aver provocato qualche emozione, nel bene e nel male, in coloro che hanno voluto prendersi una pausa andando a leggere questo semplice foglio che per caso gli è capitato tra le mani.
Qualche emozione nel bene o nel male perché non c’è nulla di peggio che passare inosservati e, se durante questo percorso siamo riusciti a suscitare in voi qualche sentimento allora il nostro scopo sarà stato raggiunto. Non lo scopo di far parlare di noi ma, quello di essere riusciti a farvi riflettere sulle tematiche da noi toccate.
Sfortunatamente non abbiamo avuto il supporto di molte persone, anzi colgo l’occasione per rinnovare l’invito a chi sia interessato di contattarci, e il lavoro si è più volte fatto faticoso ma, noi siamo comunque andati avanti perché credevamo e crediamo ancora in questo progetto, che sarà pure una piccola cosa ma, nulla è più grande delle piccole cose.
La speranza è quindi quella che vi siate almeno una volta inciampati su di noi e di tornare presto a farvi inciampare di nuovo.
La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose e le cose buone non muoiono mai.
Matte

>Accostamenti: la rappresentanza

>Quando il tatto non si ferma in impulso elettrico

L’epidermide è la zona più esterna della pelle. È composta da cellule indurite dalla presenza di cheratina. Alla sua base ci sono numerosi strati di cellule che si riproducono continuamente per sostituire quelle che muoiono e si staccano (causando ad esempio, la forfora). Si possono riconoscere nell’epidermide più strati: Uno strato basale di cheratinociti dotato di cellule cubiche unite tra di loro da giunzioni cellulari chiamate desmosomi ed ancorate alla membrana basale, che connette l’epidermide al derma, da emidesmosomi; i cheratinociti di questo strato contengono tonofilamenti ovvero filamenti intermedi di cheratina. Uno strato spinoso composto da cellule poliedriche in cui si ha un progressivo accumulo di tonofibrille, proteine di membrana e granuli lamellati. Uno strato granulare composto da cellule pavimentose ricche di cheratina e di granuli di chetoialina. Abbiamo poi un ultimo strato corneo in cui le cellule ormai ridotte a lamine sono andate incontro ad apoptosi. All’interno di questa struttura troviamo altre cellule svolgenti funzioni diverse: cellule di Merchel che condividono lo stesso compartimento germinativo dei cheratinociti, queste risultano essere in contatto con terminazioni nervose che è la.porzione ultima di una fibra nervosa afferente, sono in grado di scatenare all’occorrenza un segnale elettrico che sarà elaborato come segnale tattile. Troviamo inoltre le cellule di Langerhans (da non confondersi con le isole di Langerhans che si trovano nel pancreas), hanno funzioni di difesa e sono ramificate, si trovano nello strato spinoso, queste cellule inglobano le sostanze estranee o germi e a differenza dei macrofagi dopo averle elaborate saranno riemesse in modo da essere riconoscibili dai linfociti. Abbiamo poi i melanociti posizionati a livello dello strato basale, producono melanina che viene assunta dai cheratinociti

