Da farmaco a stupefacente

La gioia di aver generato l’LSD venne offuscata dopo più di 10 anni di ricerca scientifica e di impiego farmacologico, quando esso fu travolto dall’onda gigantesca di un desiderio incontenibile di inebriamento, incominciò a diffondersi nel mondo occidentale, soprattutto negli Stati Uniti, alla fine degli anni Cinquanta. Fu insolito il modo in cui l’LSD assunse rapidamente il ruolo di sostanza stupefacente, diventando per un certo periodo la droga in assoluto più famosa. Con la diffusione del suo uso, a cui seguì un notevole incremento di incidenti provocati da un impiego irresponsabile, senza alcun controllo medico, l’LSD divenne per me e per SANDOZ un bambino difficile. […] Negli Stati Uniti furono anche pubblicati alcuni libri dove si parlava in maniera più compiuta degli effetti straordinari di questo farmaco (LSD). Voglio qui ricordare due delle opere più importanti: Exploring inner space di Jeane Dunlap e Myself and I di Constance A.Newland. Benché in entrambi i casi l’LSD fosse stato impiegato all’interno di un trattamento psichiatrico, gli autori rivolsero le loro opere, divenute bestseller, al grande pubblico. Nel suo libro, sottotitolato The intimate and completely frank record of one woman’s courageous experiment with psychiatry’s newest drug LSD 25, Newland descriveva con intimi dettagli come era stata curata della sua frigidità. Dopo una confessione di questo genere si può facilmente immaginare come molte persone avessero voluto provare la medicina miracolosa. L’opinione errata suggerita da questi resoconti – secondo cui sarebbe sufficiente prendere l’LSD per ottenere trasformazioni ed effetti miracolosi sulla personalità – determinò ben presto una vasta diffusione di esperimenti con la nuova sostanza.

Albert Hofmann

Ancoraggi

Piero Calamandrei
“La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo.
Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la
concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.”

>Ancoraggi

>Piero Calamandrei
“La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo.
Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la
concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.”

Poesia

Caro “vecchio” (ma allora nuovo!) movimento, ti ricordi quando miravi a conivolgere, interrogandoti sulla natura del tuo uditorio, e sulle modalità più adatte a raggiungerlo?
(mai avresti insultato chi ancora non ti componeva…)
i tempi in cui ponevi l’accento sul malcontento più diffuso e sui temi maggiormente condivisibili?
quando ti componevi di facce nuove, di scienziati, giuristi e speranzosi propositivi?
quando si parlava seriamente di contenuti univeristari e si dismettevano retorica, vecchie ideologie e nuovi deliri?
quando qualcuno invitava ad andare incontro ai tempi di vita degli studenti che, come rivela il nome, studiano…?
Già, i bei vecchi/nuovi tempi in cui i numeri permettevano di chiedere legittimamente un’auletta…
…i bei tempi andati?
Nicholas

>Poesia

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Caro “vecchio” (ma allora nuovo!) movimento, ti ricordi quando miravi a conivolgere, interrogandoti sulla natura del tuo uditorio, e sulle modalità più adatte a raggiungerlo?
(mai avresti insultato chi ancora non ti componeva…)
i tempi in cui ponevi l’accento sul malcontento più diffuso e sui temi maggiormente condivisibili?
quando ti componevi di facce nuove, di scienziati, giuristi e speranzosi propositivi?
quando si parlava seriamente di contenuti univeristari e si dismettevano retorica, vecchie ideologie e nuovi deliri?
quando qualcuno invitava ad andare incontro ai tempi di vita degli studenti che, come rivela il nome, studiano…?
Già, i bei vecchi/nuovi tempi in cui i numeri permettevano di chiedere legittimamente un’auletta…
…i bei tempi andati?
Nicholas

I lettori mp3: i contraccettivi del nuovo millennio

Il pensiero mio personale è questo: i lettori mp3 hanno la capacità di inibire ancora di più l’approccio tra le persone. Questa considerazione è nata in treno, e può essere capitata ad ognuno di voi, mentre si guarda fuori dal finestrino l’occhio va a cadere sulla bella ragazza (ma il discorso vale anche per un ragazzo) che siede di fronte. Ci si sente spinti a iniziare una conversazione, stupida e inutile che sia, che però potrà avere come risultato l’aver conosciuto una persona che, detto malamente, ci ispira. Il problema nasce quando notiamo che questa persona ha nelle orecchie le cuffie e che sta probabilmente ascoltando la sua canzone preferita. Perché io dovrei disturbare il suo ascolto? E se non avesse quel dannato lettore sarei sicuramente più tranquillo per rompere il ghiaccio. Una volta, quando questi arnesi diabolici non esistevano, non dico che fosse più facile ma sicuramente c’era un pensiero in meno. Invece no, adesso tra noi e la speranza di conoscere quella ragazza dai capelli biondi e dagli occhi azzurro cielo, ci sono le due cuffie e una memoria flash. Questa società vede negli sconosciuti un pericolo più che un’opportunità e ci si immedesima nell’altro: se io stessi ascoltando la musica vorrei davvero che qualcuno mi interrompesse? Dipende sicuramente dalla persona e dal momento, diciamo che le probabilità di cogliere nel segno diminuiscono drasticamente. Trovare poi una battuta ad effetto che la possa distogliere dalla musica è più o meno come chiedere a Berlusconi di ammettere i propri errori. Impossibile in questo mondo. I lettori mp3 superano l’aspirina come contraccettivo, non tengono chiuse solo le gambe ma addirittura anche le orecchie!
π

