>Lo scacciapensieri

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Ieri ho trattato un argomento già affrontato in precedenza. Mi spiace ripetermi, ma oggi sono costretto a farlo di nuovo.
Con grande stupore ieri sera ho scoperto che la mensa universitaria ha compiuto un ulteriore passo indietro. Mi ero già soffermato sull’aumento del costo per un pranzo completo; ci si era appena abituati a questo shock ed ecco che il servizio di ristorazione ha introdotto una nuova regola: chi prende la pizza non ha più il diritto ai grissini e al pane. Interpellato sulla questione, il personale si è semplicemente limitato a fare da scaricabarile sostenendo che la scelta è stata imposta come sempre dall’alto senza fornire nessun altro tipo di informazione, tranne quella di restituire i prodotti sopra citati.
Ipotizzando che il più delle volte a fine giornata avanza un bel po’ di pane, quest’ultimo abitualmente viene riciclato per il giorno a seguire se non oltre, perdendo le sue qualità. Prima di introdurre questa nuova regola, visti i lunghi tempi di attesa per la pizza, uno aveva quanto meno la possibilità di placare la propria fame con pane e grissini, ora ciò è negato.
Già il prezzo è aumentato e il servizio peggiorato (posate e tavoli sporchi, cibi di scarsa qualità, ecc.), ora con queste limitazioni si spera che il prossimo passo non sia quello di toglierci anche il dessert o addirittura le posate.
Matte&Patrik

Lo scacciapensieri

Ieri ho trattato un argomento già affrontato in precedenza. Mi spiace ripetermi, ma oggi sono costretto a farlo di nuovo.
Con grande stupore ieri sera ho scoperto che la mensa universitaria ha compiuto un ulteriore passo indietro. Mi ero già soffermato sull’aumento del costo per un pranzo completo; ci si era appena abituati a questo shock ed ecco che il servizio di ristorazione ha introdotto una nuova regola: chi prende la pizza non ha più il diritto ai grissini e al pane. Interpellato sulla questione, il personale si è semplicemente limitato a fare da scaricabarile sostenendo che la scelta è stata imposta come sempre dall’alto senza fornire nessun altro tipo di informazione, tranne quella di restituire i prodotti sopra citati.
Ipotizzando che il più delle volte a fine giornata avanza un bel po’ di pane, quest’ultimo abitualmente viene riciclato per il giorno a seguire se non oltre, perdendo le sue qualità. Prima di introdurre questa nuova regola, visti i lunghi tempi di attesa per la pizza, uno aveva quanto meno la possibilità di placare la propria fame con pane e grissini, ora ciò è negato.
Già il prezzo è aumentato e il servizio peggiorato (posate e tavoli sporchi, cibi di scarsa qualità, ecc.), ora con queste limitazioni si spera che il prossimo passo non sia quello di toglierci anche il dessert o addirittura le posate.
Matte&Patrik

>Vaticano: libertà cristiana e discriminazione

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Mentre papa Ratzinger invoca una “libertà cristiana” nell’Università, il monsignore Celestino Migliore (rappresentante della Santa Sede alle Nazioni Unite, New York) si esprime contrario alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo. E’ così che dal Vaticano si riesce in un giorno solo a parlare insieme di liberazione e discriminazione.
“La validità di una riforma universitaria non può che avere come riscontro la sua libertà”, afferma il santo padre nell’incontro con alcuni studenti e docenti di Parma. E ancora: “Questo non significa isolamento dell’Università dalla società, né autoreferenzialità, né tanto meno perseguimento di interessi privati approfittando di risorse pubbliche. Non è certo questa la libertà cristiana!” Dispiace osservare che queste frasi non spostino di un millimetro il baricentro della questione politica. Tra baroni e diritto di studio-ricerca, tutto è compreso. Ciò che rimane è l’imbarazzante constatazione di avere ascoltato una tautologica retorica priva di argomentazione.
Di tale assenza esplicativa è tuttavia ulteriore contenitore il discorso di Migliore. “Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni.”
La proposta di depenalizzare l’omosessualità nel mondo, agita dalla Francia, verrà (con molta probabilità) intavolata il 10 dicembre prossimo. Quel giorno verranno celebrati i 60 anni della dichiarazione dei diritti umani. Le parole del rappresentante ecclesiastico alle Nazioni Unite a questo punto (qualora non risultassero gravi di per sé) raggiungono l’apice della malsanità nel tentivo successivo di argomentarle.
“Per esempio gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.”
Comandamento n.6: non commettere atti impuri.