(fonte Wikipedia)
Ale,6

Accostamenti: la rappresentanza

Quando il tatto non si ferma in impulso elettrico

L’epidermide è la zona più esterna della pelle. È composta da cellule indurite dalla presenza di cheratina. Alla sua base ci sono numerosi strati di cellule che si riproducono continuamente per sostituire quelle che muoiono e si staccano (causando ad esempio, la forfora). Si possono riconoscere nell’epidermide più strati: Uno strato basale di cheratinociti dotato di cellule cubiche unite tra di loro da giunzioni cellulari chiamate desmosomi ed ancorate alla membrana basale, che connette l’epidermide al derma, da emidesmosomi; i cheratinociti di questo strato contengono tonofilamenti ovvero filamenti intermedi di cheratina. Uno strato spinoso composto da cellule poliedriche in cui si ha un progressivo accumulo di tonofibrille, proteine di membrana e granuli lamellati. Uno strato granulare composto da cellule pavimentose ricche di cheratina e di granuli di chetoialina. Abbiamo poi un ultimo strato corneo in cui le cellule ormai ridotte a lamine sono andate incontro ad apoptosi. All’interno di questa struttura troviamo altre cellule svolgenti funzioni diverse: cellule di Merchel che condividono lo stesso compartimento germinativo dei cheratinociti, queste risultano essere in contatto con terminazioni nervose che è la.porzione ultima di una fibra nervosa afferente, sono in grado di scatenare all’occorrenza un segnale elettrico che sarà elaborato come segnale tattile. Troviamo inoltre le cellule di Langerhans (da non confondersi con le isole di Langerhans che si trovano nel pancreas), hanno funzioni di difesa e sono ramificate, si trovano nello strato spinoso, queste cellule inglobano le sostanze estranee o germi e a differenza dei macrofagi dopo averle elaborate saranno riemesse in modo da essere riconoscibili dai linfociti. Abbiamo poi i melanociti posizionati a livello dello strato basale, producono melanina che viene assunta dai cheratinociti

(fonte Wikipedia)
Ale,6

>La speranza è l’ultima a morire

>O almeno si spera, leggendo il disegno di legge presentato dal PD i più ottimisti possono sperare in un cambio di rotta nella gestione dell’energia. L’alternativa che Veltroni e soci hanno descritto riguarda l’uso di impianti fotovoltaici, la riqualificazione edilizia e i trasporti.
In questo documento vengono mostrati i guadagni che avrebbero le famiglie e lo Stato se si affrontasse il problema energetico in maniera più accorta. Se, ad esempio, una famiglia decide di investire in un impianto fotovoltaico, che trasforma l’energia solare in elettricità, nel giro di qualche anno (da 6 a 9.5) riuscirebbe a ripagarselo e negli anni successivi risparmierebbe da 500 a 700 euro per ogni anno.
Stesso discorso per la riqualificazione energetica e permanente degli edifici, i risparmi intervenendo su un singolo edificio variano dai 500 ai 1.000 euro l’anno, con un tempo di ritorno degli investimenti pari a 3-5 anni e minori emissioni di anidride carbonica pari a 0,8-1,5
tonnellate annue.
Oltre a giovare al portafoglio delle famiglie, una ricerca del Politecnico di Milano fa notare come gli investimenti in efficienza darebbero ossigeno sia al pianeta che alle casse dello stato. Infatti si otterrebbe da oggi al 2020 un vantaggio economico pari a 65 miliardi di euro. Il rapporto valuta in oltre 100 terawattora il risparmio possibile, pari a un quarto di tutta l’energia che consumeremmo nel 2020 se i consumi continuassero a crescere al ritmo attuale (circa il 2 per cento l’anno).
Infine il capitolo trasporti. Nel testo si prevede che gli enti locali prelevino ogni anno dai concessionari di spazi pubblicitari nel territorio comunale una percentuale pari ad almeno il 2 per cento del valore della concessione e la destinino a interventi di mobilità sostenibile dando priorità alla mobilità ciclistica (bike sharing, piste ciclabili). Incentivati anche l’acquisto di autobus pubblici a metano e la promozione del trasporto collettivo su ferro nell’ambito locale e urbano (300 milioni di euro all’anno per cinque anni), con l’avvio del piano dei “1000 treni pendolari” e di misure per favorire la diffusione dei biocarburanti e il potenziamento della rete di distribuzione del metano e del Gpl per autotrazione.
A quanto pare le idee ci sono, il difficile è come sempre metterle in atto e farle diventare realtà, SPERIAMO che qualcuno colga l’occasione per dimostrarsi capace di vedere oltre i propri interessi personali e muovere in una direzione che aiuterà tutti, anche coloro che continuano a non capire che la situazione è tragica.