>I lettori mp3: i contraccettivi del nuovo millennio

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Il pensiero mio personale è questo: i lettori mp3 hanno la capacità di inibire ancora di più l’approccio tra le persone. Questa considerazione è nata in treno, e può essere capitata ad ognuno di voi, mentre si guarda fuori dal finestrino l’occhio va a cadere sulla bella ragazza (ma il discorso vale anche per un ragazzo) che siede di fronte. Ci si sente spinti a iniziare una conversazione, stupida e inutile che sia, che però potrà avere come risultato l’aver conosciuto una persona che, detto malamente, ci ispira. Il problema nasce quando notiamo che questa persona ha nelle orecchie le cuffie e che sta probabilmente ascoltando la sua canzone preferita. Perché io dovrei disturbare il suo ascolto? E se non avesse quel dannato lettore sarei sicuramente più tranquillo per rompere il ghiaccio. Una volta, quando questi arnesi diabolici non esistevano, non dico che fosse più facile ma sicuramente c’era un pensiero in meno. Invece no, adesso tra noi e la speranza di conoscere quella ragazza dai capelli biondi e dagli occhi azzurro cielo, ci sono le due cuffie e una memoria flash. Questa società vede negli sconosciuti un pericolo più che un’opportunità e ci si immedesima nell’altro: se io stessi ascoltando la musica vorrei davvero che qualcuno mi interrompesse? Dipende sicuramente dalla persona e dal momento, diciamo che le probabilità di cogliere nel segno diminuiscono drasticamente. Trovare poi una battuta ad effetto che la possa distogliere dalla musica è più o meno come chiedere a Berlusconi di ammettere i propri errori. Impossibile in questo mondo. I lettori mp3 superano l’aspirina come contraccettivo, non tengono chiuse solo le gambe ma addirittura anche le orecchie!
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Ancoraggi

Just another night in Nantes
Pagina/13 è inutile. Come spazio di scrittura-pensiero precario è incrostato di notti, vino, diaoghi, stanchezza, informazione, analisi al di sotto di un tetto di Verona. Salendo in collina, attraverso la nebbia di questo dicembre si arriva alla luce di una finestra socchiusa. In quel momento gli ultimi tasti soffermano la pagina di quel particolare giorno.
Questo foglio diviene carta accumuata o strappata nello sciolto fluire delle occupazioni umane. Lo studente studia, il lavoratore lavora, la donna fa la donna come l’uomo fa l’uomo. Pagina/13 è inutile perché inciampa nel tentativo di uscire da questa categorizzazione. Lo è almeno per noi.
Alcune donne inciampano come alcuni uomini; alcuni studenti lo fanno ed anche alcuni lavoratori.
Categorie inciampanti.
Ed ora forse, perso inutilmente il tempo a leggere Pagina/13, è meglio ri-abbassare la testa sul libro davanti. Utile è il nostro punteggio.

Rughe

>Ancoraggi

>Just another night in Nantes
Pagina/13 è inutile. Come spazio di scrittura-pensiero precario è incrostato di notti, vino, diaoghi, stanchezza, informazione, analisi al di sotto di un tetto di Verona. Salendo in collina, attraverso la nebbia di questo dicembre si arriva alla luce di una finestra socchiusa. In quel momento gli ultimi tasti soffermano la pagina di quel particolare giorno.
Questo foglio diviene carta accumuata o strappata nello sciolto fluire delle occupazioni umane. Lo studente studia, il lavoratore lavora, la donna fa la donna come l’uomo fa l’uomo. Pagina/13 è inutile perché inciampa nel tentativo di uscire da questa categorizzazione. Lo è almeno per noi.
Alcune donne inciampano come alcuni uomini; alcuni studenti lo fanno ed anche alcuni lavoratori.
Categorie inciampanti.
Ed ora forse, perso inutilmente il tempo a leggere Pagina/13, è meglio ri-abbassare la testa sul libro davanti. Utile è il nostro punteggio.

Rughe