Rughe

Vaticano: libertà cristiana e discriminazione

Mentre papa Ratzinger invoca una “libertà cristiana” nell’Università, il monsignore Celestino Migliore (rappresentante della Santa Sede alle Nazioni Unite, New York) si esprime contrario alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo. E’ così che dal Vaticano si riesce in un giorno solo a parlare insieme di liberazione e discriminazione.
“La validità di una riforma universitaria non può che avere come riscontro la sua libertà”, afferma il santo padre nell’incontro con alcuni studenti e docenti di Parma. E ancora: “Questo non significa isolamento dell’Università dalla società, né autoreferenzialità, né tanto meno perseguimento di interessi privati approfittando di risorse pubbliche. Non è certo questa la libertà cristiana!” Dispiace osservare che queste frasi non spostino di un millimetro il baricentro della questione politica. Tra baroni e diritto di studio-ricerca, tutto è compreso. Ciò che rimane è l’imbarazzante constatazione di avere ascoltato una tautologica retorica priva di argomentazione.
Di tale assenza esplicativa è tuttavia ulteriore contenitore il discorso di Migliore. “Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni.”
La proposta di depenalizzare l’omosessualità nel mondo, agita dalla Francia, verrà (con molta probabilità) intavolata il 10 dicembre prossimo. Quel giorno verranno celebrati i 60 anni della dichiarazione dei diritti umani. Le parole del rappresentante ecclesiastico alle Nazioni Unite a questo punto (qualora non risultassero gravi di per sé) raggiungono l’apice della malsanità nel tentivo successivo di argomentarle.
“Per esempio gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.”
Comandamento n.6: non commettere atti impuri.

Rughe

>Difesa Umana

>Oltre la sicurezza: persone manipolate

Nella “marmaglia clandestina” ostile al Fronte Separatista emerge una grave banalizzazione. La riduzione dell’Altro a elemento di disordine, illegalmente in vita, paranoicamente padrone. L’Altro diviene clandestino; il clandestino diviene massa informe (quindi spersonalizzato). Il particolare dell’Altro che è corpo, carne, voce, sguardo, è capovolto in un qualsiasi indeterminato, membro indistinto di una “marmaglia” senza legge. Il peggio tuttavia accade oltre. “Immigrati che sono diventati padroni” è passaggio carico di una profonda ombra storica. Dall’ebreo affarista, padrone dell’economia si arriva alla Shoa. Colpevolizzazione che giunge allo sterminio. Sollevare (senza argomentare) certezze sopra l’Altro (che già non ha più volto nel considerarlo “marmaglia”) è pericoloso.
Ciò che si afferma è che la retorica violenta utilizzata dal PAB è grave, lesiva della realtà, fondamento di una ideologia regionale che nasconde la sua sola natura economica.

Rughe

Difesa Umana

Oltre la sicurezza: persone manipolate

Nella “marmaglia clandestina” ostile al Fronte Separatista emerge una grave banalizzazione. La riduzione dell’Altro a elemento di disordine, illegalmente in vita, paranoicamente padrone. L’Altro diviene clandestino; il clandestino diviene massa informe (quindi spersonalizzato). Il particolare dell’Altro che è corpo, carne, voce, sguardo, è capovolto in un qualsiasi indeterminato, membro indistinto di una “marmaglia” senza legge. Il peggio tuttavia accade oltre. “Immigrati che sono diventati padroni” è passaggio carico di una profonda ombra storica. Dall’ebreo affarista, padrone dell’economia si arriva alla Shoa. Colpevolizzazione che giunge allo sterminio. Sollevare (senza argomentare) certezze sopra l’Altro (che già non ha più volto nel considerarlo “marmaglia”) è pericoloso.
Ciò che si afferma è che la retorica violenta utilizzata dal PAB è grave, lesiva della realtà, fondamento di una ideologia regionale che nasconde la sua sola natura economica.

Rughe

>Il tradimento del consumo

>Nel momento in cui la recessione economica sembra spingere verse un uleriore taglio dei tassi di prestito, il consumo arranca nella sfiducia ai mercati globali. Giovedì 4 dicembre a Bruxelles il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Ciò che potrebbe fuoriuscire dai banchi bancari è proprio un’economica di ribasso alla quota d’interesse (3,75% attuale). Cosa comporta tutto questo?
Al calare dei tassi corrisponde un incremento di liquidità; devalutazione del denaro; maggiore circolazione ed aumento del consumo. Ci si trova davanti ad un movimento economico che facilita l’indebitamento del consumatore, favorito proprio dal calo dei tassi. Il problema per i prestatori è invece legato al puro calcolo della riduzione delle entrate derivanti dagli interessi sul prestito. Da qui emergono nuovi strumenti per il rendimento; spazio alla Finanza Creativa.
Il palcoscenico in cui i consumatori-cittadini-viventi (noi) si trovano a respirare, si tesse degli stessi colori della crisi che si vuole affrontare. I subprime (prestiti concessi a soggetti che non possono accedere ai tassi di interesse di mercato), fondanti questo crollo economico, nascono dall’esigenza di estendere l’accesso al credito. A complemento di questa estensione si compie una spesa eccedente le possibilità reali della sua realizzazione. Aumenta nuovamente l’indebitamento.
E’ chiaro a questo punto che ogni scelta da parte degli economisti di Bruxelles sarà centrale nell’andamento economico del periodo a venire. Centrale è ancora una volta il consumo.
Se di un tradimento si parla è ora di un agire umano che priva il sistema economico del suo alimento, l’umano stesso. E se i bar di Veronetta oggi restassero vuoti?

Rughe