π

La speranza è l’ultima a morire

O almeno si spera, leggendo il disegno di legge presentato dal PD i più ottimisti possono sperare in un cambio di rotta nella gestione dell’energia. L’alternativa che Veltroni e soci hanno descritto riguarda l’uso di impianti fotovoltaici, la riqualificazione edilizia e i trasporti.
In questo documento vengono mostrati i guadagni che avrebbero le famiglie e lo Stato se si affrontasse il problema energetico in maniera più accorta. Se, ad esempio, una famiglia decide di investire in un impianto fotovoltaico, che trasforma l’energia solare in elettricità, nel giro di qualche anno (da 6 a 9.5) riuscirebbe a ripagarselo e negli anni successivi risparmierebbe da 500 a 700 euro per ogni anno.
Stesso discorso per la riqualificazione energetica e permanente degli edifici, i risparmi intervenendo su un singolo edificio variano dai 500 ai 1.000 euro l’anno, con un tempo di ritorno degli investimenti pari a 3-5 anni e minori emissioni di anidride carbonica pari a 0,8-1,5
tonnellate annue.
Oltre a giovare al portafoglio delle famiglie, una ricerca del Politecnico di Milano fa notare come gli investimenti in efficienza darebbero ossigeno sia al pianeta che alle casse dello stato. Infatti si otterrebbe da oggi al 2020 un vantaggio economico pari a 65 miliardi di euro. Il rapporto valuta in oltre 100 terawattora il risparmio possibile, pari a un quarto di tutta l’energia che consumeremmo nel 2020 se i consumi continuassero a crescere al ritmo attuale (circa il 2 per cento l’anno).
Infine il capitolo trasporti. Nel testo si prevede che gli enti locali prelevino ogni anno dai concessionari di spazi pubblicitari nel territorio comunale una percentuale pari ad almeno il 2 per cento del valore della concessione e la destinino a interventi di mobilità sostenibile dando priorità alla mobilità ciclistica (bike sharing, piste ciclabili). Incentivati anche l’acquisto di autobus pubblici a metano e la promozione del trasporto collettivo su ferro nell’ambito locale e urbano (300 milioni di euro all’anno per cinque anni), con l’avvio del piano dei “1000 treni pendolari” e di misure per favorire la diffusione dei biocarburanti e il potenziamento della rete di distribuzione del metano e del Gpl per autotrazione.
A quanto pare le idee ci sono, il difficile è come sempre metterle in atto e farle diventare realtà, SPERIAMO che qualcuno colga l’occasione per dimostrarsi capace di vedere oltre i propri interessi personali e muovere in una direzione che aiuterà tutti, anche coloro che continuano a non capire che la situazione è tragica.

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>Da farmaco a stupefacente

>La gioia di aver generato l’LSD venne offuscata dopo più di 10 anni di ricerca scientifica e di impiego farmacologico, quando esso fu travolto dall’onda gigantesca di un desiderio incontenibile di inebriamento, incominciò a diffondersi nel mondo occidentale, soprattutto negli Stati Uniti, alla fine degli anni Cinquanta. Fu insolito il modo in cui l’LSD assunse rapidamente il ruolo di sostanza stupefacente, diventando per un certo periodo la droga in assoluto più famosa. Con la diffusione del suo uso, a cui seguì un notevole incremento di incidenti provocati da un impiego irresponsabile, senza alcun controllo medico, l’LSD divenne per me e per SANDOZ un bambino difficile. […] Negli Stati Uniti furono anche pubblicati alcuni libri dove si parlava in maniera più compiuta degli effetti straordinari di questo farmaco (LSD). Voglio qui ricordare due delle opere più importanti: Exploring inner space di Jeane Dunlap e Myself and I di Constance A.Newland. Benché in entrambi i casi l’LSD fosse stato impiegato all’interno di un trattamento psichiatrico, gli autori rivolsero le loro opere, divenute bestseller, al grande pubblico. Nel suo libro, sottotitolato The intimate and completely frank record of one woman’s courageous experiment with psychiatry’s newest drug LSD 25, Newland descriveva con intimi dettagli come era stata curata della sua frigidità. Dopo una confessione di questo genere si può facilmente immaginare come molte persone avessero voluto provare la medicina miracolosa. L’opinione errata suggerita da questi resoconti – secondo cui sarebbe sufficiente prendere l’LSD per ottenere trasformazioni ed effetti miracolosi sulla personalità – determinò ben presto una vasta diffusione di esperimenti con la nuova sostanza.

Albert Hofmann